Bilancio comunale (ordinamento italiano)

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Con il termine generico di bilancio comunale nel diritto amministrativo italiano si indicano due diversi documenti, entrambi relativi al bilancio di un comune.

Il bilancio consuntivo o rendiconto è il documento predisposto dalla giunta comunale ed approvato dal consiglio entro il 30 aprile[1] dell'anno successivo a quello cui si riferisce[2], nel quale sono certificate le entrate e le spese sostenute dall'Ente nell'esercizio finanziario precedente.

Il bilancio di previsione, invece, è il documento di pianificazione economica e di programmazione politica predisposto dalla giunta che raccoglie e coordina le richieste dei singoli assessori, ciascuno per la parte di sua competenza. È approvato dal consiglio entro il 31 dicembre di ogni anno[3], salvo diversa scadenza stabilita con la legge finanziaria.

Indice

Generalitàmodifica | modifica sorgente

In questa voce è utilizzata una terminologia specifica all'ambito in esame, il cui significato viene chiarito in via preliminare:

  • Competenza è l’anno finanziario corrente.
  • Residuo è un anno finanziario precedente a quello di competenza.
  • Accertamento d’entrata è l’iscrizione in bilancio di un credito certo dell’Amministrazione.
  • Reversale d’entrata è il documento con il quale l’Ente dispone l’incasso di un credito.
  • Impegno di spesa è l’iscrizione in bilancio di un debito certo dell’Ente.
  • Mandato di pagamento è l’atto con il quale l’Ente dispone il pagamento del debito.
  • Entrate e spese a competenza sono pertanto gli accertamenti e gli impegni assunti nell’anno finanziario di competenza.

Qualora non sia possibile emettere entro il 31 dicembre le reversali d’incasso per ciascun accertamento assunto a competenza, essi vengono trasformati, nel bilancio dell’anno successivo, in accertamenti a residuo dell’anno xxxx o residui attivi dell’anno xxx.

Discorso analogo si deve fare per gli impegni di spesa a competenza per i quali non sia stato possibile emettere i mandati di pagamento entro il 31 dicembre, che sono trasformati in impegni di spesa a residuo dell’anno xxxx o residui passivi dell’anno xxx.

Gli analoghi concetti nel bilancio civilistico d'impresa sono quelli di ratei e risconti attivi e passivi.

Bilancio consuntivo (rendiconto)modifica | modifica sorgente

Il bilancio consuntivo o rendiconto è il documento con il quale l’Ente certifica le entrate e le spese dell’Amministrazione con riferimento all’anno finanziario precedente.

Questo bilancio è predisposto dalla Giunta comunale che ne delibera la presentazione al Consiglio per l’approvazione.

Il documento deve essere messo a disposizione di ciascun consigliere comunale con congruo anticipo, almeno 20 giorni prima della convocazione del Consiglio per la sua approvazione, salvo maggior termine stabilito dal Regolamento del Comune.

Al bilancio consuntivo devono essere allegati tre documenti distinti che ne fanno parte integrante:

  1. la relazione della Giunta[4]
  2. la relazione dei revisori dei conti[5]
  3. l’elenco dei residui attivi e passivi suddivisi per anno di provenienza[6]

Il prospetto per quest’ultimo documento è strutturato come da schema a lato:

Parte Entrata
Risorsa Riscosso
+
Residuo attivo
=
Somme accertate
Parte Spesa
Intervento Pagato
+
Residuo passivo
=
Somme impegnate

Il bilancio consuntivo comprende anche alcuni conti speciali:

  1. il conto del patrimonio
  2. i conti patrimoniali speciali
  3. i crediti inesigibili
  4. l'inventario
  5. la relazione al rendiconto della gestione.

Il conto del patrimonio[7] è il documento contabile che attesta la consistenza del patrimonio comunale al 31 dicembre, evidenziando ogni variazione intervenuta dall'approvazione del conto del patrimonio dell'anno finanziario precedente. Il concetto di patrimonio di un Ente pubblico comprende da una parte il complesso dei crediti e dei debiti dell'Amministrazione, dall'altra i suoi beni mobili ed immobili, ivi inclusi i beni demaniali a vario titolo trasferiti all'Ente, valutati secondo i criteri di legge[8].

