Carcare

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Carcare
comune
Carcare – Stemma Carcare – Bandiera
Panorama di Carcare e del fiume Bormida di Pallare
Panorama di Carcare e del fiume Bormida di Pallare
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Savona-Stemma.png Savona
Sindaco Franco Bologna (Lista civica di Centro-destra "Bologna sindaco") dal 27/05/2013
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°21′28.42″N 8°17′26.25″E / 44.357894°N 8.290625°E44.357894; 8.290625 (Carcare)Coordinate: 44°21′28.42″N 8°17′26.25″E / 44.357894°N 8.290625°E44.357894; 8.290625 (Carcare)
Altitudine 365 m s.l.m.
Superficie 10,36 km²
Abitanti 5 614[1] (31-12-2011)
Densità 541,89 ab./km²
Frazioni Vispa
Comuni confinanti Altare, Cairo Montenotte, Cosseria, Mallare, Pallare, Plodio
Altre informazioni
Cod. postale 17043
Prefisso 019
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009018
Cod. catastale B748
Targa SV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 295 GG[2]
Nome abitanti carcaresi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Carcare
Posizione del comune di Carcare nella provincia di Savona
Posizione del comune di Carcare nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Càrcare (Cancre in ligure, Corcre nella variante locale[3][4]) è un comune italiano di 5.614 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Il comune è situato in val Bormida in una conca sulle due sponde del fiume Bormida di Pallare, compreso tra una altitudine minima di 359 m s.l.m. e una massima di 600 m s.l.m.

Il territorio comunale è costituito dall'unica frazione di Vispa con i nuclei storici di Biglino, Bucellina, Bugile Sottano, Bugile Soprano, Carpeneto, Cavallera, Cirietta, Cornareto, Fornace Vecchia, Mulino, Negreppie, Niprati, Nizzareto, Pertiche, Piccaratta, Pradonne, Rinchiuso, San Giovanni del Monte, Sapetina, Stamberga - storicamente riconosciute dalla comunità e dallo statuto carcarese - per una superficie territoriale di 10,36 km2[5].

Confina a nord con il comune di Cosseria, a sud con Pallare e Mallare, ad ovest con Plodio, ad est con Cairo Montenotte ed Altare. È situato circa 18 km a nordovest di Savona e 70 km ad ovest di Genova.

Storiamodifica | modifica sorgente

Dipinto su tela, del 1866, di Ernesto Rayper Lavandaie a Carcare.

Antica mansio di Calanicum[6] lungo la via Emilia Scauri, tra gli importanti centri romani di Acqui Terme e Vado, è citata in alcuni documenti con il toponimo Bugile[7] (in seguito Bauzile o Boyle[8]); due documenti del 998 e 999 attestano infatti la cessione delle decime e diritti da parte dell'imperatore Ottone III di Sassonia al vescovo di Savona Bernardo[7][8]. In un atto di donazione all'abbazia di Ferrania del 1111 compare il toponimo Carcaris[7].

Nell'XI secolo divenne possedimento di Bonifacio del Vasto[8] e alla morte di quest'ultimo ereditato dal figlio Enrico I Del Carretto nel 1142[8], capostipite della famiglia dei Del Carretto del Finale[9]. Nel 1185 con la morte di Enrico I i territori verranno divisi tra i due figli Ottone Del Carretto ed Enrico II Del Carretto e Carcare, situata in una posizione considerata importante e strategica per il dominio di questa zona della val Bormida, si ritrovò tecnicamente divisa in due parti[8]: una alle dipendenze del feudo imperiale[8] (Enrico II) e l'altra alleata di Genova con Ottone[8]; nella realtà e di fatto, il territorio carcarese risultava comunque sempre nelle mani della famiglia Del Carretto[8].

Anche i figli di Enrico II - Corrado, Enrico III ed Antonio Del Carretto - amministreranno in comune[8] la parte di Carcare non soggetta a Genova, salvo poi dividere il tutto in tre parti nel 1276 (Tres partes villae et hominum medietatis Carcherarum[8]); i discendenti di Ottone preferiranno invece vendere i loro possedimenti, e quindi anche la parte di Carcare, nel 1322 al marchese Manfredo IV del Marchesato di Saluzzo[8][9]; fu lo stesso marchese a rivendere il feudo nel 1337 agli Scarampi di Asti[8][9].

