Carlo Rossella

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Carlo Rossella con il Presidente Ciampi

Carlo Rossella (Corteolona, 19 ottobre 1942) è un giornalista e dirigente d'azienda italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Carlo Rossella durante una manifestazione nel 1974 a Milano. Foto Adriano Alecchi

Laureato in Economia e commercio, la sua prima esperienza lavorativa fu con La Stampa nel 1968, dove venne assunto nella sezione attualità da Alberto Ronchey; successivamente passò alla rivista Panorama come inviato di politica e cultura. In quegli anni era iscritto al Partito Comunista Italiano. Durante il suo lavoro a Panorama si occupò di terrorismo e delle vicende politiche legate all'eurocomunismo.

Nel 1971 fu tra i firmatari della lettera aperta pubblicata sul settimanale L'Espresso sul caso Pinelli, anche nota come "appello contro il commissario Calabresi"; in tale periodo militò in Lotta Continua.

Successivamente, nel 1978, dopo aver soggiornato a New York, diventò inviato di politica estera viaggiando in Medio Oriente, in Africa, in America Latina, e nei paesi socialisti: grazie a queste esperienze ebbe l'incarico di caporedattore agli esteri di Panorama. Con la caduta del muro di Berlino abbandonò il partito Comunista; a questo evento seguono una breve direzione della Stampa Sera, e successivamente viene nominato vice-direttore vicario di Panorama.

Dopo la discesa in politica di Silvio Berlusconi si schierò a suo favore, affermando di provare "profonda ammirazione" per il Cavaliere[1].

Nel 1994 divenne direttore del Tg1, nominato da Letizia Moratti, ma nel 1996 fu richiamato da Gianni Agnelli alla direzione de La Stampa. Curò il rinnovamento grafico del giornale di cui rimase direttore fino al 1998, quando si trasferì a Washington come editorialista internazionale dello stesso giornale.

Diresse il rotocalco televisivo di Canale 5 Verissimo nel biennio 1999-2000.

Il 5 ottobre 2000 fu nominato direttore responsabile di Panorama, rimanendovi fino al 15 novembre 2004.

Nel novembre 2004 sostituì Enrico Mentana alla carica di direttore del TG5. Durante la sua direzione entra in conflitto con il vicedirettore del TG5 Lamberto Sposini che, in seguito a differenti posizioni sulla rilevanza di una notizia in campagna elettorale, rassegna le dimissioni commentando di non voler lavorare con lo "scribacchino di Paolo Bonaiuti", cosa che poi smentì[2].

In questo periodo cura anche la rubrica della "Posta del cuore" sul settimanale Chi.

È ideatore della trasmissione di approfondimento politico Terra!, in onda su Canale 5.

Nel luglio 2007 viene nominato presidente di Medusa Film, la società di produzione e distribuzione cinematografica del gruppo Fininvest, in procinto di essere trasferita al gruppo Mediaset. Il 2 luglio lascia perciò la direzione del TG5 a Clemente Mimun.

Rossella collabora con Il Foglio, dove cura la rubrica Alta Società, e con Radio Dimensione Suono, dove conduce la rubrica "La storia di Carlo Rossella" all'interno delle news delle 12:57 e delle 19:57 incentrata su costume e società.

Ha vinto premi giornalistici come il premio Saint Vincent, il premio Modena, il Premiolino, il premio Ischia per la Tv e il premio giornalistico Casalegno.

È autore di 4 pubblicazioni: Miami, Grand Hotel, Tango e Vodka.

Nel 2011 gli è stato attribuito il Premio America della Fondazione Italia USA.

Controversie giornalistichemodifica | modifica sorgente

Il 20 dicembre 2001 venne pubblicato su Panorama un articolo di Lino Jannuzzi riguardante un presunto incontro in un hotel di Lugano fra i giudici Ilda Boccassini, Carlos Catresana, Carla Del Ponte ed Elena Paciotti volto a pianificare l'arresto dell'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Di fronte alle smentite degli interessati e alla richiesta di spiegazioni del comitato di redazione di Panorama[3], Rossella in un editoriale affermò che era dovere di Jannuzzi chiarire le circostanze per le quali era giunto a conoscenza della notizia. Il direttore aggiunse inoltre che, indipendentemente dal fatto che l'incontro tra i giudici fosse avvenuto o meno, a suo giudizio rimaneva il rischio di un possibile uso strumentale della giustizia per fini politici. Per la pubblicazione della notizia Rossella, quale direttore responsabile del giornale, venne condannato il 22 gennaio 2004 dal Tribunale civile di Milano a pagare, in solido con la Mondadori, rispettivamente 100.000 e 150.000 euro alla dott.ssa Del Ponte e alla dott.ssa Paciotti. Sempre per la stessa vicenda, il Tribunale civile di Napoli il 20 giugno 2005 condannò la Mondadori e Rossella a risarcire 12.000 Euro alla dott.ssa Boccassini e a pubblicare il testo della sentenza sul giornale[3]. Il cdr di Panorama con un comunicato condannò l'operato di Jannuzzi, che, secondo il comitato di redazione, aveva lasciato «un'ombra di discredito sul giornale»[4]