I conti patrimoniali speciali sono costituiti dai bilanci consuntivi delle aziende nelle quali l'Ente abbia una sia pur minima partecipazione.

I crediti inesigibili o di difficile esazione devono essere iscritti in una apposita voce di bilancio ed ivi mantenuti fino all'avvenuta prescrizione (quinquennale o decennale a seconda della tipologia del credito).

L'inventario[9] è l'elenco dettagliato dei beni mobili di proprietà dell'Ente. Non devono essere iscritti nell'inventario i beni mobili di facile consumo appartenenti alle categorie di cui al Regolamento di contabilità del singolo Comune.

La relazione al rendiconto della gestione[10], contenuta nella relazione della Giunta, ed è un documento prettamente politico nel quale l'Organo esecutivo dell'Ente valuta, attraverso la disamina delle risultanze del bilancio consuntivo, l'efficacia delle iniziative amministrative poste in essere nel corso dell'ultimo anno finanziario.

Struttura del bilancio di previsionemodifica | modifica sorgente

Il bilancio di previsione è il documento di indirizzo politico-finanziario con il quale il Consiglio comunale, su iniziativa della Giunta, indica dove, come e quanti fondi sia necessario reperire e dove, come e quanti fondi sia necessario spendere per una efficace azione amministrativa dell'Ente.

Il bilancio di previsione, degli Enti Locali, tra cui i Comuni, è regolamentato dalla legge[11].

Nelle more dell’approvazione del bilancio di previsione la capacità di spesa dell’Ente è limitata, per ciascun capitolo di spesa, ad un dodicesimo per mese, rispetto a quanto stanziato con il bilancio di previsione dell’anno precedente. Questo significa che, fino all’approvazione del nuovo bilancio di previsione, l’Ente, ogni mese, non può spendere per ciascun capitolo, più di un dodicesimo rispetto a quanto stanziato per quel capitolo con il precedente bilancio di previsione.

La mancata approvazione del bilancio di previsione nei termini di legge è causa di scioglimento del Consiglio comunale[3].

Il bilancio di previsione si compone di una parte entrata e di una parte spesa ed ha ulteriori suddivisioni previste dalla legge.

In questo contesto è indispensabile chiarire il significato di alcuni termini utilizzati dal legislatore.

Titoli, risorse e categorie sono relativi alla parte entrata e definiscono e raggruppano tutte le diverse situazioni nelle quali all’Ente può essere devoluta una entrata.

Titoli, funzioni e servizi sono relativi alla parte spese e definiscono e raggruppano diverse categorie di attività proprie dell'Ente pubblico.

Per quanto riguarda la parte entrata i termini utilizzati dal legislatore assumono i significati seguenti:

  • Titolo è la macrocategoria nella quale sono raggruppati, secondo un ordine logico, le singole risorse di entrata.
  • Risorsa indica il raggruppamento di categorie di entrata, normalmente indica quale provenienza generica abbiano i fondi che sono devoluti all’Ente.
  • Categoria indica la provenienza specifica dell’entrata dell’Ente.

Nella struttura di bilancio titoli, risorse e categorie seguono un ordine gerarchico e per così dire "cronologico" stabilito dal testo legislativo.

La legge stabilisce, per la parte entrata, l’istituzione di quattro titoli e risorse, a loro volta suddivise in trentatré diverse categorie.

Le singole risorse coincidono con i titoli.

Per quanto riguarda la parte spesa i termini utilizzati dal legislatore assumono i seguenti significati.

  • Titolo è la macrocategoria nella quale sono raggruppate le singole funzioni di spesa.
  • Funzione è una fattispecie astratta di attività dell'Ente pubblico, propria o delegata da Enti gerarchicamente superiori, attraverso la quale si esplica l'attività di amministrazione dell'Ente.
  • Servizio invece indica le ramificazioni di una funzione, indica cioè quali siano i singoli campi in cui può esplicitarsi l'azione amministratrice dell'Ente.

Ciascuna singola spesa dell'Ente deve quindi essere relativa ad un singolo "servizio", a sua volta compresa in una "funzione".

