Bruno Mazzia

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Bruno Mazzia
Bruno Mazzia.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 175 cm
Peso 70 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista)
Carriera
Squadre di club1
1957-1959 Biellese Biellese 26 (1)
1959-1962 Juventus Juventus 26 (2)
1962-1963 Venezia Venezia 13 (0)
1963-1964 Lazio Lazio 24 (0)
1964-1966 Juventus Juventus 30 (2)
1966-1968 Brescia Brescia 52 (9)
1968-1972 Perugia Perugia 128 (12)
1972-1973 Reggina Reggina 31 (0)
1973-1975 Alessandria Alessandria 58 (10)[1]
1975 Biellese Biellese 2 (0)
1975-1977 Pro Vercelli Pro Vercelli 57 (8)
Nazionale
1959 Italia Italia U-21 5 (0)
Carriera da allenatore
1977 Pro Vercelli Pro Vercelli
1978-1979 Nocerina Nocerina
1979-1980 Lecce Lecce
1981-1982 Forli Forlì
1982-1983 L.R. Vicenza L.R. Vicenza
1984 Mantova Mantova
1985-1986 Campobasso Campobasso
1986-1989 Cremonese Cremonese
1989 Udinese Udinese
1990 Brescia Brescia
1991-1992 Padova Padova
Palmarès
Giochi del Mediterraneo.svg  Giochi del Mediterraneo
Oro Libano 1959
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Bruno Mazzia (Vigliano Biellese, 14 marzo 1941) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Il figlio Lorenzo, scomparso nel 2010 a 42 anni, è stato anch'egli calciatore (con la maglia della Biellese) e allenatore in diverse squadre dilettantistiche piemontesi[2].

Caratteristiche tecnichemodifica | modifica sorgente

Calciatoremodifica | modifica sorgente

Ha giocato prevalentemente come mezzala, tuttavia nel corso della sua militanza nella Juventus ha ricoperto tutti i ruoli in campo, caratterizzandosi come jolly a disposizione dell'allenatore[3]. In gioventù era considerato un abile rigorista[4].

Allenatoremodifica | modifica sorgente

Inizialmente è stato tra i fautori del gioco all'italiana, privilegiando l'equilibrio tra difesa e attacco e il raggiungimento del risultato, nel rispetto delle caratteristiche tecniche e tattiche dei giocatori[5][6]. A partire dal 1987, tuttavia, ha iniziato a impostare le proprie squadre a zona, tattica che ha applicato alla Cremonese[7] e all'Udinese[8], tanto da esserne annoverato come uno dei principali esponenti tra gli anni ottanta e novanta[9][10].

Carrieramodifica | modifica sorgente

Calciatoremodifica | modifica sorgente

Clubmodifica | modifica sorgente

Cresciuto nella Biellese, vi esordisce nel campionato di IV Serie 1957-1958, e dopo due stagioni viene acquistato dalla Juventus[11], che precede l'interessamento del Torino[12]. Inizialmente incluso nelle formazioni giovanili, vince il Torneo di Viareggio 1961 rendendosi protagonista nella semifinale contro il Milan: la sfida finisce ai calci di rigore, e Mazzia trasforma tutti i sei tiri dal dischetto della sua squadra[4][13]. Il 19 marzo successivo esordisce in Serie A, nel Derby della Mole vinto per 1-0 sul Torino, e Mazzia fallisce un calcio di rigore tirando alto sopra la traversa[14]; chiude la stagione con 4 presenze in campionato, fregiandosi del titolo di Campione d'Italia.

Nell'annata successiva trova maggior spazio, alternandosi con Humberto Rosa nel ruolo di mezzala di regia che era stato di Giampiero Boniperti[15]. A fine campionato viene ceduto in prestito, prima al Venezia[16] e poi alla Lazio[17], prima di ritornare per un biennio alla Juventus: in tutti questi anni viene considerato come una riserva[3], disputando un massimo di 24 partite con la maglia della Lazio.

Nel 1966 la Juventus lo cede definitivamente al Brescia, sempre nella massima serie, nella trattativa che porta Virginio De Paoli in bianconero[18]. Con i lombardi Mazzia viene finalmente schierato titolare, e contribuisce con 6 reti in 32 partite alla salvezza della squadra. Riconfermato nella stagione 1967-1968, non evita la retrocessione in Serie B; al termine del campionato si trasferisce al Perugia, tra i cadetti, rimanendovi per quattro stagioni consecutive.

Dopo un'annata nella Reggina, nel 1973 torna in Piemonte ingaggiato dall'Alessandria; con i grigi vince il campionato di Serie C 1973-1974, con i galloni di capitano e collaborando con Mario Pietruzzi dopo l'esonero dell'allenatore Dino Ballacci[19]. Nel successivo campionato di Serie B realizza 7 reti (record personale), non sufficienti tuttavia ad evitare la retrocessione dopo lo spareggio perso contro la Reggiana. Ormai trentaquattrenne, nel 1975 scende in Serie D tornando brevemente alla Biellese, ma nel mercato autunnale lascia la formazione bianconera per incomprensioni con l'allenatore[20]. Viene acquistato dalla Pro Vercelli, militante in Serie C, con cui disputa le sue due ultime stagioni da calciatore, ritirandosi nel 1977 a 36 anni.