Nel 1393 un discendente della famiglia carrettesca - Galeotto Del Carretto - prestò giuramento di fedeltà[8] al marchese Teodoro II Paleologo del Marchesato del Monferrato così come, l'11 novembre del 1431, il marchese Giovanni Bartolomeo Del Carretto fece a Spigno Monferrato davanti al rappresentante del duca di Milano dichiarando la propria sottomissione[8] e di alcuni luoghi (tra questi anche Carcare) dopo la vittoria del Ducato di Milano nel Monferrato. Al 1433 risalgono gli statuti del paese[8][9], cioè le norme che ne regolavano la vita e gli usi.

La dominazione feudale dei vari discendenti della famiglia Del Carretto proseguì per tutto il XV secolo e fino alla metà del XVI secolo[8]: i diritti feudali sulle terre di Carcare, facenti parte del Marchesato di Finale così come paesi e località limitrofe, saranno infatti ceduti alla Spagna nel 1598[8][9] dall'ultimo marchese Sforza Andrea Del Carretto.

Tra il 1629 e il 1637[9] il paese fu interessato dalla terribile pestilenza con la perdita, secondo le stime, di buona parte della popolazione con 770 decessi[9].

Nel 1713 insieme al marchesato finalese divenne terra di dominio della Repubblica di Genova[9] e subì, come essa, il passaggio delle truppe austriache prima (1747) e di quelle francesi di Napoleone Bonaparte. Proprio in una palazzina del centro storico, al civico 7 di piazza Germano, è murata una lapide marmorea attestante il soggiorno[9] del generale francese dall'aprile del 1796 durante le battaglie di Dego e Cosseria; nello stesso palazzo soggiornò, per alcune ore, papa Pio VII nel 1809[9].

Con la dominazione francese il territorio di Carcare rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, rientrò nel VIII Cantone, come capoluogo, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del V Cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel IV mandamento di Cairo Montenotte del Circondario di Savona facente parte della Provincia di Genova; nel 1927 anche il territorio comunale carcarese passò sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Alta Val Bormida, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[10] e in vigore dal 1º maggio 2011[11].

Simbolimodifica | modifica sorgente

Carcare-Stemma.png
Carcare-Gonfalone.png
« D'azzurro, abbassato da un capo d'argento alla croce di rosso, caricato da un muro d'argento ricurvo, murato di nero, merlato di 5 alla guelfa e aperto di 2 del campo. Ornamenti esteriori da comune »
(Descrizione araldica dello stemma[12])
« Drappo troncato d'azzurro e di bianco, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma comunale con la iscrizione centrata in argento: Comune di Carcare »
(Descrizione araldica del gonfalone[12])

Lo stemma ufficiale è stato approvato con l'apposito decreto del Presidente della Repubblica datato al 15 dicembre del 1981[12].

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Carcare è stata insignita del titolo di "Città Calasanziana" perché nel 1621 fu aperto qui il primo collegio fuori Roma dei padri Scolopi. A fianco c'è la chiesa di sant'Antonio che ospita una biblioteca e il museo ighiniano di scienze naturali.

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

Architetture religiosemodifica | modifica sorgente

  • Cappella di San Rocco nel capoluogo. Originariamente dedicata a san Sebastiano[13] conserva, dietro l'altare, un affresco raffigurante la Madonna con i santi Sebastiano e Rocco databile al XVI secolo. Nel terreno circostante la cappella furono sepolte le spoglie dei padri scolopi prima del 1664.
  • Ex chiesa di Santa Rosalia nel capoluogo. Edificata nel XIX secolo a seguito di un voto di un avvocato carcarese[13], la chiesa, dopo aver ospitato la locale confraternita dei Battuti o dei Disciplinati, fu trasformata in cinema negli anni sessanta del Novecento e quindi oratorio. Attualmente è in fase di conversione a teatro cittadino[13].
  • Cappella di San Giovanni del Monte, nell'omonimo nucleo e dominante le borgate di Bugile Soprano e Bugile Sottano. Già di Santa Maria di Bozile[13], l'edificio fu il primo edificio di culto di Carcare[13].
  • Chiesa parrocchiale del Cuore Immacolato di Maria nella frazione di Vispa.
  • Chiesa della Madonna della Pace nella frazione di Vispa, edificata tra il 1964 e il 1965 a forma circolare[13].