Questa rigida classificazione trova un riscontro diretto nella stesura del Bilancio dell'Amministrazione.

Il bilancio, è suddiviso in parte entrata (a sua volta suddivisa in titoli, categorie e risorse) e parte spesa(a sua volta suddivisa in titoli, funzioni, servizi).

Titoli, funzioni e servizi sono regolamentati dalla legge[11] i singoli capitoli sono frutto della attività politica dell'Organo che ha il potere di approvarlo[12].

I capitoli sono raggruppati in titoli, ciascun singolo servizio individuato dal legislatore può essere suddiviso in più capitoli.

La struttura del Bilancio dei Comuni prevede dodici diverse funzioni, cioè dodici macrocategorie in cui devono essere inquadrate le spese dell'Ente.

La legge per ciascuna funzione individua poi una ulteriore suddivisione in singoli servizi, otto per la funzione 1, due per la funzione 2, tre per la funzione 3, cinque per la funzione 4, due per la funzione 5, tre per la funzione 6, due per la funzione 7, tre per la funzione 8, sei per la funzione 9, cinque per la funzione 10, sette per la funzione 11, sei per la funzione 12, per un totale di cinquantadue diversi servizi.

Nell'ambito dell'autonomia loro concessa è concesso ai singoli Comuni utilizzare, sempre nel rispetto delle suddivisioni di legge, una ulteriore suddivisione (i capitoli) per ottimizzare la gestione delle entrate e delle spese dell'Ente.

Parte Spesamodifica | modifica sorgente

Nella struttura prevista dalla legge la parte spesa del bilancio di previsione si compone di Titoli, funzioni, servizi ed interventi.

I. Funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllomodifica | modifica sorgente

Le funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo sono da considerarsi tutti gli atti che consentono il normale funzionamento da una parte dell'Ente in quanto Organo politico eletto(servizio 1), dall'altra in quanto Organo burocratico (servizi da 2 a 5) ed infine come gestore di funzioni proprie (servizi da 6 a 8).

I servizi ricompresi nella Funzione 1 sono:

1) Organi istituzionali, partecipazione e decentramento
Spese relative al funzionamento degli organi istituzionali (Consiglio, Giunta, Sindaco, Assessori, Presidenza del Consiglio, Gruppi consiliari);
Spese relative al funzionamento di organi di democrazia partecipativa (Consigli Circoscrizionali e di Municipalità, Presidenza dei Consigli e di Municipalità);
Spese relative al funzionamento di uffici comunali decentrati.
2) Segreteria generale, personale e organizzazione
Spese relative all'organizzazione burocratica dell'Ente e per il personale dipendente.
3) Gestione economica, finanziaria, programmazione, provveditorato e controllo di gestione
4) Gestione delle entrate tributarie e servizi fiscali
5) Gestione dei beni demaniali e patrimoniali
6) Ufficio tecnico
7) Anagrafe, stato civile, elettorale, leva e servizio statistico
8) Altri servizi generali

II. Funzioni relative alla giustiziamodifica | modifica sorgente

Le spese ricomprese nelle funzioni relative alla giustizia sono quelle inerenti alla gestione degli edifici che ospitano gli uffici giudiziari e quelli che ospitano detenuti.

I servizi ricompresi nella funzione 2 sono:

1) Uffici giudiziari
2) Casa circondariale e altri servizi

III. Funzioni di polizia localemodifica | modifica sorgente

Si tratta di funzioni che comprendono i servizi:

1) Polizia municipale
2) Polizia commerciale
3) Polizia amministrativa

IV. Funzioni di istruzione pubblicamodifica | modifica sorgente

Si tratta di funzioni che comprendono i servizi:

1) Scuola materna
2) Istruzione elementare
3) Istruzione media
4) Istruzione secondaria superiore
5) Assistenza scolastica, trasporto, refezione e altri servizi

V. Funzioni relative alla cultura ed ai beni culturalimodifica | modifica sorgente

Si tratta di funzioni che comprendono i servizi:

1) Biblioteche, musei e pinacoteche
2) Teatri, attività culturali e servizi diversi nel settore culturale

