Caccuri

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«  Appena, solo appena, ti intravedo, paese mio, tra tetti di case sconce e morte, abbarbicato alla collina antica...  »
(Giuseppe Marino)
Caccuri
comune
Caccuri – Stemma Caccuri – Bandiera
Caccuri – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Crotone-Stemma.png Crotone
Sindaco Marianna Caligiuri (Nuovi Orizzonti) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 39°14′00″N 16°47′00″E / 39.233333°N 16.783333°E39.233333; 16.783333 (Caccuri)Coordinate: 39°14′00″N 16°47′00″E / 39.233333°N 16.783333°E39.233333; 16.783333 (Caccuri)
Altitudine 646 m s.l.m.
Superficie 57 km²
Abitanti 1 677[1] (31-10-2012)
Densità 29,42 ab./km²
Frazioni Santa Rania
Comuni confinanti Castelsilano, Cerenzia, Cotronei, Roccabernarda, San Giovanni in Fiore (CS), Santa Severina
Altre informazioni
Cod. postale 88833
Prefisso 0984
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 101002
Cod. catastale B319
Targa KR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti caccuresi
Patrono San Rocco (16 agosto)
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Caccuri
Posizione del comune di Caccuri nella provincia di Crotone
Posizione del comune di Caccuri nella provincia di Crotone
Sito istituzionale

Caccuri (IPA: [kakˈkuri][2]) è un comune italiano di 1.677 abitanti della provincia di Crotone, in Calabria. È caratterizzato dalla torre del Castello, la chiesa di Santa Maria delle Grazie, il rosone della Badia di Santa Maria del Soccorso e i vari scorci paesaggistici e architettonici. L'atmosfera medievale del borgo viene ricreata, ogni anno, in agosto, nel corso della giornata medievale, manifestazione che richiama appassionati e curiosi. È noto per il Premio Letterario Caccuri per la Saggistica, che si svolge ogni anno il 9 e il 10 agosto[3].

La villa comunale di Caccuri.

Storia del borgomodifica | modifica sorgente

Caccuri è uno dei borghi che offre ancora oggi peculiarità artistiche e ambientali del tutto insolite. Il tessuto urbano, infatti, conserva le caratteristiche del vecchio centro costituito da un intreccio di strade e vicoli che portano tutti al castello, un imponente maniero risalente al VI secolo d.C. Il paese fu feudo di Polissena Ruffo (moglie di Francesco Sforza, di cui è ancora visibile la stanza nel castello) e delle famiglie Sangiorgio, De Riso, Spinelli, Cimino, Carafa, Cavalcanti (veri mecenati artistici del borgo), Barracco. È ricoperto principalmente da uliveti che costituiscono la principale fonte del reddito agricolo del paese. Attualmente il paese è diviso in quattro rioni: Centro storico, Croci, Parte, San Nicola. Ultimamente, con l'edilizia popolare e privata, si sta sviluppando particolarmente il rione San Nicola.

Arroccato su uno sperone, il borgo antico si presenta oggi all'occhio del turista un centro non ancora del tutto deturpato dal cemento armato. Gli ingressi al borgo un tempo erano tre: Porta Grande (attuale Piazza Umberto I), Porta Piccola (nei pressi del santuario di San Rocco) e Porta Nuova, così chiamata perché più recente rispetto alle prime due.

Il castello e la villa comunalemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Caccuri.

Il paese è dominato dall'antico castello medioevale. Ai piedi del Castello vi è la Villa Comunale, un parco suggestivo per le sue rocce calcaree dalle forme insolite, che si stagliano tra il castello e i pini del parco, in cui ha sede il Municipio.

Chiesa di Santa Maria delle Grazie (sec. XIV)modifica | modifica sorgente

La Chiesa di Santa Maria delle Grazie, meglio nota come Chiesa Madre o Matrice, domina il centro storico. Gli affreschi che adornavano la volta della chiesa, con innumerevoli putti e cherubini, sono stati cancellati da un malsano evento di ristrutturazione. Scampato all'ultimo "restauro" è il campanile, che custodisce una preziosa campana dedicata alla Madonna del 1578 che l'Università di Caccuri commissionò ad Angelo Rinaldi.

