Burnley Football Club

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Burnley FC
Calcio Football pictogram.svg
FC Burnley.png
Claret
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Colori sociali 600px Amaranto con sopra giallo e azzurro.png Bordeaux e blu
Dati societari
Città Burnley
Paese Inghilterra Inghilterra
Confederazione UEFA
Federazione Flag of England.svg FA
Campionato Football League Championship
Fondazione 1882
Presidente Mike Garlick e John Banaszkiewicz
Allenatore Inghilterra Sean Dyche
Stadio Turf Moor
(22.702 posti)
Sito web www.burnleyfootballclub.com/
Palmarès
Premier.pngPremier.png FA Cup.png CommunityShield.pngCommunityShield.png
Titoli d'Inghilterra 2
Coppe d'Inghilterra 1
Charity/Community Shield 2
Si invita a seguire il modello di voce

Il Burnley Football Club è una società calcistica inglese con sede nella città di Burnley, nel Lancashire. Costituita nel 1882, fu membro fondatore della Football League nel 1888. Dal 1883 disputa le partite nello stadio Turf Moor. Milita in Football League Championship, la seconda divisione del campionato inglese.

Ha vinto due volte la Football League First Division, nel 1920-1921 e nel 1959-1960, e una volta la FA Cup, nel 1914. Nel 1960-1961 ha raggiunto i quarti di finale della Coppa dei Campioni. Insieme con Preston North End e Wolverhampton Wanderers è una delle tre squadre che hanno vinto almeno una volta tutte le prime quattro maggiori divisioni calcistiche professionistiche inglesi.

Il club ha trascorso la maggior parte della propria storia tra prima e seconda serie, ma è rimasta fuori dalla prima serie dal 1976 al 2009. Dal 1985 al 1992 ha militato per alcuni anni nella divisione minore della Football League, evitando per poco la retrocessione nella Conference nel 1987. Nel 2009 tramite i play-off ha conquistato la prima promozione in Premier League della sua storia, ma dopo una sola stagione è retrocessa in Championship.

Storiamodifica | modifica sorgente

I primi anni (1882–1912)modifica | modifica sorgente

Fondata originariamente come squadra di rugby, nel maggio 1882 passò al calcio. Indossando nei suoi primi anni diverse divise bianche e blu, il club disputò la sua prima partita ufficiale nell'ottobre 1882, allorché fu sconfitta per 8-0 dall'Astley Bridge in Lancashire Challenge Cup. Nel 1883 il club si trasferì a Turf Moor. Il Burnley debuttò in FA Cup nella stagione 1885–86 ma furono eliminati con un netto 11–0 anche perché le restrizioni dei giocatori convocabili costrinse il club a schierare in pratica la loro squadra riserve contro il Darwen (nei pressi di Blackburn). Quando fu fondata la The Football League nella stagione 1888–89, il Burnley fu tra i 12 membri fondatori della competizione.[1] Il Burnley, ora noto come 'The Turfites', 'Moorites' o 'The Royalites', terminò al nono posto la prima edizione del campionato ma nel campionato successivo si piazzò solo penultimo a causa di una serie negativa di 17 partite senza vittorie avvenuta all'inizio della stagione.[2] In quella stagione, tuttavia, il Burnley si aggiudicò il suo primo trofeo, conquistando la Lancashire Cup battendo per 2–0 il Blackburn Rovers.

