Bondone

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Bondone
comune
Bondone – Stemma
Bondone – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Sindaco Graziano Scalmazzini (lista civica) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 45°48′00″N 10°33′00″E / 45.8°N 10.55°E45.8; 10.55 (Bondone)Coordinate: 45°48′00″N 10°33′00″E / 45.8°N 10.55°E45.8; 10.55 (Bondone)
Altitudine 720 m s.l.m.
Superficie 19 km²
Abitanti 677[1] (31-12-2010)
Densità 35,63 ab./km²
Frazioni Baitoni
Comuni confinanti Bagolino (BS), Idro (BS), Magasa (BS), Storo, Ledro, Valvestino (BS)
Altre informazioni
Cod. postale 38080
Prefisso 0465
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022021
Cod. catastale A968
Targa TN
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti bondonesi
Patrono Natività di Maria Vergine
Giorno festivo 8 settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Bondone
Sito istituzionale

Bondone (Bondù /bon'dy/ in dialetto trentino[2][3]) è un comune di 666 abitanti della provincia di Trento.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Geografiamodifica | modifica sorgente

Il paese di Bondone è collocato su un pianoro a mezza montagna a 720 m s.l.m. ed è il comune più meridionale della Valle del Chiese, nell'estremo lembo sud-occidentale del Trentino. È composto da due frazioni: il paese di Bondone e il paese di Baitoni nella piana alle foci del fiume Chiese abitato dalla metà del XIX secolo dopo la bonifica. Dal punto di vista geologico e floristico è interessante consultare su questa enciclopedia la voce Tombea.

Storiamodifica | modifica sorgente

La storia di Bondone si intreccia con la storia del vicino comune di Storo e con la storia dei conti Lodron. Il documento più antico sulla zona a nord del lago d'Idro è dell'anno 1000 e contiene l'invito ai padri benedettini di san Pietro in Monte presso Brescia perché vengano a fondare un monastero. I monaci si insediano sulla sponda di San Giacomo e da qui guidano la bonifica delle paludi del Pian d'Oneda. Un documento del 1086 riguarda un contratto di affitto agli uomini di Anfo di alcuni pascoli presso il Caffaro e il diritto di pesca sul lago. Nell'indicare i confini si nomina un castrum de summo lacu (un castello alla sommità del lago d'Idro). Non si sa quale sia ma si può ben pensare al castello di san Giovanni di Bondone che in un documento del 24 agosto 1189 viene affidato a titolo di feudo a sette famiglie di Storo (le sette torri dello stemma del vicino comune di Storo?) in successione al conte Calapino, primo personaggio nominato nella storia dei conti Lodron. Nel Trecento per un intero secolo gli uomini di Bondone difendono contro gli storesi i loro diritti sui pascoli e boschi della grande conta dell'Alpo: ne parla un documento del 27 dicembre del 1301 rinvenuto nell'archivio di Bondone e uno del 18 luglio del 1367 rinvenuto nell'archivio di Storo. Si giunge a una sentenza del 5 ottobre 1367, pronunciata da un arbitro nominato fra i conti Lodron, ma nel luglio del 1396 riesplode la lite che porterà all'attuale determinazione dei confini del 20 ottobre 1399. Altri due documenti rispettivamente del 16 aprile 1312 e del 15 febbraio 1321 dell'archivio di Storo riguardano invece una decima o un feudo della gente di Condino nei confronti di quelli di Bondone che la contestano.

Gli storesi sostennero un'altra lite secolare con il monastero di Santa Giulia in Brescia riguardante il possesso dell'ampia zona compresa tra Lorina e l'Alpo, comprendente tutto il bacino del Rio Torto e la Valle del Comune che cessò in seguito ad un atto col quale il monastero donava quei boschi e pascoli agli uomini di Storo e di Bondone. Il territorio controverso forma oggi il Comune Catastale di Bondone Storo, (detto catasto da Siora) nel territorio amministrativo del Comune di Bondone e composto da quattro particelle fondiarie di cui due di proprietà del Comune di Storo e due del Comune di Bondone. In un atto del 1312 del notaio Deladio di Bono risulta che a Bondone ci sono almeno 26 fuochi o famiglie quindi circa 130 abitanti che era allora una popolazione di una certa importanza se paragonata a Storo quando nello stesso periodo vi erano circa 300 persone. I primi statuti della comunità di Bondone sono del 5 marzo 1401 messi su pergamena dal notaio Giovanni fu Pietro di Condino e vengono determinati in Castel Romano da alcuni delegati del paese alla presenza di Pietro fu Parisino di Lodrone (definito sovrano generale degli uomini, delle persone e della comunità di Bondone).

