Aulos

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Aulos
Joueur aulos vase borghese.jpg
Un satiro suonatore di diaulos.
Rilievo dal Vaso Borghese al Louvre
Informazioni generali
Origine Grecia
Classificazione Aerofoni ad ancia doppia
Utilizzo
Musica dell'antichità

L'aulos (in greco αὐλός, aulòs) era uno strumento musicale aerofono usato nell'Antica Grecia.

Lo strumentomodifica | modifica sorgente

Era formato da un tubo di canna, di legno, oppure d'osso o avorio, con imboccatura a bulbo e relativa ancia. Spesso lo si vede raffigurato nella forma a due tubi divergenti, in qual caso viene detto diaulos. Talora il termine greco aulos viene erroneamente tradotto in italiano con flauto, nome generico degli aerofoni a suono di taglio. In realtà l'aulos, strumento ad ancia doppia, appartiene alla famiglia dell'oboe.

Si ritiene fosse suonato con la tecnica della respirazione circolare. Nell'epoca classica, sui tubi venivano praticati sino a cinque fori; in età ellenistico-romana un numero maggiore. Il bocchino veniva inserito nei tubi. L'aulos poteva avere un'ancia semplice o doppia che, in mancanza del bocchino, poteva essere introdotta direttamente nel tubo. Per suonare l'aulos l'esecutore (auleta) indossava una fascia di cuoio, la phorbeiá, che favoriva la tenuta d'aria.

L'aulos, utilizzato nella rappresentazione delle Tragedie e all'interno dei costumi e dei riti simposiaci, comastici e funerari della Grecia antica e dell'Etruria, aveva la caratteristica di creare un forte impatto emotivo. Era utilizzato anche in guerra: sulle triremi, per ritmare la cadenza dei remi, era previsto un apposito addetto, il trièraulès, che realizzava lo scopo servendosi del suono incalzante del suo strumento.

Satiro seduto che suona il diaulos e un erote con armi (particolare di un cratere conservato al Museo archeologico nazionale delle Marche)

Lo strumento è presente nelle raffigurazioni delle ceramiche greche che testimoniano una delle prime rappresentazioni iconografiche di strumento a fiato.

Il mitomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Marsia.

La sua invenzione si attribuisce alla Dea greca Atena. Pindaro narra che la dea dopo aver creato lo strumento, l'avesse disprezzato e gettato via poiché nel suonarlo le gote, gonfiandosi d'aria, deformavano la sua bellezza. Lo strumento venne poi raccolto da Marsia il quale lo utilizzò per sfidare Apollo in una gara di abilità.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente








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