Boffalora sopra Ticino
| Boffalora sopra Ticino comune |
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Panorama di Boffalora sopra Ticino con il ponte sul Naviglio Grande |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Curzio Trezzani (PdL - LN) dal 08/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°28′0″N 8°50′0″E / 45.46667°N 8.83333°ECoordinate: 45°28′0″N 8°50′0″E / 45.46667°N 8.83333°E | ||||
| Altitudine | 142 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 7,52 km² | ||||
| Abitanti | 4 290[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 570,48 ab./km² | ||||
| Frazioni | Località Magnana, Pontenuovo di Boffalora | ||||
| Comuni confinanti | Bernate Ticino, Cerano (NO), Magenta, Marcallo con Casone, Trecate (NO) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 20010 | ||||
| Prefisso | 02 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 015026 | ||||
| Cod. catastale | A920 | ||||
| Targa | MI | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | boffaloresi | ||||
| Patrono | Santa Maria della Neve | ||||
| Giorno festivo | 5 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Boffalora sopra Ticino nella provincia di Milano |
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| Sito istituzionale | |||||
Boffalora sopra Ticino (Bofalòra, pron. Bufalòra, in dialetto milanese[2]) è un comune di 4.258 abitanti sul confine occidentale della provincia di Milano verso il Piemonte, in parte all'interno del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Il paese è attraversato nella sua parte centrale dal Naviglio Grande e nella parte periferica dal Ticino.
Geografia fisica modifica
Territorio modifica
Il paese è diviso in due aree distinte: una centro-orientale, contenente il centro cittadino, e una occidentale dagli insediamenti meno fitti e con presenza di vegetazione boschiva, che arriva fino al Parco del Ticino. Le due zone sono sostanzialmente separate dal Naviglio Grande, e sono collegate tramite uno storico ponte in granito costruito nel 1603 (restaurato nel 2003). Gli insediamenti residenziali più recenti si estendono alle estremità orientale e occidentale del paese, mentre la zona industriale è raccolta in una vasta area sul lato est dell'abitato.
Nel territorio di Boffalora si trovano due siti classificati come "di Importanza Comunitaria": i Boschi della Fagiana e Turbigaccio, boschi di Castelletto e Lanca di Bernate. La zona dei boschi del Ticino è classificata come "Zona di protezione speciale" per la flora e la fauna.
Geologia e idrografia modifica
Morfologicamente, il territorio è caratterizzato dall'ambiente tipico della pianura padana ma è articolato tra alture, aree discendenti in corrispondenza delle rive dei corsi d'acqua ed aree paludose. L'altitudine media è di 142 m s.m.l..
Aspetto caratteristico dell'idrografia di Boffalora sopra Ticino è la presenza del Naviglio Grande e del fiume Ticino nella parte più ad ovest del comune.
Boffalora sopra Ticino fa inoltre parte del Polo dei Navigli istituito dalla Provincia di Milano.
Sismologia modifica
Dal punto di vista sismico Boffalora sopra Ticino presenta un rischio molto basso ed è stata classificata come il comune zona 4[3] (bassa sismicità) dalla protezione civile nazionale.
Clima modifica
Il clima è quello caratteristico delle pianure settentrionali italiane con inverni freddi e abbastanza rigidi ed estati che risentono di elevate temperature; la piovosità si concentra principalmente in autunno e in primavera. Il paese appartiene alla zona climatica E.
| Mese | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Temperatura max. media (°C) | 5 | 8 | 13 | 17 | 21 | 26 | 28 | 28 | 24 | 18 | 11 | 6 | 16.25 |
| Temperatura min. media (°C) | -3 | -2 | 2 | 5 | 10 | 13 | 15 | 15 | 12 | 7 | 2 | -2 | 6.16 |
| Piogge (mm) | 59 | 73 | 95 | 104 | 127 | 82 | 55 | 85 | 72 | 110 | 83 | 50 | 82.91 |
| Umidità relativa (%) | 83 | 80 | 73 | 76 | 75 | 74 | 75 | 75 | 76 | 81 | 84 | 84 | 78 |
| Eliofania assoluta (ore) | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - | - |
| Venti (dir.-nodi) | NW 4 | SW 4 | SW 4 | SW 4 | S 4 | SW 4 | SW 4 | SW 4 | SW 4 | SW 4 | N 4 | SW 4 | 4 |
Etimologia del nome modifica
Non è certa la provenienza del nome del paese, e ci sono tre interpretazioni accreditate:
- Dalla parola di origine tedesca "Wulfhari"
- Dalla fusione delle parole "Boffa l'Ora", o "Boffa l'Aura" che significa "Soffia il vento". Questa tesi è credibile anche per la particolare situazione geografica del paese, che si estende in parte su una zona rialzata della Pianura Padana.
