Film di serie B

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Con il termine piuttosto generale film di serie B, o anche B-movie, si indica solitamente un film a basso costo e di dubbia qualità, di qualunque genere o sottogenere.

Negli Stati Unitimodifica | modifica sorgente

Il film di serie B è nato negli anni trenta negli Stati Uniti per contrastare il calo di spettatori nelle sale. Pagando un solo biglietto si poteva vedere un film in più e questo spiega anche la loro durata inferiore ai settanta minuti. Si trattava di film (di genere soprattutto western e noir) girati in pochi giorni e sfruttando scenografie e costumi di altri film ben più costosi.

Negli anni sessanta ha avuto il massimo successo di pubblico con i film prodotti e diretti da Roger Corman.senza fonte

Resta invece incerta l'origine del nome, o meglio, della "B". Secondo alcuni viene da «Bottom of the Bill» perché il loro titolo era scritto in fondo al manifesto del film che accompagnavano; secondo altri invece viene da «Bread and Butter» cioè film girati per guadagnare il pane, per vivere. Il termine ha poi assunto un significato di film girato in fretta, senza particolari pretese e solitamente, ma non sempre, di non eccelsa qualità.

In Italiamodifica | modifica sorgente

In Italia i film di serie B hanno assunto soprattutto significato di film di bassa qualità. Essi si diffusero in particolar modo tra gli anni sessanta e gli anni ottanta, ma in realtà esistono da quando è nato il cinema con i suoi generi. Questi film, venivano girati e montati molto in fretta rispetto agli standard delle grandi produzioni, perciò hanno sempre goduto del vantaggio d'essere distribuiti (nel caso dei sequel), in modo relativamente celere rispetto all'uscita dell'originale.

I numerosi generi e sottogeneri (tra questi ricordiamo almeno gli spaghetti western o western all'italiana) che questa definizione abbraccia, proprio perché così diversi fra loro e per la facilità degli argomenti trattati, ebbero molta fortuna tra gli spettatori italiani, almeno fino all'avvento della televisione generalista e commerciale verso la metà degli anni settanta; anche in caso di abbandono del pubblico, si rigenerarono cambiando anche registro, ad esempio, da drammatico a comico; o si perpetuarono in, più o meno lunghi, sequel.

Perciò, a tempo di record, e in qualche caso anche nell'arco dello stesso anno, uscivano nelle sale numerosi film di una stessa serie, con varianti, e omissioni (anche evidenti) comprese, tendenzialmente peggiorando in qualità e sceneggiatura di film in film; la richiesta faceva sì che si formassero dei veri e propri episodi espressi in tempo reale, che il pubblico, in qualche modo richiedeva, o imparava ad aspettare; il meccanismo durava finché c'era pubblico in sala.

Lo sfruttamento plurimo di uno stesso personaggio faceva sì che divenisse, ben presto, uno stereotipo; o l'utilizzazione di una situazione conosciuta e/o riconoscibile immediatamente alla collettività degli spettatori, anche di diversa estrazione sociale, permettevano al grande pubblico di affezionarsi alle serie, creando così, ove fosse possibile, dei tormentoni che si traducevano in pubblicità gratuita ai vari prodotti, in blocco, senza discrimini qualitativi di sorta. Per lo stesso motivo, molti attori, identificati nei personaggi stessi che interpretavano, divennero dei veri e propri modelli incarnando delle maschere nel tempo del cinematografo.

I protagonistimodifica | modifica sorgente

Probabilmente il più noto regista di film di serie B è Tanio Boccia, accostato da certi a Ed Wood e definito il "peggior regista italiano".[1] Tra gli attori celebri dei B-Movie italiani vanno ricordate vere e proprie star agli occhi degli appassionati del genere, personaggi come Bombolo, Jimmy il Fenomeno, Lando Buzzanca, Lino Banfi, Alvaro Vitali, Renzo Montagnani, Mario Carotenuto, Ennio Antonelli, Tomas Milian ed attrici come Barbara Bouchet, Gloria Guida, Nadia Cassini, Edwige Fenech, Anna Maria Rizzoli, Carmen Villani, Lilli Carati, Femi Benussi e Orchidea De Santis.

La riscopertamodifica | modifica sorgente

Negli ultimi anni, molti tra questi B-movie sono tornati alla ribalta, per motivi non soltanto cinematografici, ma più per l'importanza sul piano del costume nazionale poiché vengono identificati generalmente con la commedia erotica all'italiana o commedia sexy; vengono sovente definiti trash o cult, o in un altro caso stracult, come dichiara l'omonimo titolo di un dizionario di B-Movie e di un programma televisivo a loro dedicati, curati dallo storico del cinema Marco Giusti.

Durante la 61ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (2004) è stata presentata una selezione di film di serie B italiani, chiamata Italian Kings of the Bs / Storia segreta del cinema italiano 1949-1976, patrocinata da Quentin Tarantino, che ha avuto una sezione dedicata ed ha riscosso un grande successo di pubblico e critica.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Gianni Canova, Enciclopedia del cinema, Garzanti, 2005 p.125

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Testi sul B-movie statunitense:

  • Robin Cross, The Big Book of B-Movie or How Low Was My Budget, 1984
  • Golden Age Of B Movies, 1988
  • Don Miller, "B" movies;: An informal survey of the American low-budget film, 1933-1945 (The Curtis film series), 1973
  • Arthur Lyons, Death on the Cheap: The Lost B Movies of Film Noir

Testi sul B-movie italiano:

  • Brando Taccini, Stracult Horror: Guida al meglio (e al peggio) del cinema horror italiano anni '80, 2012

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