Belisma

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Belisma (dal protoindoeuropeo "bel", "luce") era la divinità protoceltica preposta alle arti correlate al fuoco. Un'iscrizione latina trovata a Saint-Lizier, in Aquitania, la accosta alla dea Minerva della cultura mediterranea[1]. Il suo compagno era Belanu, dio della luce, uno dei maggiori e più influenti tra gli antichi dei europei.

Iscrizione celtica in alfabeto greco [RIG G-172]: СΕΓΟΜΑΡΟС ΟΥΙΛΛΟΝΕΟС ΤΟΟΥΤΙΟΥС ΝΑΜΑΥСΑΤΙС ΕΙωΡΟΥ ΒΗΛΗ СΑΜΙ СΟСΙΝ ΝΕΜΗΤΟΝ (Segomaros Ouilloneos tooutious Namausatis eiōrou Bēlēsami sosin nemēton: "Segomaro, figlio di Uillo, toutious [leader tribale] di Namausos, ha dedicato questo nemeton a Belesama".)

Variantimodifica | modifica sorgente

  • Belasama
  • Belesama
  • Belesana
  • Belisama
  • Belisana
  • Belisna

Cultomodifica | modifica sorgente

Adorata dai Liguri, Iberi, Celti continentali ed insulari era nota per la sua influenza sulle arti e mestieri legati al fuoco e di conseguenza sull'artigianato. Faceva doverosamente parte del pantheon degli Dei europei, dacché in quell'epoca il fuoco rivestiva un'importanza cruciale per le principali attività umane. Iscrizioni con il suo nome sono state rinvenute dalla Gallia Cisalpina e Transalpina, a sud, sino alle isole britanniche, a nord.

Tradizionimodifica | modifica sorgente

Alla dea era consacrato il biancospino, e con questo, secondo una leggenda, avrebbe segnalato a Belloveso la locazione di fondazione di Milano.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Corpus Inscriptionum Latinarum (CIL), 13 Tres Galliae et Germanae. 0008

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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