Castiglia e León

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Castiglia e León
Comunità autonoma
Castilla y León
Castiglia e León – Stemma Castiglia e León – Bandiera
Dati amministrativi
Stato Spagna Spagna
Capoluogo Valladolid (de facto)
Presidente Juan Vicente Herrera Campo (PP) dal 2007
Data di istituzione 2 marzo 1983
Territorio
Coordinate
del capoluogo
41°39′07.13″N 4°43′42.82″W / 41.651981°N 4.728561°W41.651981; -4.728561 (Castiglia e León)Coordinate: 41°39′07.13″N 4°43′42.82″W / 41.651981°N 4.728561°W41.651981; -4.728561 (Castiglia e León)
Superficie 94 223 km²
Abitanti 2 553 301 (2008)
Densità 27,1 ab./km²
Province 9
Comuni 2236
Altre informazioni
Lingue spagnolo, leonese
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 ES-CL
Nome abitanti (IT) castiglianoleonesi
(ES) castellanoleoneses
Localizzazione

Castiglia e León – Localizzazione

Sito istituzionale

La Castiglia e León (in spagnolo Castilla y León, in leonese Castiella y Lleòn) è una comunità autonoma della Spagna. È composta dall'unione di due antichi regni: la Vecchia Castiglia e il Regno di León. È stata costituita il 2 marzo 1983.

Geografiamodifica | modifica sorgente

Il territorio della comunità autonoma occupa la parte settentrionale della meseta della penisola Iberica e coincide con la parte spagnola del bacino del Duero. È composta da nove province: Ávila, Burgos, León, Palencia, Salamanca, Segovia, Soria, Valladolid e Zamora. È la comunità autonoma più estesa della Spagna e la terza dell'Unione Europea.[1]

« La comunità autonoma di Castiglia e León nasce dalla moderna unione dei territori storici che diedero nome alle antiche corone di León e Castiglia. »
(Estatuto de Autonomía de Castilla y León[2])

Lo Statuto di Autonomia di Castiglia e León definisce una serie di valori essenziali e simboli degli abitanti della regione, come il patrimonio linguistico (alludendo alla lingua castigliana e al resto delle lingue parlate nella comunità: il leonese e il galiziano) o il suo patrimonio storico, artistico e naturale. Tra i simboli si trovano il blasone, la bandiera, l'insegna e l'inno, mentre la festa regionale viene fissata il 23 aprile, in ricordo della sconfitta subita dagli eserciti delle Comunità di Villa e Tierra castigliane nella battaglia di Villalar durante i Comuneros, nel 1521.

Uno dei vanti regionali è che in Castiglia e León si trova oltre il 60% di tutto il patrimonio (architettonico, artistico etc.) esistente in Spagna.[3] Si tratta di: 8 beni Patrimonio dell'Umanità, 112 insiemi storici, 400 musei e 300 castelli, dei quali 16 considerati di alto valore storico,[4][5] 11 cattedrali e la più grande concentrazione di arte romanica del mondo.[6]

Secondo i dati dell'Istituto nazionale di statistica spagnolo del 2007, il suo Indice di sviluppo umano (0.965),[7] è il 4º più alto in Spagna e si trova davanti a Paesi come Olanda, Svezia e Francia.[8]

Organizzazione del territoriomodifica | modifica sorgente

La Castiglia e León confina a nord con le Asturie e la Cantabria, a est con i Paesi Baschi, La Rioja e l'Aragona, a sud-est con la comunità di Madrid e la Castiglia-La Mancia, a sud con l'Estremadura, e a ovest con Portogallo (regioni Centro e Nord) e Galizia.

Dal 1991 viene riconosciuta la regione del Bierzo per le caratteristiche geografiche, sociali, storiche ed economiche.

Istituzioni regionalimodifica | modifica sorgente

Lo Statuto di Autonomia non stabilisce espressamente una capitale. Inizialmente il parlamento regionale si stabilì provvisoriamente a Burgos, mentre si discuteva la possibilità che la capitale fosse Tordesillas: alla fine il parlamento venne stabilito temporalmente nel castello di Fuensaldaña.

