Battaglia della Baia di Helgoland (1939)

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Battaglia della Baia di Helgoland (1939)
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Data settembre 1939 - aprile 1940
Luogo Baia di Heligoland, Germania
Esito Vittoria tedesca
Schieramenti
Regno Unito Comando Bombardieri Royal Air Force Germania Comando Caccia Luftwaffe
Effettivi
22 bombardieri Vickers Wellington
- No. 9 Squadron RAF
- No. 37 Squadron RAF
- No. 149 Squadron RAF
(18 dicembre 1939)
100 caccia Bf 109 e Bf 110
- II./JG 77
- II./TrGr 186
- JG 101
- 10.Nacht./JG 26
- 1 staffel del I./ZG 76
- 1 staffel del I./ZG 26
- I./JG 26
(18 dicembre 1939)
Perdite
12 bombardieri abbattuti
6 bombardieri auto-distrutti in atterraggio
alcuni danneggiati
(18 dicembre 1939)
3 caccia Bf 109 abbattuti
1 caccia auto-distrutto in atterraggio
alcuni danneggiati
(18 dicembre 1939)
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La battaglia della Baia di Helgoland si svolse durante la Seconda guerra mondiale, fra il settembre 1939 e l'aprile 1940. Citata in alcuni testi storici anche come la Battaglia della Baia di Jade, fu la prima campagna aerea di bombardamento strategico intrapresa dal Comando Bombardieri della Royal Air Force contro la Kriegsmarine (Marina da Guerra tedesca) nella Baia di Helgoland, in Germania.

Questa campagna aerea ebbe notevoli ripercussioni sulle successive scelte strategiche della Royal Air Force e della Luftwaffe.

Obiettivo strategicomodifica | modifica sorgente

Vista parziale sui Cantieri Navali di Wilhelmshaven: in questa foto del 1928, quattro scafi di cacciatorpediniere sono in costruzione per la Marina Militare tedesca

Durante la Seconda guerra mondiale, la città di Wilhelmshaven in Germania era un importante centro navale e militare. Le grandi installazioni portuali costituivano base operativa della Kriegsmarine, sia per le navi da guerra che per i sommergibili U-Boot; con relativi grandi cantieri navali e depositi di munizioni e carburanti. Erano presenti, inoltre, alcuni impianti industriali per la produzione di armamenti e munizioni. La città era difesa da numerose batterie FlaK (artiglieria contraerea) di vario calibro (in particolare, cannoni 8,8 cm FlaK).

Almeno tre aeroporti della Luftwaffe, dislocati intorno alla baia, potevano far decollare aerei da caccia Bf 109 e Bf 110 per difendere lo spazio aereo da eventuali bombardieri nemici. Nella zona i tedeschi disponevano anche di una modernissima stazione radar "Freya", costruita per avvistare anticipatamente gli aerei nemici e migliorare il coordinamento della difesa aerea, ma nel dicembre 1939 era stata appena attivata e per di più era ancora in fase sperimentale.[1]

Dottrine britanniche per il bombardamento strategicomodifica | modifica sorgente

Le disposizioni del Governo britannico, nel 1939, vietavano ai bombardieri della RAF di colpire la popolazione civile: le bombe dovevano essere sganciate solo ed esclusivamente su bersagli militari. Questo era un tentativo, da parte britannica, di dare una specie di etica alle campagne di bombardamento e di combattere una guerra "cavalleresca".

Queste disposizioni ebbero notevole influenza sulle missioni da bombardamento britanniche, nonché nella Battaglia della Baia di Jade: nonostante molti bersagli strategici presso Wilhelmshaven fossero a portata dei bombardieri inglesi, le bombe furono sganciate solo sui bersagli navali non ormeggiati al porto, proprio per evitare il rischio di colpire civili. Successivamente, tuttavia rendendosi conto che tali disposizioni limitavano molto il potenziale offensivo dei propri bombardieri, dalla metà del 1941 il governo britannico autorizzò ed anzi incentivò il bombardamento a tappeto indiscriminato contro le città nemiche colme di civili inermi.

Storiamodifica | modifica sorgente

La missione del 3 settembre 1939modifica | modifica sorgente

(da completare)

La missione del 3 dicembre 1939modifica | modifica sorgente

Il Comando Bombardieri della Royal Air Force inviò 24 bombardieri Vickers Wellington in missione di bombardamento strategico da volo orizzontale, nella Baia di Heligoland. I britannici non colpirono la città, ma riuscirono ad affondare una nave posamine nonché ad abbattere un aereo da caccia della Luftwaffe in pattuglia aerea.

I tedeschi, sostanzialmente, fallirono nell'intercettare tempestivamente i bombardieri britannici poiché la nuova stazione radar non era ancora pienamente operativa. Gli Wellington riuscirono a ritornare nelle loro basi senza perdite, prendendo il largo sul Mare del Nord. Tuttavia, il loro bottino fu molto magro, soprattutto a causa del fuoco contraereo che impedì un accurato sgancio delle bombe.