- Dalla deformazione delle parole tardo-latine "Bufalus Ora", "Zona dei bufali". L'area della città nell'alto medioevo era paludosa e con fitta vegetazione, per cui probabilmente vi poteva essere una presenza di questi animali.
Storia modifica
Il primo insediamento nel luogo è documentato nel 1180-1190, durante i lavori di realizzazione del Naviglio Grande. Probabilmente il paese è nato come cantiere stabile per gli scavi, e in seguito si è evoluto in un vero e proprio borgo grazie alla sua posizione strategica dovuta alla vicinanza alle acque del Ticino e ai suoi ricchissimi boschi, al passaggio del canale, ai terreni fertili e alla distanza intermedia tra i centri abitati di Milano e Novara.
Boffalora sopra Ticino è stato teatro di numerosi scontri, tra cui quello tra Federico II e le forze milanesi nel 1245. Gian Galeazzo Visconti diede a Boffalora lo status di feudo nel 1341. Nel 1396 la famiglia Visconti accorpò parte delle terre del Feudo ai possedimenti gestiti dai monaci della Certosa di Pavia.[4]
Nel 1451 il feudo di Boffalora venne assegnato al Magistrato Straordinario dello Stato di Milano.
La storia del paese è strettamente legata al Barchètt, un servizio di trasporto fluviale lungo il Naviglio che collegava il paese a Milano. Il servizio è documentato sin dal 1645, ed è continuato fino all'inizio del XX secolo. Il 1700 vide il paese al centro dell'interesse di numerose famiglie nobiliari milanesi, che vi stabilirono dimore di villeggiatura. Oggi sopravvivono due di queste ville, la Villa Calderari e la Villa Giulini.
Con la calata napoleonica in Italia, Boffalora si trovò sul fronte degli scontri. Napoleone fece costruire un ponte in granito (tuttora esistente), rendendo più rapidi gli spostamenti di truppe. Il ponte costutuiva il fulcro strategico delle operazioni militari del generale, ed era un obiettivo primario per tutti gli schieramenti.[5]
Il 4 giugno 1859, durante la Battaglia di Magenta, le forze Franco-Piemontesi e gli Austriaci vennero a contatto sul territorio di Boffalora (Battaglia di Boffalora), per poi spostarsi con l'avanzamento delle forze d'oltralpe verso il più grande centro abitato di Magenta.[6]
Nel 1868 un'alluvione portò il Ticino a straripare. Le acque si fermarono dopo aver invaso il Santuario dell'Acquanera, dove è ancora riportata la quota raggiunta dal fiume, ai limiti dell'abitato.
Nel Novecento il paese crebbe di dimensioni, e nuovi insediamenti agricoli vennero fondati nei dintorni. Durante la Seconda guerra mondiale le postazioni sul Ticino ritornarono ad assumere il loro luogo strategico grazie al ponte sul Ticino, punto chiave delle comunicazioni italo-tedesche, che sopravvisse agli intensissimi bombardamenti alleati del 1943. La presenza del ponte e delle industrie della zona portò un grande dispiegamento di forze di contraerea tedesche e repubblichine durante l'ultima fase del conflitto, protette all'interno dei fitti boschi, finché nell'aprile 1945 il paese venne liberato dagli Americani.
Simboli modifica
La descrizione araldica dello stemma è la seguente:[7]
| « D'argento, al ponte di rosso murato di nero in tre arcate sormontato da un gonfalone in sbarra, rivoltato, di rosso alla croce d'argento » |
Lo stemma venne concesso al comune di Boffalora sopra Ticino il 9 novembre 1933.[8]. L'elemento più significativo presente all'interno dello stemma comunale di Boffalora sopra Ticino è indubbiamente il ponte. Esso richiama all'elemento fondamentale per lo sviluppo del borgo sin dalle epoche più antiche anche se esso non vuole esplicitamente richiamare il ponte sul Naviglio Grande in quanto si presenta mattonato a tre arcate. Il riferimento è dunque a Boffalora sopra Ticino come un luogo di transito da una sponda all'altra prima del Ticino e poi dello stesso Naviglio.
