Boghislao XIV di Pomerania

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Boghislao XIV di Pomerania, in tedesco Bogislaw, in polacco Bogusław (Barth, 31 marzo 1580Stettino, 10 marzo 1637), è stato un vescovo luterano tedesco, duca di Pomerania-Stettino dal 1625; apparteneva alla dinastia dei Greifen e fu l'ultimo duca di Pomerania.

Era figlio del duca di Pomerania Boghislao XIII (1544 – 1606) e della di lui prima moglie Clara di Braunschweig-Lüneburg (1550 – 1598).

Biografiamodifica | modifica sorgente

Testa di Boghislao XIV da una moneta (Museo del Castello di Darlowo, Polonia)

L'esercizio autonomo del poteremodifica | modifica sorgente

Esercitò dal 1606, insieme al fratello Giorgio II di Pomerania, l'amministrazione degli uffici dei distretti di Rügenwalde e Bütow e dal 1617, dopo la morte di questi, da solo.

Nel 1615 sposò Elisabetta di Schleswig-Holstein-Sonderburg (1580 – 1653)[1] dalla quale non ebbe figli.

Dal 1618 infuriò la guerra dei trent'anni, dalla quale in un primo momento la Pomerania fu risparmiata. Boghislao si comportò inizialmente da neutrale ma non poté sostenere a lungo questa posizione a causa delle forti pressioni esterne. La costituzione di un propria difesa territoriale non andò oltre l'arruolamento di un contingente di soldati nel 1626.

Dal 1620, anno della morte del fratello Francesco, Bogislao XIV assunse anche il governo del ducato di Pomerania-Stettino. La guerra polacco-svedese (1621-1629) coinvolse la Pomerania solo indirettamente. Il suo parente Federico Kettler, duca di Curlandia, nel 1621 si alleò temporaneamente con gli svedesi nonostante il legame feudale con la Polonia cosicché Boghislao XIV dovette impegnarsi per lui presso il re di Polonia e ne accolse presso di lui il fratello Guglielmo Kettler[2]

Con la morte del fratello Francesco, avvenuta nel 1620, e quella dell'altro fratello Ulrico, avvenuta nel 1622, egli divenne duca reggente di Pomerania-Stettino e vescovo di Cammin. Dopo la morte del cugino Filippo Giulio di Pomerania, che aveva governato una parte della Pomerania come duca di Pomerania- Wolgast, Boghislao assunse anche la signoria del Wolgast, cosicché i due ducati riuniti ebbero un unico governo.

Nonostante le assicurazioni dell'imperatore Ferdinando II di non occupare la Pomerania, il Wallenstein nell'estate del 1627, invase l'Holstein, quindi il Brandeburgo ed il Meclemburgo e poco dopo la stessa Pomerania. Dopo la cosiddetta Capitolazione di Franzburg, Boghislao dovette concedere l'acquartieramento delle truppe imperiali nel proprio paese.

Solamente Stralsund si rifiutò di accogliere le truppe di occupazione e resistette con successo, grazie anche all'aiuto svedese e danese, all'assedio postovi dal Wallenstein. Un'alleanza conclusa nel 1628 fra la Svezia e la città di Stralsund significò di fatto l'autonomia politica della città e la perdita di ogni potere sulla medesima da parte del duca di Pomerania.

Nel frattempo le truppe imperiali acquartierate in Pomerania erano state fortemente rinforzate rivelandosi un vero e proprio flagello per il territorio. Boghislao si recò per questo più volte dall'imperatore e più tardi utilizzò questo comportamento delle truppe di occupazione come giustificazione della sua politica di alleanza con la Svezia.

L'unione con la Sveziamodifica | modifica sorgente

Gustavo II Adolfo di Svezia

Dopo essere sbarcato con successo in Pomerania, Gustavo II Adolfo, re di Svezia costrinse Boghislao ad allearsi con lui. L'accordo che ne risultò in conclusione definiva l'alleanza, stipulata il 25 agosto 1630 a Stettino ma con valore retroattivo al 10 del mese prima (giorno dello sbarco svedese), come un "patto difensivo". Il duca, ed in suo nome la nobiltà del ducato, poteva così mantenere l'amministrazione civile e religiosa del ducato ma tutti gli aspetti di politica militare sarebbero stati in mano svedese, così come la politica estera sarebbe stata riservata alla corona svedese.

