Castellaro (Italia)

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Castellaro
comune
Castellaro – Stemma
Panorama di Castellaro
Panorama di Castellaro
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Imperia-Stemma.png Imperia
Sindaco Alessandro Catitti (Lista civica "Insieme") dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 43°51′52.62″N 7°52′06.22″E / 43.864617°N 7.868394°E43.864617; 7.868394 (Castellaro)Coordinate: 43°51′52.62″N 7°52′06.22″E / 43.864617°N 7.868394°E43.864617; 7.868394 (Castellaro)
Altitudine 275 m s.l.m.
Superficie 8,69 km²
Abitanti 1 227[1] (31-12-2011)
Densità 141,2 ab./km²
Comuni confinanti Pietrabruna, Pompeiana, Riva Ligure, Taggia
Altre informazioni
Cod. postale 18011
Prefisso 0184
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 008014
Cod. catastale C143
Targa IM
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 782 GG[2]
Nome abitanti castellaresi
Patrono san Pietro in Vincoli
Giorno festivo 1º agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Castellaro
Posizione del comune di Castellaro nella provincia di Imperia
Posizione del comune di Castellaro nella provincia di Imperia
Sito istituzionale

Castellaro (Kastelà[3] oppure o Castellâ[4] in ligure) è un comune italiano di 1.227 abitanti[1] della provincia di Imperia in Liguria.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Dista dal capoluogo circa 20 km.

Storiamodifica | modifica sorgente

Scorcio del centro storico

Il nome del paese deriva da "Castellaro", una fortificazione primitiva degli antichi Liguri Montani, tipicamente costruita sulla cima di un colle, dove appunto si trova il borgo castellarese.

Le prime citazioni ufficiali di Castellaro risalgono al 1153, tramite antichi documenti rinvenuti. In particolare, in tali scritti fu sottoscritto l'atto di concessione del feudo di Castellaro dai marchesi di Clavesana, signori feudali della valle e del basso Piemonte, verso Anselmo Quaranta - o Quadraginta - un loro parente.

Nel 1228 Bonifacio de Linguilia - o Lengueglia - firmò l'atto di sottomissione verso la Repubblica di Genova, ricevendo in cambio da essa l'investitura ufficiale del feudo castellarese e del territorio circostante. Nel 1472 i signori di Linguilia divisero ii feudo in due parti e vendettero Castellaro ai fratelli Luca e Tommaso Anfreone, parenti della famiglia Spinola.

Il 28 giugno del 1561, così come altre località liguri del ponente ligure, anche il borgo subì l'attacco improvviso dei pirati saraceni - comandati dal pirata Ulug Alì - che saccheggiarono a lungo il paese, uccidendo tre persone e rapendone una ventina. Nonostante il borgo fosse sotto il controllo feudale degli Spinola - residenti a Genova - non furono mandate truppe o soldati per la difesa del feudo, lasciando in pratica libero passaggio ai pirati che ovviamente ne approfittarono.

Nei secoli successivi il feudo scatenò accese guerre politiche tra gli eredi degli Spinola sulla corretta eredità e supremazia del paese fino al 1695 quando divenne territorio di Maria Brigida Spinola, moglie del marchese Marc'Antonio Gentile. Dai nuovi signori feudatari gli abitanti ottennero numerosi vantaggi, al contrario delle presunte prepotenze degli Spinola, arrivando in pratica ad una indipendente gestione del borgo. I Gentile rimasero proprietari del feudo fino all'invasione di Napoleone Bonaparte nel 1797, anno in cui tutti i feudi liguri furono aboliti dal nuovo governo della Repubblica Ligure (1805).

Nel 1815 Castellaro fu annesso al Regno di Sardegna e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Argentina Armea, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[5] e in vigore dal 1º maggio 2011[6].