VI. Funzioni nel settore sportivo e ricreativomodifica | modifica sorgente

Si tratta di funzioni che comprendono i servizi:

1) Piscine comunali
2) Stadio comunale, palazzo dello sport ed altri impianti
3) Manifestazioni diverse nel settore sportivo e ricreativo

VII. Funzioni nel campo turisticomodifica | modifica sorgente

Si tratta di funzioni che comprendono i servizi:

1) Servizi turistici
2) Manifestazioni turistiche

VIII. Funzioni nel campo della viabilità e dei trasportimodifica | modifica sorgente

Si tratta di funzioni che comprendono i servizi:

1) Viabilità, circolazione stradale e servizi connessi
2) Illuminazione pubblica e servizi connessi
3) Trasporti pubblici locali e servizi connessi

IX. Funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell'ambientemodifica | modifica sorgente

Si tratta di funzioni che comprendono i servizi:

1) Urbanistica e gestione del territorio
2) Edilizia residenziale pubblica locale e piani di edilizia economico~popolare
3) Servizi di protezione civile
4) Servizio idrico integrato
5) Servizio smaltimento rifiuti
6) Parchi e servizi per la tutela ambientale del verde, altri servizi relativi al territorio ed all'ambiente

X. Funzioni nel settore socialemodifica | modifica sorgente

Si tratta di funzioni che comprendono i servizi:

1) Asili nido, servizi per l'infanzia e per i minori
2) Servizi di prevenzione e riabilitazione
3) Strutture residenziali e di ricovero per anziani
4) Assistenza, beneficenza pubblica e servizi diversi alla persona
5) Servizio necroscopico e cimiteriale

XI. Funzioni nel campo dello sviluppo economicomodifica | modifica sorgente

Si tratta di funzioni che comprendono i servizi:

1) Affissioni e pubblicità
2) Fiere, mercati e servizi connessi
3) Mattatoio e servizi connessi
4) Servizi relativi all'industria
5) Servizi relativi al commercio
6) Servizi relativi all'artigianato
7) Servizi relativi all'agricoltura

XII. Funzioni relative a servizi produttivimodifica | modifica sorgente

Si tratta di funzioni che comprendono i servizi:

1) Distribuzione gas
2) Centrale del latte
3) Distribuzione energia elettrica
4) Teleriscaldamento
5) Farmacie
6) Altri servizi produttivi

Bilancio comunalemodifica | modifica sorgente

Parte entratamodifica | modifica sorgente

La parte entrata del bilancio comunale comprende tutti gli introiti che, a vario titolo, sono di competenza del Comune.

Parte delle entrate è a destinazione vincolata, non può cioè essere utilizzata per scopi diversi da quelli che l'erogante ha indicato.

Un'altra parte delle entrate, invece, va ad aumentare il patrimonio comunale che può essere utilizzato per il raggiungimento degli scopi politici indicati dalla Giunta su proposta dei singoli assessori per la parte di loro competenza.

La restante parte è costituita dalle entrate derivanti dai servizi per conto di terzi.

Procedura parte entratamodifica | modifica sorgente

Ogni entrata del Comune per entrare nella disponibilità dell'Ente deve seguire una procedura particolare.

Il settore del Comune che rileva un credito a favore dell'Ente deve richiedere alla Ragioneria di accertare l'introito, specificando a quale capitolo di parte entrata vada imputata e per quale motivo la somma sia dovuta all'Ente. La Ragioneria controlla che l'atto di accertamento sia regolare, che sia stato richiesto di imputare la somma al corretto capitolo di entrata, che il debitore sia stato identificato in modo inequivocabile, e che il capitolo di entrata abbia sufficiente disponibilità.

Qualora questi requisiti siano soddisfatti si procede all'accertamento della somma che comporta da una parte l'iscrizione nel bilancio dell'anno finanziario corrente di una somma la cui riscossione è dovuta, dall'altro tale iscrizione comporta la diminuzione della somma dall'importo totale della dotazione assegnata dal bilancio di previsione a quel singolo capitolo di entrata.

L'accertamento d'entrata è identificato in modo inequivocabile da un numero progressivo e dall'anno finanziario in cui questo è assunto.