Architetture civilimodifica | modifica sorgente

  • Palazzo del municipio nel capoluogo. Sul luogo ove oggi sono ubicati il palazzo civico e l'asilo infantile insisteva ciò che rimaneva del castello dei marchesi Del Carretto[14]. Di proprietà dei conti savonesi Naselli Feo, nel 1833[14] l'intera area fu acquistata dall'ente municipale e, su progetto dell'architetto Cortese di Savona[14], edificati due nuovi palazzetti a sede del municipio stesso, dell'ospedale e di due nuove strutture scolastiche; le due costruzioni, identiche, erano in origine collegate tramite un elegante porticato[14]. Con la dismissione dell'ospedale la palazzina ospiterà nuovi uffici comunali[14].
  • Villa Biavasco, di proprietà privata, edificata in epoca fascista[15]. Voluta dal sergente Biavasco quale residenza estiva, originariamente la villa era conosciuta come villa Jole[15] dal nome di Jole Bormioli, quest'ultima esponente di un'importante famiglia di Altare e moglie di Biavasco[15]. La villa si presenta a due piani - più il sottotetto - con una piccola loggia nell'ingresso principale sorreggente il balcone del piano superiore[15].
  • Villa Bolla, di proprietà privata, edificata nei primi anni del XX secolo[15] dal notaio Carlo Bolla. A due piani, nel porticato presenta diversi affreschi[15].
  • Villa Cenni, di proprietà privata, edificata nella seconda metà del XIX secolo[15]. Residenza estiva della famiglia Cenni e poi delle famiglie Boni e Anesa[15]. La villa è strutturata su tre livelli - di forma rettangolare - e presenta quale caratteristica unica rispetto alle altre ville del comprensorio un marcapiano di ceramica di colore blu[15] e timpani a forma di conchiglia nelle aperture dell'ultimo piano[15]; due colonne sorreggono il balcone sopra l'ingresso principale.
  • Villa De Marini. Edificata nei primi anni del XX secolo dai marchesi Centurione[15], nel 1910 il progetto dell'ingegnere Angelo Massardo la elevò di un piano[15]. Passò in seguito di proprietà alla famiglia Raggi-De Marini[15] fino alla cessione al comune di Carcare negli anni settanta del Novecento[15]. Occupata dalle truppe tedesche durante la seconda guerra mondiale[15], attualmente è sede degli uffici della locale azienda sanitaria[15]. Originariamente la villa possedeva una vasta area coltivata, circa cento ettari[15], con colture di grano e granoturco e con la presenza, inoltre, di tre cascine e un mulino[15]. Sarà la contessa Adele Borromeo a comprare una parte del terreno per edificarvi l'omonima villa[15].
Il municipio
  • Villa Fina, di proprietà privata, edificata nel 1914[15] e ulteriormente rivista nel 1917[15]. Voluta dalla famiglia Fiumi quale residenza estiva, sarà poi possedimento delle famiglie Murialdo, Quarto e ultimamente Delfino[15]. La villa si sviluppa su due piani e presenta un'architettura in stile Liberty[15]. Il grande cancello, anch'esso decorato liberty, era stato inizialmente commissionato dallo zar Nicola II di Russia[15] e già pronto per essere spedito dal porto di Savona, ma lo scoppio delle rivoluzioni russe nel 1917[15] ne impedì l'invio. Invenduto, il cancello fu quindi messo all'asta e comperato dal signor Fiumi per la sua villa di Carcare[15]. L'edificio è circondato da un parco di circa 1 ettaro.
  • Villa Franchi, di proprietà privata, disposta su due piani con torretta quadrangolare. Tra i suoi proprietari la famiglia Franchi, originari della val Trompia[15].
  • Villa Maura. Edificata nel 1885[15] su commissione del garibaldino Anton Giulio Barrili. Nel 1967[15] è stata acquistata dall'ente municipale che ha adibito l'edificio a sede della biblioteca civica[15] e, al primo piano, del museo del Centro studi "Anton Giulio Barrili"[15].
  • Villa Olivieri, di proprietà privata, edificata nella seconda metà del XX secolo[15] dalla contessa Adele Borromeo in Zerbini. Forse costruita da maestranze locali, su un terreno appartenente alla villa De Marini, si presenta su due piani e in passato disponeva di una vasta area verde nella quale, oltre ad un frutteto, si trovavano alberi e piante da alto fusto[15]. Negli anni venti del Novecento la proprietà passerà alla famiglia Olivieri cui deriva l'attuale denominazione della villa[15].
  • Ponte Vecchio. Sovrastante il fiume Bormida di Pallare, il ponte Vecchio unisce le due borgate del centro storico di Carcare. Originariamente in legno[14] fu la furia delle acque a costringere ad una sua ricostruzione in pietra nel 1840[14] e ancora nel 1899[14] per sopperire all'insufficienza ampiezza del primo ponte.