Sede del Parlamento di Castiglia e León

Nel 1987 si decise infine di stabilire che la Junta de Castilla y León —il consiglio regionale—, il Presidente ed il parlamento regionale —l'organo legislativo— si stabilissero a Valladolid, mentre il Tribunale regionale avrebbe avuto sede a Burgos. Questo permette di considerare come capitali de facto Valladolid, in termini politici e legislativi, e Burgos, in termini giudiziari. Le principali istituzioni regionali sono:

Patrimonio linguisticomodifica | modifica sorgente

Attraverso la regione passa gran parte del Cammino della Lingua Castigliana, indice dell'importanza della regione nella nascita e nel successivo sviluppo del castigliano. Nel Monastero di Santo Domingo de Silos si conservano il Codice di Silos (1109) e le glosse silensi (fine dell'XI secolo). Anche il Codice di Cardeña si trova in Castiglia. Lo stesso Statuto di Autonomia della comunità autonoma menziona i Cartolari di Valpuesta come una delle culle del castigliano. L'Istituto Castigliano e Leonese della Lingua si incarica di realizzare diversi lavori scientifici al riguardo.

Oltre al castigliano, in Castiglia e León si parlano altre tre lingue o varietà linguistiche in zone circoscritte della regione: il leonese, oggetto di protezione specifica per il suo particolare valore all'interno del patrimonio linguistico regionale, il galiziano che godrà del rispetto e della protezione in cui si utilizza abitualmente (fondamentalmente, nelle zone del Bierzo e Sanabria limitrofi alla Galizia). Inoltre, nella zona del Rebollar (in provincia di Salamanca), si parla una versione di extremeño[9] conosciuta come Parlata del Rebollar.

Geografiamodifica | modifica sorgente

Rilievimodifica | modifica sorgente

La morfologia della Castiglia e León è formata in gran parte, dalla Meseta e da una cintura di rilievi montuosi. La Meseta è un altopiano la cui altitudine media vicina agli 800 m, coperta da sedimenti argillosi depositati che hanno dato luogo ad un paesaggio secco ed arido.

Seguendo la morfologia della zona, a nord si osservano le montagne di Palencia e León con cime alte e slanciate e le montagne di provincia di Burgos, divise a metà dalla gola di Pancorbo, storica via di comunicazione tra i Paesi Baschi e la Castiglia. La parte nord di questi rilievi appartiene alla Cordigliera Cantabrica e arriva fino alla città di Burgos. La zona est-sud-est appartiene invece al Sistema Iberico. Nella parte nord-ovest si trovano i rilievi montagnosi di Zamora, con cime addolcite dall'erosione. Ad est, tra le montagne soriane, si può apprezzare il Sistema Iberico, presieduto dal Moncayo, la cima più alta. Separando la Meseta settentrionale da quella meridionale, a sud, si alza il Sistema Central con la Sierra de Gata e la Sierra de Gredos a ovest e la Sierra de Guadarrama e la Sierra de Ayllón a est.

Evoluzione geologicamodifica | modifica sorgente

La Meseta settentrionale è costituita da zoccoli paleozoici. All'inizio dell'Era Secondaria, una volta terminato l'Orogenesi ercinica che elevò l'attuale Centroeuropa e la zona galiziana della Spagna, i materiali depositati furono trascinati dall'azione erosiva dei fiumi.

Durante l'Orogenesi alpina, i materiali che formavano la meseta si ruppero in vari punti. Da questa frattura si originarono i monti di León, con rilievi di modesta altitudine e la spina dorsale della Meseta: la Cordigliera Cantabrica e il Sistema Centrale, formato da materiali come il granito o l'ardesia metamorfica.

Questa configurazione geologica ha permesso affioramenti di acque mineral-medicinal e/o termali, utilizzati ora come nel passato, in Almeida de Sayago, Boñar, Calabor, Caldas de Luna, Castromonte, Cucho, Gejuelo del Barro, Morales de Campos, Valdelateja e Villarijo, tra gli altri.

