Casirate d'Adda

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Casirate d'Adda
comune
Casirate d'Adda – Stemma Casirate d'Adda – Bandiera
Casirate d'Adda – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Bergamo-Stemma.png Bergamo
Sindaco Luigia Degeri (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°30′00″N 9°34′00″E / 45.5°N 9.566667°E45.5; 9.566667 (Casirate d'Adda)Coordinate: 45°30′00″N 9°34′00″E / 45.5°N 9.566667°E45.5; 9.566667 (Casirate d'Adda)
Altitudine 114 m s.l.m.
Superficie 10 km²
Abitanti 3 954[1] (31-12-2010)
Densità 395,4 ab./km²
Comuni confinanti Arzago d'Adda, Calvenzano, Cassano d'Adda (MI), Rivolta d'Adda (CR), Treviglio
Altre informazioni
Cod. postale 24040
Prefisso 0363
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 016059
Cod. catastale B971
Targa BG
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 383 GG[2]
Nome abitanti casiratesi
Patrono san Marco
Giorno festivo 25 aprile
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Casirate d'Adda
Posizione del comune di Casirate d'Adda nella provincia di Bergamo
Posizione del comune di Casirate d'Adda nella provincia di Bergamo
Sito istituzionale

Casirate d'Adda (Casiràt d'Ada in dialetto bergamasco[3], e semplicemente Casirate fino al 1863) è un comune di 3.954[1] abitanti della provincia di Bergamo.

Situato nella pianura sud-occidentale bergamasca, alla sinistra del fiume Adda, dista 25 chilometri dal capoluogo orobico.

Storiamodifica | modifica sorgente

Le origini del borgo non hanno riscontri certi, data la mancanza di ritrovamenti o reperti. Tuttavia recenti studi farebbero risalire i primi insediamenti stabili al termine dell'epoca romana, con incrementi abitativi anche nel periodo successivo, che vide l'arrivo dei Longobardi.

Il primo documento scritto che attesta l'esistenza del paese risale all'anno 774: si tratta di un testamento di un abitante di origine longobarda, tale Taido, che donava alcune delle sue proprietà alla chiesa di Santa Maria sita in loco Caseriate. Questo toponimo sembrerebbe derivare dal termine casèra, che indica un luogo ove avviene la produzione e la stagionatura del formaggio. Difatti a tal riguardo il territorio di Casirate era interessato da una notevole quantità di terreni adibiti a pascolo, che favorirono lo sviluppo caseario.

In quei secoli il borgo consisteva in poche case, raggruppate attorno alla chiesa. In ambito politico-amministrativo il paese dipendeva al Ducato di Treviglio, a cui si sostituì il comune di Milano, grazie alla diretta donazione di Federico Barbarossa, avvenuta nel 1186.

Successivamente, sempre in epoca medievale, venne posto sotto il controllo della pieve di Arzago, a cui subentrò il vescovo di Cremona. Era il periodo in cui gli scontri tra opposte fazioni (in primis tra guelfi e ghibellini) erano all'ordine del giorno, tanto che Casirate fu al centro di numerose dispute volte ad ottenerne la supremazia. Vennero edificate fortificazioni ed un castello, di cui inizialmente si appropriò la famiglia dei Torriani ed in seguito quella milanese dei Visconti.

Il paese gravitò sempre nell'orbita della città milanese, che lo diede in feudo prima alla famiglia dei Menclozzi, e poi lo aggregò al Marchesato di Caravaggio comandato dagli Sforza.
Nonostante questo, spesso si verificarono screzi con i paesi limitrofi: in primo luogo con Treviglio, centro di prima importanza della pianura bergamasca, che pretendeva il pagamento di dazi per lo sfruttamento irriguo del canale che soddisfaceva il fabbisogno agricolo di Casirate. Il piccolo paese, unito ai vicini Calvenzano e Vailate, chiese ed ottenne dai Visconti la possibilità di creare un nuovo canale d'irrigazione, tuttora utilizzato, che prese il nome di Roggia Vailata poiché attingeva alle acque dall'Adda.

Il paese vide, qualche decennio più tardi, la presenza della famiglia Blondel, a cui appartenne Enrichetta, prima moglie di Alessandro Manzoni.

Nel 1797 la Lombardia austriaca fu conquistata dalle armate napoleoniche, che proclamarono la Repubblica Cisalpina; Casirate fu inglobata nel dipartimento dell'Adda (con capoluoghi Crema e Lodi) e quindi definitivamente nel dipartimento del Serio (con capoluogo Bergamo). Anche la successiva dominazione austriaca mantenne il comune nella provincia di Bergamo, nella quale si trova ancora oggi.

Con l'avvento del regno d'Italia il paese cambiò nome, da Casirate Gera d'Adda, all'attuale Casirate d'Adda.

Infine, nel 1974, nel corso di indagini sul sottosuolo, l'ENI scoprì un giacimento di petrolio proprio nel territorio comunale di Casirate. Dopo un'iniziale periodo di euforia ci si rese conto che il quantitativo di greggio non era sufficiente a soddisfare le richieste e i sogni di ricchezza della popolazione furono ridimensionati.

Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

Numerosi sono gli edifici presenti sul territorio e degni di nota: in primo luogo la chiesa parrocchiale di Santa Maria Immacolata che, edificata nel 1790 in luogo di un precedente edificio di culto, presenta uno stile neoclassico e conserva al proprio interno affreschi e dipinti di artisti locali.

A sud del centro abitato si può visitare la chiesa di San Rocco al Lazzaretto, risalente al XVIII secolo e recentemente restaurata.

In ambito civile meritano menzione il Palazzo Paladini, casa di epoca rinascimentale in cui nacque Enrichetta Blondel, moglie di Alessandro Manzoni, ed il Palazzo Ranieri-Paladini, edificato per volere dell'arciduca Ranieri, parente del sovrano Carlo Alberto.

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[4]


Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
14 giugno 2004 in carica Luigia Degeri Lista civica Sindaco

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Popolazione residente al 31 dicembre 2012, ISTAT. URL consultato il 24 luglio 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario di Carmelo Francia, Emanuele Gambarini (a cura di), Dizionario italiano-bergamasco, Torre Boldone, Grafital, 2001. ISBN 88-87353-12-3.
  4. ^ Statistiche Istat, ISTAT. URL consultato il 30 agosto 2013.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

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