Aurigo

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Aurigo
comune
Aurigo – Stemma Aurigo – Bandiera
Panorama di Aurigo
Panorama di Aurigo
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Sindaco Luigino Dellerba (Lista civica "Insieme per Aurigo") dal 16/05/2011
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 43°58′58.14″N 7°55′22.19″E / 43.982817°N 7.922831°E43.982817; 7.922831 (Aurigo)Coordinate: 43°58′58.14″N 7°55′22.19″E / 43.982817°N 7.922831°E43.982817; 7.922831 (Aurigo)
Altitudine 431 m s.l.m.
Superficie 9,46 km²
Abitanti 341[1] (31-12-2011)
Densità 36,05 ab./km²
Frazioni Guardiabella, Poggialto
Comuni confinanti Borgomaro, Pieve di Teco, Rezzo
Altre informazioni
Cod. postale 18020
Prefisso 0183
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008005
Cod. catastale A499
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 170 GG[2]
Nome abitanti aurighesi
Patrono santi Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Aurigo
Posizione del comune di Aurigo nella provincia di Imperia
Posizione del comune di Aurigo nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Aurigo (Auìgu in ligure[3]) è un comune italiano di 341 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Il territorio di Aurigo è situato nella valle del Maro, tratto terminale della valle del torrente Impero dove qui riceve gli affluenti torrenti e rii di Lacori, Coette, Succo e Banco. Il borgo aurighese si colloca a 431 m s.l.m. su un poggio alle pendici del monte Guardiabella (1218 m), lungo il percorso di mezzacosta che dalla frazione di Candeasco (Borgomaro) conduce a Poggialto e Conio (Borgomaro).

Il territorio comunale è costituito, oltre al capoluogo, dalle due frazioni di Guardiabella e Poggialto per un totale di 9,46 km2[4]. Confina a nord con i comuni di Rezzo e Pieve di Teco, a sud e ad ovest con Borgomaro e ad est con Pieve di Teco e Borgomaro. Dista circa 18 km a nordovest di Imperia e 134 km a sudovest di Genova.

Storiamodifica | modifica sorgente

Le origini del nome

L'origine del toponimo è da far risalire al termine latino apricus[5], cioè "esposto al sole", derivante dalla posizione estremamente vantaggiosa, aperta e soleggiata. Un'altra ipotesi collegherebbe il nome del borgo ad una persona, Aurigis[5], di origine germanica. Con il susseguirsi degli eventi storici il toponimo mutò poi nella versione Castrum Aurigis[5] e, quindi, nell'attuale "Aurigo".

Le prime notizie documentate sul borgo e territorio di Aurigo risalgono al XIII secolo[5] quando per la sua posizione fu scelto dai conti di Ventimiglia per la costruzione di un castello. Fu proprio la sicurezza offerta dalla postazione difensiva che permise alla popolazione di andarsi a porre sotto il fisico controllo del maniero, edificando un borgo allungato su di uno sperone collinare e lasciando il primitivo nucleo - insediatosi più a monte - di cui rimane la chiesa e santuario di Sant'Andrea, quest'ultima citata in un documento del 1242[5].

L'attività della comunità aurighese nel periodo medievale era legata all'agricoltura, soprattutto nella coltivazione dei cereali e degli uliveti del territorio, alla produzione di vino locale e all'allevamento del bestiame (bovini) grazie alla vasta prateria ubicata tra il Colle San Bartolomeo e la zona dell'attuale nucleo frazionario di San Bernardo di Conio (Borgomaro)[5].

E risale proprio al 2 dicembre 1242 la stipula di un atto di dedizione[5] (e di relativi Statuti[5]) delle due comunità di Aurigo e Poggialto al conte Filippo di Ventimiglia, famiglia che quindi deteneva la proprietà feudale sul territorio[5]. Intorno al 1270[5] questa zona fu attaccata e conquistata dalle truppe di Carlo d'Angiò che assoggettò Aurigo al suo volere fino alla riconquista, nel 1273[5], da parte dei conti ventimigliesi anche grazie all'aiuto prestato da Genova; la dominazione dei Conti perdurò fino e senza più contrasti fino al XV secolo[5].

Il borgo di Aurigo con la chiesa della Natività di Maria Vergine

Nuovi scontri e assedi interessarono ancora il borgo di Aurigo sul finire del Quattrocento[5] quando il signore del Maro Giovanni Antonio di Tenda, figlio di Onorato e di Margherita Del Carretto[5], per rivendicare antichi e presunti diritti sulla zona compì un vero e proprio assalto al locale castello dei conti di Ventimiglia (distrutto nel 1480) obbligando quest'ultimi alla resa e alla fuga da Aurigo[5]. La nuova proprietà feudale dei Lascaris di Tenda fu tale fino al 1511[5] quando, con l'aiuto di Renato di Savoia, i conti ventimigliesi tornarono in possesso del loro feudo aurighese.