Fiumimodifica | modifica sorgente

Il Duero

Il principale bacino idrografico di Castiglia e León è costituito dal fiume Duero e dai suoi affluenti. Dalla sua sorgente nei Picos de Urbión, in provincia di Soria, fino alla sua foce di Oporto (Portogallo), il Duero percorre 897 km. Dal nord discendono il Pisuerga, il Valderaduey e l'Esla, i suoi affluenti di maggior portata e dall'est, con meno acqua, spiccano l'Adaja e il Duratón. Oltrepassata la città di Zamora, il Duero si infila tra le montagne degli Arribes, formando in confine con il Portogallo. Dalla riva sinistra giungono importanti affluenti come il Tormes, l'Huebra, l'Águeda, il Côa e il Paiva, tutti provenienti dal Sistema Centrale. Dalla riva destra si uniscono il fiume Sabor, il Tua e il Támega, nati nel massiccio Galiziano. Superati gli Arribes, il Duero svolta verso ovest, addentrandosi in Portogallo fino a sfociare nell'Oceano Atlantico.

Oltre al bacino del Duero, troviamo quello dell'Ebro tra Palencia, Burgos e Soria (fiume Jalón), quello del Miño in provincia di León, del Tajo in provincia di Salamanca (fiume Alagón) e quello Cantabrico nelle provincie attraversate dall'omonima Cordigliera.

Fiumi e capoluoghi di provincia attraversatimodifica | modifica sorgente

Il Duero passando attraverso Zamora
Il Tormes passando attraverso Salamanca
Capoluogo attraversato Fiume Foce Altre località attraversate
Ávila Adaja Duero presso Villamarciel Tordesillas e Arévalo
Burgos Arlanzón Arlanza Arlanzón (Burgos), Pampliega
León Bernesga Esla La Robla
Palencia Carrión Pisuerga presso Dueñas Guardo e Carrión de los Condes
Salamanca Tormes Duero presso Fermoselle Guijuelo e El Barco de Ávila
Segovia Eresma Adaja presso Matapozuelos Coca
Soria e Zamora Duero Oceano Atlantico presso Oporto Almazán, Aranda de Duero, Toro, Tordesillas, Aldeadávila de la Ribera e Vilvestre
Valladolid Pisuerga Duero presso Geria Aguilar de Campoo, Cervera de Pisuerga, Venta de Baños, Dueñas, Tariego de Cerrato e Simancas

Laghi bacini artificialimodifica | modifica sorgente

Oltre ai fiumi, il bacino del Duero ospita una gran quantità di laghi e come la Laguna Negra, nei Picos de Urbión, la Laguna Grande, nella zona di Gredos, il Lago di Sanabria, in provincia di Zamora o la Laguna de la Nava in provincia di Palencia. Spicca anche una grande quantità di laghi artificiali, alimentati dalle acque pluviali e dallo scioglimento delle nevi. Castiglia e León, nonostante le scarse precipitazioni atmosferiche, è così una delle comunità autonome spagnole i cui bacini sono più ricchi d'acqua.

Molti di questi laghi naturali costituiscono una risorsa economica, attraendo il turismo rurale e favorendo la conservazione degli ecosistemi. Il Lago di Sanabria è stato il primo a in tali iniziative.

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Climamodifica | modifica sorgente

Il clima della Castiglia e León viene definito clima mediterraneo continentalizzato, caratterizzato da inverni lunghi e freddi, con temperature medie tra 4 e 7 °C a gennaio ed estati corte e calde (medie da 19 a 22º). Si conservano però i tre-quattro mesi di estate secca, tipici del clima mediterraneo. La scarsa piovosità, 450–500 mm annuali, risulta essere più intensa nelle zone più basse.

Fattori climatici

Le catene montuose fermano i venti e con essi le precipitazioni; perciò le piogge cadono poco uniformemente nella regione. Si va dai 450 mm annuali nel centro del bacino del Duero ai 1.500 mm delle zone occidentali dei monti di León e della cordigliera cantabrica.

L'altitudine della Meseta e delle sue montagne accentua l'escursione termica sia annua che diurna.

