Burano

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Burano
Panorama della laguna nord con Burano al centro.
Panorama della laguna nord con Burano al centro.
Geografia fisica
Localizzazione Laguna Veneta
Coordinate 45°29′03″N 12°25′06″E / 45.484167°N 12.418333°E45.484167; 12.418333Coordinate: 45°29′03″N 12°25′06″E / 45.484167°N 12.418333°E45.484167; 12.418333
Superficie 0,2108 km²
Altitudine massima 1 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Italia Italia
Regione Veneto Veneto
Provincia Venezia Venezia
Comune Venezia-Stemma.png Venezia
Demografia
Abitanti 2586 (28-1-2014)
Densità 12.267,6 ab./km²
Etnico buranelli
Cartografia
Mappa di localizzazione: Laguna di Venezia
Burano

senza fonte

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Burano (Buràn /bu'ran/ in veneto) è un'isola (o meglio, un insieme di isole) di 2.724 abitanti della laguna di Venezia settentrionale, su cui sorge l'omonimo abitato, località del comune di Venezia.

È collegata da un ponte all'isola di Mazzorbo, che ne è divenuta una sorta di appendice.

È nota per le sue tipiche case vivacemente colorate, ma anche per la secolare lavorazione artigianale dei merletti e per le tradizioni gastronomiche (tipici dolci sono i bussolai).

Burano appartiene alla municipalità di Venezia-Murano-Burano. Fino al 2005 l'ex quartiere Burano comprendeva, oltre a Burano, Torcello, Mazzorbetto, Mazzorbo oltre a isole minori[1].

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Burano sorge nella Laguna Veneta settentrionale, a nord-est di Murano, ed è a questa collegata tramite il percorso navigabile canale Bisatto-canale Carbonera-scomenzera San Giacomo. Attorno si estendono alcune formazioni palustri, in particolare la palude di Santa Caterina, a sud-ovest, e la palude di Burano, a sud est. A nord è lambita dal canale dei Borgognoni-canale di Burano, con cui si raggiunte Treporti (a sud) e Torcello (a nord). Subito ad ovest si trova invece Mazzorbo, alla quale è unita tramite un ponte.

È costituita da quattro isole separate da tre canali interni, che sono il rio Pontinello, il rio Giudecca e il rio Terranova. Analogamente a Venezia, è divisa in cinque sestieri, distinti appunto dai suddetti canali[2], sui quali si basa la codifica degli indirizzi:

sestiere
superficie
(ettari)
abitanti
densità
(ab./km²)
 
mappa
San Mauro 6,8 806 12.029    
Burano.png
Giudecca[3] 2,5 257 10.200  
San Martino Sinistra 4,4 580 13.318  
San Martino Destra 5,1 750 14.882  
Terranova 2,3 343 15.609  
Burano 21,1 2.736 13.176  

Storiamodifica | modifica sorgente

Le origini del nome

Il toponimo dovrebbe essere un prediale riferito al nome di un proprietario terriero, tale Bu(r)rius o Borius. È infatti probabile che anticamente l'isola, potendo contare su una superficie molto più estesa dell'attuale, avesse caratteri rurali[4].

Analogamente a Murano e a Torcello, la tradizione lo fa derivare da una presunta porta di Altino, quella detta Boreana perché rivolta verso nord (da bora)[5].

La tradizione vorrebbe che Burano fosse stata fondata, come i centri dei dintorni, dagli abitanti della città romana di Altino che si erano rifugiati in laguna per sfuggire alle invasioni barbariche, in particolare agli Unni di Attila e ai Longobardi.

La prima attestazione documentaria, comunque, risale all'840 quando nel Pactum Lotharii viene citata - al genitivo - Burani[4].

Le prime abitazioni erano poste su palafitte con le pareti fatte di canne e fango e solo a partire dall'anno Mille furono costruite case in mattoni. Burano poteva godere anche di un clima mite e salubre grazie ad una certa ventilazione che allontanava la malaria. Il governo locale, di tipo comunale, cadde ben presto sotto l'orbita di Venezia a cui rimase sempre legata.

