Battaglia di Geonosis

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Battaglia di Geonosis
parte della guerra dei Cloni
Data 22 BBY
Luogo Geonosis
Esito Vittoria Repubblicana
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
212 Jedi
192.000 Clone Trooper
1.600 navi da guerra LAAT/i
400 navi cargo LAAT/c
2.160 Camminatori AT-TE
100 unità d'artiglieria SPHA-T
12 Distruttori Stellari di classe Acclamator
Geonosiani
1 milione di droidi da battaglia B1
100.000 super droidi da battaglia B2
3.000 droidi distruttori ("Droideka")
4 Cannoni sonici (nell'arena)
Pezzi d'artiglieria Geonosiani (quantità sconosciuta)
15.000 droidi ragno
4.100 mezzi Hailfire
7.500 mezzi Homing Spider
60 Navi della Federazione dei Mercanti
286 mezzi della Tecno Unione
41 Shuttle della Gilda del Commercio
starfighters Geonosiani
7.000 Fregate bancarie
AAT
GAT
1 Navigatore solare Geonosiano
Perdite
186 Jedi inclusi Coleman Trebor ed Eeth Koth,
Molti clone trooper,
molti AT-TE e LAAT
Jango Fett, molti guerrieri Geonosiani, qualche membro della Confederazione dei Sistemi Indipendenti, e molti droidi, 6.994 Fregate bancarie, 14 Navi principali, 117 Navi della Tecno Unione, 5 Navi della Gilda del Commercio
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La Battaglia di Geonosis è uno dei conflitti principali occorsi nella serie fantascientifica di Guerre stellari, combattuta tra la Confederazione dei Sistemi Indipendenti e la Repubblica Galattica. Fu la grandiosa battaglia d'apertura della Guerra dei Cloni, e viene raccontata all'interno del film "L'attacco dei cloni". La battaglia ebbe inizio dopo che le forze Separatiste catturarono Obi-Wan Kenobi su Geonosis, venendo accusato di essere una spia per conto della Repubblica. Anakin Skywalker e la senatrice Padmé Amidala tentarono di liberarlo, ma vennero catturati anch'essi e condannati a morte. Il Senato Galattico conferì al Cancelliere Palpatine "poteri speciali" per poter gestire la crisi.

Dopo questa dichiarazione di guerre da parte della Confederazione, un gruppo di 212 Jedi, guidati dal Maestro Mace Windu iniziò l'invasione del pianeta. Egli, insieme a Kit Fisto e Ki-Adi-Mundi, permise agli Jedi di entrare nell'Arena Geonosiana. Mentre i prigionieri stavano per essere giustiziati da un gruppo di droidi distruttori, Windu e gli altri Jedi attaccarono Dooku, Jango Fett, ed i Geonosiani all'interno della stessa arena. Dooku riuscì ad evitare la cattura e la morte mentre Jango dopo aver ucciso il maestro Jedi Coleman Trebor venne ucciso dallo stesso Windu, ed i Separatisti iniziarono a sguinzagliare le proprie armate di droidi su tutto il pianeta per contrastare le forze Repubblicane. Gli Jedi vennero inseguiti dall'armata di droidi da battaglia, che vennero tenuti a bada fino all'arrivo del maestro Yoda che, con l'aiuto dei Clone Trooper, iniziò a respingere l'attacco della CSI. Usando i mitragliatori LAAT, con i camminatori AT-TE in attesa, i droidi vennero forzati fuori dall'arena, nel deserto.

Dopo il salvataggio degli Jedi, l'armata droide e quella dei cloni si affrontarono su molti fronti. L'esercito della Repubblica utilizzò dodici Distruttori Stellari di classe Acclamator, fanteria d'assalto, veicoli corazzati, artiglieria e supporto aereo. L'esercito separatista era composto da fanteria droide di varia potenza ed una gran quantità di mezzi guidati da droidi, come l' Homing Spider ed il carro Hailfire. Le forze Jedi abbatterono molti mezzi della Tecno Unione, mentre facevano sbarcare altre legioni di fanti, e la Legione 501 creò un centro di comando in una di queste navi.

Nonostante i clone troopers fossero in netta minoranza rispetto ai droidi, questi ultimi erano più esposti al fuoco nemico. Gli AT-TE della Repubblica erano favoriti rispetto ai più deboli mezzi dei Separatisti, ma vulnerabili ai razzi degli hailfire, e molti di loro furono distrutti. Le navi della Repubblica permisero agli AT-TE di prendere il comando del campo di battaglia. Un sabotaggio effettuato in molte delle fabbriche di Geonosis, da parte di un commando di cloni (Squadra Delta), impedì alla Confederazione di usare alcuni droidi per rinforzare le linee, obbligandoli a chiedere un'immediata ritirata per proteggere la fuga tentata dalla nave madre.

Avendo costretto i droidi alla ritirata, Yoda notò che buona parte della flotta nemica era ancora a terra quando la Repubblica attaccò. I deboli e vulnerabili mezzi della Tecno Unione tentarono subito la ritirata, ma molti vennero distrutti immediatamente durante la prima ondata di attacchi. Il maestro Jedi ordinò all'artiglieria di abbattere più navi possibili, dal momento che contenevano centinaia di migliaia di droidi. Molti dei Separatisti fuggiti vennero distrutti dagli incrociatori Repubblicani grazie alle informazioni ottenute dai cloni infiltrati. Fu subito chiaro che, nonostante gli Alleati avessero preso il controllo del pianeta, era estremamente complicato catturare i capi della Confederazione per terminare la guerra prima del suo inizio, con l'eccezione di Sun Fac, generale dei guerrieri Geonosiani, assassinato dalla Squadra Delta.