A tre navate, la chiesa sfoggia al suo interno lo stile rinascimentale ed è adornata simmetricamente da altari che ospitano statue e tele di grande valore, come la Trasfigurazione (XVII sec.) e la grande tela mariana che domina l'angusta sagrestia. Al lato della navata destra si trova la Cappella di San Gaetano (o De Franco), da molti ritenuta l'antico battistero del paese, unico nel suo genere, perché non dovrebbe essere al lato della chiesa, ma di fronte.

Centro Storicomodifica | modifica sorgente

Tra ripide salite e discese, tra viuzze e costoni rocciosi, si dipanano strade tortuose interrotte dalle cosiddette "rughe", piazzette verso le quali si rivolge l'ingresso di ogni casa: quando ancora non esisteva la televisione, infatti la voce di ognuno si univa a quella dei vicini, per passare la serata raccontando aneddoti e discutendo dei problemi comuni.

Il santuario di San Rocco risale al 1908, edificato forse in occasione di un'epidemia in onore del Santo Patrono. È situato ai margini del centro abitato e in prossimità della “Porta Piccola”, via d’accesso alle campagne ed uliveti del paese. Il santuario si trova nelle vicinanze di via Murorotto, ovvero la via che costeggia l'antico tracciato delle mura che proteggevano il borgo dagli assalti, in cui si può ammirare un pregevole arco in cotto (chiamato dai caccuresi appunto arco di Murorotto). Nelle vicinanze è situata anche l'antica via Judeca, un tempo sede di una sinagoga ebraica, come possono dimostrare i bassorilievi presenti.

Complesso monumentale della Badia di S. Maria del Soccorsomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Badia di Santa Maria del Soccorso.

Fondato nel 1518 dal frate domenicano Andrea da Gimigliano, il complesso monumentale della Badia di S. Maria del Soccorso è chiamato dagli abitanti del paese il "convento", perché solo alla fine dell'Ottocento i frati abbandonarono la struttura religiosa, per la vendita dello stabile al barone Barracco, grazie alle dibattute leggi Siccardi. Abitato prima dai domenicani e indi dai francescani, la Chiesa di S. Maria del Soccorso è anche detta Chiesa della Riforma perché nell'Ottocento passò sotto l'egida dei francescani riformati. Vera perla artistica del patrimonio caccurese, presenta notevoli tesori al suo interno: appena entrati, si viene coinvolti da un forte senso di austerità.

Caccuri: l'antico convento domenicano, meglio conosciuto come Chiesa della Riforma o di S.Maria del Soccorso
Caccuri, cappella della Congreg. del SS. Rosario

Patria di Cicco Simonettamodifica | modifica sorgente

Patria della famiglia Simonetta, qui ebbe appunto i natali lo statista Cicco Simonetta, segretario di Francesco Sforza, duca di Milano, che dopo la sua morte divenne il reggente del ducato milanese finché Ludovico il Moro, considerandolo d'intralcio alla sua scalata al trono, lo fece assassinare a Pavia nel 1480. In via Simonetta una lapide commemorativa ricorda il noto cittadino caccurese. Di Cicco Simonetta scrisse il Machiavelli nel XVIII capitolo delle Istorie Fiorentine:"... messer Cecco, uomo per prudenza e per lunga pratica eccellentissimo..."

Nacquero a Caccuri anche lo zio di Cicco, Angelo Simonetta, e il fratello Giovanni Simonetta, politico e umanista rinascimentale noto per la "Sforziade", opera storiografica sugli eventi del Ducato di Milano negli anni della sua esperienza politica.

Folkloremodifica | modifica sorgente

Il paese è situato nella Presila crotonese ed è facilmente raggiungibile dalla S.S.107 che collega Cosenza con Crotone. Vi si può accedere anche in macchina ma, per poterlo gustare in tutte le sue viuzze, è preferibile girarlo a piedi. All'ingresso del paese si presenta l'ottocentesca fontana di Canalaci (allora si pensava che il miglior benvenuto che si potesse offrire al turista fosse un meritato rinfresco, dopo lo stancante viaggio), al cui lato è scolpito uno stemma dell'Università di Caccuri del XVI secolo in pietra serena. Molte sono le edicole votive sparse nel territorio: S. Famiglia, S. Filomena, S. Andrea (nei pressi della pineta e del centro ricreativo detti appunto di S. Andrea), S. Biagio e S. Chirico.

