Ceggia

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Ceggia
comune
Ceggia – Stemma
L'ex zuccherificio Eridania di Ceggia.
L'ex zuccherificio Eridania di Ceggia.
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Venezia-Stemma.png Venezia
Sindaco Massimo Beraldo (lista civica) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 45°41′00″N 12°38′00″E / 45.683333°N 12.633333°E45.683333; 12.633333 (Ceggia)Coordinate: 45°41′00″N 12°38′00″E / 45.683333°N 12.633333°E45.683333; 12.633333 (Ceggia)
Altitudine 3 m s.l.m.
Superficie 21,96 km²
Abitanti 6 266[1] (31-12-2010)
Densità 285,34 ab./km²
Frazioni Gainiga
Comuni confinanti Cessalto (TV), San Donà di Piave, San Stino di Livenza, Torre di Mosto
Altre informazioni
Cod. postale 30022
Prefisso 0421
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 027007
Cod. catastale C422
Targa VE
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 649 GG[2]
Nome abitanti ciliensi
Patrono san Vitale
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Ceggia
Posizione del comune di Ceggia nella provincia di Venezia
Posizione del comune di Ceggia nella provincia di Venezia
Sito istituzionale

Ceggia (Zéja /'ʦeja/ in veneto locale[3][4]) è un comune italiano di 6.266 abitanti[5] della provincia di Venezia in Veneto.

Storiamodifica | modifica sorgente

Le originimodifica | modifica sorgente

Il nome "Ceggia" deriva dal latino Cilia maris oppure Cilium maris, che significa in ognuno dei casi "riva del mare". In antichità Ceggia era quindi un villaggio sulle sponde dell'Adriatico. Il nucleo del paese si è formato leggermente più tardi della frazione Gainiga, dove sono stati ritrovati reperti di origine romana che testimoniano la vita in queste terre (infatti qui passava la via Annia, fatta costruire da Tito Annio Lusco nel 153 a.C., che ricalca tuttora via Colonne e via Anarè). Nella località di Gainiga sono stati ritrovati molti oggetti romani (monete, anfore, punti di ristoro) che fanno pensare a come sia stata molto frequentata in passato questa zona periferica rispetto al centro del paese. Sempre a Ceggia sono stati ritrovati il ponte romano, tuttora esposto nel suo luogo originale, una stele funeraria, trovata per caso da un agricoltore in via Noghera intanto che dissodava il terreno negli anni '80, varie monete romane, alcune anfore, esposte all'incrocio della SS14, ed una pietra marmorea di origine romana, ritrovata in occasione della costruzione della (ormai dismessa) base militare.

Periodo medievalemodifica | modifica sorgente

Con la fine del periodo romano, a Ceggia si assiste al progressivo deperimento delle opere costruite dai romani, come in tutte le zone limitrofe del resto. Con le invasioni barbariche e longobarde, si assiste al lento sprofondamento delle terre e all'avanzare delle acque marine. Furono i longobardi a dare il nome "Gainiga" al centro vicino a Ceggia: infatti, nel 998, in un placito imperiale, si trova il toponimo Gaieniga, proveniente dal vocabolo Gahagi, significante "bosco, siepe". Anche il toponimo "Rivazancana" è di questo periodo: nel 1024, nel patto di Cittanova, troviamo Rivo cancani, originata dal termine tedesco zanka (terraglia).

Rinascimentomodifica | modifica sorgente

Nel 1317 Ceggia risulta essere presente nell'inventario delle proprietà della famiglia Da Camino di Oderzo, mentre nel 1389 passò a far parte della Serenissima Repubblica di Venezia. In questi tempi fu costruita una prima cappella a San Vitale. Arrivarono anche molte famiglie nobili veneziane in tale periodo, come i Loredan e gli Zeno, che fecero costruire una villa designata da Andrea Palladio. Ma nel 1797 le conquiste napoleoniche fecero cadere la Repubblica di Venezia, così Ceggia e il resto del Veneto si ritrovò a far parte del governo austriaco. Tuttavia è bene dire che con la giurisdizione napoleonica ed austriaca furono introdotte molte novità: venne creato il comune, che comprendeva il centro, Rivazancana, Prà di Levada, Salezzo, Prà d'Arca, Grassaga; furono bonificati molti terreni, recuperate molte strutture romane. Ceggia così entrò a far parte del distretto di San Donà di Piave; il suo consiglio comunale era formato dai maggiori possidenti locali, quindi non era eletto democraticamente.