Retrocessa in Second Division nella stagione 1896–97,[3] ritornarono in massima serie già la stagione successiva, perdendo solo 2 delle 30 partite disputate tra i cadetti e ottenendo la promozione tramite i play-off, all'epoca noti con la denominazione di 'Test Matches'.[4] Il Burnley e lo Stoke City si scontrarono tra di loro nell'ultimo turno degli spareggi, che avrebbe deciso chi si sarebbe qualificata alla massima serie della stagione successiva (nel caso del Burnley sarebbe stata promozione essendo una squadra cadetta, nel caso dello Stoke sarebbe stata una salvezza essendo una squadra di massima serie). La partita terminò 0–0, divenendo nota come 'The Match without a shot at goal' ("la partita senza un tiro in porta") e la Lega immediatamente eliminò il sistema dei "Test Match" (ovvero gli spareggi interdivisionali tra le peggiori squadre di massima serie e le migliori cadette) in favore di un sistema di promozione e retrocessioni dirette. Ironicamente, la Lega decise inoltre di allargare la massima serie ammettendo altre due squadre cadette e rendendo inutile lo spareggio tra Burnley e Stoke.[5] Il Burnley fu di nuovo retrocesso nel 1899–1900[6] e si trovò al centro di una controversia quando il loro portiere, Jack Hillman, tentò di corrompere gli avversari dell'ultima giornata della stagione (il Nottingham Forest), determinando la sua squalifica per il resto della stagione successiva. Nel corso del primo decennio del XX secolo, il Burnley continuò a militare nella seconda divisione, finendo in una stagione persino all'ultimo posto, anche se poi si riprese e nella stagione 1911–12 solo una sconfitta all'ultima giornata gli negò la promozione in massima serie.

I successi dei Clarets' (1912–1930)modifica | modifica sorgente

Il Burnley cambiò i colori dal verde al bordeaux e al blu cielo tipico anche dell'Aston Villa, il club più vittorioso del calcio inglese dell'epoca, a partire dalla stagione 1910–11. Nella stagione 1912–13 conquistò la promozione in First Division, e raggiunse addirittura le semifinali di FA Cup, dove venne eliminato dal Sunderland. Nella stagione successiva conquistò il suo primo trofeo importante, la FA Cup, battendo per 1–0 nella finale decisiva, disputata a Crystal Palace, il Liverpool. La coppa fu consegnata al capitano della squadra da Re Giorgio V, che divenne il primo re d'Inghilterra a premiare i vincitori della FA Cup. La I Guerra Mondiale sospese i campionati al termine della stagione 1914–15, nella quale il Burnley chiuse 4° in First Division. Quando i campionati ripresero nel 1919–20, il Burnley terminò al secondo posto in First Division dietro soltanto al West Brom; nella stagione successiva, il Burnley conquistò il titolo sfiorato l'anno precedente divenendo campione d'Inghilterra per la prima volta (1920–21). Quel campionato fu vinto dal Burnley, nonostante la squadra avesse subito tre sconfitte nei primi tre incontri, grazie a una serie di 30 partite senza subire sconfitte, che gli permise di risalire la classifica fino a balzare in testa alla classifica e mantenerla per tutta la stagione, conquistando uno storico titolo. La serie di 30 partite senza subire sconfitte fu un record rimasto imbattuto fino al 2003-04, quando fu battuto dall'Arsenal. Nella stagione successiva il Burnley chiuse al terzo posto, ma nelle stagioni successive le prestazioni della squadra peggiorarono al punto che, a parte il 5º posto raggiunto nella stagione 1926–27, il club sfiorò più volte la retrocessione, che arrivò infine nel 1929–30.

Il declino (1930–1945)modifica | modifica sorgente

Anche tra i cadetti il Burnley disputò stagioni non proprio esaltanti, rischiando addirittura la retrocessione in terza divisione nel 1931–32 ed evitandola per soli due punti. Nel resto degli anni trenta, a parte una semifinale di FA Cup raggiunta nella stagione 1934–35, il Barnley non ottenne risultati di rilievo, non riuscendo mai a competere per la promozione. Dopo la sospensione dei campionati nel 1940 dovuta allo scoppio della II Guerra Mondiale, i campionati ripresero solo nella stagione 1946–47.

