Campionato mondiale di Formula 1 1996

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Campionato mondiale di Formula 1 1996
Edizione n. 47 del Campionato mondiale di Formula 1
Dati generali
Inizio 10 marzo
Termine 13 ottobre
Prove 16
Titoli in palio
Piloti Damon Hill
su Williams FW18
Costruttori Williams
Altre edizioni
Precedente - Successiva
Edizione in corso

La stagione 1996 del Campionato mondiale FIA di Formula 1 è, nella storia della categoria, la 47ª ad assegnare il Campionato Piloti e la 39ª ad assegnare il Campionato Costruttori. È iniziata il 10 marzo ed è terminata il 13 ottobre, dopo 16 gare.

Novità nel regolamentomodifica | modifica sorgente

Sulla scia di quanto realizzato dalla Sauber fin dal 1994, a partire da questa stagione furono resi obbligatori i bordi rialzati dell'abitacolo, in modo tale da creare una protezione per il capo e il collo dei piloti, riparandoli da bruschi spostamenti laterali che potevano causare gravi conseguenze fisiche. Siffatte protezioni dovevano coprire l'area che si trovava a 150 mm dalla retta congiungente la sommità della presa d'aria situata dietro l'abitacolo e il bordo frontale dell'abitacolo stesso.

Piloti e costruttorimodifica | modifica sorgente

Team Costruttore Telaio Motore Gomme Piloti GP Collaudatore
Italia Scuderia Ferrari Ferrari F310 Ferrari 046 3.0 V10 G 1 Germania Michael Schumacher Tutti Italia Nicola Larini
2 Regno Unito Eddie Irvine Tutti
Italia Mild Seven Benetton Renault Benetton B196 Renault RS8 3.0 V10 G 3 Francia Jean Alesi Tutti Italia Vincenzo Sospiri
Regno Unito Allan McNish
4 Austria Gerhard Berger Tutti
Regno Unito Rothmans Williams Renault Williams FW18 Renault RS8 3.0 V10 G 5 Regno Unito Damon Hill Tutti Francia Jean-Christophe Boullion
6 Canada Jacques Villeneuve Tutti
Regno Unito Marlboro McLaren Mercedes McLaren MP4/11
MP4/11B
Mercedes FO 110 3.0 V10 G 7 Finlandia Mika Häkkinen Tutti Danimarca Jan Magnussen
Germania Ralf Schumacher
8 Regno Unito David Coulthard Tutti
Francia Equipe Ligier Gauloises Blondes Ligier JS43 Mugen-Honda MF-301 HA 3.0 V10 G 9 Francia Olivier Panis Tutti Regno Unito Kelvin Burt
10 Brasile Pedro Diniz Tutti
Irlanda B&H Total Jordan Peugeot Jordan 196 Peugeot A12 EV5 3.0 V10 G 11 Brasile Rubens Barrichello Tutti Italia Gianni Morbidelli
12 Regno Unito Martin Brundle Tutti
Svizzera Red Bull Sauber Ford Sauber C15 Ford JD Zetec-R 3.0 V10 G 14 Regno Unito Johnny Herbert Tutti Argentina Norberto Fontana
15 Germania Heinz-Harald Frentzen Tutti
Regno Unito Footwork Hart Footwork FA17 Hart 830 3.0 V8 G 16 Brasile Ricardo Rosset Tutti Svezia Kenny Bräck
17 Paesi Bassi Jos Verstappen Tutti
Regno Unito Tyrrell Yamaha Tyrrell 024 Yamaha OX11A 3.0 V10 G 18 Giappone Ukyo Katayama Tutti Francia Emmanuel Collard
19 Finlandia Mika Salo Tutti
Italia Minardi F1 Team Minardi M195B Ford EDM2 3.0 V8
Ford EDM3 3.0 V8
G 20 Portogallo Pedro Lamy Tutti Brasile Tarso Marques
Italia Giovanni Lavaggi
21 Italia Giancarlo Fisichella 1, 4-10
Brasile Tarso Marques 2-3
Italia Giovanni Lavaggi 11-16
Italia Forti Corse Forti FG01B
FG03
Ford ECA Zetec-R 3.0 V10 G 22 Italia Luca Badoer 1-10 Francia Franck Lagorce
23 Italia Andrea Montermini 1-10