Regioni climatiche

Si distinguono diversi microclimi all'interno della regione:

  • Al nord, nella parte più elevata della cordigliera Cantabrica, si apprezza un clima atlantico, di inverni miti ed estati tiepide, mentre nelle zone meno elevate della catena montuosa si registrano condizioni tipiche delle regioni montane atlantiche, con inverni molto freddi.
  • La parte centrale della Meseta è dominata del clima mediterraneo continentale, con estati calde e inverni particolarmente rigidi, eccetto nella parte orientale di Zamora, dominata da un clima ancor più secco.
  • Nelle zone montuose a nord-est, est e sud il clima è tipicamente montano mediterraneo, con piogge scarse, estati calde e inverni freddi.

Storiamodifica | modifica sorgente

La comunità autonoma di Castiglia e León venne creata nel 1983 dall'unione di 9 provincie. Tre appartenevano alla Regione di León e sei che formavano la Vecchia Castiglia, con Santander (attualmente Cantabria) e Logroño (attualmente La Rioja).

Castiglia e León nella Storiamodifica | modifica sorgente

Diversi giacimenti archeologici dimostrano come la regione fosse abitata già nella Preistoria. La ossa di antenati dell'homo sapiens rinvenute in gran quantità nella Sierra di Atapuerca, costituiscono un ritrovamento molto importante nel tentativo di ricostruire la storia dell'evoluzione umana. La scoperta più importante che ha dato il sito alla fama internazionale è quello dei resti dell'Homo heidelbergensis.

Prima dell'arrivo dei romani, la regione era occupata da diversi popoli celtici: i Vaccei, gli Autrigoni, i Vetoni, gli Asturi ed i Celtiberi.

Appena arrivate, le truppe romane si scontrarono coi popoli autoctoni. Da menzionare la resistenza di Numancia, vicino all'attuale Soria.

La romanizzazione fu però un processo inarrestabile e ancor oggi possiamo ammirare alcune delle grandi opere portate a termine dai romani, primo su tutti l'acquedotto di Segovia.

Con la caduta dell'Impero Romano le terre furono occupate dalle tribú visigote. Il successivo arrivo dei musulmani e la "reconquista" hanno molto a che vedere con l'attuale situazione della penisola Iberica. Nella zona montuosa delle attuali Asturie si formò un piccolo regno cristiano in continuo scontro con gli stati musulmani presenti nella penisola iberica, richiamandosi alla tradizione visigoto-romana e al cristianesimo. Progressivamente, il regno cristiano si espanse verso Sud, spostando la propria capitale a León, e sancendo così la nascita del Regno di León. Per favorire la ripopolazione della terre sottratte agli stati musulmani, i monarchi concedevano i "Fueros".

Nel 1188 la Basilica di San Isidoro di León fu la sede del primo parlamento della sotira d'Europa, con la partecipazione del Terzo Stato. Il re che le convocò fu Alfonso IX.

La base giuridica era il diritto romano, per cui i re volevano sempre più potere, come gli imperatori romani. Già con Alfonso X era chiaro che il re non voleva essere un primus inter pares, ma la fonte di tutte le leggi.

Contemporaneamente, una contea del regno cristiano di León iniziava ad ottenere sempre più autonomia e ad espandersi. Si tratta della primogenita Contea di Castiglia, che crescerà fino a diventare un vero regno di grande importanza tra i regni della penisola. Il primo Conte di Castiglia fu Fernán González.

León e la Castiglia continuarono ad espandersi verso sud, oltre il Duero, nella lotta contro l'occupazione islamica. In pieno Medioevo i cantori narrano le grandi storie dei nobili cristiani che lottavano contro il nemico musulmano. Ciononostante, i re cristiani e musulmani intrattenevano relazioni diplomatiche. Un chiaro esempio fu il Cid Campeador, archetipo del cavaliere medioevale cristiano, che combatteva sia per i re cristiani che per quelli musulmani.

Le basi dell'unificazione dinastica dei regni di Castiglia e León, separate solo da sette decenni, erano state poste nel 1194. Alfonso VIII e Alfonso IX firmarono a Tordehumos il trattato di pace della Tierra de Campos e si ponevano le basi per la futura riunificazione dei regni Template:Cita requerida, consolidata nel 1230 con Fernando III, il Santo. Questo accordo è passato alla storia come il Trattato di Tordehumos.
Già con Fernando III, Castiglia e León si unirono definitivamente in uno stesso regno e anche prima erano appartenute allo stesso regno per alcuni periodi.