Sopra il ponte è presente "in sbarra" un gonfalone rosso con una croce d'argento che rimanda chiaramente alla bandiera dei Savoia che grazie alla Battaglia di Boffalora riuscirono a penetrare in Lombardia e ad annettere il milanese nel 1859.
Monumenti e luoghi di interesse modifica
Architetture religiose modifica
Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve modifica
| Chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve | |
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La chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve |
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| Stato | |
| Regione | Lombardia |
| Località | Boffalora sopra Ticino |
| Religione | Cattolica |
| Diocesi | Diocesi di Milano |
| Consacrazione | 1794 |
| Stile architettonico | Architettura neoclassica, Architettura eclettica |
| Inizio costruzione | 1792 |
| Completamento | 1794 |
La chiesa parrocchiale di Boffalora è dedicata a Santa Maria della Neve, patrona essa stessa del Naviglio Grande presso il quale la chiesa si trova in quanto i lavori di escavazione del canale ebbero inizio il 5 agosto 1280.[9]
La chiesa antica (attualmente ancora presente nel borgo), venne costruita con l'opera e i fondi della cittadinanza boffalorese grazie alla donazione di un terreno operata dalla nobile famiglia dei Crivelli e la struttura venne consacrata l'11 maggio 1493 per opera di monsignor Giacomo de Viola, vescovo titolare di Laodicea e delegato dell'arcivescovo di Milano, il quale provvedette contemporaneamente alla nomina del primo parroco della città nella persona di Ambrogio de Parodis, canonico e cappellano personale del prevosto di Corbetta, Pietro Casola.[10]
Già a metà del Settecento, però, con l'ingrandirsi dell'abitato, essa era divenuta insufficiente ad accogliere un sempre crescente numero di fedeli[11]. Fu pertanto nel 1788 che si decise la costruzione della nuova parrocchiale, non distante dalla precedente, più vicina al Naviglio Grande e nei pressi anche delle principali vie di comunicazione del paese, visibile in quanto posta sopra una collinetta naturale. I lavori iniziarono il 29 aprile 1792 su progetto dell'architetto Giulio Gallieri (delegato della Fabbrica del Duomo di Milano) con la benedizione della prima pietra da parte del parroco Faustino Della Volta e terminarono due anni dopo con la consacrazione del nuovo edificio di culto.
La struttura ha una pianta a croce greca, scandita all'interno da quattro grandi colonne granitiche di notevoli dimensioni che sorreggono anche la cupola al centro, dividendo lo spazio in tre navate. L'area dell'abside, accoglie due grandi dipinti di Giovanni Mauro della Rovere detto il Fiammenghino rappresentanti Le tentazioni di San Francesco e San Francesco d'Assisi rinuncia ai beni del padre, risalenti al 1610-15. La facciata della chiesa ha subìto modificazioni all'inizio del Novecento con l'apposizione di alcune decorazioni (una statua di Cristo al centro e due simboli religiosi sopra i portali minori, una palma e un agnello) e di un piccolo pronao sostenuto da due colonne.
Caratteristico è anche il campanile "a cipolla" che compare anche in molti dipinti di epoca risorgimentale che evidenziano gli scontri del 1859 nell'area in quanto esso fu un punto strategico fondamentale: da qui infatti il parroco dell'epoca Francesco Maria Bodio descrisse accuratamente ciò che poté vedere durante la Battaglia di Boffalora, annotazioni ancora oggi presenti nel Chronicon parrocchiale.[12]
Presso la parrocchia sono presenti le Canonichesse della Croce, che vi tengono una scuola materna.
La chiesa possiede un concerto di 5 campane in Re bemolle3, fuso nel 1960 da Roberto Mazzola di Valduggia (VR). Le campane suonano a sistema ambrosiano e sono dotate della tastiera, per il suono a festa manuale delle campane.[1]
| Campana | Nota nominale | Fonditore e Anno di fusione | Diametro |
|---|---|---|---|
| Prima | Lab3 | Roberto Mazzola nel 1960 | 899 mm |
| Seconda | Solb3 | Roberto Mazzola nel 1960 | 998 mm |
| Terza | Fa3 | Roberto Mazzola nel 1960 | 1067 mm |
| Quarta | Mib3 | Roberto Mazzola nel 1960 | 1220 mm |
| Quinta | Reb3 | Roberto Mazzola nel 1960 | 1370 mm |
Santuario della Madonna dell'Acquanera modifica
Posto nel vallone lungo le sponde del Ticino, il Santuario della Madonna dell'Acquanera è un luogo di venerazione mariano di notevole impatto sul territorio boffalorese, a cui vengono donati numerosi ex voto.