Ha disputato 145 partite con 9 reti in Serie A, e 188 partite con 19 reti in Serie B.

Nazionalemodifica | modifica sorgente

Ha esordito nella Nazionale giovanile il 12 ottobre 1959, contro il Libano[21]; con la maglia azzurra ha giocato 5 partite[22], prendendo parte ai vittoriosi Giochi del Mediterraneo a Beirut, nel 1959[23].

Allenatoremodifica | modifica sorgente

Dopo aver frequentato il primo corso per allenatori a Coverciano, voluto da Italo Allodi[24], ha iniziato la propria carriera di allenatore nel 1977, nella Pro Vercelli[25][26], laddove aveva interrotto quella da calciatore; l'esperienza tuttavia è breve, poiché viene esonerato a dicembre[24]. L'anno successivo esordisce in Serie B subentrando a Bruno Giorgi sulla panchina della Nocerina, senza evitare la retrocessione dei molossi[25][27]. Nella stagione 1979-1980 è sulla panchina del Lecce, in Serie C1: ottiene un piazzamento di centroclassifica nella prima annata, e viene esonerato in autunno nella seconda, sostituito da Gianni Di Marzio[28].

Nella stagione 1981-1982 allena il Forlì in Serie C1, venendo sostituito a campionato in corso da Giovanni Ragazzini[29]. L'anno successivo subentra a Giancarlo Cadè sulla panchina del Lanerossi Vicenza, sempre in Serie C1, senza riuscire a centrare l'obiettivo della promozione. Sulla panchina berica, nell'ultima giornata del campionato 1982-1983, fa esordire da professionista il sedicenne Roberto Baggio[30].

Nel gennaio 1984 viene chiamato a sostituire Dino Binacchi sulla panchina del Mantova, in Serie C2: anche in questo caso la squadra manca di poco la promozione, terminando il campionato al quarto posto[31]. Dopo una stagione di pausa, nel 1985 siede sulla panchina del Campobasso, in Serie B: nonostante le difficoltà iniziali, che lo portano vicino all'esonero[32], conduce i molisani alla salvezza. Nell'estate 1986, dopo essere stato tra i papabili per la panchina della Juventus al posto di Giovanni Trapattoni[25], viene ingaggiato dalla Cremonese, sempre tra i cadetti, in sostituzione di Emiliano Mondonico[7].

Con la formazione grigiorossa, partita senza ambizioni di promozione[6], sfiora la Serie A perdendo gli spareggi contro Lecce e Cesena. L'anno successivo Mazzia imposta la squadra secondo i dettami della zona[7], e ottiene di nuovo un piazzamento a ridosso della zona promozione; la Serie A arriverà al termine del campionato 1988-1989, vincendo lo spareggio contro la Reggina[7]. Al termine del campionato lascia la Cremonese per trasferirsi ad un'altra neopromossa, l'Udinese[33], voluto da Giampaolo Pozzo al posto di Nedo Sonetti il cui gioco era giudicato poco spettacolare[34]. L'avventura in Friuli dura fino a Natale, quando viene esonerato a causa dei risultati negativi ottenuti, e nonostante la squadra avesse espresso un buon gioco[9][34].

Nel 1990 viene ingaggiato dal Brescia, in Serie B. L'avventura con le Rondinelle dura tre partite, nelle quali colleziona altrettante sconfitte, prima di essere avvicendato da Bruno Bolchi[35]. Nella stagione successiva è sulla panchina del Padova: alla guida di una formazione indebolita dalle cessioni di Demetrio Albertini e Antonio Benarrivo, non riesce a dare alla squadra un gioco all'altezza delle ambizioni della società[36]; nel corso della stagione, tuttavia, ha modo di far esordire in prima squadra il giovane Alessandro Del Piero[37]. In aprile viene esonerato dopo la sconfitta interna con la Reggiana, al culmine di una crisi di gioco e risultati che aveva portato i veneti vicino alla zona retrocessione[38].

In seguito entra nel settore tecnico della FIGC dove rimane fino al 2002, quando viene nominato responsabile del settore giovanile dell'Hellas Verona[39]. Ricopre l'incarico fino al 2006[40], e dopo una parentesi alla Juventus come osservatore[41] nel 2009 torna alla Cremonese, come collaboratore tecnico[41][42]. Il rapporto con i grigiorossi dura per due stagioni, fino al 2011[43].