La reconquista culminò con la resa del Reino Nazarí de Granada. Nello stesso periodo i re avevano ottenuto un gran potere, trattandosi dell'epoca delle monarchie autortarie.

Con la scoperta dell'America Castiglia e León ottenne un grande ruolo nell'ambito giuridico-universitario e teologico. Burgos, Valladolid e Salamanca sono le tre città in cui si sviluppò tutta la legislazione delle Indias, e si discusse sui precetti del diritto internazionale, sulla teologia e sulla situazione degli indigeni americani. Si parla di Francisco de Vitoria, Bartolomé de las Casas, Fernando Vázquez de Menchaca e leggi come quelle di Burgos o Valladolid.

A causa dell'incapacità dell'ultima regina Trastámara, Juana I, e dell'arrivo della dinastia degli Asburgo, la Castiglia cadde in una guerra civile: la guerra delle comunità. I monarchi austro-borgognesi erano infatti apportatori di una visione imperiale mal vista dai castigliani. I nuovi monarchi volevano infatti non solo una monarchia autoritaria, ma Assoluta, e i Cortes Medievales rappresentati dai 3 stati non facevano che ostacolarli nella lotta per il potere.

Finalmente i "comuneros" furono sconfitti e gli Asburgo affermarono il loro potere, formando uno dei maggiori imperi mai esistiti sulla Terra. I privilegi fedali scomparirono dalla penisola e i re ottennero il potere anche in Aragona, omogeneizzando l'attuale Spagna.

Como Día de Castilla y León è stato scelto il 23 april, giorno in cui, nel 1521, los comuneros castellanos furono sconfitti. Dalla fine del decennio decine di migliaia di castigliani e leonesi si trovano a Villalar de los Comuneros (privincia di Valladolid), per festeggiare. Come precedente storico si cita l'omaggio reso da El Empecinado ai "comuneros" nel 1821 a Villalar.

Dopo la Guerra Civile Spagnola (1936-1939) le zone rurali dell'attuale Castiglia e León sperimentarono una perdita di abitanti in conseguenza dell'emigrazione verso le grandi città (Madrid, Barcellona, Bilbao, etc.) o all'estero (Germania, Francia e Svizzera tre gli altri). La nascita di un potente nucleo industriale a Valladolid, grazie alla fabbrica di automobili Renault e dell'ingegniere Manuel Jiménez Alfaro, spinse industrialmente la regione, frenando il calo demografico. Ciononostante, la dinamica attuale continua a dimostrarsi preoccupante nell'insieme della regione, dato che le tendenze generali continuano ad essere vicine alla spopolazione, ad eccezione della città di Valladolid.

Economiamodifica | modifica sorgente

Il PIL pro capite della Castiglia e León è di € 23.361, simile a quello del Veneto (23.187 €).senza fonte

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Geografía de Castilla y León
  2. ^ Preámbulo del Estatuto de Autonomía de Castilla y León
  3. ^ (ES) Objetivos - Fundación Las Edades del Hombre in lasedades.es. URL consultato il 15 novembre 2010.
  4. ^ (ES) Unos 300 castillos se abren al público para ser conquistados in ABC. URL consultato il 15 novembre 2010.
  5. ^ (ES) Javier Gómez, Ruta de castillos en Castilla y León in locuraviajes.com. URL consultato il 15 novembre 2010.
  6. ^ (ES) Catedrales y Colegiatas de Castilla y León in Arteguias. URL consultato il 15 novembre 2010.
  7. ^ (ES) DESARROLLO HUMANO EN ESPAÑA. 1980-2007 in ivie.es. URL consultato il 15 novembre 2010.
  8. ^ (ES) Cataluña pierde posiciones en desarrollo humano in vozbcn.com. URL consultato il 15 novembre 2010.
  9. ^ Hablas de Extremadura: Frontera Leonesa.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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