Fu comune autonomo sino al 1923, anno in cui fu aggregata a Venezia con Murano e Pellestrina. Il suo territorio si estendeva anche sull'attuale Cavallino-Treporti e sulle isole di Mazzorbo, Torcello, Santa Cristina, Cason Montiron, La Cura, San Francesco del Deserto.

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

Le famose case colorate di Burano
Le famose case colorate di Burano

Il cuore del paese è Piazza Baldassare Galuppi, realizzata interrando un canale, sulla quale si affaccia la chiesa di San Martino.

È nota per la lavorazione artigianale dei merletti, nonché per le sue tipiche case vivacemente colorate, sebbene il motivo e l'origine di questa usanza non siano ancora chiari. Un'ipotesi suggerisce che ogni colore sarebbe semplicemente il simbolo di una determinata famiglia, visto che anche in epoca moderna a Burano vi sono pochi ma molto diffusi cognomi. Per questo motivo a Burano, come in altri luoghi del Veneto, si utilizzano i detti, dei soprannomi aggiunti al cognome per distinguere un ramo familiare dall'altro.

Un'altra supposizione, forse più fondata, afferma che i colori vivaci servirebbero ai barcaioli per ritrovare la propria casa in presenza della nebbia, che a Burano si presenta particolarmente fitta.

Da ricordare che per tutto il periodo del Regno d'Italia per cambiare il colore di una casa serviva chiedere il permesso ad un sovrintendente.

L'unica chiesa che si erge nell'isola è quella di San Martino. Famoso il suo campanile, caratterizzato da una forte pendenza dovuta al parziale cedimento dei suoi basamenti, fondati, come alcune parti di Venezia, su palafitte. All'interno di pregevole fattura la Crocifissione del Tiepolo (1725).

L'unica Piazza del paese è la piazza Baldassare Galuppi.

Tipico dolce di Burano è il bussolà di biscotto a ciambella giallo di uova, farina e burro, da non confondere con il "bossolà" di Chioggia, un pane tostato a ciambella. Con lo stesso impasto si prepara l'esse (plurale essi) dalla forma di lettera "S".

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

La seguente tabella riporta l'evoluzione demografica del comune di Burano sino alla sua soppressione nel 1923.

Abitanti censiti; in verde la popolazione residente entro i vecchi confini comunali

Colori di Burano

Culturamodifica | modifica sorgente

La lavorazione dei merlettimodifica | modifica sorgente

La leggenda vuole che proprio grazie ad un pescatore sia nata la tradizionale produzione tessile artigiana. Costui infatti, avendo resistito al canto delle sirene in nome della sua bella che lo attendeva a Burano, avrebbe ricevuto dalla regina dei flutti una corona di schiuma per ornare il capo della sua sposa. Le amiche della diletta, invidiose e conquistate dalla bellezza del velo, avrebbero cercato di imitarlo, dando così inizio a una scuola di tradizione centenaria. Storicamente, comunque, l'artigianato del merletto risale al XVI secolo.

Persone legate a Buranomodifica | modifica sorgente

Collegamentimodifica | modifica sorgente

È collegata a Venezia (attraverso l'isola di Murano) tramite una linea regolare di battelli che la collega anche a Torcello e a Treporti.

Galleria di immaginimodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/D.309dc92f94df19646eaa/P/BLOB%3AID%3D8719
  2. ^ In origine anche San Martino Sinistra e San Martino Destra erano divise da un canale, interrato per realizzare le attuali via e piazza Galuppi.
  3. ^ Da non confondere con la più nota Giudecca, compresa nel centro storico di Venezia.
  4. ^ a b Giovan Battista Pellegrini, II - Dai Veneti ai Venetici in Storia di Venezia, Vol. 1 - Origini, Età ducale, Teccani, 1992.
  5. ^ Jacopo Filiasi, Memorie storiche de' Veneti primi e secondi, Vol. 6, 1ª edizione, Venezia, Tipografia del Seminario, 1797, p. 247.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Giulio Lorenzetti, Venezia e il suo Estuario

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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