Carlo di Brandeburgo-Schwedt

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Principato di Brandeburgo
Hohenzollern
COA family de Markgrafen von Brandenburg (1417).svg

Federico I
Federico II
Alberto III
Giovanni I
Gioacchino I
Gioacchino II
Giovanni Giorgio
Gioacchino III
Giovanni Sigismondo
Giorgio Guglielmo
Federico I Guglielmo
Federico III
Modifica

Carlo Filippo di Hohenzollern (Sparnberg, 5 gennaio 1673Casale Monferrato, 23 luglio 1695) fu un principe, militare e politico del Brandeburgo.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Era figlio di Federico Guglielmo I di Brandeburgo e della seconda moglie Sofia Dorotea di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg.

Nel 1693, dopo essersi dimostrato nella battaglia di Neerwinden venne nominato tenente generale e mandato a combattere nella Guerra della Grande Alleanza a capo delle forze di Brandeburgo. Venne chiamato a Torino dal duca di Savoia Vittorio Amedeo II e lì fece conoscenza con la vedova Caterina Salmour, Marchesa di Balbiano.

I due si sposarono in segreto il 28 maggio 1695 al Castello de La Venaria in provincia di Torino[1].

La Casa di Brandeburgo e il Duca di Savoia non riconobbero però il matrimonio. Il Duca Vittorio Amedeo arrivò a rapire e imprigionare in un monastero Caterina per evitare complicazioni diplomatiche.

La Curia sostenne la richiesta di Carlo riguardo alla legalità del matrimonio, nella speranza che il matrimonio di un cattolico potesse indurre i principi protestanti alla conversione.

Durante questi scontri diplomatici, Carlo morì di febbre.

La vedova risposò nel 1707 il Ministro generale sassone Cristoforo Augusto di Wackerbarth.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Hohenzollern 3

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • (DE) Johann Daniel Ferdinand Neigebaur: Die Heirath des Markgrafen Carl von Brandenburg mit der Markgräfin Catharina von Balbiano, Kern, 1856
  • (DE) Rob. Prütz: Deutsches Museum, Band 1, J.C. Hinrichs, 1856, p. 509
  • (DE) Rudolf Graf von Kanitz: Aus dem Deutschen Soldatenleben: militairische Skizzen zur Deutschen Sittengeschichte, W. Hertz (Bessersche Buchhandlung), 1861, p. 261 ss.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Controllo di autorità VIAF: 62369532 LCCN: nb2010033800








Creative Commons License