L'iscrizione di un accertamento nel bilancio comunale non assicura che esso sia stato incassato, ma solo che l'Ente ha un credito certo nei confronti del debitore e che quest'ultimo è stato identificato.

Se il debito è stato pagato entro il 31 dicembre la Ragioneria emette, su richiesta del settore competente, una reversale d'incasso, associata all'accertamento d'entrata corrispondente, che attesta l'avvenuto pagamento del debito. Anche le reversali d'incasso sono identificate da un numero progressivo e dall'anno finanziario in cui sono emesse.

Qualora la reversale d'incasso, per un qualsiasi motivo, non possa essere emessa nell'anno finanziario nel quale è stato assunto l'accertamento d'entrata, il credito dell'Ente viene iscritto quale previsione d'entrata nel bilancio di previsione dell'anno finanziario successivo.

Gli accertamenti d'entrata che residuano al 31 dicembre, su richiesta della Ragioneria, sono sottoposti a revisione da parte del settore che li ha assunti e, qualora sia venuto meno il motivo che ha portato alla loro iscrizione in bilancio, possono essere cancellati.

Titolo I ~ Entrate tributariemodifica | modifica sorgente

Le entrate tributarie sono costituite dalle entrate di competenza comunale derivanti dalla riscossione dei tributi.

  1. ~ Imposte
  2. ~ Tasse
  3. ~ Tributi speciali ed altre entrate tributarie proprie

Titolo II ~ Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti dello Stato, della Regione e altri Enti Pubblici, anche in rapporto all'esercizio di funzioni delegate della Regionemodifica | modifica sorgente

  1. ~ Contributi e trasferimenti correnti dallo Stato
  2. ~ Contributi e trasferimenti correnti dalla Regione
  3. ~ Contributi e trasferimenti dalla regione per funzioni delegate
  4. ~ Contributi e trasferimenti da parte di organismi comunitari ed internazionali
  5. ~ Contributi e trasferimenti correnti da altri enti del settore pubblico

Titolo III ~ Entrate extratributariemodifica | modifica sorgente

  1. ~ Proventi dei servizi pubblici
  2. ~ Proventi dai beni dell'ente
  3. ~ Interessi su anticipazioni e crediti
  4. ~ Utili netti delle aziende speciali e partecipate, dividendi di società
  5. ~ Proventi diversi

Titolo IV ~ Entrate derivanti da alienazioni, da trasferimenti di capitale e da riscossioni di creditimodifica | modifica sorgente

  1. ~ Alienazione di beni patrimoniali
  2. ~ Trasferimenti di capitale dallo stato
  3. ~ Trasferimenti di capitale dalla regione
  4. ~ Trasferimenti di capitale da altri enti del settore pubblico
  5. ~ Trasferimenti di capitale da altri soggetti
  6. ~ Riscossione di crediti

Titolo V ~ Entrate derivanti da accensioni di prestitimodifica | modifica sorgente

  1. ~ Anticipazioni di cassa
  2. ~ Finanziamenti a breve termine
  3. ~ Assunzione di mutui e prestiti
  4. ~ Emissione di prestiti obbligazionari

Titolo VI ~ Entrate da servizi per conto di terzimodifica | modifica sorgente

Le entrate derivanti da servizi per conto di terzi sono costituite dalle cauzioni (prestate a favore dell'Amministrazione da Enti o privati per la concessione dell'utilizzo di beni di proprietà comunale, oppure restituite al Comune da altri soggetti di diritto presso i quali erano state precedentemente costituite per l'utilizzo per fini istituzionali di beni di loro proprietà), nonché dalle restituzioni delle anticipazioni delle spese che il Comune è tenuto ad effettuare per conto di altri Enti.

Ogni entrata effettuata al Titolo VI deve avere una corrispondenza al Titolo IV della spesa.

In ogni anno finanziario gli accertamenti a competenza al Titolo VI dell'entrata devono essere pari agli impegni a competenza del Titolo IV della spesa.

Parte spesamodifica | modifica sorgente

La parte spesa del bilancio comunale comprende tutte le spese che, a vario titolo, sono di competenza del Comune.