Gli anni d'oro (1946–1976)modifica | modifica sorgente

Nel primo campionato del dopoguerra, il Burnley, ormai ripresosi dalla crisi di risultati, centrò la promozione in massima serie con il secondo posto in seconda divisione. Nella stessa stagione, il club giunse in finale di FA Cup, eliminando Aston Villa, Coventry, Luton Town, Middlesbrough e Liverpool prima di essere sconfitti nella finale di Wembley dal Charlton Athletic per 1–0 dopo i tempi supplementari. Nella sua prima stagione in massima serie dopo un'assenza di diversi anni, il Burnley ottenne un onorevole terzo posto nella stagione 1947–48 e negli anni successivi il club cominciò a rinforzare la squadra in modo da renderla sufficientemente competitiva per lottare per un trofeo. Nella stagione 1956–57 il club ottenne una vittoria record per 9–0 sul New Brighton nella FA Cup—nonostante aver sbagliato un rigore—e nella stagione successiva l'ex giocatore Harry Potts venne ingaggiato come allenatore della squadra. La squadra degli anni cinquanta era costruita intorno alla coppia di centrocampo, composta da Jimmy Adamson e Jimmy McIlroy, e questi due furono i giocatori chiave della squadra che vinse il campionato nella stagione 1959–1960 condotta da Potts. Dopo una lotta intensa a tre per il titolo con Spurs e Wolves, il Burnley conquistò la vittoria del campionato al Maine Road di Manchester con una vittoria ottenuta per 2–1 il 2 maggio 1960 grazie alle reti di Brian Pilkington e Trevor Meredith. Sebbene in lotta per il titolo per tutta la stagione, il Burnley non era mai stato in testa alla classifica fino all'ultima giornata. Nella stagione successiva il Burnley disputò la Coppa dei Campioni per la prima volta, eliminando ai sedicesimi i Reims ma venendo poi a sua volta eliminata nel turno successivo dall'Amburgo, mentre in FA Cup fu eliminata in semifinale e in campionato si classificò solo quarta. Nella stagione 1961–62 tornò a lottare per il titolo chiudendo secondo, mentre perse la finale di FA Cup contro gli Spurs, finale in cui un gol di Jimmy Robson fu l'unica risposta del Burnley alle tre reti siglate dagli Spurs. Nel frattempo il Burnley fornì in quegli anni diversi giocatori alle nazionali britanniche, come Ray Pointer (3 presenze nella nazionale inglese), Colin MacDonald (8 presenze nella nazionale inglese), e John Connelly (20 presenze nella nazionale inglese e partecipazione ai vittoriosi mondiali 1966), Jimmy McIlroy (55 presenze nella nazionale nordirlandese) e Adam Blacklaw (3 presenze nella nazionale scozzese).

La partenza di McIlroy allo Stoke City e il ritiro di Adamson coincise con un declino delle prestazioni del club, che, rimasto privo dei suoi due giocatori più importanti, nella maggior parte degli anni sessanta disputò campionati da squadra di metà classifica. Nonostante tutto riuscì a mantenere il posto in massima serie per tutti gli anni sessanta, ottenendo in qualche rara occasione anche risultati di prestigio come il 3º posto nel 1966 e la qualificazione alle semifinali della League Cup nella stagione 1968–69. In Coppa delle Fiere, il club raggiunse i quarti di finale nella stagione 1966–67, dove fu eliminato dall'Eintracht Frankfurt.

Nemmeno il cambio di allenatore, con la sostituzione di Potts con Adamson avvenuta nel 1970, riuscì a far tornare in alto il club, anzi al termine della stagione 1970–71 arrivò la retrocessione in cadetteria. Il Burnley vinse la Second Division nella stagione 1972–73 sempre sotto la guida di Adamson. In First Division, condotto dall'elegante regista Martin Dobson, la squadra si classificò sesta nel 1974 raggiungendo un'altra semifinale di FA Cup, dove fu eliminata dal Newcastle United. Nella stagione successiva, malgrado la cessione di Dobson all'Everton all'inizio della stagione, il club classificò decimo, ma furono eliminati a sorpresa in FA Cup da una squadra proveniente dalle serie minori, il Wimbledon, che, malgrado la militanza in Southern League, riuscì nell'impresa di battere il Burnley per 1–0 al Turf Moor. La retrocessione in Second Division nel 1975–76 segnò la fine dell'esperienza di Adamson come allenatore della squadra.