Architetture militarimodifica | modifica sorgente

  • Castello di Carcare. Dell'antico castello, eretto nel XVI secolo, rimangono ad oggi soltanto pochi ruderi e rovine.

Societàmodifica | modifica sorgente

La scuola "dei Grigi"

A Carcare fu fondata nel 1890 una nuova scuola pittorica, detta "dei Grigi"[16], denominazione attribuita per l'abitudine di riprendere in sedute en plein air i panorami e paesaggi della val Bormida con spiccate tonalità grigio-argentee. Tra i maestri aderenti alla scuola vi furono Ernesto Rayper, Tammar Luxoro, Alberto Issel, Serafino De Avendano e Alfredo d'Andrade. Una parte della produzione "dei Grigi" è conservata in una galleria dell'Accademia Ligustica di Belle Arti a Genova.

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[17]


Etnie e minoranze stranieremodifica | modifica sorgente

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[18] i cittadini stranieri residenti a Carcare sono 352, pari al 6,27% della popolazione comunale.

Raccolta differenziatamodifica | modifica sorgente

Per l'anno 2007 Carcare è risultato essere il comune più attento alla raccolta differenziata di tutta la provincia di Savona e terzo della Liguria (preceduto dai comuni spezzini di Deiva Marina e Santo Stefano di Magra), con una quota del 34,86% di rifiuto riciclato.[19] Così facendo il comune si può annoverare tra i comuni più virtuosi della regione in questa speciale classifica, non superando però la quota minima prevista dal decreto Ronchi (35%) evitando così il pagamento di sanzioni. Dati:

Recycling symbol.svg 2006 2007 2008 2009 2010
Carcare[20] 34.9% 37.2% 38.9% 39.7% 34.9%

Culturamodifica | modifica sorgente

Targa del collegio delle Scuole Pie

Istruzionemodifica | modifica sorgente

Scuolemodifica | modifica sorgente

Carcare è sede dei seguenti istituti scolastici statali, inerenti al ciclo scolastico della scuola secondaria di secondo grado:

  • Liceo Classico Statale "Giuseppe Calasanzio".
  • Liceo Scientifico Statale "Giuseppe Calasanzio".
  • Liceo Linguistico Statale "Giuseppe Calasanzio" (da settembre 2010)

Entrambi gli istituti, uniti in un unico edificio, sono stati fondati e inizialmente diretti dai padri Scolopi di Carcare. Il liceo San Giuseppe Calasanzio è uno dei primi licei nati in Italia; pare infatti che il collegio sia stato fondato nel 1621[13].