Parte delle spese è a destinazione vincolata, non può cioè essere utilizzata per scopi diversi da quelli che l'erogante ha indicato.

Un'altra parte delle spese, invece, va ad diminuire il patrimonio comunale e può essere utilizzato per il raggiungimento degli scopi politici indicati dalla Giunta su proposta dei singoli assessori per la parte di loro competenza.

La restante parte è costituita dalle spese derivanti dai servizi per conto di terzi.

Procedura parte spesamodifica | modifica sorgente

Ogni spesa del Comune deve seguire una procedura particolare.

Il settore del Comune che deve assumere un provvedimento che comporta l'insorgere di un debito a favore di un futuro creditore dell'Ente, tipicamente il fornitore individuato per l'acquisizione di un bene o di un servizio, deve preventivamente assumere una determinazione dirigenziale con la quale richiede alla Ragioneria di impegnare una somma pari alla spesa prevista, specificando a quale capitolo di parte spesa vada imputata e per quale motivo la spesa deve essere sostenuta dall'Ente. La Ragioneria controlla che la determinazione dirigenziale sia regolare, che sia stato richiesto di imputare la somma al corretto capitolo di spesa, che il creditore sia stato identificato in modo inequivocabile, e che il capitolo di spesa abbia sufficiente disponibilità.

Qualora questi requisiti siano soddisfatti, si procede alle opportune registrazioni contabili ed alla apposizione del visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria, che comporta da una parte l'iscrizione nel bilancio dell'anno finanziario corrente di una somma il cui pagamento è dovuto, dall'altro tale iscrizione comporta la diminuzione della somma dall'importo totale della dotazione assegnata dal bilancio di previsione a quel singolo capitolo di spesa.

Dopo l'apposizione del visto di regolarità contabile la determinazione diventa esecutiva e viene inoltre pubblicate all'albo pretorio in quanto, trattandosi di atto che incide sulla capacità di spesa dell'Ente, deve essere portato a conoscenza della cittadinanza.

L'impegno di spesa è identificato in modo inequivocabile da un numero progressivo e dall'anno finanziario in cui questo è assunto.

L'iscrizione di un impegno nel bilancio comunale non assicura che esso sia stato pagato, ma solo che l'Ente ha un debito certo nei confronti di un creditore e che quest'ultimo è stato identificato.

Una volta che il debito è stato iscritto nel bilancio, quando questo deve essere estinto, il settore competente, quando questo debito diviene esigibile, emette un atto di liquidazione con il quale dispone che il debito venga estinto. L'estinzione del debito avviene quindi con l'emissione di un mandato di pagamento, associato all'impegno corretto, e con la trasmissione del mandato al tesoriere dell'Ente. Anche i mandati di pagamento sono identificati da un numero progressivo e dall'anno finanziario in cui sono emessi.

Qualora il mandato di pagamento, per un qualsiasi motivo, non possa essere emesso nell'anno finanziario nel quale è stato assunto l'impegno di spesa, il debito dell'Ente permane nella contabilità finanziaria del Comune quale residuo passivo dell'anno finanziario successivo.

Con la istruttoria del conto consuntivo tutti gli impegni di spesa che residuano al 31 dicembre, su richiesta della Ragioneria, sono sottoposti a revisione da parte del settore che li ha assunti e, qualora sia venuto meno il motivo che ha portato alla loro iscrizione in bilancio, devono essere cancellati.


Titolo I ~ Spese correntimodifica | modifica sorgente

  1. ~ Personale
  2. ~ Acquisto di beni di consumo e o di materie prime
  3. ~ Prestazioni di servizi
  4. ~ Utilizzo di beni di terzi
  5. ~ Trasferimenti
  6. ~ Interessi passivi e oneri finanziari diversi
  7. ~ Imposte e tasse
  8. ~ Oneri straordinari della gestione corrente
  9. ~ Ammortamenti di esercizio
  10. ~ Fondo svalutazione crediti
  11. ~ Fondo di riserva