Nel 1555 la zona feudale di Aurigo, del Maro e di Prelà entrarono nei possedimenti del Marchesato di Dolceacqua[5] che nel 1575, così come tutta la valle di Oneglia, entrò a far parte dei domini di Emanuele Filiberto I di Savoia[6]. Nello stesso periodo risale il passaggio di Aurigo al ramo familiare dei Lascaris di Ventimiglia[5], conti di Tenda, che nella parte più alta del borgo aurighese edificheranno un nuovo palazzo signorile[5] a poca distanza dai ruderi dell'antico castello dei Ventimiglia distrutto nel XV secolo. Le fonti storiche dell'epoca attestano inoltre il valore di 750 abitanti tra le due principali comunità di Aurigo (170 "fuochi") e di Poggialto (15 "fuochi"), un dato che colloca il territorio tra i più maggiormente abitati[5] della valle del Maro.

Rientrato stabilmente dal XVIII secolo nei possedimenti del Ducato di Savoia[5], il feudo di Aurigo fu ancora amministrato per conto dei sovrani sabaudi dai conti Lascaris di Ventimiglia[5] e dai collaterali De Gubernatis di Ventimiglia[5], quest'ultimi poi imparentati poi con i marchesi Ferrero di Alassio dando vita al ramo dei Ferrero De Gubernatis di Ventimiglia[5].

Panorama del borgo aurighese

Interessato dagli scontri tra gli eserciti franco-spagnoli nella guerra di successione austriaca[5] (1747), il territorio aurighese pagò caro i nuovi assalti correlati alle campagne napoleoniche in Italia. Nel particolare viene documentato un gravoso episodio che sconvolse il paese il 14 aprile 1800[5] quando, su ordine del generale delle truppe austro-russe Stanislao Jablonoski, le case furono date alle fiamme dai soldati che pure infierirono sugli inermi abitanti aurighesi.

Facente parte del Regno di Sardegna, i territori della valle del Maro e quindi anche la municipalità di Aurigo confluirono tra il 1801 e il 1803 nella Repubblica Ligure andando a costituire il II cantone di Val di Maro nella Giurisdizione degli Ulivi[6]. In questo passaggio amministrativo la municipalità di Poggialto, costituita con l'avvento della dominazione napoleonica, fu soppressa e aggregata[6] all'ente municipale di Aurigo. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 il territorio venne inserito nel Dipartimento di Montenotte sotto l'arrondissement di Porto Maurizio[6].

Nuovamente inglobato nel Regno di Sardegna dal 1815, così come stabilito dal Congresso di Vienna del 1814, che sottopose Aurigo nella Divisione di Nizza, confluì nel Regno d'Italia dal 1861[6]. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I mandamento di Borgomaro del Circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Porto Maurizio e, con la sua costituzione, della successiva provincia di Imperia[6].

Il terremoto del 23 febbraio 1887 portò ad una parziale devastazione del paese e alla morte di 10 persone su 760 abitanti dell'epoca[5].

Nel 1928 il territorio comunale di Aurigo viene unito al Comune di Borgomaro[6] e solo nel 1954 ottenne una nuova indipendenza municipale[6]. Durante le fasi cruciali della seconda guerra mondiale il centro di Aurigo fu la sede operativa di un distaccamento partigiano: la IV Brigata della II Divisione Garibaldi "Felice Cascione"[5].

Ad oggi vivono ad Aurigo il marchese Luca Ferrero De Gubernatis Ventimiglia (sindaco dal 2001 al 2006) in un edificio dei primi anni del Novecento, costruito sulle rovine del castello; ed il conte Mario Bianco di San Secondo De Gubernatis Ventimiglia, appartenente ad un ramo collaterale della stessa famiglia, che vive nello storico palazzo del XVI secolo, nei pressi dell'antico castello.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana dell'Olivo e dal 2009 al 2011 della Comunità montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia.

Simbolimodifica | modifica sorgente

Aurigo-Stemma.png
Aurigo-Gonfalone.png


« Inquartato: il PRIMO d'azzurro, all'ulivo sradicato d'oro con foglie verdi e dieci frutti; il SECONDO e TERZO di rosso sormontati da fascia d'oro; il QUARTO d'argento al castello di rosso, merlato, con due torri anch'esse merlate alla ghibellina, con una finestra centrale ed una in ciascuna delle torri »
(Descrizione araldica dello stemma[7])
« Drappo partito di rosso e di giallo... »
(Descrizione araldica del gonfalone[7])

Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati approvati con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 12 aprile del 1988[4].

