Carlo Venegoni

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
on. Carlo Venegoni
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Legnano
Data nascita 7 maggio 1902
Luogo morte Milano
Data morte 21 febbraio 1983
Professione Operaio
Partito Partito Comunista Italiano
Legislatura I, II, III
Gruppo Comunista
Collegio Milano
Incarichi parlamentari
  • I
    • segretario della commissione speciale per l'esame del disegno di legge n. 2442: "Ordinamento e attribuzioni del consiglio nazionale dell'economia e del lavoro" (12 maggio 1952 - 24 giugno 1953)
    • membro della XI commissione lavoro e previdenza sociale (15 giugno 1948 - 24 giugno 1953)
    • membro della commissione speciale per l'esame dei disegno di legge n. 2511: "Provvedimenti per lo sviluppo dell'economia e l'incremento dell'occupazione" (22 febbraio 1952 - 24 giugno 1953)
    • membro della commissione parlamentare per il parere sulla nuova tariffa generale dei dazi doganali (25 febbraio 1950 - 24 giugno 1953)
    • membro della commissione parlamentare d'inchiesta sulla disoccupazione (12 maggio 1951 - 24 giugno 1953)
  • II
    • segretario della commissione parlamentare per il parere sulla emanazione di un testo unico sulla riorganizzazione del ministero del lavoro e della previdenza sociale (16 dicembre 1954 - 11 giugno 1958)
    • membro della XI commissione lavoro e previdenza sociale (1º luglio 1953 - 11 giugno 1958)
    • membro della commissione speciale per l'esame del disegno di legge n. 568: "Ordinamento ed attribuzioni del consiglio nazionale dell'economia e del lavoro" (2 marzo 1954 - 11 giugno 1958)
    • membro della commissione speciale per l'esame della proposta di legge Angelini Armando n. 427: "Dichiarazione di pubblica utilità e norme per l'espropriazione degli stabilimenti industriali inattivi" (12 dicembre 1953 - 11 giugno 1958)
    • membro della commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni dei lavoratori in Italia (19 aprile 1955 - 11 giugno 1958)
    • membro della commissione parlamentare consultiva per il parere sulle norme di attuazione della legge 13 marzo 1950 n. 120, sull'ordinamento dell'istituto nazionale di assistenza dipendenti enti locali (I.N.A.D.E.L) (6 ottobre 1953 - 11 giugno 1958)
  • III
    • membro della XIII commissione lavoro e previdenza sociale (18 giugno 1958 - 15 maggio 1963)
    • membro della commissione speciale per l'esame del disegno di legge n. 1409: "Interventi un favore dell'economia nazionale" (10 luglio 1959 - 15 maggio 1963)
Pagina istituzionale

Carlo Venegoni (Legnano, 7 maggio 1902Milano, 21 febbraio 1983) è stato un politico e antifascista italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Secondo di sei fratelli (Maria, Mauro, Gina, Pierino e Guido), è una delle figure di spicco dell'antifascismo milanese e lombardo.

A 12 anni entrò come operaio al Cotonificio Cantoni e quindi, dai 15 anni, alla Franco Tosi di Legnano, dalla quale fu licenziato per rappresaglia nel 1920 dopo l'occupazione delle fabbriche. Iscritto fin dall'adolescenza al Partito Socialista locale, nel 1921 passò con il fratello Mauro al neonato Partito comunista. Impegnato nella lotta sindacale e in azioni contro il regime fascista, nel 1924 è insieme a Amedeo Bordiga e agli altri massimi dirigenti del suo partito a Mosca. Qui incontra la classe politica sovietica divisa, scomposta dopo la morte di Lenin: durante i lavori della V Internazionale, ascolta i discorsi di Trotsky (da cui rimane favorevolmente impressionato) e Stalin. È a Mosca che aderisce alla corrente di sinistra del Partito Comunista.

Tornato in Italia, nel 1926 viene eletto nel comitato centrale del Partito comunista con la responsabilità del lavoro sindacale. Partecipa alle attività clandestine del Partito Comunista, e della CGIL agendo a Genova e a Torino. Proprio qui, nel 1927, viene arrestato. Condannato dal Tribunale Speciale fascista a 10 anni di reclusione,[1] fu tenuto prigioniero sino al 1933 subendo molti trasferimenti: (Volterra, Alessandria, Porto Ferraio). Liberato, pur sottoposto al regime della libertà vigilata riprenderà l'attività clandestina.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale (giugno 1940), viene nuovamente incarcerato e rinchiuso nel campo di concentramento fascista di Colfiorito. Ricoverato come detenuto nel sanatorio di Legnano a causa della tubercolosi contratta in carcere, sarà rilasciato solo nel 1943.

Rimessosi nuovamente all'opera, è tra gli organizzatori con il fratello Mauro della Resistenza nell'Alto Legnanese. Nell'agosto del 1944 viene arrestato nuovamente e avviato alla deportazione. Internato prima nel carcere di San Vittore a Milano, viene inviato nel lager di Bolzano, in attesa di essere trasferito in Germania. Nel momento di estremo pericolo, durante il viaggio in autobus da Milano a Bolzano, incontra la futura moglie, Ada Buffulini, anche lei deportata. Pochi giorni prima di essere messo sul treno per Mauthausen, riesce ad evadere.

La fine della guerra lo trova ancora in azione, come coordinatore della insurrezione del 25 aprile 1945 a Genova.

Dopo la guerra, sarà segretario della Camera del Lavoro di Genova nel 1945, e di Milano nel 1955, deputato dal 1948 al 1963 per il PCI, consigliere comunale a Legnano, poi a Milano, e dirigente dell'ANPPIA e dell'ANPI.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ http://www.anpi.it/ts/1928_4trim.htm

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








Creative Commons License