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Clubmodifica | modifica sorgente

Juventus: 1960-1961
Alessandria: 1973-1974
Juventus: 1961

Nazionalemodifica | modifica sorgente

Libano 1959

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ 59 (10) se si comprende lo spareggio con la Reggiana.
  2. ^ È morto Lorenzo Mazzia Ilbiellese.it
  3. ^ a b Mazzia, una vita in panchina, L'Unità, 25 marzo 1989, pag.24
  4. ^ a b Perché l'esordiente Mazzia ha tirato il rigore iniziale, Stampa Sera, 20 marzo 1961, pag.5
  5. ^ I miei bambini di trent'anni, La Repubblica, 29 gennaio 1987, pag.18
  6. ^ a b Nonostante Cremona..., La Repubblica, 16 giugno 1987, pag.25
  7. ^ a b c d 1983–1990 La serie A Uscremonese.it
  8. ^ L'obiettivo numero 1? La coppa del rispetto, La Repubblica, 18 agosto 1989, pag.35
  9. ^ a b Quando l'esonero arriva a stagione in corso Udineseblog.it
  10. ^ Felice e insoddisfatto: Galeone, La Repubblica, 27 marzo 1995, pag.39
  11. ^ Così le 18 di Serie A per il prossimo campionato, L'Unità, 25 luglio 1959, pag.6
  12. ^ Conclusa ieri dai dirigenti del Torino la prima fase della campagna acquisti, La Stampa, 26 giugno 1959, pag.8
  13. ^ Quanti ex lupi nella storia del torneo di Viareggio! Primapaginamolise.it
  14. ^ La Juventus batte il Torino e si avvicina all'Inter, Stampa Sera, 20 marzo 1961, pag.5
  15. ^ Stagione 1961-62: l'addio di Boniperti e l'impresa sfiorata Almanaccojuventino.blogspot.it
  16. ^ L'ing. Catella rientra a Torino: Luis Del Sol è della Juventus, Stampa Sera, 1º agosto 1962, pag.7
  17. ^ Amarildo al Milan per 200 milioni: sarà scambiato col granata Peirò?, La Stampa, 16 luglio 1963, pag.8
  18. ^ De Paoli dal Brescia alla Juventus. L'accordo firmato ieri a Milano, La Stampa, 19 giugno 1966, pag.8
  19. ^ Incredibile: licenziato Ballacci, La Stampa, 18 maggio 1974, pag.17
  20. ^ Mazzia chiede scusa e se ne va, Stampa Sera, 14 ottobre 1975, pag.10
  21. ^ I calciatori azzurri esordiscono battendo il Libano per 2 a 0, L'Unità, 13 ottobre 1959, pag.6
  22. ^ Almanacco Illustrato del calcio 2007, ed. Panini, pag.604
  23. ^ Convocati i calciatori per i Giochi del Mediterraneo, L'Unità, 15 settembre 1959, pag.6
  24. ^ a b Mazzia esonerato, è la solita storia, La Stampa, 14 dicembre 1977, pag.16
  25. ^ a b c Un altro nome per la Juve è Mazzia, ora al Campobasso, La Repubblica, 18 marzo 1986, pag.22
  26. ^ Le piemontesi di C cambiano volto, Stampa Sera, 18 luglio 1977, pag.7
  27. ^ Bozzi: la mia Varese-Nocerina Forzanocerina.it
  28. ^ Dati storici Wlecce.it
  29. ^ Beltrami, 1982, op. cit., p. 283
  30. ^ Roberto Baggio Museovicenzacalcio1902.net
  31. ^ Quel tragico 30 gennaio 1984: scompare Andrea Zenesini, La Gazzetta di Mantova, 30 agosto 2003, pag.37
  32. ^ Per ora rimane Mazzia, La Repubblica, 15 ottobre 1985, pag.22
  33. ^ L'avventura di Gianpaolo Pozzo Udinese.it
  34. ^ a b I sospetti di Pozzo, "Subito l'inchiesta", La Repubblica, 1º maggio 1990, pag.37
  35. ^ Il Brescia si aggrappa alla storia. Via con un 'salvagente' in più Bresciangol.com
  36. ^ Dal ritorno in A al 2000 Padovacalcio.it
  37. ^ Bruno Mazzia (ex all. Padova): "Lanciai Del Piero in Serie A, era il giovane più forte" Tuttojuve.com
  38. ^ Padova a fondo, Mazzia a casa, Il Corriere della Sera, 19 aprile 1992, pag.31
  39. ^ Presentato ufficialmente il nuovo responsabile del settore giovanile, Bruno Mazzia Hellasverona.it
  40. ^ Hellas Verona ringrazia il responsabile tecnico delle giovanili Bruno Mazzia Hellasverona.it
  41. ^ a b La Cremo a gente che corre, La Provincia, 11 giugno 2009, pag.51
  42. ^ LEGA PRO - Bruno Mazzia torna alla Cremonese Udineseblog.it
  43. ^ L'US Cremonese ringrazia Bruno Mazzia Uscremonese.it

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Arrigo Beltrami (a cura di). Almanacco illustrato del calcio 1983. Modena, Panini, 1982.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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