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

Architetture religiosemodifica | modifica sorgente

  • Chiesa parrocchiale della Natività di Maria Vergine nel capoluogo.
  • Oratorio di San Giovanni Battista nel capoluogo. Legato all'omonima confraternita, l'edificio sacro, secondo una consolidata tradizione locale, è collocato nei pressi della chiesa parrocchiale. Esso è impreziosito dagli stucchi tardo seicenteschi di Gio Paolo Marvaldi. La chiesa, nel suo complesso, meriterebbe maggiore interesse ed un'accurata opera di restauro e consolidamento delle strutture, dato il grande valore storico, artistico e culturale che rappresenta per la comunità.
  • Chiesa di San Bernardo nella frazione di Poggialto. Conserva un dossale in legno databile al XVII secolo.
  • Chiesa-santuario di Sant'Andrea nell'omonima località.
  • Chiesa-santuario di San Paolo nell'omonima località.

Architetture civilimodifica | modifica sorgente

  • Palazzo De Gubernatis Ventimiglia. Costruito nei pressi delle rovine dell'antico castello (collocate sotto l'asfalto della piazza e nel giardino di casa Ferrero De Gubernatis Ventimiglia) a partire dal XVII secolo, con i materiali di recupero da esso provenienti. Impreziosito da un bel portale d'accesso, l'edificio, caratterizzato da vani ariosi e maestosi all'interno e da un aspetto rustico in pietra all'esterno, è abitato dalla famiglia Bianco di San Secondo De Gubernatis Ventimiglia.

Societàmodifica | modifica sorgente

La chiesa-santuario di San Paolo nell'omonima località

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[8]


Etnie e minoranze stranieremodifica | modifica sorgente

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[9] i cittadini stranieri residenti ad Aurigo sono 19, pari al 5,57% della popolazione comunale.

Culturamodifica | modifica sorgente

La chiesa-santuario di Sant'Andrea nell'omonima località

Eventimodifica | modifica sorgente

  • Festa patronale dei santi Pietro e Paolo, il 29 giugno, con festeggiamenti di religiosi e profani (sagra).
  • Festa di san Bernardo, il 20 agosto, nella frazione di Poggialto.
  • Festa della Madonna Addolorata, la terza domenica di settembre, con funzioni solenni che coinvolgono autorità locali, provinciali e confraternite. Caratteristici i vespri, la processione, il concerto della banda musicale ed il rinfresco, offerti dall'amministrazione comunale.

Persone legate ad Aurigomodifica | modifica sorgente

Economiamodifica | modifica sorgente

L'economia locale è basata principalmente sulla produzione agricola e sull'olivicoltura, quest'ultima testimoniata dalla presenza di tre frantoi (due ad Aurigo ed uno in frazione Poggialto) e da un recupero lento ma costante dei terrazzamenti. Discreta è la produzione di vino, con vigneti coltivati in località Aurighi, nei pressi del santuario di Sant'Andrea.

Il paese, contrariamente a quanto è ormai in atto da diversi decenni nell'entroterra ligure, ha cercato di combattere il progressivo abbandono del mondo rurale e lo dimostrano le diverse attività commerciali ancora presenti sul territorio comunale: negozi di alimentari, bar, trattorie ed osterie ecc.

Oltre a ciò, è da sottolineare una recente inversione di tendenza nell'evoluzione demografica, con aumento della natalità; fenomeno, quest'ultimo, che ha convinto l'amministrazione comunale alla riapertura dell'asilo nido e della scuola materna. La struttura, situata nel palazzo comunale, è stata inaugurata il 15 settembre 2007.

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica sorgente

Strademodifica | modifica sorgente

Il territorio di Aurigo è attraversato principalmente dalla strada provinciale 26 la quale permette il collegamento stradale a nordovest con la frazione Conio di Borgomaro e a sud con la stessa Borgomaro. Altra arteria stradale è la provinciale 21 per Carpasio, Caravonica e Cesio.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1988 1993 Luigino Dellerba Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1997 Luigino Dellerba Democrazia Cristiana Sindaco
1997 2001 Luigino Dellerba Lista civica Sindaco
2001 2006 Luca Ferrero De Gubernatis Lista civica Sindaco
2006 2011 Pier Carlo Gandolfo Lista civica "Insieme per Aurigo" Sindaco
2011 in carica Luigino Dellerba Lista civica "Insieme per Aurigo" Sindaco

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b Fonte dallo statuto comunale di Aurigo. URL consultato il 14 ottobre 2013.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab Fonte dal libro di Andrea Gandolfo, La provincia di Imperia: storia, arti, tradizioni. Volume 1, Peveragno, Blu Edizioni, 2005.
  6. ^ a b c d e f g h Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche. URL consultato il 14 ottobre 2013.
  7. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  8. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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