Calendariomodifica | modifica sorgente

Gara Gran Premio Circuito Sede Data Pole position Giro veloce Pilota vincitore Team vincitore Resoconto
1 Australia Gran Premio d'Australia Australia Melbourne Grand Prix Circuit Melbourne 10 marzo Canada Jacques Villeneuve Canada Jacques Villeneuve Regno Unito Damon Hill Regno Unito Williams-Renault Resoconto
2 Brasile Gran Premio del Brasile Brasile Autodromo José Carlos Pace San Paolo 31 marzo Regno Unito Damon Hill Regno Unito Damon Hill Regno Unito Damon Hill Regno Unito Williams-Renault Resoconto
3 Argentina Gran Premio d'Argentina Argentina Autódromo Oscar Alfredo Gálvez Buenos Aires 7 aprile Regno Unito Damon Hill Francia Jean Alesi Regno Unito Damon Hill Regno Unito Williams-Renault Resoconto
4 Europa Gran Premio d'Europa Germania Nürburgring Nürburg 28 aprile Regno Unito Damon Hill Regno Unito Damon Hill Canada Jacques Villeneuve Regno Unito Williams-Renault Resoconto
5 San Marino Gran Premio di San Marino Italia Autodromo Enzo e Dino Ferrari Imola 5 maggio Germania Michael Schumacher Regno Unito Damon Hill Regno Unito Damon Hill Regno Unito Williams-Renault Resoconto
6 Monaco Gran Premio di Monaco Monaco Circuit de Monaco Monte Carlo 19 maggio Germania Michael Schumacher Francia Jean Alesi Francia Olivier Panis Francia Ligier-Mugen-Honda Resoconto
7 Spagna Gran Premio di Spagna Spagna Circuit de Catalunya Barcellona 2 giugno Regno Unito Damon Hill Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
8 Canada Gran Premio del Canada Canada Circuit Gilles Villeneuve Montréal 16 giugno Regno Unito Damon Hill Canada Jacques Villeneuve Regno Unito Damon Hill Regno Unito Williams-Renault Resoconto
9 Francia Gran Premio di Francia Francia Circuit de Nevers Magny-Cours Magny-Cours 30 giugno Germania Michael Schumacher Canada Jacques Villeneuve Regno Unito Damon Hill Regno Unito Williams-Renault Resoconto
10 Regno Unito Gran Premio di Gran Bretagna Regno Unito Silverstone Circuit Silverstone 14 luglio Regno Unito Damon Hill Canada Jacques Villeneuve Canada Jacques Villeneuve Regno Unito Williams-Renault Resoconto
11 Germania Gran Premio di Germania Germania Hockenheimring Hockenheim 28 luglio Regno Unito Damon Hill Regno Unito Damon Hill Regno Unito Damon Hill Regno Unito Williams-Renault Resoconto
12 Ungheria Gran Premio d'Ungheria Ungheria Hungaroring Budapest 11 agosto Germania Michael Schumacher Regno Unito Damon Hill Canada Jacques Villeneuve Regno Unito Williams-Renault Resoconto
13 Belgio Gran Premio del Belgio Belgio Circuit de Spa-Francorchamps Spa 25 agosto Canada Jacques Villeneuve Austria Gerhard Berger Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
14 Italia Gran Premio d'Italia Italia Autodromo Nazionale Monza Monza 8 settembre Regno Unito Damon Hill Germania Michael Schumacher Germania Michael Schumacher Italia Ferrari Resoconto
15 Portogallo Gran Premio del Portogallo Portogallo Autódromo do Estoril Estoril 22 settembre Regno Unito Damon Hill Canada Jacques Villeneuve Canada Jacques Villeneuve Regno Unito Williams-Renault Resoconto
16 Giappone Gran Premio del Giappone Giappone Suzuka Circuit Suzuka 13 ottobre Canada Jacques Villeneuve Canada Jacques Villeneuve Regno Unito Damon Hill Regno Unito Williams-Renault Resoconto