La missione del 6 dicembre 1939modifica | modifica sorgente

(da completare)

La missione del 14 dicembre 1939modifica | modifica sorgente

Per problemi organizzativi, questa volta soltanto 12 bombardieri Vickers Wellington della RAF furono inviati contro il porto militare di Wilhelmshaven. Al largo della baia, però, i bombardieri britannici si imbatterono casualmente negli incrociatori leggeri tedeschi Nurnberg e Leipzig. Gli inglesi non erano in numero adeguato all'attacco, ma tentarono comunque di colpire gli incrociatori ritenendoli bersagli importanti, ed operarono coraggiosamente ad una quota più bassa del solito, per tentare di sganciare le bombe con maggior precisione. Come conseguenza si ebbero perdite elevate a causa del fuoco contraereo: sei bombardieri furono abbattuti. I danni arrecati alle navi furono leggeri.

La missione del 18 dicembre 1939modifica | modifica sorgente

Di nuovo, 24 bombardieri Wellington entrarono in azione contro il porto militare di Wilhelmshaven. Due bombardieri britannici dovettero comunque ritirarsi durante il viaggio di andata, per problemi ai motori. Questa volta, tuttavia, l'aviazione militare tedesca si era ben organizzata per l'intercettazione, anche grazie ai rilevamenti della nuova stazione "Freya" entrata da poco in funzione: circa cento caccia Bf 109 e Bf 110 furono messi in allerta in tutta la zona intorno alla baia, e varie squadriglie tedesche ingaggiarono lotta con i bombardieri britannici per circa un'ora, tra le 14.00 e le 15.00. La caccia tedesca dimostrò che i bombardieri, da soli e senza la scorta di caccia, erano facili prede.

Ben 12 bombardieri furono abbattuti nel cielo sopra la baia, e i restanti, più o meno gravemente danneggiati, tentarono la fuga prendendo il largo sul Mare del Nord. Tra questi, tre si schiantarono al suolo durante l'atterraggio auto-distruggendosi, portando così il totale dei bombardieri persi a 15. Nessuna bomba cadde sulla città, né sui bersagli navali, e la Luftwaffe perse solo tre caccia, anche se altri rimasero lievemente danneggiati.

La missione del 27 dicembre 1939modifica | modifica sorgente

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La missione del 2 gennaio 1940modifica | modifica sorgente

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La missione del 10 gennaio 1940modifica | modifica sorgente

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La missione del 17 febbraio 1940modifica | modifica sorgente

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Conseguenzemodifica | modifica sorgente

Dall'esperienza di questa piccola campagna aerea di bombardamento, la Royal Air Force imparò alcune lezioni:

  • i bombardieri non potevano più effettuare missioni strategiche diurne senza caccia di scorta;
  • le missioni di attacco a bassa quota erano divenute troppo rischiose, a causa della moderna contraerea.

A seguito di queste lezioni, date le pesanti perdite, il Comando Bombardieri della RAF iniziò a pensare che il Bombardamento strategico diurno, su obiettivi di precisione, fosse troppo rischioso per le proprie forze aeree. A seguito di molte altre battaglie dall'esito disastroso, dalla metà del 1940 il Comando Bombardieri rinunciò alle missioni strategiche diurne, passando decisamente al bombardamento a tappeto notturno e da alta quota.

Anche la Luftwaffe imparò alcune lezioni di difesa aerea. Il Comando tedesco della zona si rese conto che tutto il sistema pre-bellico di rilevamento visuale dei nemici, della loro segnalazione alle unità da caccia, nonché tutto il programma pre-bellico di difesa aerea, erano ormai diventati virtualmente inutili: i bombardieri nemici erano troppo veloci. Il Comando tedesco si era affrettato, quindi, a mettere in piena operatività la nuovissima stazione radar, dato che:

  • il radar era ormai uno strumento indispensabile nella guerra aerea moderna;
  • la tempestività e il coordinamento delle informazioni sul nemico erano molto importanti per garantire il successo.

Tuttavia, il miglioramento dell'organizzazione e del coordinamento delle forze da intercettazione, che resero possibile la vittoria dei caccia tedeschi il 18 dicembre 1939, ebbe un carattere occasionale e locale, piuttosto che strutturale e generalizzato. Soltanto successivamente e tardivamente i tedeschi si resero conto che la battaglia aerea della Baia di Helgoland, già dal dicembre 1939, era stata un monito a rafforzare e migliorare notevolmente l'organizzazione della difesa aerea in tutto il Reich. Questo monito, tuttavia, rimase inascoltato almeno per un paio di anni soprattutto a causa di Hitler, che da sempre propugnava una politica militare enfatizzante l'attacco, trascurando le difese.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ I Tedeschi misero in azione la prima rete di stazioni radar veramente efficace per la difesa aerea, denominata "Himmelbett", soltanto nell'estate 1940. Fonte: Enciclopedia, Il Terzo Reich

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Enciclopedia, Aerei della Seconda Guerra Mondiale - Volume: Gli Assi della Blitzkrieg (Bf 109 D/E)








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