Cavagnolo

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Cavagnolo
comune
Cavagnolo – Stemma Cavagnolo – Bandiera
La facciata della Chiesa di San Secondo al Cimitero.
La facciata della Chiesa di San Secondo al Cimitero.
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Sindaco Mario Corsato (lista civica Unione Cavagnolese) dall'08/05/2012
Territorio
Coordinate 45°09′00″N 8°03′00″E / 45.15°N 8.05°E45.15; 8.05 (Cavagnolo)Coordinate: 45°09′00″N 8°03′00″E / 45.15°N 8.05°E45.15; 8.05 (Cavagnolo)
Altitudine 155 m s.l.m.
Superficie 12,37 km²
Abitanti 2 408[1] (31-12-2010)
Densità 194,66 ab./km²
Frazioni Bricchetto, Casa Are, Casa Mosso, Casa Ostino, Casa Porta, Montechiaro, Piana, Pomaretto, Praie, Punto Verde, Scallaro, Valentino, Valminore, Villa
Comuni confinanti Brusasco, Lauriano, Monteu da Po, Moransengo (AT), Tonengo (AT)
Altre informazioni
Cod. postale 10020
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001069
Cod. catastale C369
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti cavagnolesi
Patrono sant'Eusebio
Giorno festivo 1º agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Cavagnolo
Localizzazione del Comune di Cavagnolo nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Cavagnolo nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Cavagnolo (Cavagneul in piemontese) è un comune di 2.286 abitanti della provincia di Torino, situato all'estrema punta orientale della provincia, sulle colline del Monferrato settentrionale, a 47 km da Torino.

Stemmamodifica | modifica sorgente

Lo stemma di Cavagnolo

Lo stemma del paese rappresenta uno scudo diviso da una linea orizzontale: nella parte superiore viene rappresentata un'aquila su sfondo blu, simbolo della fondazione del paese in epoca romana; nella parte inferiore viene rappresentata una capanna. I colori cavagnolesi sono tradizionalmente il blu e il giallo, come nella divisa della squadra di calcio locale.

Etimologia del nomemodifica | modifica sorgente

Cavagnolo deriva il suo nome dalla parola celtica Cabanne, che tradotta significa piccola e bassa casa con annesso piccolo podere, anche se non è escluso che il nome derivi dalla parola latina Cabannolum, che tradotta significa capanna, riparo. Infatti il simbolo di Cavagnolo è proprio un'aquila, simbolo del potere romano, sovrastante una capanna di legno.

Geografiamodifica | modifica sorgente

Il tratto cavagnolese del fiume Po.

Il comune di Cavagnolo è situato nel Monferrato settentrionale. La maggior parte del territorio cavagnolese è collinare ma la maggiore densità abitativa si raggiunge a Pomaretto, frazione della pianura. È attraversato dal rio Trincavenna, che divide Cavagnolo da Brusasco, e il Rio di Santa Fede, che prende il nome dall'Abbazia omonima. Inoltre, per un piccolo tratto, anche il Po attraversa il territorio del Comune di Cavagnolo. Il comune ha un'estensione di 12 km² e dista una trentina di chilometri da Torino, capoluogo di provincia. Confina con la provincia di Asti e con i comuni di Brusasco, Lauriano, Monteu da Po, Moransengo e Tonengo, gli ultimi due in territorio astigiano.

Storiamodifica | modifica sorgente

L'etimologia del nome indica che Cavagnolo esisteva già all'epoca dei celti. Fu sottomessa poi dai romani, che svilupparono il centro in pianura. Testimonianza del centro abitato romano è il fatto che nella carta murale del Piemonte presente in Vaticano, nella Galleria delle carte geografiche (sull'itinerario dei Musei Vaticani che porta alla Cappella Sistina), Cavagnolo viene rappresentata con il nome di "Cabannolum".

Prima del X secolo, Cavagnolo faceva parte del Marchesato d'Ivrea, ma verso la fine dell'XI secolo passò alla Chiesa di Vercelli. Quest'ultima alcuni anni dopo lo diede in fondo al marchese del Monferrato Guglielmo IV, fondo che nel 1164 fu confermato da Federico I Barbarossa, concedendo a Guglielmo IV il titolo di Conte di Cavagnolo e Signore di Scallaro.