Riassunto della stagionemodifica | modifica sorgente

Gran Premio d'Australiamodifica | modifica sorgente

La Jordan 196 che Martin Brundle guidò in questa stagione. Durante il Gran Premio d'Australia, la vettura dell'inglese, a causa di un contatto con la Sauber di Herbert, si capovolse a quasi 200 km/h,[1] ma il pilota uscì fortunatamente illeso.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Australia 1996.

La stagione iniziò con il Gran Premio d'Australia il 10 marzo, gara per la prima volta disputata sull'inedito tracciato di Albert Park. Grandi attese vi erano per un eventuale scontro al vertice tra le scuderie di Williams e Ferrari, accreditate come le favorite per la vittoria del titolo mondiale.[2] Le qualifiche videro prevalere le vetture del team inglese, con il debuttante Villeneuve in pole position, seguite da quelle della casa di Maranello, con Irvine terzo e Schumacher quarto, a causa della rottura di una bandella nell'alettone posteriore.[2]

In gara furono necessarie due partenze a causa di un incidente avvenuto tra varie vetture e in cui la Jordan di Martin Brundle, dopo essersi capovolta, si spezzò a metà. Il pilota uscì illeso e prese parte quindi alla seconda partenza,[3] al contrario di Johnny Herbert, anch'egli coinvolto nello scontro. Durante questa Villeneuve riuscì a mantenere la prima posizione, seguito dal compagno di squadra, Irvine e Schumacher. Pochi giri dopo il tedesco superò il compagno di squadra e si mantenne, fino al ritiro, un ritmo gara simile a quello delle due Williams.[2] Al decimo giro Jean Alesi fu costretto al ritiro per un contatto con il ferrarista Irvine, che gli aveva chiuso la traiettoria mentre tentava il sorpasso.[3] Dopo i pit-stop le posizioni rimasero invariate fino a che Villeneuve non ebbe problemi al cambio che lo costrinsero a cedere a Hill la prima piazza. L'inglese vinse quindi la gara, seguito dal compagno di squadra, Irvine, Berger, Häkkinen e Salo.

Gran Premio del Brasilemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio del Brasile 1996.

Durante le qualifiche la pole venne conquistata da Damon Hill, affiancato in prima fila da Rubens Barrichello. La gara si svolse sotto una pioggia battente. Durante i primi giri vi fu un lungo duello tra Jean Alesi e Barrichello per la terza posizione, con il francese in grado di neutralizzare per tre volte nella stessa maniera gli attacchi del brasiliano.[4] Dopo la prima sosta, poi, Alesi riuscì a guadagnare la seconda piazza con un sorpasso su Villeneuve, il quale finì anche fuori pista, venendo costretto al ritiro. Intanto Schumacher si portò in terza posizione, resistendo agli attacchi di Barrichello, costretto poi per un contatto col tedesco a ritirarsi. La gara non vide quindi altri stravolgimenti e le posizioni di testa rimasero invariate. In zona punti conclusero Häkkinen, Salo e Panis.

Hill si portò quindi a quota 20 punti, seguito dal compagno di squadra e da Alesi, fermi però a quota 6 in classifica. Dopo questa gara vi furono anche varie polemiche in casa Ferrari, riguardanti il progettista John Barnard, accusato di non essere stato in grado di creare una vettura competitiva.[5] La Ferrari infatti, unica fra tutte le squadre, schierò ad inizio stagione una vettura con l'ala anteriore a "muso basso" che la stessa scuderia aveva abbandonato nel 1994 per la più moderna soluzione "ad ali di gabbiano".