Nel 2002 fu a un passo dalla presidenza della RAI, ma all'ultimo momento gli fu preferito Antonio Baldassarre. Rossella in seguito sostenne che la sua nomina fu impedita da Fini e Casini[5].

Nel numero del 12/19 settembre 2002 pubblicò su Panorama la notizia, offerta al giornale per 15.000 euro da un collaboratore dei servizi segreti francesi, che l'Iraq aveva acquistato in via riservata uranio dal Niger[6]. Tale notizia si rivelò poi falsa.

Delibere dell'ordine dei giornalisti riguardanti Rossellamodifica | modifica sorgente

  • Il 17 febbraio 2003 il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia infligge la sanzione della censura[7] a Rossella per aver pubblicato sul numero 42 del 2002 i nomi dei frequentatori di una casa di appuntamento romana. Il consiglio ha ritenuto che Panorama avesse violato la dignità delle persone citate nel servizio giornalistico, scritto da un non giornalista.
  • Il 2 maggio 2003 il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia assolve Rossella dall'accusa di aver violato le regole deontologiche per aver pubblicato sulla copertina del settimanale (1º agosto 2002) la foto del letto in cui era stato ucciso il bambino di Cogne. Il consiglio ha ritenuta la insussistenza disciplinare dei fatti, ma ha stigmatizzato la scelta del direttore di Panorama di pubblicare quelle foto.[8]
  • Il 22 luglio 2003 il Consiglio dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia apre un'istruttoria contro Rossella, per la copertina del numero 20 (del 20 maggio 2003) di Panorama che presentava una foto ritoccata al computer di Silvio Berlusconi mentre puntava il dito contro i giudici del processo SME (a differenza delle pagine interne, sulla copertina era stata eliminata parzialmente la calvizie). L'ordine assolve il direttore, pur ritenendo il suo comportamento un atto di piaggeria nei confronti del suo editore.[9]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Le Interviste Barbariche
  2. ^ «Finché c’è Rossella, Sposini non torna». Il cdr del Tg5 porta il caso in assemblea, Corriere della Sera, 22 aprile 2006
  3. ^ a b Jannuzzi inventa notizie, i giornali pagano i danni, Iustitia.it Anno XIII Numero 25, 4 luglio 2005
  4. ^ Marco Travaglio, La scomparsa dei fatti. Milano, il Saggiatore, 2007. pp. 190-191 ISBN 88-428-1395-8
  5. ^ Le Interviste Barbariche.
  6. ^ Bonini e D'Avanzo, Il mercato della paura, Einaudi, pagg. 152 e seguenti
  7. ^ Delibera ordine dei giornalisti: Carlo Rossella (direttore di Panorama) sanzionato con la censura per il servizio di copertina sul giro romano delle "squillo"
  8. ^ Delibera dell'ordine dei giornalisti: Foto del letto (con chiazze di sangue) in cui è stato ucciso il bimbo di Cogne: Carlo Rossella assolto, ma il Consiglio stigmatizza la scelta del direttore di Panorama di pubblicare quelle foto sconvolgenti.
  9. ^ Delibera dell'ordine dei giornalisti: Carlo Rossella e la capigliatura (abbondante) di Berlusconi: assolto il direttore di "Panorama".

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Predecessore Direttore del TG1 Successore
Demetrio Volcic 1994 - 1996 Nuccio Fava
Predecessore Direttore della Stampa Successore
Ezio Mauro 1º maggio 1996 - 22 settembre 1998 Marcello Sorgi
Predecessore Direttore di Panorama Successore
Roberto Briglia 19 ottobre 2000 - 2 dicembre 2004 Pietro Calabrese
Predecessore Direttore del TG5 Successore
Enrico Mentana 2004 - 2007 Clemente J. Mimun
Predecessore Presidente Medusa Film Successore
Marina Berlusconi dal 3 luglio 2007 in carica







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