Museimodifica | modifica sorgente

Bibliotechemodifica | modifica sorgente

Eventimodifica | modifica sorgente

Il fiume Bormida di Pallare attraversante il territorio carcarese
  • Festa patronale di san Giovanni Battista il 24 giugno.
  • Festa di San Giovanni del Monte, l'ultima settimana di agosto, tra le località di Bugile Soprano e Bugile Sottano con grande fiera del bestiame, e mezzi agricoli.

Persone legate a Carcaremodifica | modifica sorgente

Economiamodifica | modifica sorgente

Il comune basava, specie nel XIX e XX secolo, la sua principale attività economica nella produzione agricola. Oggi è stata in parte sostituita con l'insediamento di vetrerie, a cui si sono aggiunte le fiorenti produzioni legate alla lavorazione della ceramica. Molto fiorente anche il settore delle piccole imprese.

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica sorgente

Scorcio di Carcare

Strademodifica | modifica sorgente

Il centro di Carcare è attraversato principalmente dalla strada statale 29 del Colle di Cadibona che gli permette il collegamento stradale con Altare, a sud, e Cosseria a nord. Ulteriori arterie viarie del territorio sono la provinciale 11 per Plodio e la provinciale 15 per Pallare.

Ferroviemodifica | modifica sorgente

La stazione di San Giuseppe di Cairo è la fermata ferroviaria più vicina sulla linea ferroviaria Torino-Fossano-Savona nel tracciato denominato Savona-San Giuseppe di Cairo via Altare.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Paolo Tealdi Partito Comunista Italiano Sindaco
1990 1995 Paolo Tealdi Partito Comunista Italiano Sindaco
1995 1999 Franco Delfino Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1999 2004 Franco Delfino Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2004 2009 Angela Nicolini Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2009 16 ottobre 2012 Franco Bologna Lista civica di Centro-destra "Bologna sindaco" Sindaco [22][23]
18 ottobre 2012 27 maggio 2013 Andrea Santonastaso Commissario prefettizio [24][25]
2013 in carica Franco Bologna Lista civica di Centro-destra "Bologna sindaco" Sindaco

Sportmodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Dati Istat al 31-12-2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 141.
  4. ^ I toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Fonte dallo statuto comunale di Carcare. URL consultato il 27 giugno 2012.
  6. ^ Roma Victrix per approfondimento su mansio Calanicum
  7. ^ a b c Fonte dal sito del comune di Carcare-Cenni storici. URL consultato il 27 giugno 2012.
  8. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Fonte dal sito dell'ex comunità montana alta val Bormida-Carcare. URL consultato il 5 settembre 2012.
  9. ^ a b c d e f g h i j Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Borghi nel verde. Viaggio nell'entroterra della Riviera Ligure delle Palme, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2003.
  10. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  11. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  12. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  13. ^ a b c d e f g h i j Fonte dal sito del comune di Carcare-Le chiese. URL consultato il 27 giugno 2012.
  14. ^ a b c d e f g h i Fonte dal sito del comune di Carcare-Le vie e monumenti. URL consultato il 28 giugno 2012.
  15. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah Fonte dal sito del comune di Carcare-Le ville. URL consultato il 28 giugno 2012.
  16. ^ Approfondimenti sul sito della Cultura in Liguria
  17. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  18. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.
  19. ^ Dati del sito www.ecosportello.org/
  20. ^ Dati Rifiuti Ambienteinliguria.it
  21. ^ Approfondimenti sul Museo Alpino
  22. ^ Il 16 ottobre 2012 per scontri politici interni la giunta non ha più la maggioranza in Consiglio e cade dopo una mozione di sfiducia. Sciolto il consiglio comunale verrà nominato dalla prefettura di Savona un commissario prefettizio che guiderà il comune carcarese fino alle prossime elezioni amministrative del 2013.
  23. ^ Il caso Carcare dilania il centrodestra
  24. ^ Viceprefetto di Savona, nominato il 18 ottobre dal prefetto di Savona Gerardina Basilicata
  25. ^ Santonastaso commissario prefettizio del comune di Carcare

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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