Gran Premio d'Argentinamodifica | modifica sorgente

La Williams FW18 di Damon Hill. L'inglese fu autore, in questa stagione, di tre vittorie consecutive nelle prime tre gare, risultato che mancava alla sua scuderia dal 1992.[6]
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Argentina 1996.

Per la seconda volta consecutiva durante le prove la prima posizione fu ottenuta da Hill, affiancato dalla Ferrari di Schumacher, quest'ultima favorito sia dalla poca benzina imbarcata che dalla conformazione del circuito.[7] Alla partenza Villeneuve perse parecchie posizioni e si ritrovò nono; cominciò quindi una lunga rimonta. Intanto, nel gruppetto di testa non si registrarono sorpassi, nemmeno dopo la prima serie di soste. Al ventiquattresimo giro, però, Diniz agganciò in frenata la Forti di Badoer, la cui vettura si capovolse e causò l'entrata in pista della safety car. I piloti rientrarono quindi ai box per rifornire, ma durante la sosta di Diniz il tappo del serbatoio non si chiuse correttamente[8] e la benzina fuoriuscì sulla vettura, che prese fuoco. Il brasiliano riuscì comunque ad uscire dalla sua Ligier senza conseguenze. Dopo il rientro della vettura di sicurezza si registrarono vari ritiri, tra cui quello di Michael Schumacher, a causa di un detrito lasciato dalla Jordan di Brundle, vittima a sua volta di un incidente con Tarso Marques alcuni giri prima.

In questa fase di gara, grazie ad una serie di giri veloci, Alesi riuscì ad avvicinarsi parecchio a Damon Hill, ma, nella seconda serie di pit-stop, il francese spense il motore, vanificando la sua rimonta.[7] Rientrato al terzo posto non riuscì più ad avvicinare le due Williams. La gara vide quindi la terza vittoria consecutiva di Hill, seguito dal compagno di squadra e dal francese della Benetton. A punti giunsero poi Barrichello, Irvine e Verstappen. Dopo questa gara si parlò anche di un eventuale sostituzione a fine stagione di Hill con Frentzen, ma il team decise di non rispondere a domande riguardanti l'argomento.[6]

Gran Premio d'Europamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio d'Europa 1996.

Ancora una volta la Williams monopolizzò le qualifiche piazzando le sue vettura in prima e seconda posizione, seguite da Schumacher e da Alesi. Al via Hill ebbe una cattiva partenza, rallentando anche il tedesco della Ferrari,[9] così come il francese della Benetton, rallentato da un nuovo sistema di blocco dell'impianto frenante.[9] Nel tentativo poi di rimontare posizioni, Alesi finì per speronare Mika Salo, ritirandosi. Intanto Villeneuve si era portato in testa, seguito da Coulthard, Barrichello, Schumacher e Hill. L'inglese superò poi il rivale tedesco pochi giri più tardi. Nel centro del gruppo Irvine, che lamentava problemi di sovrasterzo e sottosterzo,[10] , fu protagonista di un incidente con Olivier Panis che costò il ritiro ad entrambi. Durante la prima serie di soste, poi, Hill perse parecchi secondi, mentre Schumacher rimontò, grazie ad un pit-stop velocissimo,[9] diverse posizioni fino a trovarsi alle spalle di Villenueve.

Dopo la seconda fermata ai box, il tedesco sembrava poter riuscire a superare anche il canadese, ma fu rallentato da Coulthard e Rosset e dovette quindi accontentarsi della seconda piazza finale.[9] Il podio venne completato dallo scozzese della McLaren, seguito da Hill, Barrichello e Brundle. Dopo questo Gran Premio, Flavio Briatore si scagliò contro i suoi piloti, accusandoli di commettere troppi errori.[9][11] A questo punto del mondiale Hill era ancora in testa con 33 punti, seguito dal compagno di squadra a 22 e da Schumacher ed Alesi a 10.