Nel 1215 Guglielmo IV lo cedette a Uguccione, Vescovo di Vercelli, quale compenso per aver scongiurato la guerra incombente tra i vercellesi e il medesimo Guglielmo IV, ma nel 1224 Cavagnolo ritornò sotto il Monferrato. In questo tempo si vide questo comune governato dai Signori Vassalli di Guglielmo, i quali non portavano altro nome che quello di Signori del luogo. Essi formavano una specie di Consiglio Comunale: a loro era affidato il compito di dirimere le piccole questioni che sorgevano tra gli abitanti del luogo. Nella metà del XII secolo i monaci Benedettini di Sainte-Foy-de-Conque (Alvernia-Francia) fondarono l'Abbazia di Santa Fede. Nel 1333 Cavagnolo ritornò alla dipendenza del Vescovo di Vercelli, comme appare da un documento dell'archivio comunale.

Nel 1612, con la morte di Francesco Gonzaga, marchese del Monferrato, si accese una grave questione tra Carlo Emanuele I, Duca di Savoia, e la Spagna. Suo figlio Vittorio Amedeo I, per mediazione della Francia, ottenne un trattato di pace con la Spagna, che fu firmato a Cherasco il 6 aprile 1631: così Cavagnolo entra a far parte del Regno sabaudo. Da questo momento in poi inizia lo sviluppo urbanistico cavagnolese: infatti gli abitanti del luogo iniziano a trasferirsi dal castello in collina alla pianura, dove nascono nuovi nuclei urbanistici come Bricchetto, Piana e Casa Mosso.

Stemma del Comune di Brusasco–Cavagnolo

Da quell'epoca sino alla caduta di Napoleone I, Cavagnolo fece parte della provincia di Asti e, ritornato in Piemonte il Duca di Savoia, fu assegnato alla provincia di Torino. Nel 1900 a Cavagnolo fu fondata una Cassa Rurale Internazionale, la prima in tutta Italia. Nel 1912 fu inaugurata la ferrovia che univa Cavagnolo ad Asti e a Chivasso.

Nel 1928, Benito Mussolini unì Cavagnolo ai paesi limitrofi Brozolo, Brusasco, Marcorengo (oggi frazione del comune di Brusasco) e Moransengo. Nel 1957 il comune di Cavagnolo riacquista l'autonomia dai comuni limitrofi. Il comune di Cavagnolo è noto tristemente per le vittime dell'amianto in quanto ospitò la fabbrica Eternit.

Monumenti ed edificimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Abbazia di Santa Fede e Chiesa di San Secondo al Cimitero.
La facciata dell'Abbazia di Santa Fede

L'Abbazia di Santa Fede costruita nel XII secolo, è una testimonianza significativa dell'arte romanica in Piemonte. Una tradizione locale cita San Mauro come fondatore dell'abbazia, ipotesi non escludibile. Molto probabilmente l'abbazia fu eretta dai monaci Benedettini di Sainte-Foy in Francia nel 1100 circa. La più antica testimonianza dell'abbazia risale al 1281. Nel 1477 l'abbazia, sotto il vescovo di Casale, fu eretta a priorato. Ma la manutenzione dell'abbazia era scarsa; così nel 1728, Paolo Coardi finanziò la ristrutturazione della chiesetta (come scrive una lapide all'interno). La facciata a capanna (in mattoni e pietra arenaria) presenta tre navate; si entra da un portone sovrastato da un timpano rappresentante i vizi e le virtù umane e figure zoomorfe e floreali. All'interno le navate sono scandite da pilastri. In fondo all'abbazia si trova l'altare e l'abside. L'unica fonte di luce sono alcune fessure nelle pareti e una bifora in pietra con archi a tutto sesto situata sopra il portone d'ingresso. Durante i secoli l'Abbazia venne usata per vari scopi e consacrata e riconsacrata più volte: infatti, venne utilizzata per innumerevoli mansioni, addirittura come stalla e porcile.

Oltre all'Abbazia da segnalare sono la Chiesa di San Secondo al Cimitero, vecchia chiesa parrocchiale, il comune, situato in Pomaretto, che presenta magnifici affreschi e Villa Martini, sontuosa residenza sulle colline cavagnolesi. Cavagnolo diede i natali anche a un venerabile, Casimiro Barello, che si incamminò in pellegrinaggio da Cavagnolo ad Alcoy in Spagna, guidato dalla fede in Dio; oggi per Barello è in corso un processo di beatificazione.