In piena battaglia il leader Separatista, il Conte Dooku, tentò di fuggire rintanandosi in un hangar in cui era custodito il suo starship. Un mezzo blindato con all'interno Obi-Wan Kenobi, Anakin Skywalker e Padmé Amidala gli diede la caccia. Dopo l'arrivo all'hangar, Kenobi e Skywalker affrontarono Dooku in un combattimento con spada laser in cui Dooku mostro ottima conoscenza dell'arte Sith. Dooku batté i due Jedi ma la loro morte venne evitata dal tempestivo arrivo di Yoda. La lotta tra Yoda e Dooku finì con il tentativo di quest'ultimo di colpire con una gru i due maestri feriti, distraendo Yoda per abbastanza tempo da garantirsi una fuga poco prima dell'arrivo di Amidala e dei rinforzi. Il Conte Dooku volò su Coruscant per incontrare il maestro, sistematosi in un distretto abbandonato non lontano dal Tempio Jedi. Durante l'incontro con Darth Sidious, il Signore Oscuro ordinò al Conte Dooku, ora Darth Tyranus, di ritirarsi da Raxus Prime per preparare una seconda battaglia contro la Repubblica. Nel frattempo, l'armata Repubblicana venne mobilizzata attraverso la galassia per l'inizio della Guerra dei Cloni.

Questa battaglia venne definita una "non vittoria" da Yoda, nonostante la fuga dei droidi; molti Jedi persero la vita. Inoltre, la possibilità di catturare Dooku fu sprecata da Yoda, che scelse invece di salvare Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi.

L'Universo Espansomodifica | modifica sorgente

Secondo quanto descritto nel videogioco Star Wars: The Clone Wars, Mace Windu e Luminara Unduli vennero mandati ad eliminare le difese del pianeta prima della battaglia. I due riuscirono a "pulire" sufficientemente il pianeta da permettere lo sbarco degli Jedi. Mace aiutò a proteggere l'artiglieria SPHA-T all'interno di un carro armato IFT-X. Sulla strada per l'hangar di Geonosis, Windu affrontò e sconfisse tre Dark Acolytes (mercenari assunti da Dooku). Ci fu anche una battaglia nei cieli, secondo quanto riportato nell'Universo espanso.

Nelle scene tagliate, Ki-Adi-Mundi e Plo Koon vennero assegnati al commando destinato ad eliminare il centro di controllo droidi. Dopo aver speso molto tempo per la distruzione del centro, furono sorpresi nello scoprire che i droidi non necessitavano di un centro di controllo.

Eventi principali della Battaglia di Geonosismodifica | modifica sorgente

  • Eliminazione delle difese - Mace Windu e Luminara Unduli distrussero i cannoni orbitali del pianeta, mentre aprivano il fuoco contro gli starfighter Jedi. Scortarono anche i mezzi di trasporto nell'arena.
  • Attacco a sorpresa degli Jedi - Mentre i Geonosiani attendevano l'esecuzione dei due maestri Jedi (Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi) e della senatrice (Padmé Amidala) nell'arena, duecento cavalieri armati, guidati dal Maestro Jedi nonché Comandante Mace Windu emersero improvvisamente dalle tribune tentando di salvarli. Un gruppo di droidi riuscì ad uccidere parte degli Jedi e ad intrappolare i restanti nello stadio.
  • "Attacco dei Cloni"/Battaglia nell'arena - Il maestro Jedi Yoda apparve con una nave della flotta Repubblicana ed alcuni clone troopers per sconfiggere i droidi. Gli Jedi sopravvissuti comprendevano Windu, Kenobi, e Skywalker che riuscirono a fuggire a bordo delle navi dei Clone Trooper continuando a combattere. La battaglia, ben presto, si spostò fuori dallo stadio, occupando il deserto di Geonosis.
  • La battaglia principale (la Battaglia delle Guglie) - Yoda guidò i propri soldati alla vittoria distruggendo le navi della Tecno Unione e della Gilda del Commercio, catturando contemporaneamente i commando Geonosiani. Buona parte del Consiglio Separatista riuscì a fuggire, inclusi Poggle il Minore (Arciduca e capo di Geonosis) ed il capo della CSI, Count Dooku. Dooku, comunque, venne inseguito da Kenobi e Skywalker.
  • I duelli di Dooku - Prima che la nave di Dooku venisse preparata per la fuga, Kenobi e Skywalker ingaggiarono uno scontro a tre con lui. Kenobi viene leggermente ferito. Prima di riuscire a fuggire viene affrontato anche da Yoda. Nel furioso duello che segue, Dooku riesce a scappare distraendo Yoda e mettendo in pericolo la vita degli altri due maestri. Dooku atterra su Coruscant per conferire con il maestro, Darth Sidious, e comunicargli l'inizio della guerra.
  • La battaglia nei cieli di Geonosis - Non visto nel film, le forze Repubblicane attaccarono il pianeta dall'alto distruggendo le navi dei droidi.

Partecipanti alla Battagliamodifica | modifica sorgente

Leader Jedi e Repubblicanimodifica | modifica sorgente

Leader Separatistimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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