Campomorone

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Campomorone
comune
Campomorone – Stemma Campomorone – Bandiera
Panorama di Campomorone
Panorama di Campomorone
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Genova-Stemma.png Genova
Sindaco Giancarlo Campora (Lista civica di Centro-sinistra "Solidarietà e Progresso") dal 07/06/2009
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°30′24.79″N 8°53′30.48″E / 44.506886°N 8.8918°E44.506886; 8.8918 (Campomorone)Coordinate: 44°30′24.79″N 8°53′30.48″E / 44.506886°N 8.8918°E44.506886; 8.8918 (Campomorone)
Altitudine 118 m s.l.m.
Superficie 26,2 km²
Abitanti 7 300[1] (31-12-2011)
Densità 278,63 ab./km²
Frazioni Cravasco, Gallaneto, Gazzolo, Isoverde, Langasco, Pietralavezzara, Santo Stefano di Larvego
Comuni confinanti Bosio (AL), Ceranesi, Fraconalto (AL), Genova, Mignanego, Voltaggio (AL)
Altre informazioni
Cod. postale 16014
Prefisso 010
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010009
Cod. catastale B551
Targa GE
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 867 GG[2]
Nome abitanti campomoronesi
Patrono Madonna del Santo Amore
Giorno festivo prima domenica di settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Campomorone
Posizione del comune di Campomorone nella provincia di Genova
Posizione del comune di Campomorone nella provincia di Genova
Sito istituzionale

Campomoróne (Campumarún in ligure, Campumón nella variante locale[3]) è un comune italiano di 7.300 abitanti[1] della provincia di Genova in Liguria.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Buona parte del territorio comunale campomoronese si sviluppa in val Verde, valle minore dell'alta val Polcevera, lungo la riva sinistra del torrente Verde poco a monte della confluenza con il torrente Riccò. L'area nord-occidentale del territorio comunale, affacciata sui laghi del Gorzente, fa invece parte del bacino padano. Il capoluogo si trova a circa 17 km a nord di Genova.

I principali corsi d'acqua, oltre al Verde e al Riccò, sono i rii minori d'Iso, Gioventina, Gallaneto e San Martino e, sul versante padano, il torrente Gorzente. Tra le vette il monte Leco (1.072 m), il monte Taccone (1.113 m) e il monte delle Figne (1.172 m). Attraverso il passo della Bocchetta (772 m s.l.m.) è possibile il collegamento con la cittadina piemontese di Voltaggio nella valle del Lemme.

Il comune include le frazioni di Cravasco, Gallaneto, Gazzolo, Isoverde, Langasco, Pietralavezzara e Santo Stefano di Larvego storicamente riconosciute dalla comunità e dallo statuto comunale per un totale di 26,2 km2.[4] Confina a nord con i comuni di Bosio (AL), Voltaggio (AL) e Fraconalto (AL), a sud ovest con Ceranesi e Genova, ad est con Mignanego.

Storiamodifica | modifica sorgente

"La Saliera"

I numerosi ritrovamenti di manufatti di varia natura, risalenti all'età del ferro, segnano la presenza dell'uomo in queste valli già in epoca preistorica.

In epoca romana, precisamente nel 148 a.C., fu costruita la Via Postumia ad opera del console della Repubblica di Roma Postumio Albino. Già in quest'epoca contese tra i Liguri Genuates e i Veiturii Langenses (abitanti dell'alta val Polcevera) dominavano per queste valli, tanto da rendere necessario nel 117 a.C. un intervento diretto del Senato di Roma.

Nel III secolo le prime incursioni barbariche portarono allo spopolamento del paese verso Genova, ma in seguito la zona cominciò a ripopolarsi. L'attività agricola rifiorì e si riattivarono le vie di comunicazione. Durante il dominio bizantino della Liguria (intorno al 537) i paesi sulla via Postumia, quindi anche Campomorone, divennero presidi politico-militari. Non esistono fonti storiche riguardo al Medioevo e si hanno del paese poche e sporadiche notizie, tra le quali le invasioni dei Saraceni nel IX e X secolo.

Nel 1163 in un documento scritto viene citato il toponimo Campomorone relativo alla vendita di terre e campi a un console di Genova.

Nel XVI secolo Campomorone vide aumentare la sua importanza politica, ma soprattutto economica. La Repubblica di Genova, divenuta nuova proprietaria del villaggio già dal XII secolo, rese carreggiabile il percorso di fondovalle del Polcevera fino al passo della Bocchetta, inaugurando la nuova strada il 5 dicembre del 1583. In seguito fu costruito il palazzo Pinelli, ora palazzo Balbi e sede del municipio, mentre verso la fine del secolo era già operante l'attività estrattiva del marmo verde di Pietralavezzara. Nei locali della parrocchia di Santo Stefano di Larvego esiste un reperto antichissimo che contrasta con la credenza che l'estrazione del marmo (conosciuto come "verde Polcevera") di Pietralavezzara, iniziò in epoca rinascimentale. Si tratta di un battistero in marmo verde ricavato da un blocco di alcuni quintali risalente all'XI secolo.