Boghislao XIV si premurò di scrivere all'imperatore che questa alleanza aveva il solo scopo di tener fuori la Pomerania dai conflitti europei e non era diretta contro l'Impero, ma l'imperatore non la prese bene e dispose che l'occupazione delle truppe imperiali fosse ancor più dura nei confronti della popolazione. La conseguenza fu una serie di incursioni delle truppe imperiali, che bruciarono case e villaggi e sottoposero la popolazione ad ulteriori angherie. Questo comportamento spinse ancor più gli abitanti della Pomerania verso gli svedesi.[3]

Le truppe svedesi già nel 1631 riuscirono a cacciare dalla Pomerania le truppe imperiali e l'ultima piazzaforte in mano a questi ultimi, Greifswald, fu posta sotto assedio dagli svedesi il 12 giugno 1631 e la sua guarnigione capitolò pochi giorni dopo, con la morte del comandante Perusi.[4]

Successionemodifica | modifica sorgente

Dopo la morte di Boghislao, deceduto senza eredi, la Pomerania era contesa fra Giorgio Guglielmo, principe elettore di Brandeburgo (1595 – 1640), titolato a succedere secondo un patto fra le due famiglie risalente al 1464, ed il re di Svezia, Gustavo II Adolfo,[5] che aveva ottenuto tale diritto per volontà di Boghislao XIV a seguito del Trattato di Stettino del 1630.[6] La controversia si risolse militarmente e si concluse con la Pace di Vestfalia (1648) che pose fine alla guerra dei trent'anni. La Pomerania fu spartita fra Svezia e Brandeburgo.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Elisabetta di Schleswig-Holstein-Sonderburg era la sorella della matrigna di Boghislao XIV, Anna di Schleswig-Holstein-Sonderburg (1577 – 1516), entrambe figlie di Giovanni di Schleswig-Holstein-Sonderburg (1545 – 1622) e della di lui prima moglie Elisabetta di Braunschweig-Grubenhagen
  2. ^ Guglielmo Kettler (1574 – 1640) era fratello di Federico Kettler (1569 – 1642). Alla morte del padre, avvenuta nel 1587, i due divennero reggenti del ducato di Curlandia; nel 1596 Federico e Guglielmo si divisero i beni paterni. Federico ottenne la parte orientale del Ducato (la Semigallia, con capitale Jelgava), mentre a Guglielmo spettò la parte occidentale, la Curlandia propriamente detta.
  3. ^ Porshnev & Duke, Muscovy and Sweden in the Thirty Years' War, 1630-1635, p.176
  4. ^ Herbert Langer, Die Anfänge des Garnisionswesens in Pommern, p. 406
  5. ^ Gustavo II Adolfo di Svezia aveva sposato Maria Eleonora del Brandeburgo, sorella di Giorgio Guglielmo di Brandeburgo
  6. ^ Boghislao XIV aveva lasciato la successione al re svedese fra le sue ultime volontà

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • (DE) Martin Wehrmann, Genealogie des pommerschen Herzogshauses., Verlag Leon Sauniers Buchhandlung, Stettin 1937, S. 127.
  • (DE) Herbert Langer, Die Anfänge des Garnisionswesens in Pommern, in Gemeinsame Bekannte: Schweden und Deutschland in der Frühen Neuzeit, LIT Verlag, Berlin-Hamburg-Münster, 2003, ISBN 3825871509
  • (EN) Boris Fedorovich Porshnev & Paul Dukes, Muscovy and Sweden in the Thirty Years' War, 1630-1635, Cambridge University Press, 1995, ISBN 0521451396

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Successionimodifica | modifica sorgente

Predecessore Duca di Pomerania-Rügenwalde Successore Pommernwappen.jpg
Giorgio II di Pomerania
con Bogislao XIV
1617 - 1622 Il ducato viene incorporato in quello di Stettino
Predecessore Duca di Pomerania-Stettino Successore Pommernwappen.jpg
Francesco II di Pomerania 1620 - 1625 Il ducato diviene dominio svedese
Predecessore Vescovo evangelico di Cammin Successore
Ulrico di Pomerania 1623 - 1637 Ernesto Boghislao di Croy

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