Carmelo Ottaviano

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Carmelo Ottaviano (Modica, 18 gennaio 1906Terni, 23 gennaio 1980) è stato un filosofo e accademico italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Diplomatosi presso il Liceo Classico Tommaso Campailla di Modica, si laureò presso l'Università Cattolica di Milano a 21 anni.[1]

Fu ordinario di Storia della filosofia presso le università di Cagliari, Napoli (sede tra le più importanti in Italia, dove vinse la sua prima cattedra a soli 36 anni) e Catania. In quest'ultima sede fondò nel 1948 e diresse l'Istituto Universitario Parificato di Magistero,[1] ed insegnò, oltre a Storia della filosofia, anche Pedagogia e Psicologia.

Nel 1933 fondò la rivista internazionale di filosofia Sophia;[1] nel 1939 ottenne la libera docenza in Storia della filosofia.

Grande conoscitore della filosofia medievale, di cui ritrovò e studiò molte opere, elaborò un suo sistema filosofico profondamente permeato di Cattolicesimo.

I titoli dei principali lavori sono: Kritik der Idealismus (Critica dell'Idealismo, Napoli, 1936 e Münster, 1941) e Metafisica dell'Essere parziale; il primo, tra i pochissimi lavori italiani ad avere l'onore di una sollecita traduzione in tedesco,[1] in un palcoscenico di enorme rilievoquale? quello degli studiosi tedeschi?, fu pubblicato nella Germania nazista, ben presto censurato e poi bruciato pubblicamente a causa della sua demolizione dell’Idealismo di Giovanni Gentile.

Questa sua opposizione a Gentile e sue critiche a Benedetto Croce gli valsero durissime vessazioni accademiche da parte dei due cattedratici. Fu inoltre l’ultimo studioso ad aver scritto da solo e completamentesenza fonte un enciclopedico Manuale di storia della filosofia (Napoli, 1970-‘72).

Uno dei meriti di Carmelo Ottaviano, che lavorò anche presso l'Accademia d'Italia, fu quello di essersi occupato fin dal 1931 del pensiero di Gioacchino da Fiore (circa 1130-1202), l'abate calabrese esaltato da Dante nel suo Paradiso: in quest'anno, infatti, pubblicò il primo saggio sull'abate. Nel 1934 pubblicò il codice di Oxford Joachimi Abbatis Liber contra Lombardum attribuendolo a qualche seguace della scuola di Gioacchino. Nel 1935, celebrando a Novara Pietro Lombardo, difese anche Gioacchino, presentandolo come un romantico "ante litteram" e un fautore della nazione italiana. Nello stesso 1935 segnalò due ignorati codici gioachimiti della biblioteca Casanatense di Roma e si occupò della condanna di Gioacchino da parte del Concilio Lateranense IV, evidenziandone lo sgomento suscitato. Inoltre, nella rivista "Sophia", diretta da lui ed edita dalla CEDAM di Padova, diede spazio a vari studiosi gioachimiti italiani e stranieri. È vero che ritenne Gioacchino un triteista, ma non aveva potuto vedere le tavole del Liber figurarum che da Leone Tondelli fu scoperto soltanto nel 1937 e pubblicato nel 1940: un libro dal quale appare in tutta evidenza l'ortodossia trinitaria dell'abate calabrese.

Infine, negli ultimi anni della sua carriera di docente all'università di Catania, egli fondò e diresse un partito nazionale d'impronta social-liberale, che però ebbe scarso seguitosenza fonte.

Opere principalimodifica | modifica sorgente

  • Pietro Abelardo. La vita, le opere, il pensiero, Roma, Tip. Poliglotta, 1929
  • I "Tractatus super quatuor evangelia" di Gioacchino da Fiore, "Archivio di filosofia", Padova, I, 1931
  • Testi medioevali inediti. Alcuino, Avendanth, Raterio, S. Anselmo, Pietro Abelardo, Incertus auctor, a cura di Carmelo Ottaviano, Firenze, Olschki, 1933 (Fontes Ambrosiani, III)
  • Joachimi abbatis Liber contra Lombardum / (Scuola di Gioacchino da Fiore)" a cura di Carmelo Ottaviano, Reale Accademia d'Italia - Studi e documenti, Roma, 1934
  • Un documento intorno alla condanna di Gioacchino da Fiore nel 1215, Rondinella, Napoli, 1935 (poi in "Siculorum Gymnasium", Università di Catania, 1949)
  • Pier Lombardo in Celebrazioni piemontesi, Istituto d'Arte per la Decorazione e la Illustrazione del Libro, Urbino, 1936
  • Critica dell'Idealismo, Napoli, Rondinella, 1936
  • Kritik des Idealismus, mit einer Einfuhrung von Fritz-Joachim Von Rintelen: Realismus-Idealismus?, Munster (Westf.), Aschendorff, 1941
  • Metafisica dell'essere parziale, Padova, CEDAM, 1941;
  • La tragicità del reale, ovvero La malinconia delle cose. Saggio sulla mia filosofia, Padova, CEDAM, 1964;
  • L'Ars compendiosa de R. Lulle, avec une étude sur la bibliographie et le Fond Ambrosien de Lulle, par Carmelo Ottaviano, Paris, Librairie philosophique J. Vrin, 1981;
  • Tommaso Campailla. Contributo all'interpretazione e alla storia del cartesianesimo in Italia, introduzione e note a cura di Domenico D'Orsi, Padova, CEDAM, 1999.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c d E. Scarcella, Dizionario Biografico degli Italiani, riferimenti in Bibliografia.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Domenico D’Orsi, Ricordo di Carmelo Ottaviano nel trigesimo della morte / Il filosofo della quarta età, in “La Sicilia”, Catania, 23.2.1980.
  • Domenico D’Orsi, Quattro anni fa moriva il filosofo Carmelo Ottaviano / Tra Socrate e Gesù, in “La Sicilia”, Catania, 24.1.1984.
  • Carmelo Ciccia, Carmelo Ottaviano e Gioacchino da Fiore, in “Le Muse”, Reggio Calabria, dicembre 2010.
  • Emilia Scarcella, «OTTAVIANO, Carmelo» in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 79, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2013.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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