Da gustare le specialità del luogo, sfornate ogni giorno dall'antico Panificio Lori in Piazza Umberto I: il calzone con la sardella, i mastacciuoli, le pitte 'mpigliate (tipiche del periodo natalizio), le cuzzupe e i muccellati (tipici invece di quello pasquale) e il pane tipico, ovvero la pitta. Gli abitanti amano gustare questi prodotti accompagnati dal vino rosso di produzione locale.

Le specie più raccolte sono (con i nomi in dialetto caccurese): i porcini, i vavusi, i rositi, i cocolini, i mucchiaruli, gli ovoli, i mussi e vovi, i chiodini, le pinnelle.

Sono molti gli agriturismi nel comune di Caccuri, uno dei quali è stato ricavato nella masseria del Bordò (Grancia del Vurdoj), dove i patriottici fratelli Bandiera passarono la notte prima di essere fucilati nel vallone di Rovito.

A Caccuri venne girato Il brigante Musolino di Mario Camerini, con Silvana Mangano.

A pochi chilometri dal paese si trovano le Terme di Repole (in località Bruciarello), note per i prodotti commerciati dalla catena di profumerie Frais Monde.

Tra i riti tradizionali della Settimana Santa spicca il dramma de I Giudei, riproposto ogni sette anni circa. L'ultima edizione è stata nel 2011.

Fra le tante curiosità è da ricordare la rivalità che vi è con il paese limitrofo di Cerenzia. Inoltre si narra che i caccuresi fossero affetti dal gozzo (malattia tiroidea) e per questo gli abitanti di Cerenzia li soprannominarono in dialetto "Cagnusi": termine che significa 'grosso gozzo'. L'aneddoto principale che illustra questa rivalità riguarda le campane delle chiese di Caccuri, tanto invidiate dai cerentinesi, che per la vicinanza sentivano i rintocchi ma di campane non ne avevano neanche una: perciò alcuni caccuresi decisero di costruire una siepe affinché a Cerenzia il tempo non venisse scandito coi rintocchi delle campane caccuresi, senza pensare all'assurdità del gesto e al fatto che, pur essendoci una siepe, il suono sarebbe stato avvertito lo stesso dagli "avversari". Per questo e altri buffi aneddoti, un detto che vede protagonisti i caccuresi e i cerentinesi, assieme agli abitanti della vicina San Giovanni in Fiore, è quello che afferma: "Caccuri e Cerenzia i paesi e' ra ciotia e San Giuvanni pè cumpagnia", vale a dire in italiano "Caccuri e Cerenzia i paesi della ciotia (= scemenza), e San Giovanni per compagnia".

Caccuri, rione Croci con il complesso di S.Maria del Soccorso
Caccuri, scorcio panoramico del castello da Via Parte

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[4]


Amministrazionemodifica | modifica sorgente

L'attuale sindaco è l'avv. Marianna Caligiuri, eletta nel 2009 con la lista civica "Nuovi Orizzonti". Nonostante i continui tagli ai comuni, durante tale legislatura, sono stati effettuati vari lavori, come la nuova pavimentazione delle vie principali del Centro Storico e l'illuminazione esterna del Castello.

Nel 2014 si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio Comunale.

Persone legate a Caccurimodifica | modifica sorgente

Galleria immaginimodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 ottobre 2012.
  2. ^ DiPI Online - Dizionario di Pronuncia Italiana. URL consultato il 20 marzo 2014.
  3. ^ http://www.agenziastampaitalia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=15446%3Abellezza-entusiasmo-buone-idee-e-il-sud-che-smonta-i-luoghi-comuni&catid=16%3Aitalia&Itemid=39 Luisella Costamagna, Bellezza, entusiasmo, buone idee. È il Sud che smonta i luoghi comuni. agenzia Stampa Italiana, 1 settembre 2013.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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