Celenza Valfortore

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Celenza Valfortore
comune
Celenza Valfortore – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Foggia-Stemma.png Foggia
Sindaco Rag.Massimo Venditti (lista civica) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 41°34′00″N 14°59′00″E / 41.566667°N 14.983333°E41.566667; 14.983333 (Celenza Valfortore)Coordinate: 41°34′00″N 14°59′00″E / 41.566667°N 14.983333°E41.566667; 14.983333 (Celenza Valfortore)
Altitudine 480 m s.l.m.
Superficie 66,49 km²
Abitanti 1 741[1] (31-12-2010)
Densità 26,18 ab./km²
Comuni confinanti Carlantino, Casalnuovo Monterotaro, Gambatesa (CB), Macchia Valfortore (CB), Motta Montecorvino, Pietramontecorvino, San Marco la Catola, Tufara (CB), Volturara Appula
Altre informazioni
Cod. postale 71035
Prefisso 0881
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 071018
Cod. catastale C429
Targa FG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti celenzani
Patrono san Giovanni
Giorno festivo 24 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Celenza Valfortore
Posizione del comune di Celenza Valfortore nella provincia di Foggia
Posizione del comune di Celenza Valfortore nella provincia di Foggia
Sito istituzionale
« Quinque rufras batulumque tenent atque arva Celennae »
(Virgilio, Eneide - Libro VII)

Celenza Valfortore (usualmente Celenza; Cëlènzë in dialetto foggiano[2]) è un comune italiano di 1.741 abitanti della provincia di Foggia in Puglia.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Celenza Valfortore è situata sulla cima di una collina del Subappennino Dauno, nella valle del Fortore. Si specchia sul Lago di Occhito originato artificialmente da quest'ultimo fiume. Celenza Valfortore fa parte della Comunità Montana dei Monti Dauni Settentrionali.

Storiamodifica | modifica sorgente

Date le caratteristiche geografiche della zona in cui si erge, si ritiene che la zona fosse già oggetto di insediamenti nel neolitico.senza fonte

La tradizione attribuisce la fondazione di un nucleo urbano vero e proprio (Celenna) all'eroe omerico Diomede. L'abitato venne distrutto dai romani nel 275 a.C. a seguito della sconfitta di Pirro, di cui era alleata, e si tramanda storicamente che i suoi resti vennero cosparsi di sale per ordine del Console Manlio Curio Dentato. La popolazione, dispersasi, si radunò sulla collina che tuttora è sede della città e rifondò il centro abitato col nome di Celentia ad Valvam.

Nel periodo bizantino il nome venne modificato in Celentia in Capitanata.

Fino all'avvento della Repubblica Partenopea, alla guida di Celenza Valfortore si alternarono diversi feudatari tra i quali si distinsero per un notevole arco di tempo gli esponenti della nobile famiglia pisana dei Gambacorta (XV e XVI secolo). Nel XVI secolo venne cambiato nuovamente il nome in Celenza valle Fortore e si adottò la dea Cerere come simbolo cittadino, simbolo che si ritrova tuttora nel gonfalone della città.

Monumenti e luoghi di interessemodifica | modifica sorgente

La città conserva integri alcuni elementi della sua epoca medievale: la torre merlata con palazzo baronale, fatti erigere dai Gambacorta e residenza degli stessi tra XV e XVI secolo, e due delle quattro porte di accesso al palazzo baronale (Porta Nova o Nuova e Porta S. Nicolò). Delle epoche successive risaltano, tra le altre, la chiesa parrocchiale di Santa Croce, quella di San Francesco ed il settecentesco santuario di Santa Maria delle Grazie.

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[3]


Economiamodifica | modifica sorgente

L'economia è basata sull'allevamento e l'agricoltura. Sino ad alcuni anni fa erano attivi un mulino e una fabbrica di coppi, che costituivano le uniche attività manifatturiere di Celenza. Oggi il settore terziario copre il 41% delle attività economiche.senza fonte L'assenza di ulteriori attività economiche ha determinato, specie a partire dal secondo dopoguerra, uno spiccato fenomeno migratorio.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 187.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.







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