In una pergamena dell'archivio di Storo del 21 aprile 1420 si parla di alcuni uomini di Bondone che compaiono a Levido (Pieve di Bono) dinanzi al notaio per nominare un loro sindaco procuratore incaricato con altri per una supplica al principe vescovo di Trento per una decima. Il 1º dicembre 1434 un Paolo fu Bonardo di Bondone abitante allora nella villa di Zucca (Lodrone) riceve in dono da Paride Lodron il paese e il territorio di Darzo per i servizi prestati ai conti nelle guerre del precedente quinquennio co persone e sostanze.

Il 2 luglio 1446 sulla piazza comune di Bondone l'assemblea di regola aggiorna lo statuto alla presenza di un notaio. In un atto del 26 giugno 1462 si parla di una via Camarella che corre sotto Bondone. Un atto del 12 ottobre 1472 riprende l'accordo del 1399 per i monti Calva e Tignone Il 18 aprile del 1498 in contrada Zucca di Lodrone nella casa di Francesco, Bernardino e Paride Lodron dove si esige il dazio compaiono 25 capifamiglia (su 30 circa) di Bondone per decidere di vendere dei beni ai propri vicini per avere il denaro per pagare i conti Lodron.

Interregno di Storomodifica | modifica sorgente

In ossequio alla volontà accentatrice del fascismo con regio decreto 1º marzo 1928 n. 540 (G.U. 2 aprile 1928 n. 78) i comuni di Darzo, Lodrone e Bondone sono aggregati a quello di Storo. Con legge regionale 24 agosto 1953, n. 10 pubblicata sulla G.U. 28 agosto 1953 n. 15 viene ricostituito il comune di Bondone con la circoscrizione territoriale preesistente.

Durante il ventennio fascista ai comuni pervenivano dal Prefetto disposizioni di dedicare nomi di vie anche a eroi e simboli del fascismo oltre a quelli del Risorgimento. Il Podestà del comune di Storo con determina n. 144 del 14 settembre 1939 adeguandosi denominava a Bondone e Baitoni (non a Storo) le seguenti vie:

Tullio Baroni è nato a Santa Croce del Bleggio Superiore il 25 novembre 1905 e deceduto in combattimento nella guerra civile di Spagna in località «strada di Francia» l'11 marzo 1937 ottenendo la medaglia d'oro al valor militare alla memoria come «tempra eccezionale di fascista e di soldato». Era un alpino ed è ricordato fra le dodici medaglie d'oro sul vessillo della sezione trentina dell'Assoziazione nazionale alpini. Il suo nome risulta citato in:

  • José Luis Alcofar Nassaes, C.T.V., los legionarios italianos en la Guerra Civil Española, 1936-1939, Barcelona, DOPESA, 1972. pagina 101 c'è scritto: «el capo manipolo Tullio Baroni tambien condecorado con la Medalla de Oro
  • Giacomo Scatti Luciano Viazzi, Le aquile delle montagne nere: storia dell'occupazione e della guerra italiana in Montenegro (1941 - 1943), Mursia, 1987. a pagina 456 c'è scritto «protagonisti che qui elenchiamo, ex combattenti in Montenegro. A tutti va il nostro sentito ringraziamento per [...] Tullio Baroni»
  • A Villa Bellavista di Borgo Buggiano esiste una casa di Convalescenza e di riposo per vigili del fuoco intitolata a "Tullio Baroni"

Aldo Sette, milanese, fu uno dei primi squadristi caduto negli scontri delle squadre d'azione che operarono prima della marcia su Roma. Si riportano alcune fonti bibliografiche:

  • Un Trentennio di attività anarchica (1914-1945), Cesena, Forlì, L'Antistato, 1953. pagina 61: «Questo l'epilogo del processo di Turro, avvenuto il 20 marzo 1921, in cui venne uccisa dai fascisti una donna e molti cittadini rimasero feriti. Restava ucciso nel conflitto il fascista Aldo Sette.»
  • Marcello Gallian, Il ventennale: gli uomini delle squadre nella rivoluzione delle Camicie Nere, Roma, Azione letteraria italiana, 1941. pagina 82 «Passan altri dieci giorni e cadeva a Milano un ragazzetto squisito e acerbo Aldo Sette, assieme a una donna del popolo capitata per caso»
  • Giorgio Alberto Chiurco, Storia della rivoluzione fascista, Firenze, Valsecchi, 1929. a pagina 159 si parla di una «squadra Aldo Sette» e a pagina 170 di una «banda Aldo Sette»

e le seguenti notizie:

  • A Milano durante il ventennio furono denominate parecchie vie a personaggi a simboli fascisti, fra cui anche Via Aldo Sette, poi divenuta Via Transiti.
  • A Milano il 25 aprile 1945 fra l'altro venne occupata la sede fascista Aldo Sette in via Padova.

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[4]


Il carbonaiomodifica | modifica sorgente

Dall'art. 1 commi 9 e 10 dello statuto del Comune di Bondone: «Il mestiere del carbonaio con la vita quasi sempre all'aperto, oltre ad una resistenza non indifferente alle fatiche fisiche chieste dagli scavi per l'apprestamento delle piazzole per le carbonaie, della preparazione della legna, dal suo trasporto e accatastamento, dalla copertura della catasta stessa con zolle e terra, dalle veglie e sveglie notturne per curare il processo di carbonizzazione che poteva durare fino a 5 o 6 giorni, richiedeva anche una particolare maestria nel saper guidare l'andamento della combustione in modo di non farla ardere, il che avrebbe ridotto la legna in cenere, ma di farla procedere come un lento braciere. Nelle carbonaie si accatastavano in genere dai 30 ai 40 quintali di legna, da cui si ricavavano dai 6 agli 8 quintali di carbone.» Alla voce: "il carbonaio" di questa enciclopedia è riportata testualmente l'originale in dialetto e la traduzione in italiano della poesia sul carbonaio di Gianpaolo Capelli.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pojat.

Le feste di settembremodifica | modifica sorgente

Il giorno di festa del patrono cade l'otto settembre quando nella liturgia della Chiesa cattolica si festeggia la Natività della Beata Vergine Maria. A Bondone per tradizione si festeggia anche la vigilia in preparazione alla festa. È una occasione importante per la popolazione perché in quei giorni i carbonai e le loro famiglie dispersi sui monti dalla primavera per produrre il carbone di legna, tornano in paese per incontrarsi e festeggiare. La peste del 1628 - 1630, (quella di manzoniana memoria) fece molte vittime anche a Bondone: vennero risparmiate otto famiglie che a ringraziamento fecero dipingere sulle loro case immagini sacre che ancora oggi è possibile ammirare. I sopravvissuti fecero un voto in onore della Beata Vergine effigiata a Bondone con una statua lignea che rappresenta la Madonna con il bambino in braccio (La Madono dal Bambì en bròs) stabilendo che il giorno 9 settembre di ogni anno sarà un giorno di festa durante il quale si terrà una solenne processione, portando la statua della Madonna fino alla località Plos ove furono seppelliti i parenti morti di peste che non poterono trovare posto nel luogo consacrato attorno alla Chiesa. Il voto si trova ufficializzato negli archivi della parrocchia il 9 settembre 1855 nei seguenti termini: «Dedicare e consacrare un giorno che non sia già prima vincolata festa di precetto, per una pubblica venerazione di Maria Vergine, quale inno di solenne ringraziamento e a perenne invocazione di nuove grazie». E così a Bondone dal 7 settembre fino al 9 settembre, o al 10 se il 9 è già festa, si festeggiano le ricorrenze religiose e anche il ricordo del ritorno in paese per alcuni giorni dei carbonai e delle loro famiglie a ridare vita alla comunità.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizonario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  3. ^ Carla Marcato, Bondone in Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 1990, p. 86.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Cesare Goffi - Gianni Poletti. Bondone – immagini da salvare – Comune di Bondone e Il Chiese, Bondone, 1990.
  • Gianni Poletti (a cura di). Bondone e Baitoni due paesi del Trentino: immagini da salvare, Comune di Bondone e Cooperativa il Chiese, Bondone, 2004.
  • Pranzelores A., Guida di Trento e il Bondone colla Funivia di Sardagna- Monte Corno (ristampa anastatica), Trento, Edizioni U.C.T., 1990.

Galleria fotograficamodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

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