Sono presenti in collina i ruderi del castello, la cui costruzione potrebbe risalire tra il 1164 e il 1167, anno in cui Federico I Barbarossa rase al suolo la fortezza e il borgo della vicina Verrua Savoia. Dalla fortezza, secondo alcuni, partirebbe un tunnel che collegherebbe i ruderi e la Rocca di Verrua.

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

L'evoluzione demografica dal 1991 al 2001 (secondo le fonti ISTAT) è rimasta inalterata con 2.281 abitanti, mentre nel 2012 Cavagnolo conta 2.404 abitanti. Questo dato dimostra la crescita costante dell'abitato. Il primo insediamento è di origine celtica, ma non ci sono tracce dell'abitato né celtico né romano. Testimonianze certe provengono dal periodo medioevale quendo i cavagnolesi andarono ad abitare intorno al castello in collina. Soltanto nell'età moderna si trasferirono in pianura, fondando la frazione Pomaretto, che oggi è la più abitata e dove ha sede il comune di Cavagnolo.

Abitanti censiti[2]


Arrivare a Cavagnolomodifica | modifica sorgente

IN AUTO

  • Da Torino: Autostrada A4 Uscita Chivasso Ovest - 1°, 2°, 3° rotonda per Asti.
  • Da Milano: Autostrada Uscita Cigliano - Seguire per Crescentino e dopo il ponte sul Po, seguire per Cavagnolo.
  • Da Asti, Alessandria: Statale 590.
  • Da Vercelli: strada delle Grange per Crescentino, quindi seguire per Cavagnolo.
  • Da Casale: ss31bis del Monferrato fino a Crescentino e seguire per Cavagnolo.

IN TRENO

  • Linea ferroviaria Chivasso-Asti: stazione di Cavagnolo-Brusasco (dopo le stazioni di San Sebastiano, Lauriano e Monteu da Po)[3]

IN AUTOBUS

  • Autolinea GTT Torino - Casale: fermata Cavagnolo

Cultura e sportmodifica | modifica sorgente

A Cavagnolo è presente una biblioteca comunale, una scuola elementare ed un asilo. Sulle colline cavagnolesi, vicino alla Chiesa di San Secondo, è edificato l'asilo Martini, un ex complesso scolastico oggi adibito a spettacoli teatrali, rassegne culturali, concorsi e mostre. Inoltre ci sono molti spazi per praticare sport: il Palazzetto dello Sport di Cavagnolo ospita le squadre di pallacanestro, pallavolo e calcetto ma anche corsi di ginnastica; al confine con Brusasco, c'è un campo da calcio dove si svolgono partite e, durante il periodo scolastico, attività sportive per gli allievi dei dintorni. Infine si può praticare anche l'ippica.

Persone legate a Cavagnolomodifica | modifica sorgente

  1. Venerabile Casimiro Barello: venerato dalla comunità locale
  2. Tenente Colonnello Lorenzo Crova: uno degli ufficiali del Quadrato di Custoza
  3. Commendador Alessandro Martini: Cavaliere del Lavoro famoso in tutto il mondo per il suo vermouth Martini

Curiositàmodifica | modifica sorgente

  • La rivalità con Brusasco: Tra i cavagnolesi e i brusaschesi vi è un'antica forma di campanilismo, dovuta anche alla vicinanza tra i due centri abitati. La rivalità nacque probabilmente nel Medioevo, quando sia a Cavagnolo sia a Brusasco era edificato un castello, governato da un signore locale. Nel 1957 questa "rivalità" portò persino allo scioglimento del comune di Brusasco-Cavagnolo, che si divise in tre comuni distinti.
  • Specialità del paese sono i Cavagnolesi, dolci a base di nocciola e cacao e venduti nel caratteristico involucro rosso

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2011 Franco Giovanni Sampò lista civica Sindaco
2011 2012 Paolo Accardi[4] - commissario prefettizio
2012 in carica Mario Corsato lista civica Unione Cavagnolese Sindaco

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ La linea ferroviaria Chivasso-Asti è una delle 12 corse ferroviarie soppresse dalla regione Piemonte alla fine di aprile 2012.
  4. ^ DETERMINAZIONE ALIQUOTE PER L’APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA – I.M.U.- ANNO 2012, decreto del commissario prefettizio 35/2012, on-line su www.comune.cavagnolo.to.it

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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