Declino (1976–1987)modifica | modifica sorgente

Grafico che mostra il rendimento del Burnley in campionato dal 1888–89 al 2011–12.

Dopo tre stagioni in Second Division, il club precipitò addirittura in Third Division nella stagione 1979–80, a causa di una stagione disastrosa nella quale, delle 42 partite disputate, non ne riuscì a vincere nemmeno una. Due stagioni dopo, sotto la conduzione dell'allenatore Brian Miller, vinse il campionato di terza divisione, ritornando tra i cadetti. Tuttavia, il ritorno in cadetteria durò solo un anno, malgrado in quella stagione la squadra avesse raggiunto i quarti di finale della FA Cup e le semifinali della League Cup, registrando vittorie ai danni degli Spurs e del Liverpool, anche se la vittoria per 1–0 sul Liverpool nella semifinale di League Cup non bastò a garantire l'accesso alla finale, dato che all'andata il Burnley aveva perso per 3–0.[7]

Malgrado l'avvicendamento di diversi allenatori, il Burnley non riuscì a risalire la china, venendo addirittura retrocessa per la prima volta in quarta divisione alla fine della stagione 1984–85. Il club non riuscì a riprendersi dalla crisi e nella stagione 1986–87 evitò per un niente addirittura la retrocessione al quinto livello. Per la stagione 1986–87, infatti la Lega aveva deciso di introdurre un meccanismo di promozioni e retrocessioni dirette tra la Fourth Division e la Conference league. Dopo una stagione disastrosa (in cui furono eliminati al primo turno della FA Cup per 3–0 dal Telford, squadra nemmeno professionistica), il Burnley necessitava di vincere all'ultima giornata contro il Leyton Orient per evitare un'ignominiosa retrocessione tra i non professionisti. Una vittoria per 2–1, grazie alle reti di Neil Grewcock e Ian Britton, fu sufficiente per salvarsi dalla retrocessione, anche se questo risultato dipendeva anche da una sconfitta del Lincoln City all'ultima giornata.

Recupero (1987–2000)modifica | modifica sorgente

Nel maggio 1988, il Burnley disputò a Wembley contro i Wolves la finale del Football League Trophy, perdendola per 2-0. Nella stagione 1991–92, il Burnley vinse il campionato di Fourth Division nell'ultima stagione prima della riorganizzazione dei campionati, e due anni dopo vinse i playoff del campionato di terza serie (ora denominata Division Two) conquistando la promozione tra i cadetti (campionato di Division One). Nella stagione successiva ritornò tuttavia in Division Two e nella stagione 1997–98 solo una vittoria all'ultima giornata per 2–1 contro il Plymouth Argyle evitò al club una possibile retrocessione in Division Three. In quella stagione l'allenatore della squadra era Chris Waddle, ma la sua partenza e l'ingaggio al suo posto di Stan Ternent nella stessa estate aiutò il club a risalire la china. Nel 1999–2000 terminarono il campionato di Division Two al secondo posto, ritornando in Division One.

Championship e Premier League (2000-oggi)modifica | modifica sorgente

Nella stagione 2008-2009 ha ottenuto il quinto posto in classifica, qualificandosi per i play-off. Nelle semifinali ha agevolmente superato il Reading vincendo entrambe le partite. Il 25 maggio 2009, a 33 anni dalla sua ultima partecipazione, il club è tornato in Premier League battendo per 1-0 a Wembley nella finale dei play-off lo Sheffield United. Nella stagione successiva è retrocesso immediatamente dalla Premier, anche in seguito alle dimissioni di Owen Coyle che ha lasciato il Burnley per accasarsi al Bolton e all'ingaggio di Brian Laws: con Coyle la partenza in Premier è stata molto buona, soprattutto al Turf Moor, dove i Clarets hanno battuto perfino i campioni d'Inghilterra del Manchester United, mentre la gestione Laws è stata piuttosto deficitaria, con 14 sconfitte nelle sue prime 17 partite. D'altra parte la dirigenza ha successivamente ammesso che Laws è stato scelto, fra gli allenatori di Championship, per il suo più elevato rapporto tra punti conquistati e sterline spese come manager.