La chiesetta è abbinata all'omonima cascina e si trova immersa nel verde della campagna della vallata del Ticino. Il cascinale venne costruito nel Settecento e per meglio sopperire alle esigenze religiose degli abitanti in loco, al termine della dominazione napoleonica, il proprietario Antonio Vitali fece costruire anche l'attuale cappella e la aprì al pubblico con atto notarile del 4 marzo 1816, affidandone l'amministrazione al parroco di Boffalora, don Faustino della Volta[13]. La motivazione per la costruzione di questo luogo di culto era da ricercarsi nella volontà di proteggere un'antica immagine della Madonna alla quale la popolazione locale tributava venerazione in virtù di un miracolo avvenuto poco prima che aveva visto un carro trainato da cavalli precipitato nel Ticino per il cedimento del ponte su cui transitava e che poi miracolosamente aveva riguadagnato la riva dopo la caduta, senza danni a cose o persone.
La chiesa venne infine solennemente inaugurata il 24 marzo 1816 e da allora vi si poté celebrare il culto.
La struttura della chiesa è a capanna ed all'interno presenta un'unica aula con altare maggiore. Sul muro di destra si trova una tacca commemorativa con l'altezza delle acque nelle principali esondazioni del Ticino, tra cui quella del 1868 che la tradizione popolare vuole essere stata fermata proprio dalla Madonna. L'organo è assente, ma si sa che per l'inaugurazione ne venne affittato uno positivo dalla fabbrica Prestinari di Corbetta. La piccola chiesa è sede dell'annuale Festa dell'Acquanera che si svolge in marzo. La santa messa si svolge ogni sabato alle 16.30.
Architetture civili modifica
Villa Calderari modifica
Villa Calderari consiste in una grande villa settecentesca costruita su commissione del conte Giulio Calderari ed articolata su un cortile centrale su cui si affaccia il corpo padronale a "U" con le dipendenze laterali che danno origine a due rispettivi ingressi e a due vie che consentono prospetticamente l'accesso alla corte d'onore, abbellita da un obelisco d'epoca. La facciata è ornata da un portico d'ingresso a tre campate con colonne in granito.
La villa è stata donata dagli ultimi discendenti della casata alla parrocchia nel 1938 ed oggi è sede dell'Oratorio e della Scuola Materna. Con l'affidamento alla parrocchia lo stabile venne ristrutturato ed attualmente poco rimane dell'arredamento interno del palazzo e anche gli ambienti sono stati perlopiù trasformati. Esternamente al palazzo, nell'attuale via Paolo VI, venne realizzata una cappella nelle antiche scuderie della villa.
Il parco, molto vasto, contiene tra le molte piante anche un esemplare di Cedrus atlantica di 31 metri di altezza inserito nella lista degli alberi monumentali d'Italia.[14] L'albero compare anche in mappe topografiche d'epoca. Un secondo albero simile è crollato alcuni anni fa durante una tempesta. In fondo al giardino è rimasto perfettamente conservato un originario padiglione del XIX secolo adibito un tempo a serra.
Villa Giulini modifica
Ambientata su una collina naturale a ridosso del Naviglio Grande, villa Giulini è circondata ancora oggi da un grande parco ombreggiato che quasi ne nasconde la struttura.
Fatta costruire dallo storico e scrittore milanese conte Giorgio Giulini verso la metà del XVIII secolo come sua residenza di campagna, è stata quasi ristrutturata nel corso dell'Ottocento subendo pesanti modificazioni ad opera della famiglia Pavesi che l'acquistò dai Giulini e che successivamente la donò all'ente benefico della Fanciullezza Abbandonata. La villa è stata affidata all'amministrazione comunale sino al 2008 ed è stata utilizzata come luogo di manifestazioni culturali e ritrovo.
La struttura presenta un corpo centrale orientato verso il Naviglio Grande con una facciata arricchita da un portico a tre campate, sorretto da colonne neoclassiche. La villa è stata dichiarata monumento nazionale.
Altri luoghi modifica
- Piazza del Comune, Ponte sul Naviglio in granito rosa (1603) e Monumento ai Caduti del 4 giugno 1859. La costruzione, in marmo è stata eretta nel 1909.