Nel XVII secolo fu costruita la cappella di San Bernardo ampliando la preesistente cappella di Santa Caterina da Siena. L'edificio divenne punto di riferimento degli abitanti assorbendo parte degli uffici parrocchiali della pieve di Langasco. Nel 1702 si inaugurò la cappella di Nostra Signora della Misericordia ampliandone l'edificio.

I ruderi del "cabanun" prima dei restauri del 2008-2009

Tra il 1746 e il 1747 il territorio subì l'invasione degli austriaci e molte frazioni di Campomorone vennero abbandonate dagli abitanti, tra cui Cravasco dove gli invasori saccheggiarono la locale chiesa portando via la campana, gli arredi, bruciando le carte e i documenti dell'archivio. Tra le varie distruzioni compiute dall'esercito austriaco si ricorda inoltre la devastazione della chiesa romanica di Santo Stefano, dove fu lasciato in piedi soltanto il campanile.

Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte, il 2 dicembre 1797 il territorio di Campomorone rientrò nel Dipartimento del Polcevera, con capoluogo Rivarolo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Larvego divenne capoluogo del V cantone della Giurisdizione della Polcevera e dal 1803 centro principale del II cantone della Polcevera nella Giurisdizione del Centro. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Genova.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilito dal Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel XIV mandamento di Pontedecimo del Circondario di Genova della provincia di Genova.

Fino all'Ottocento il comune aveva il nome di Larvego, ed aveva sede nella omonima frazione; assunse il nome attuale con il suo trasferimento nel 1871 nell'attuale capoluogo. Durante la seconda guerra mondiale tanti furono i partigiani di queste valli che contribuirono con il loro sacrificio alla liberazione d'Italia. In particolare, l'eccidio di Cravasco prende il nome dalla frazione omonima, presso il cui cimitero furono fucilati per rappresaglia diciassette antifascisti[5].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Polcevera e con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008[6], in vigore dal 1º gennaio 2009, ha fatto parte della Comunità montana Valli Genovesi Scrivia e Polcevera, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[7] e in vigore dal 1º maggio 2011[8].

Simbolimodifica | modifica sorgente

Campomorone-Stemma.png
Campomorone-Gonfalone.png


« D'argento, alla torre rossa, mattonata di nero con finestrella centrale e sette merli alla ghibellina, poggiante su di un prato verde, da dove sale e si attorciglia un tralcio di vite al naturale da cui pendono tre grappoli d'uva »
(Descrizione araldica dello stemma[9])
« Drappo di rosso... »
(Descrizione araldica del gonfalone[9])


Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

La chiesa parrocchiale di San Bernardo presso il capoluogo

Architetture religiosemodifica | modifica sorgente

Architetture civilimodifica | modifica sorgente

  • Palazzo Balbi. Edificato tra il 1590 e il 1595 ad opera del marchese Costantino Pinelli è oggi sede del municipio e di due musei civici. Nel palazzo soggiornò papa Pio VII nel 1815; dalla finestra più elevata impartì la benedizione alla popolazione. L'evento è testimoniato in una lapide murata all'ingresso posta nel 1923.
  • La saliera. Costruito nel XVII secolo dalla famiglia D'Amico come deposito del sale, da cui deriverebbe la denominazione "La Saliera", si presenta in un edificio quadrangolare a corte su due piani. Il sale fu molto importante per l'economia di Campomorone, ma soprattutto per la Repubblica di Genova che ne aveva il monopolio. Il deposito fu anche usato come magazzino per merci varie. Il torrione della saliera, chiamata nel dialetto locale sáia, è sicuramente la testimonianza di un edificio già esistente costruito con forma irregolare in pietra di fiume. Il piano superiore era destinato alla sosta e riposo del personale del deposito, i cui membri erano detti in loco stapulieri. Essendo un bene prezioso sia per il Comune sia per l'antica repubblica genovese, la saliera era dotata di due guardiole per la difesa e controllo dell'edificio.

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[10]


Etnie e minoranze stranieremodifica | modifica sorgente

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[11] i cittadini stranieri residenti a Campomorone sono 278, pari al 3,81% della popolazione comunale.

Enti e Associazionimodifica | modifica sorgente

A Campomorone sono presenti diverse realtà associative culturali eterogenee tra le quali l'Associazione Culturale Other Theatre - "Le arti si fanno palcoscenico"[12] L'associazione è un gruppo di professionisti che hanno collaborato per anni alla realizzazione di diversi progetti in ambito educativo, pedagogico e riabilitativo, utilizzando quali strumenti le arti e la teatroterapia. Scopi dell'Associazione sono la pratica, la diffusione e la promozione dell'attività e della cultura teatrale e di quella legata alle arti figurative e grafico-pittoriche e del teatro di ricerca, finalizzati all'approfondimento della conoscenza del Sé, come percorso di crescita e di benessere interiore e come strumento educativo in ambito sociale. L'associazione si occupa dell'allestimento di spettacoli teatrali, dell'organizzazione di laboratori, corsi e stage di aggiornamento, della promozione di iniziative di ricerca e divulgazione della cultura teatrale, anche mediante l'organizzazione di convegni, manifestazioni, concorsi a carattere locale, regionale, nazionale ed internazionale e della promozione di attività di animazione e di aggregazione rivolta a bambini e a ragazzi.