Risorgimentomodifica | modifica sorgente

Con il 1866, il Veneto entra a far parte del neonato Regno d'Italia. A Ceggia ci furono nuovi impulsi economici per far proliferare la vita, come la bonifica di terre, costruzione di strade e ferrovie, che sfociarono in una massiccia espansione demografica. Alcuni dati demografici lo dimostrano: anno 1819: 1100 abitanti - anno 1828: 1404 abitanti - anno 1830: 1388 abitanti (calo causato da epidemia non identificata) - anno 1857: 1604 abitanti - anno 1914: 2900 abitanti - anno 1924: 3400 abitanti - ad oggi (2009) la popolazione ha già superato le 6000 unità.

Novecentomodifica | modifica sorgente

Tra il 1885 ed il 1886 fu ultimata e completata la linea ferroviaria Mestre-Venezia - Portogruaro; il 17 giugno 1886 passò il primo treno a carbone e si fermò nella stazione di Ceggia. In centro fiorivano molte attività commerciali, come l'emporio Cristoforetti, il negozio Pasqualini e l'albergo Carnielli. Con la prima guerra mondiale, tutto questo benessere venne cancellato: dal 1917 Ceggia si ritrovò in mano austriaca. In poco tempo i soldati austriaci modificarono il percorso del fiume Piavon, cambiandolo in "Canale Piavon", fecero scorrere i binari della ferrovia su via Maggiore (nome precedente di via Roma) e crearono numerosi punti di scalo merci, sia fluviali che ferroviari, per motivi strategici. A causa della vicinanza a San Donà di Piave, teatro di feroci battaglie, anche Ceggia ebbe alcuni danni: molte granate caddero nei casolari, una persino nella cupola della chiesa di San Vitale (18 agosto 1918), distruggendone una vasta porzione. Nell'odierno porticato del municipio si accoglievano i militari feriti per un pronto intervento ospedaliero. Con il periodo fascista vennero effettuate molte modifiche al paese: via Maggiore cambiò nome in via Roma, venne costruita la Casa del Popolo, vennero costruite le scuole elementari, anche a Gainiga, vennero bonificate e sistemate ulteriori zone rimaste ancora in balia delle paludi.

Il 22 marzo 1945 sei civili innocenti morirono in un bombardamento aereo che coinvolse una casa colonica.

Ultimi decennimodifica | modifica sorgente

Negli ultimi anni si sono intensificati vari aspetti del paese, come il Carnevale (ritenuto il secondo più importante dopo quello di Venezia per quello che riguarda la regione Veneto), si sono affermate varie attività imprenditoriali/industriali (a testimonianza dello sviluppo della zona industriale), è stato chiuso lo zuccherificio, sono state costruite le nuove scuole materne ed elementari, spostate entrambe nella nuova zona di Ceggia, è stato costruito il nuovo stadio Genovese ed è stata rifatta per intero la piazza XIII martiri, a ricordo dell'eccidio fascista di alcuni ciliensi. Il comune possiede molte piste ciclabili, che lo ha fatto portare nella top10 a livello nazionale per chilometri pro-capite (basato sul numero degli abitanti). È presente anche un eccellente sistema di raccolta differenziata, che ha portato Ceggia negli ultimi anni ad essere uno tra i primi comuni più ricicloni su scala nazionale.

Monumenti e luoghi di interessemodifica | modifica sorgente

Architetture religiosemodifica | modifica sorgente

  • Chiesa di San San Vitale Martire (XVIII secolo) - Il soffitto della navata centrale è decorato da un grande affresco che raffigura il Trionfo di San Vitale, attribuito a Giambattista Canal (1745-1825), nipote di Canaletto. Inoltre, la chiesa conserva al suo interno un dipinto su tela, la "Deposizione di Gesù dalla Croce" di Paolo de Lorenzi da Soligo (1773-1806).[6]
  • Oratorio Bragadin (seconda metà del XVI secolo) - Parte del complesso di Villa Bragadin, la cappella fu edificata per volere di Marcantonio Bragadin (1523-1571), patrizio veneto, governatore di Cipro e celebre condottiero. Gli affreschi dell'abside sono attribuiti a Giuseppe Bernardino Bison (1762-1844). Secondo la credenza popolare nel sarcofago in pietra posto nella cappella sarebbero custodite le spoglie del Bragadin.[7]
  • Oratorio di Prà di Levada (fine del XVII secolo) - L'oratorio venne fatto erigere dalle suore del monastero agostiniano di Santa Maria degli Angeli di Murano nel 1668. La cappella è parte del complesso edilizio di Villa Marcello Loredan.[8]

Architetture civilimodifica | modifica sorgente

Tra architetture catalogate dall'Istituto Regionale Ville Venete, nel comune di Ceggia sono segnalate[9]:

Siti archeologicimodifica | modifica sorgente

  • Ponte romano - Si trovava lungo il percorso della Via Annia e attraversava il Canalat-Piavon, un corso d'acqua dall'andamento tortuoso rettificato nella prima metà del XIX secolo.[10]

Altri luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[11]


Etnie e minoranze stranieremodifica | modifica sorgente

Gli stranieri residenti nel comune sono 718, ovvero l'11,5% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[12]:

  1. Albania Albania, 186
  2. Marocco Marocco, 87
  3. Romania Romania, 84
  4. Nigeria Nigeria, 82
  5. Macedonia Macedonia, 47
  6. Kosovo Kosovo, 37
  7. Ucraina Ucraina, 30
  8. Moldavia Moldavia, 28

Persone legate a Ceggiamodifica | modifica sorgente

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica sorgente

Strademodifica | modifica sorgente

Autostrademodifica | modifica sorgente

  • Ceggia è toccata dall'Autostrada A4 Venezia-Trieste, ed è servita dal casello autostradale di Cessalto.

Strade statalimodifica | modifica sorgente

Strade regionali e provincialimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Venezia.
  • SP58 - Staffolo-Ceggia-Cessalto - Via Roma / Viale Vittoria

Ferroviemodifica | modifica sorgente

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1867 1885 Paolo Loro sindaco
1885 1918 Girolamo Loro sindaco
1918 1921 Angelo Campagna comm. pref.
1921 1922 Giuseppe Pasqualini sindaco
1922 1923 Francesco Carturan comm. pref.
1923 1930 Romualdo Cristoforetti podestà
1930 1935 Alessandro Bosso podestà
1935 1940 Italo Bolognesi podestà
1940 1944 Francesco Piovesana podestà
1944 1944 Pietro Stievano podestà
1944 1945 Isidoro Santucci podestà
1945 1946 Giovanni Botter sindaco [13]
1946 1951 Giuseppe Turchetto sindaco
1951 1956 Giuseppe Fiscal sindaco
1956 1970 Pietro Pavan sindaco
1970 1972 Lino Lucchese sindaco
1972 1975 Luigi Zanon sindaco
1975 1985 Pier Giorgio Guiotto sindaco
1985 1990 Erminio Zottino sindaco
1990 2004 Rodolfo Giuliano Viola sindaco
2004 2009 Massimo Beraldo sindaco
2009 in carica Massimo Beraldo Lista civica sindaco [14]

Sportmodifica | modifica sorgente

Calciomodifica | modifica sorgente

La principale squadra di calcio della città è Libertas Ceggia 1910 F.C.D. che milita nel girone O di Seconda Categoria. È nato nel 1910.

L'altra squadra di calcio della città è l'A.S.D. Gainiga Calcio che milita nel girone O di Seconda Categoria. È nata nel 1994.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 187.
  4. ^ La parlata di Ceggia è quella tipica del Basso Piave, caratterizzata per la presenza della consonante affricata alveolare sorda in luogo della consonante fricativa alveolare sorda utilizzata nell'entroterra (dove quindi si pronuncia Séja /'seja/); cfr. Ulderico Bernardi, Abecedario dei villani. Un universo contadino veneto, Di Adamo Editore, 2001, p. 473. ISBN 8890070900.
  5. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31/12/2010 [1].
  6. ^ http://www.turismovenezia.it/Jesolo-ed-Eraclea/Chiesa-di-San-Vitale-147965.html Azienda di promozione turistica della Provincia di Venezia - Chiesa di San Vitale Martire (Ceggia)
  7. ^ http://www.turismovenezia.it/Jesolo-ed-Eraclea/Oratorio-Bragadin-150144.html Azienda di promozione turistica della Provincia di Venezia - Oratorio Bragadin (Ceggia)
  8. ^ http://www.turismovenezia.it/Jesolo-ed-Eraclea/Oratorio-Pr%C3%A0-di-Levada-150145.html Azienda di promozione turistica della Provincia di Venezia - Oratorio di Prà di Levada (Ceggia)
  9. ^ Catalogo "Istituto Regionale Ville Venete" http://catalogo.irvv.net/catalogo/index.form
  10. ^ http://www.turismovenezia.it/Jesolo-ed-Eraclea/Ponte-romano-147975.html Azienda di promozione turistica della Provincia di Venezia - Ponte romano (Ceggia)
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 14 novembre 2012.
  13. ^ Nominato dal CLN.
  14. ^ Secondo mandato.

Altri progettimodifica | modifica sorgente








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