Gran Premio di San Marinomodifica | modifica sorgente

La F310 di Schumacher. Con questa vettura il pilota tedesco vinse tre Gran Premi, assicurandosi il terzo posto nella classifica piloti del 1996. Ottenne la prima vittoria con la vettura "a muso basso" e le altre due vittorie con la vettura modificata "a muso alto" (in figura).
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di San Marino 1996.

Al Gran Premio di San Marino, per la prima volta nella stagione, la pole position fu conquistata dalla Ferrari di Michael Schumacher, anche grazie ad un motore molto potente utilizzato solamente per le qualifiche e a varie modifiche nella veste aerodinamica della vettura.[12] Al via Coulthard si portò in testa, seguito da Hill e dal tedesco della Ferrari. Intanto Alesi, scattato velocissimo,[12] piegava una sospensione in un contatto con Villeneuve, costretto poi a rientrare ai box per una foratura. Dopo pochi giri Schumacher riuscì a sopravanzare l'inglese della Williams, portandosi in seconda posizione. Durante le soste ai box, poi, Verstappen partì prima che il rifornimento fosse completato, trascinandosi dietro un meccanico, che riportò poi una ferita ad una spalla.[12]

Intanto, nelle posizioni di testa, Coulthard fu costretto al ritiro, mentre Schumacher, attardato di oltre venti secondi da Hill, cominciò a guadagnare diversi secondi sul leader della gara, fino a quando non si trovò bloccato dalle vetture di Häkkinen e Diniz, in lotta tra loro e, per questa causa, perse oltre quindici secondi.[12] Hill vinse quindi il Gran Premio seguito da Schumacher, Berger, Irvine, Barrichello e Alesi. L'inglese guidava quindi la classifica piloti con 43 punti, seguito da Villeneuve fermo a quota 22 e dal tedesco della Ferrari a 16.

Gran Premio di Monacomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gran Premio di Monaco 1996.
La Ligier JS43, vettura con cui Panis vinse il Gran Premio di Monaco. La vittoria mancava al team francese dal 1981.

Ancora una volta la pole position venne conquistata da Michael Schumacher, che precedette Hill e le due Benetton. Al via, però, il tedesco sbagliò la partenza e venne superato dal rivale inglese. Durante il primo giro, nel tentativo di riconquistare la testa della corsa, il ferrarista scivolò su un cordolo andando a colpire un guard rail e ritirandosi. In seconda posizione si portò quindi Alesi, seguito dal compagno di squadra Berger, che, però, dopo fu costretto dopo poco al ritiro per problemi al cambio, e da Eddie Irvine. Dopo la prima serie di pit-stop le prime posizioni rimasero invariate, mentre Panis cominciò a rimontare varie posizioni. Poco prima del quarantesimo passaggio il francese della Ligier superò il ferrarista portandosi in terza piazza e al 41º giro riuscì ad occupare la seconda posizione grazie al ritiro del leader della corsa Damon Hill, fermato da problemi al motore.

Alesi intanto guidava la corsa, ma fu costretto anch'egli al ritiro a causa di un problema ad una sospensione. Panis riuscì quindi a vincere la sua unica corsa in carriera, precedendo Coulthard ed Herbert. Il traguardo fu tagliato da sole quattro vetture, evento che non accadeva dal 1931.[13] In classifica piloti e costruttori non cambiarono i distacchi visti i ritiri di tutti i piloti di testa.