Rosa 2013-2014modifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Burnley Football Club 2013-2014.

Rosa aggiornata al 18 dicembre 2013.

N. Ruolo Giocatore
1 Inghilterra P Tom Heaton
2 Inghilterra D Kieran Trippier
3 Irlanda del Nord D Daniel Lafferty
4 Irlanda del Nord D Michael Duff
5 Inghilterra D Jason Shackell (capitano)
6 Inghilterra D Ben Mee
7 Scozia C Ross Wallace
8 Inghilterra C Dean Marney
9 Galles A Sam Vokes
10 Inghilterra A Danny Ings
11 Inghilterra C Junior Stanislas
N. Ruolo Giocatore
12 Australia P Alex Cisak
14 Inghilterra C David Jones
15 Canada D David Edgar
19 Inghilterra C Michael Kightly
22 Galles C Brian Stock
26 Irlanda C Keith Treacy
28 Irlanda D Kevin Long
35 Inghilterra A Ryan Noble
37 Scozia C Scott Arfield
40 Inghilterra P Nick Liversedge
Scozia C Archie Love

Stagioni passatemodifica | modifica sorgente

Stadiomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Turf Moor.

Giocatori celebrimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Calciatori del Burnley F.C..

Allenatorimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori del Burnley F.C..

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Trofei nazionalimodifica | modifica sorgente

1920–1921, 1959–1960
1913-1914
1960 (co-detenuto), 1973

Altri piazzamenti e riconoscimentimodifica | modifica sorgente

  • Campionato inglese:
Secondo posto: 1919-1920, 1961-1962
  • Coppa d’Inghilterra:
Finalista: 1946-1947, 1961-1962
  • Coppa Anglo-Scozzese: 1
1978-1979
  • Football League Championship: 2
1897-1898, 1972-1973
  • Football League One: 1
1981-1982
  • Football League Two: 1
1991-1992
  • Ferencvavos Vase: 1
1914

Tifoseriamodifica | modifica sorgente

Il Burnley può vantare una delle tifoserie più accese ed affezionate d'Inghilterra. Tuttavia, sin dagli anni '70, quando la città era già provata da fenomeni quali la disoccupazione ed il riconvertimento di molte fabbriche, si sviluppò un accannito gruppo hooligans, noto nel paese col nome di Suicide Squad. Diversi membri di questa firm, caratterizzata da un orientamento politico neonazista, si sono resi responsabili di gravissimi fatti di cronaca. Nel 2002 un gruppo di tifosi del Nottingham Forest venne attaccato nel centro di Burnley dalla Suicide Squad ed un tifoso ospite diciassettenne venne accoltellato a morte. Il colpevole venne successivamente condannato a sette anni, ma dopo solo quattro venne rilasciato. Nonostante il problema degli hooligans sia stato tenacemente combattuto in tutta l'Inghilterra, Burnley si può considerare una delle loro ultime "roccaforti", data la diffusa disoccupazione giovanile e la difficile situazione economica della zona. Le principali rivalità sono le tifoserie di Blackburn Rovers, Preston North End, Leeds United, Blackpool Football Club e Bolton Wanderers.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ England 1888–89 Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation
  2. ^ England 1889–90 Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation
  3. ^ England 1896–97 Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation
  4. ^ England 1897–98 Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation
  5. ^ England 1898–99 Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation
  6. ^ England 1899-00 Rec.Sport.Soccer Statistics Foundation
  7. ^ A blind man on a galloping horse...: Classic Match Report: Liverpool 3 Burnley 0, 1983 League Cup Semi Final 1st Leg, Blindmangallopinghorse.blogspot.com, 11 giugno 2011. URL consultato il 23 luglio 2012.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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