- Alzaia del Naviglio, una parte della pista ciclabile che collega Somma Lombardo a Milano lungo il Naviglio Grande e il Ticino
- Parco del Ticino, con il ponte storico in 11 arcate e 10 piloni, per 304 metri di lunghezza, interamente in granito, costruito tra il 1810 e il 1828 da Napoleone e sopravvissuto indenne ai bombardamenti alleati della Guerra Mondiale.
- Monumento ai caduti della Prima guerra mondiale, opera dello scultore Nicola Fiore nel 1920
Servizi modifica
- Biblioteca comunale - via Garibaldi 25
- Asilo Nido, Scuola d'Infanzia, Scuola Primaria, Scuola Secondaria di primo grado - piazza Falcone e Borsellino
- Centro sportivo "Umberto Re" - via Giulini
Strade e collegamenti modifica
- Collegamento con SS11 Milano-Novara
- Collegamento con autostrada A4 Milano-Torino
- Collegamento con Strada statale 336 dell'Aeroporto della Malpensa
Turismo modifica
- Celebrazione della festa patronale la prima domenica di agosto in occasione della festività di Santa Maria della Neve, patrona della chiesa parrocchiale.
- Nel mese di settembre si celebra la "Festa della Sùcia" (Festa della secca del Naviglio Grande) nelle varie piazze del paese e principalmente lungo le sponde del Naviglio.
- Dal 2007 è attiva la navigazione del Naviglio da fine aprile ai primi di settembre, il comune rientra nella linea 3 "delle delizie" ed è uno dei punti di imbarco lungo la linea; questa iniziativa sta avendo molto successo se si pensa che dal 2007 al 2009 gli utenti sono quasi triplicati infatti si parte da poco più di 2.000 viaggiatori a quasi 6.000 del 2009.
Personalità nate a Boffalora sopra Ticino modifica
- Mons. Ambrogio Portaluppi, ecclesiastico e collaboratore di Leone XIII (XIX secolo)
Personalità legate a Boffalora sopra Ticino modifica
- Giorgio Giulini, storico (XVIII secolo)
- Camilla, cantante (XXI secolo)
Amministrazione modifica
Di seguito viene riportata la serie cronologica dei sindaci del Comune di Boffalora sopra Ticino dall'Unità d'Italia ad oggi.
Sindaci durante il Regno d'Italia
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| nome | carica | dal | al | partito | anno e luogo di nascita | anno e luogo di morte | note |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Giuseppe Carena | sindaco | ? | 1895 | Destra storica | |||
| Ernesto Baroli | sindaco | 1895 | 1907 | Destra storica | |||
| Giuseppe Cattaneo | sindaco | 1907 | 1912 | Destra storica | |||
| Carlo Magnaghi | sindaco | 1913 | 1920 | Destra storica | |||
| Enrico Bollesina | sindaco | 1920 | 1926 | Destra storica | |||
| Enrico Giuseppe Colombo | podestà | 1926 | 1929 | Partito Nazionale Fascista | |||
| Temistocle Lazzari | podestà | 1929 | 1945 | Partito Nazionale Fascista |
Sindaci durante la Repubblica Italiana
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| nome | carica | dal | al | partito | anno e luogo di nascita | anno e luogo di morte | note |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Enrico Cucchi | sindaco | 1945 | 1946 | Partito Comunista | |||
| Giulio Pollini | sindaco | 1946 | 1951 | Democrazia Cristiana | |||
| Secondo Manfrinotti | sindaco | 1952 | 1963 | Democrazia Cristiana | |||
| Franco Barengo | sindaco | 1964 | 1975 | Democrazia Cristiana | |||
| Umberto Re | sindaco | 1975 | 1999 | Democrazia Cristiana | Boffalora sopra Ticino | Boffalora sopra Ticino, 2001 | |
| Anna Maria Garavaglia | sindaco | 1999 | 2009 | Insieme nel 2000 (Centrosinistra) | Magenta, 25-03-1962 | ||
| Curzio Trezzani | sindaco | 2009 | Lega Nord-PdL | Cuggiono, 19-09-1973 |
Società modifica
Evoluzione demografica modifica
Etnie e minoranze straniere modifica
Al 31 dicembre 2010 il numero dei residenti stranieri nel comune di Boffalora sopra Ticino era di 268 unità, 6.2%% della popolazione totale.[17] Le comunità presenti sono:
| Provenienza della popolazione straniera residente (dati ISTAT al 31 dicembre 2010[18]) |
|
| 59 | |
| 40 | |
| 22 | |
| 20 | |
| 15 | |
| 11 | |
| 10 | |
| 9 | |
| 8 | |
| 8 | |
| 7 | |
| 6 | |
| 5 | |
| 5 | |
| 4 | |
| 4 | |
| 4 | |
| 3 | |
| 3 | |
| 3 | |
| 3 | |
| 2 | |
| 2 | |
| 2 | |
| 2 | |
| 1 | |
| 1 | |
| 1 | |
| 1 | |
| 1 | |
| 1 | |
| 1 | |
| 1 | |
| 1 | |
| 1 | |
| 1 | |
Lingue e dialetti modifica
Nel comune di Boffalora sopra Ticino è relativamente diffuso il dialetto milanese, mentre è molto presente il dialetto boffalorese. Come tutti i dialetti lombardi occidentali, anche il boffalorese è sostanzialmente una lingua romanza derivata dal latino. In esso vi è chi trova tracce delle lingue dei popoli anteriori alla latinizzazione della regione, in particolare l'antico ligure e il gallico parlato dai Celti. Esso risente di influssi del dialetto magentino e del novarese.