Risultati e Classifichemodifica | modifica sorgente

Classifica Pilotimodifica | modifica sorgente

Pos. Pilota Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Punti
1 Regno Unito Damon Hill 1 1 1 4 1 Rit Rit 1 1 Rit 1 2 5 Rit 2 1 97
2 Canada Jacques Villeneuve 2 Rit 2 1 11 Rit 3 2 2 1 3 1 2 7 1 Rit 78
3 Germania Michael Schumacher Rit 3 Rit 2 2 Rit 1 Rit NP Rit 4 9 * 1 1 3 2 59
4 Francia Jean Alesi Rit 2 3 Rit 6 Rit 2 3 3 Rit 2 3 4 2 4 Rit 47
5 Finlandia Mika Häkkinen 5 4 Rit 8 8 * 6 * 5 5 5 3 Rit 4 3 3 Rit 3 31
6 Austria Gerhard Berger 4 Rit Rit 9 3 Rit Rit Rit 4 2 13 * Rit 6 Rit 6 4 21
7 Regno Unito David Coulthard Rit Rit 7 3 Rit 2 Rit 4 6 5 5 Rit Rit Rit 13 8 18
8 Brasile Rubens Barrichello Rit Rit 4 5 5 Rit Rit Rit 9 4 6 6 Rit 5 Rit 9 14
9 Francia Olivier Panis 7 6 8 Rit Rit 1 Rit Rit 7 Rit 7 5 Rit Rit 10 7 13
10 Regno Unito Eddie Irvine 3 7 5 Rit 4 7 * Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 5 Rit 11
11 Regno Unito Martin Brundle Rit 12 * Rit 6 Rit Rit Rit 6 8 6 10 Rit Rit 4 9 5 8
12 Germania Heinz-Harald Frentzen 8 Rit Rit Rit Rit 4 4 Rit Rit 8 8 Rit Rit Rit 7 6 7
13 Finlandia Mika Salo 6 5 Rit SQ Rit 5 * SQ Rit 10 7 9 Rit 7 Rit 11 Rit 5
14 Regno Unito Johnny Herbert Rit Rit 9 7 Rit 3 Rit 7 SQ 9 Rit Rit Rit 9 * 8 10 4
15 Brasile Pedro Paulo Diniz 10 8 Rit 10 7 Rit 6 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 6 Rit Rit 2
16 Paesi Bassi Jos Verstappen Rit Rit 6 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 10 Rit Rit Rit 8 Rit 11 1
- Giappone Ukyo Katayama 11 9 Rit SQ Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 7 8 10 12 Rit 0
- Brasile Ricardo Rosset 9 Rit Rit 11 Rit Rit Rit Rit 11 Rit 11 8 9 Rit 14 13 0
- Italia Giancarlo Fisichella Rit 13 Rit Rit Rit 8 Rit 11 0
- Portogallo Pedro Lamy Rit 10 Rit 12 9 Rit Rit Rit 12 Rit 12 Rit 10 Rit 16 12 0
- Italia Luca Badoer NQ 11 Rit NQ 10 Rit NQ Rit Rit NQ 0
- Italia Giovanni Lavaggi NQ 10 * NQ Rit 15 NQ 0
- Italia Andrea Montermini NQ Rit 10 NQ NQ NP NQ Rit Rit NQ 0
- Brasile Tarso Marques Rit Rit 0
Pos. Pilota Flag of Australia.svg Flag of Brazil.svg Flag of Argentina.svg Flag of Europe.svg Flag of San Marino.svg Flag of Monaco.svg Flag of Spain.svg Flag of Canada.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Hungary.svg Flag of Belgium.svg Flag of Italy.svg Flag of Portugal.svg Flag of Japan.svg Punti
Legenda Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato

* Indica quei piloti che non hanno terminato la gara ma sono ugualmente classificati avendo coperto, come previsto dal regolamento, almeno il 90% della distanza totale.