Simbolimodifica | modifica sorgente

Castellaro (Italia)-Stemma.png
« Inquartato: nel PRIMO, di rosso, all'olivo sradicato, d'oro, con dodici frutti, d'argento; nel SECONDO, d'argento, alla croce a bracci rossi; nel TERZO, d'azzurro, al castello in argento, merlato alla ghibellina, murato di nero, con due torri riunite a cortina di muro, poggiante su una pianura verde; nel QUARTO, d'oro, al tralcio di vite verde, posto in banda, con due grappoli d'uva, pampini e due foglie »
(Descrizione araldica dello stemma[7])


Monumenti e luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

La chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli nel centro storico di Castellaro

Architetture religiosemodifica | modifica sorgente

  • Chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli. Eretta nel 1619, ove originariamente sorgeva l'antico castello, contiene tra i diversi oggetti sacri due crocifissi, di cui uno dello scultore Anton Maria Maragliano.
  • Oratorio dell'Assunta, situato nella piazza della parrocchiale.
  • Santuario di Nostra Signora di Lampedusa. Distante dal centro abitato di Castellaro, circa un chilometro, vi si giunge percorrendo una strada fiancheggiata sulla sinistra dalle quindici cappellette o edicole, rappresentanti i misteri della Via Crucis. L'opera di edificazione iniziò nel 1602 per poi concludersi nel 1619. Il quadretto raffigurante la Vergine Maria, posto sull'altare maggiore, proviene proprio dall'isola di Lampedusa ove vi fu fatto prigioniero un cittadino di Castellaro - Andrea Anfosso - dai pirati barbareschi. Secondo la tradizione locale l'uomo, dopo aver fatto promesso di voto alla Vergine, riuscì a liberarsi dalla prigionia facendo così ritorno nel paese d'origine portandosi con sé il quadretto mariano, utilizzando la tela come una vela.
  • Chiesa di San Michele Arcangelo presso il cimitero.
  • Chiesa di San Bernardo di Chiaravalle nella parte alta dell'abitato.
  • Chiesa della Madonna del Carmine.

Architetture civilimodifica | modifica sorgente

  • Palazzo dei Gentile. Il palazzo marchesale fu costruito dalla famiglia feudale dei Gentile di fronte alla torre del castello. Oggi l'edificio è di proprietà del comune di Castellaro.
  • Palazzo Arnaldi del XIX secolo, edificato in stile neogotico.

Architetture militarimodifica | modifica sorgente

Il palazzo Arnaldi

Dell'antico castello rimangono ad oggi solo i resti della torre difensiva a pianta semicircolare.

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[8]


Etnie e minoranze stranieremodifica | modifica sorgente

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2011[9] i cittadini stranieri residenti a Castellaro sono 44, pari al 3,59% della popolazione comunale.

Culturamodifica | modifica sorgente

Piazza Giuseppe Garibaldi nel centro storico castellarese

Eventimodifica | modifica sorgente

Economiamodifica | modifica sorgente

La principale risorsa economica del comune proviene dalla coltivazione dei fiori ed in misura minore dall'olivicoltura e della vite.

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica sorgente

Strademodifica | modifica sorgente

Castellaro è situata lungo la strada provinciale 51. Il comune non è raggiungibile direttamente tramite autostrada, pertanto il casello autostradale di Arma di Taggia sull'autostrada A10 è l'uscita consigliata per raggiungere la destinazione.

Ferroviemodifica | modifica sorgente

La stazione di Taggia-Arma è la fermata ferroviaria più vicina sulla linea Genova-Ventimiglia nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Il municipio nel centro storico
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Giovanni Battista Dario Roggero Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Giovanni Battista Dario Roggero Democrazia Cristiana Sindaco
1995 1999 Gianfranco Anfossi Lista civica di Centro Sindaco
1999 2004 Gianfranco Anfossi Lista civica di Centro Sindaco
2004 2009 Alessandro Catitti Lista civica di Centro-sinistra Sindaco
2009 in carica Alessandro Catitti Lista civica di Centro-sinistra Sindaco

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 167.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  6. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  7. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2011. URL consultato il 15 gennaio 2014.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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