Bruno Beatrice

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bruno Beatrice
Bruno Beatrice - Ternana 1972-1973.jpeg
Beatrice alla Ternana nella stagione 1972-1973
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 172 cm
Peso 70 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centrocampista
Carriera
Giovanili
Inter Inter
Squadre di club1
1968-1969 Inter Inter 0 (0)[1]
1969-1971 Solbiatese Solbiatese 71 (4)
1971-1972 Arezzo Arezzo 34 (0)
1972-1973 Ternana Ternana 25 (2)
1973-1976 Fiorentina Fiorentina 72 (1)
1976-1978 Cesena Cesena 44 (0)
1978-1981 Taranto Taranto 78 (1)
1981-1983 Siena Siena 61 (1)
1983-1984 Montevarchi Montevarchi  ? (?)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Bruno Beatrice (Milano, 5 marzo 1948Arezzo, 16 dicembre 1987) è stato un calciatore italiano.

Era detto il "Mastino" per il fisico possente e la gran corsa.[2]

Carrieramodifica | modifica sorgente

Centrocampista d'interdizione dal fisico prestante, crebbe nelle giovanili dell'Inter. Esordì come professionista nella Solbiatese, giocò in Serie A nella Ternana, nella Fiorentina, dal 1973 al 1976, e nel Cesena, collezionando complessivamente 126 presenze e 3 reti in massima serie e 127 presenze e 1 rete in Serie B, aggiudicandosi la Coppa Italia 1974-1975 con la Fiorentina. Chiuse la carriera nel Montevarchi.

La scomparsa e l'ombra del dopingmodifica | modifica sorgente

« È morto con la schiuma alla bocca, lividi sul corpo, piaghe dappertutto. Era diventato l'ombra del calciatore che era stato. L'unica cosa che gli era rimasta di quegli anni erano i tre buchini viola sul braccio sinistro, che non gli erano mai andati via.[2] »
(Gabriella Beatrice, vedova di Bruno)
Beatrice in azione con la maglia della Fiorentina nella stagione 1975-1976

Nel 1985 Bruno Beatrice si ammalò di leucemia linfoblastica acuta e morì due anni dopo. Nel 2005 la procura di Firenze, su richiesta della vedova Gabriella Bernardini Beatrice, aprì un'indagine sulla morte del calciatore (in seguito allargatasi ad altri casi) ipotizzando che questa potesse essere stata determinata dal doping. L'ipotesi che l'uso di sostanze dopanti durante la carriera agonistica fosse stata la causa della leucemia, fu rafforzata, secondo i legali della vedova Beatrice, dal decesso di alcuni ex compagni di squadra ai tempi della Fiorentina come Nello Saltutti, colpito da un infarto nel 2003 a 56 anni; Ugo Ferrante, ucciso da un tumore alla gola nel 2004; Giuseppe Longoni, morto nel 2006 a causa di una vasculopatia; Adriano Lombardi, deceduto nel 2007 per il morbo di Gehrig e Massimo Mattolini, morto nel 2009 dopo essersi sottoposto a un trapianto di reni. Altri membri di quella squadra hanno sofferto di malattie gravissime, come Domenico Caso, colpito da un tumore al fegato; Giancarlo Antognoni, quasi stroncato da un'improvvisa crisi cardiaca risalente al novembre del 2004 e Giancarlo De Sisti, reduce da un ascesso frontale al cervello[3]. La vedova Beatrice denunciò in diverse interviste che, durante i ritiri, il marito veniva sottoposto a lunghe sedute di flebo e che la società gli imponeva di assumere continuamente diversi farmaci cardiotonici, come il Micoren, e farmaci a base di corteccia surrenale come il Cortex. In particolare, secondo la vedova Beatrice, la leucemia che causò la morte di suo marito sarebbe stata correlata a una cura intensiva di raggi Roentgen, a cui Beatrice fu sottoposto nel 1976 per riprendersi dai postumi di una pubalgia. Stando alle dichiarazioni rilasciate da Ferruccio Mazzola all'Espresso,[4] la sua morte sarebbe da ricondurre all'utilizzo di sostanze dopanti ai tempi della Fiorentina.

L'indagine dei NAS di Firenze, limitatamente alla morte di Beatrice, si concluse nel giugno del 2008, ipotizzando il reato di omicidio preterintenzionale per l'allenatore Carlo Mazzone e un suo uomo di fiducia, Ivo Micucci. Secondo i Nas, infatti, Mazzone avrebbe avocato a sé la gestione delle terapie per Bruno Beatrice sottraendole allo staff medico della Fiorentina. In particolare, secondo i carabinieri, sarebbe stato lo stesso Mazzone, in accordo con Micucci, a decidere di far curare Beatrice con i raggi Roentgen per ottenere un recupero più rapido dalla pubalgia, contrariamente a quanto prescritto al giocatore dal medico.[5] Il 2 gennaio 2009 la procura di Firenze ha chiesto l'archiviazione del caso per prescrizione.[6]

Nel 2006 la figlia del giocatore scomparso, Claudia Beatrice, ha dato vita all'Associazione vittime del doping il cui scopo è fare luce sull'uso di sostanze nocive nello sport e sensibilizzare i più giovani sui rischi che corrono se fanno ricorso a sostanze dopanti.

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Fiorentina: 1974-1975

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Profilo e statistiche su Calcio1979.altervista.org
  2. ^ a b Bruno Beatrice - a colpi di doping", altervista.org.
  3. ^ Non finisce il giallo dei viola anni '70, Avvenire, 14 ottobre 2009
  4. ^ Pasticca nerazzurra in l'Espresso. URL consultato il 5 maggio 2011.
  5. ^ Morti ex viola, Mazzone indagato per il decesso di Bruno Beatrice, la Repubblica, 11 dicembre 2007
  6. ^ Il pm: archiviare il caso Beatrice per prescrizione, la Repubblica, 3 febbraio 2009

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








Creative Commons License