Classifica Costruttorimodifica | modifica sorgente

Pos Team Pilota AUS Australia BRA Brasile ARG Argentina EUR Europa SMR San Marino MON Monaco SPA Spagna CAN Canada FRA Francia GBR Regno Unito GER Germania UNG Ungheria BEL Belgio ITA Italia POR Portogallo GIA Giappone Punti
1 Regno Unito Williams-Renault Hill 1 1 1 4 1 Rit Rit 1 1 Rit 1 2 5 Rit 2 1 175
Villeneuve 2 Rit 2 1 11 Rit 3 2 2 1 3 1 2 7 1 Rit
2 Italia Ferrari Schumacher Rit 3 Rit 2 2 Rit 1 Rit NP Rit 4 9 1 1 3 2 70
Irvine 3 7 5 Rit 4 7 Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 5 Rit
3 Italia Benetton-Renault Alesi Rit 2 3 Rit 6 Rit 2 3 3 Rit 2 3 4 2 4 Rit 68
Berger 4 Rit Rit 9 3 Rit Rit Rit 4 2 13 Rit 6 Rit 6 4
4 Regno Unito McLaren-Mercedes Häkkinen 5 4 Rit 8 8 6 5 5 5 3 Rit 4 3 3 Rit 3 49
Coulthard Rit Rit 7 3 Rit 2 Rit 4 6 5 5 Rit Rit Rit 13 8
5 Irlanda Jordan-Peugeot Barrichello Rit Rit 4 5 5 Rit Rit Rit 9 4 6 6 Rit 5 Rit 9 22
Brundle Rit 12 Rit 6 Rit Rit Rit 6 8 6 10 Rit Rit 4 9 5
6 Francia Ligier-Mugen-Honda Panis 7 6 8 Rit Rit 1 Rit Rit 7 Rit 7 5 Rit Rit 10 7 15
Diniz 10 8 Rit 10 7 Rit 6 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 6 Rit Rit
7 Svizzera Sauber-Ford Herbert Rit Rit 9 7 Rit 3 Rit 7 SQ 9 Rit Rit Rit 9 8 10 11
Frentzen 8 Rit Rit Rit Rit 4 4 Rit Rit 8 8 Rit Rit Rit 7 6
8 Regno Unito Tyrrell-Yamaha Salo 6 5 Rit SQ Rit 5 SQ Rit 10 7 9 Rit 7 Rit 11 Rit 5
Katayama 11 9 Rit SQ Rit Rit Rit Rit Rit Rit Rit 7 8 10 12 Rit
9 Regno Unito Footwork-Hart Verstappen Rit Rit 6 Rit Rit Rit Rit Rit Rit 10 Rit Rit Rit 8 Rit 11 1
Rosset 9 Rit Rit 11 Rit Rit Rit Rit 11 Rit 11 8 9 Rit 14 13
NC Italia Minardi-Ford Lamy Rit 10 Rit 12 9 Rit Rit Rit 12 Rit 12 Rit 10 Rit 16 12 0
Fisichella Rit 13 Rit Rit Rit 8 Rit 11
Marques Rit Rit
Lavaggi NQ 10 NQ Rit 15 NQ
NC Italia Forti-Ford Badoer NQ 11 Rit NQ 10 Rit NQ Rit Rit NQ 0
Montermini NQ Rit 10 NQ NQ NP NQ Rit Rit NQ
Pos Team Pilota AUS Australia BRA Brasile ARG Argentina EUR Europa SMR San Marino MON Monaco SPA Spagna CAN Canada FRA Francia GBR Regno Unito GER Germania UNG Ungheria BEL Belgio ITA Italia POR Portogallo GIA Giappone Punti

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ I momenti del brivido in Quattroruote speciale, 1997, p. 6.
  2. ^ a b c Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 7.
  3. ^ a b Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 6.
  4. ^ Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 8.
  5. ^ Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 9.
  6. ^ a b Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 11.
  7. ^ a b Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 10.
  8. ^ I momenti del brivido in Quattroruote speciale, 1997, p. 10.
  9. ^ a b c d e Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 12.
  10. ^ I momenti del brivido in Quattroruote speciale, 1997, p. 11.
  11. ^ "Alesi, basta errori" in repubblica.it, 03 maggio 1996. URL consultato il 24-04-2009.
  12. ^ a b c d Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 14.
  13. ^ Boccafogli, McMaster e Williams, op. cit., pag. 16.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Brin Williams, Colin McMaster, Roberto Boccafogli, F1 96, Vallardi&Associati, 1996. ISBN 88-86869-02-9.

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Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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