Castello di Salorno

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Castello di Salorno
Haderburg
Il Castello di Salorno
Il Castello di Salorno
Mappa di localizzazione: Trentino-Alto Adige
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Città Bolzano
Coordinate 46°14′08.62″N 11°12′22.08″E / 46.235728°N 11.206133°E46.235728; 11.206133Coordinate: 46°14′08.62″N 11°12′22.08″E / 46.235728°N 11.206133°E46.235728; 11.206133
Informazioni generali
Tipo Castello
Termine costruzione 1222
Proprietario attuale Barone Ernesto Rubin de Cervin Albrizzi
Visitabile Si

senza fonte

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Il Castello di Salorno (in tedesco Haderburg) è un piccolo castello che si trova arroccato su di uno spuntone, sopra all'omonimo paese di Salorno, nella Bassa Atesina, in Alto Adige.

La storiamodifica | modifica sorgente

Una delle torri del castello

Il Castello fu costruito secondo alcuni nella prima metà del tredicesimo secolo, secondo altre tesi attorno al 1150senza fonte (di certo la prima citazione è del 1222[1]), dai signori di Salorno da cui il nome di Castello di Salorno (Burg Salurn, solo più tardi venne chiamato Haderburg). Successivamente il castello diventò del Conte Mainardo II di Tirolo-Gorizia, e poi, nel XIV secolo, della casata degli Asburgo. L'imperatore Federico III nel 1463 infeudò del castello e giudizio il nobile tirolese Hans von Spaur.[2] Nell'anno 1514 l'Imperatore Massimiliano d'Asburgo decise di rafforzare le fortificazioni a monte del castello.

Negli anni, il castello perse il suo significato strategico, e quindi fu abbandonato a se stesso già dopo la seconda metà del XVI secolo.

Nell'anno 1648 il castello fu acquisito dai Conti Zenobio, provenienti dal Veneto.

Al castello nell'arco della sua storia ha ospitato alcuni illustri personaggi, come nel 1551, Melantone uno dei più stretti collaboratori di Martin Lutero, ed il pittore Albrecht Dürer.

Nella sua pluricentenaria storia, il castello ha subito delle sostanziali modifiche, ampliamenti e vari rifacimenti. Interessante e particolare è la disposizione del castello, che è stato costruito su 2 pinnacoli rocciosi, che si vanno a distaccare dalla parete verticale del monte Gaier (Geiersberg). I due pinnacoli sono collegati tra di loro da un ponte levatoio.

Il castello oggimodifica | modifica sorgente

Negli ultimi anni (2001-2003) l'attuale proprietario (il Barone Ernesto Rubin de Cervin Albrizzi) ha voluto effettuare un restauro del castello, che è stato possibile anche grazie all'aiuto economico della Provincia autonoma di Bolzano ed il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano.

Come raggiungerlomodifica | modifica sorgente

Il castello è ben visibile anche da lontano, in quanto è arroccato sopra uno spuntone roccioso, sopra al paese di Salorno. Raggiunto l'ampio parcheggio che si trova ai piedi del castello, si percorre il "Sentiero delle Visioni" (Weg der Visionen), di circa 890 metri di lunghezza, e percorribile in comodità in venti minuti.

Il castello è visitabile solitamente tra aprile e ottobre, il venerdi, sabato e domenica, e nelle principali festività.

Nel cortile del castello si trova un piccolo bar, dove è possibile trascorrere stupende serate al chiarore di luna.

La saga "La vecchia cantina di vini vicino a Salorno"modifica | modifica sorgente

Il castello è il luogo in cui recita la saga "La vecchia cantina di vini vicino a Salorno" (Der alte Weinkeller bei Salurn), contenuta nella raccolta "Saghe tedesche" (Deutsche Sagen) dei Fratelli Grimm (primo volume, saga numero 15).

Nella saga Christoph Patzeber visitò nell'anno 1688 le rovine del vecchio castello di Salorno e trovò una cantina sotterranea con 18 botti riempite di ottimo vino. L'uomo si versò del vino, ma quando si voltò per andare, vide tre vecchi, seduti attorno ad un tavolo. Su questo c'era una piccola lavagna, sulla quale avevano scritto qualcosa con un gessetto. I vecchi diedero a Patzeber il permesso di andarsene e di tornare quando voleva per prendersi altro vino. Così fece per un anno. Quando arrivarono a trovarlo tre vicini, l’uomo li servi del vino. Questi pensarono che Patzeber abbia ottenuto il vino in modo non lecito e lo denunciarono di conseguenza. L’uomo racconto poi al giudice dove approvvigionava il vino e fu così assolto. Quando poi tornò al castello per prendere del nuovo vino, non trovò più la cantina. Invece fu picchiato da una mano invisibile e cadde quasi morto al suolo. Patzeber vide nuovamente i tre vecchi che tracciarono una croce sulla lavagnetta. L’uomo si trascinò di ritorno in città, dove morì dieci giorni dopo.[3]

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Walter Landi, Haderburg - il castello di Salorno, Ratisbona, Schnell & Steiner, 2010. ISBN 978-3-7954-2164-9
  • (DE) Walter Landi, Haderburg, Tiroler Burgenbuch, vol. X: Überetsch und Südtiroler Unterland, Bolzano, Athesia, 2011, pp. 387-404. ISBN 978-88-8266-780-1

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Hanspaul Menara, Passeggiate del Sudtirolo. 80 percorsi brevi tra Ortles e Dolomiti, Bolzano, Athesia, 2006, pp. 104-105. ISBN 8882663639.
  2. ^ Il documento di investitura a Hans von Spaur del 1463
  3. ^ Libro "Deutsche Sagen" di Jacob Grimm e Wilhelm Grimm trovato su Google libri

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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