Religione modifica
La maggioranza della popolazione è cattolica. L'immigrazione di cittadini comunitari ed extra-comunitari ha portato all'insediamento di minoranze di musulmani e ortodossi.
Nel Comune è presente una parrocchia cattolica appartenente all'Arcidiocesi di Milano.
Scuole modifica
- Asilo nido "Il piccolo Naviglio", piazza Falcone e Borsellino
- Scuola dell'infanzia "San Giuseppe", via privata Paolo VI
- Scuola primaria "Giovanni Paolo II", piazza Falcone e Borsellino
- Scuola secondaria di primo grado "Indro Montanelli", via Roma
Musica modifica
- Corpo Musicale Boffalorese
- Schola Cantorum parrocchiale
- Gruppo di canto gregoriano
Sport modifica
| divisa da casa del C.G. Boffalorese. |
Nella città sono presenti le seguenti associazioni sportive:
- C.G. Boffalorese (calcio)
- Associazione Pescatori Boffaloresi
- Bocciofila Boffalorese
- Boffalora Bike
- Club Alpino Italiano
- Sportiva Boffalorese
- A.S. Jissen Dojo Karate Boffalora
Impianti sportivi modifica
A Boffalora sopra Ticino l'impianto più importante è il Centro Sportivo "Umberto Re", costruito alla fine degli anni '70 del Novecento, dedicato al sindaco scomparso nel 2001. All'interno dell'oratorio locale è presente un grande campo da bocce professionale, un campo da basket/pallavolo e due campi da calcio dotati di erba sintetica (uno tra i primi ad essersi dotati di tale tecnologia).
Galleria di immagini modifica
Note modifica
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 83.
- ^ Rischio sismico per provincia su protezionecivile.it.
- ^ Balzarotti Andrea, Boffalora sopra Ticino - Arte e cultura lungo il Naviglio Grande, op. cit.
- ^ Balzarotti Andrea, Boffalora sopra Ticino - Arte e cultura lungo il Naviglio Grande, op. cit.
- ^ Ambrogio Viviani, Magenta, 4 giugno 1859 - Dalle ricerche la prima storia vera, Milano, 1997 rist. 2009
- ^ Vedi qui
- ^ AA.VV., Gli stemmi e la storia: La provinciadi Milano e i suoi comuni, Mondadori Electa, Milano, 2003
- ^ Mancini Giorgio, Iconografia nivea: la devozione alla Madonna della Neve, ed. Il quartiere, 2000
- ^ Balzarotti Andrea, Boffalora sopra Ticino - Arte e cultura lungo il Naviglio Grande, op. cit.
- ^ Le misure della struttura antica erano piuttosto ridotte: 9,52 x 14,90 m
- ^ Balzarotti Andrea, Boffalora sopra Ticino - Arte e cultura lungo il Naviglio Grande, op. cit.
- ^ Il parroco di fatti poi si servì del nobile Alessandro Calderari a rappresentarlo a causa della sua salute malferma
- ^ vedi qui
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ 1771, 1794, 1805, 1809, 1853: Archivio Parrocchiale di Boffalora sopra Ticino
- ^ dati Istat
- ^ DEMO ISTAT
Bibliografia modifica
- Balzarotti Andrea, Boffalora sopra Ticino - Arte e cultura lungo il Naviglio Grande, Amministrazione Comunale di Boffalora sopra Ticino, O.L.C.A. Grafiche, Magenta, 2008
Altri progetti modifica
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