Culturamodifica | modifica sorgente

Palazzo Balbi sede del municipio e di musei

Istruzionemodifica | modifica sorgente

Museimodifica | modifica sorgente

  • Museo della Croce Rossa Italiana. Aperto al pubblico nel 1986 presso la locale sede della stessa raccoglie oggetti, attrezzi e mezzi di trasporto storici della croce rossa di Campomorone.
  • Museo delle marionette[14]. Inaugurato nel 1996 è anch'esso ubicato presso il palazzo comunale Balbi. La collezione è completa di diversi campioni di marionette, nonché attrezzi e copioni per le scene donati dal concittadino Angelo Cenderelli al Centro Assistenza Infantile di Campora. Acquisiti dal comune nel 1980 sono ora esposti presso il museo.
  • Biblioteca civica "Balbi"[15].

Eventimodifica | modifica sorgente

Persone legate a Campomoronemodifica | modifica sorgente

Economiamodifica | modifica sorgente

Panorama della frazione di Isoverde

Il territorio comunale ospita un certo numero di piccole industrie. Ormai ridottissima l'attività agricola, che una volta era la risorsa predominante di questo territorio. Una cospicua parte della popolazione si sposta giornalmente per lavorare nel comune di Genova.

Anticamente oltre alle decine di mulini, pastifici ed officine metallurgiche poste ai margini del torrente Verde si possono ricordare nella frazione di Isoverde le cave di gesso. Inoltre erano presenti piccole aziende, per lo più gestite da famiglie, impiegate nella lavorazione della juta e del cotone.

In località Galata (Campora) era attiva una tintoria dove a cavallo tra il 1800 e il 1900 si tingeva di blu, da una sola faccia, il tessuto in cotone prodotto dai cotonifici locali. Il tessuto così trattato veniva spedito negli Stati Uniti d'America e serviva per confezionare i celebri blue-jeans.

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica sorgente

Strademodifica | modifica sorgente

Il centro di Campomorone è attraversato principalmente dalla strada provinciale 5 della Bocchetta la quale si collega a sud con la strada provinciale 35 dei Giovi nei pressi del quartiere genovese di Pontedecimo. Proseguendo a nord lungo la provinciale si raggiunge invece il passo della Bocchetta (772 m s.l.m.) dove si sconfina in Piemonte, raggiungendo poi la val di Lemme in provincia di Alessandria.

Il territorio comunale è anche attraversato dalla strada provinciale 4 dei Piani di Praglia che gli permette il collegamento stradale con Ceranesi.

Mobilità urbanamodifica | modifica sorgente

Dal quartiere genovese di Pontedecimo un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce quotidiani collegamenti bus con Campomorone e per le altre località del territorio comunale.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Giorgio Agnoletto Partito Comunista Italiano Sindaco
1990 1995 Giorgio Agnoletto Partito Comunista Italiano Sindaco
1995 1999 Giorgio Agnoletto Lista civica di Centro-sinistra "Solidarietà e Progresso" Sindaco
1999 2004 Giorgio Agnoletto Lista civica di Centro-sinistra "Solidarietà e Progresso" Sindaco
2004 2009 Giancarlo Campora Lista civica di Centro-sinistra "Solidarietà e Progresso" Sindaco
2009 in carica Giancarlo Campora Lista civica di Centro-sinistra "Solidarietà e Progresso" Sindaco

Gemellaggimodifica | modifica sorgente

Campomorone è gemellata con:

Sportmodifica | modifica sorgente

È, assieme a Mignanego, una delle località della Val Polcevera in cui si pratica il calcio anormale (calcio misto maschile-femminile).

Curiositàmodifica | modifica sorgente

Il 14 novembre 2013 l'area comprendente il territorio comunale, oltre che alle aree del comune di Genova e del basso Piemonte, sono state interessate da un discreto sisma di 3.1 gradi della Scala Richter con epicentro nella frazione di Isoverde; la scossa, di breve intensità, non ha procurato danni a persone e cose[17].

Galleria fotograficamodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ I toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Fonte dallo Statuto Comunale
  5. ^ Eccidio di Cravasco
  6. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  7. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  8. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  9. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2014.
  12. ^ Approfondimenti sul sito teatroinespresso.com
  13. ^ Approfondimenti sul sito Campomoronecultura.it/Museo di Paleontologia e Mineralogia
  14. ^ Approfondimenti sul sito Campomoronecultura.it/Museo delle Marionette
  15. ^ Approfondimenti sul sito Campomoronecultura.it/Biblioteca civica Balbi
  16. ^ Fonte dal sito istituzionale del Comune di Campomorone-Gemellaggio. URL consultato il 18 novembre 2013.
  17. ^ Terremoto Genova, scossa di magnitudo 3.1 oggi 14 novembre 2013. URL consultato il 18 novembre 2013.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Carlo Traverso, Campomorone nel 120º anno di fondazione della S. O. C. M. S. S. Giuseppe, Genova, 1999, ed.. .

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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