Augusto Marini

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Augusto Marini (Roma, 1834Berna, 8 agosto 1897) fu un poeta dialettale italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Di professione avvocato, fu patriota garibaldino e soldato nella guerra d'Indipendenza del 1859-1860. Fu ferito nelle campagne del Tirolo e di Mentana (1867). Fu esiliato dal governo pontificio per il suo liberalismo sinceramente anticlericale. Poté ristabilirsi a Roma soltanto nel (1870) e trovò impiego nell'amministrazione comunale. Cominciò a pubblicare in tarda età, ma la sua produzione poetica in romanesco inizia attorno al 1859.

Fustigatore del malcostume e dell'ipocrisia, le sue poesie, per la maggior parte di argomento politico, rendono bene l'idea della temperie culturale di Roma all'indomani della Breccia di Porta Pia.

Morì a Berna, dove si era recato per sottoporsi ad un'operazione chirurgica.

Pubblicazionimodifica | modifica sorgente

  • Poesie in dialetto romanesco, Roma, Ripamonti, 1877.
  • Cento sonetti in vernacolo romanesco, con proemi di Raffaele Giovagnoli, Roma, Perino, 1877.
  • Sonetti romaneschi ed altre poesie satiriche, con prefazione di Raffaello Giovagnoli, Tip. Frankliniana, Roma, 1886.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • E. Veo, I poeti romaneschi, Roma, Anonima Romana Editoriale, 1927.
  • F. Possenti, Cento anni di poesia romanesca, Roma, Staderini, 1968, 2 voll. pp. 154-160.







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