Titolo II ~ Spese in conto capitalemodifica | modifica sorgente

  1. ~ Acquisizione di beni immobili
  2. ~ Espropri e servitù onerose
  3. ~ Acquisto di beni specifici per realizzazioni in economia
  4. ~ Utilizzo di beni di terzi per realizzazioni in economia
  5. ~ Acquisizione di beni mobili, macchine ed attrezzature tecnico~scientifiche
  6. ~ Incarichi professionali esterni
  7. ~ Trasferimenti di capitale
  8. ~ Partecipazioni azionarie
  9. ~ Conferimenti di capitale
  10. ~ Concessioni di crediti e anticipazioni

Titolo III ~ Spese per rimborso di prestitimodifica | modifica sorgente

  1. ~ Rimborso per anticipazioni di cassa
  2. ~ Rimborso di finanziamenti a breve termine
  3. ~ Rimborso di quota capitale di mutui e prestiti
  4. ~ Rimborso di prestiti obbligazionari
  5. ~ Rimborso di quota capitale di debiti pluriennali.

Titolo IV ~ Spese per servizi per conto di terzimodifica | modifica sorgente

Le spese derivanti da servizi per conto di terzi sono costituite dalle restituzioni delle cauzioni (prestate a favore dell'Amministrazione da Enti o privati per la concessione dell'utilizzo di beni di proprietà comunale, oppure costituite dal Comune presso altri soggetti di diritto per l'utilizzo per fini istituzionali di beni di loro proprietà), nonché dalle anticipazioni delle spese che il Comune è tenuto ad effettuare per conto di altri Enti.

Ogni spesa effettuata al Titolo IV deve avere una corrispondenza al Titolo VI dell'entrata.

In ogni anno finanziario gli impegni a competenza del Titolo IV della spesa devono essere pari agli accertamenti a competenza al Titolo VI dell'entrata.

Saldi di finanza pubblica comunalemodifica | modifica sorgente

Pareggio corrente: è il risultato della somma algebrica tra le entrate correnti (entrate tributare, extratributarie e da trasferimenti correnti) e le spese correnti ovvero quelle per i servizi comunali comprensive delle spese (rate comprensive di interessi e capitale) dovute per il rimborso dei mutui.

Il pareggio corrente è un obiettivo di bilancio obbligatorio ma può essere raggiunto anche mediante il computo degli oneri di urbanizzazione per una quota pari al 70% del totale. Tale possibilità ha portato, durante gli anni di sua applicazione, i comuni a varare operazioni urbanistico-edilizie al solo fine di far cassa ovvero ottenere oneri di urbanizzazione per ripianare gli squilibri - disavanzi del saldo corrente. Tale politica ha causato nel corso degli anni un dilagante consumo di suolo ed un progressivo impoverimento agricolo dell'Italia [13] [14].

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ La lett. c) del comma 6 dell’art. 2-quater del decreto-legge 7 ottobre 2008 n° 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008 n° 189 ha modificato il termine di approvazione del rendiconto della gestione, originariamente previsto al 30 giugno
  2. ^ Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267, art 227
  3. ^ a b legge 267/2000 art 141
  4. ^ legge 267/2000 art 151 comma 6
  5. ^ legge 267/2000 art 239 comma 1 lettera d)
  6. ^ legge 267/2000 art 227 comma 5
  7. ^ legge 267/2000 art 230
  8. ^ legge 267/2000 art 230 comma 4
  9. ^ legge 267/2000 art 160
  10. ^ legge 267/2000 art 231
  11. ^ a b Decreto del Presidente della Repubblica n° 194 del 31 gennaio 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n° 87, supplemento ordinario del 13 aprile 1996 contenente il Regolamento per l'approvazione dei modelli di cui all'art. 114 del Decreto Legislativo 25 febbraio 1995 n° 77, concernente l'ordinamento finanziario e contabile degli Enti Locali
  12. ^ Consiglio comunale cfr. legge 267/2000 art. 174
  13. ^ http://www.corriere.it/ambiente/12_ottobre_12/consumo-suolo-comuni-non-rispondono_53c81658-13ab-11e2-ad6a-6254024087b3.shtml Censimento del consumo di suolo
  14. ^ http://www.consumosuolo.org/ www.consumo di suolo.org

Voci correlatemodifica | modifica sorgente








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