Cesidio Guazzaroni

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Cesidio Guazzaroni

Commissario europeo per la Politica Industriale e Tecnologica (tranne l'acciaio) e la Fiscalità
Durata mandato 13 luglio 1976 –
7 gennaio 1977
Presidente François-Xavier Ortoli
Predecessore Altiero Spinelli (Politica Industriale e Tecnologica)
Henri François Simonet (Fiscalità)
Successore Étienne Davignon (Affari Industriali)
Richard Burke (Fiscalità)

Cesidio Guazzaroni (5 gennaio 1911Roma, 2 ottobre 2004) è stato un diplomatico italiano. Fu un convinto europeista e per un breve periodo fu anche commissario europeo.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Formazionemodifica | modifica sorgente

Abruzzese di origine[1], Guazzaroni studiò a Roma, laureandosi in giurisprudenza e scienze politiche[2]. Dal 1937 al 1940 lavorò come assistente volontario presso la cattedra di diritto internazionale della Facoltà di economia e commercio dell'Università di Roma[2].

Carriera diplomaticamodifica | modifica sorgente

Nel novembre 1940 Guazzaroni superò il concorso diplomatico[2]. Venne assegnato al consolato italiano ad Amburgo[2] e poi all'ambasciata italiana a Berlino[3], che lasciò dopo l'8 settembre 1943[4]. Venne internato in Austria[4]. Nel 1945 Guazzaroni operò nell'ambasciata italiana a Washington e poi a Mosca fino al 1951[3].

Nel 1951 fu nominato vice capo di gabinetto del ministro degli esteri Carlo Sforza[2][3]. Svolse lo stesso incarico con il successivo ministro Alcide Degasperi fino al 1954[2]. Si occupò dei negoziati per l'istituzione delle Comunità europee e fu capo del segretariato della delegazione italiana presso la conferenza intergovernativa per il mercato comune e l'Euratom[5]. Fu responsabile del coordinamento dell'azione italiana nelle Comunità europee[2].

Guazzaroni fu capo del servizio per la cooperazione economica internazionale dall'agosto 1960 al febbraio 1962[2]. Nel 1962 venne nominato vice direttore presso la direzione generale degli affari economici del ministero degli esteri e seguì in particolare l'integrazione economica europea[2]. Nel 1967 divenne vice direttore generale degli affari economici del ministero degli esteri e nell'ottobre 1971 fu nominato direttore generale degli affari economici[2]. Il 22 dicembre 1972 fu nominato ambasciatore[2].

Commissario europeomodifica | modifica sorgente

Il 13 luglio 1976 Guazzaroni subentrò ad Altiero Spinelli come membro della Commissione Ortoli, ottenendo le deleghe alla politica industriale e tecnologica (tranne l'acciaio) ed alla fiscalità. Rimase in carica fino al 7 gennaio 1977.

In seguito Guazzaroni fu ambasciatore italiano in Svizzera[3]. Fu consigliere per gli affari europei del presidente della repubblica Sandro Pertini[3].

Impegno politico e europeistamodifica | modifica sorgente

Nel novembre 1984 Guazzaroni venne nominato membro del Consiglio nazionale del Partito Repubblicano Italiano[6].

Guazzaroni si distinse per il costante e convinto impegno europeista[1][4]. Tra le altre cose, si impegnò per l'introduzione di una legge elettorale uniforme per l’elezione dei membri del Parlamento europeo[7]. Nel 2000 fondò presso l'Istituto Sturzo il "Gruppo dei 10" per sostenere il progresso dell'integrazione europea[8].

Guazzaroni fu attivo anche come pubblicista.

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri»
— 27 dicembre 1967[9]
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana (Italia)
— 2 giugno 1975[10]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Ciampi: «Addio a un europeista», Corriere della Sera, 3 ottobre 2004.
  2. ^ a b c d e f g h i j k Curriculum di Cesidio Guazzaroni, Commissione europea - Dorie. URL consultato il 14 dicembre 2011.
  3. ^ a b c d e (NL) Cesidio Guazzaroni, Europa.nu
  4. ^ a b c Pietro Calamia, Cesidio Guazzaroni, il sorriso della pazienza, Rivista di Studi Politici Internazionali, n° 77 (3), 2010.
  5. ^ (EN) Cesidio Guazzaroni, CVCE.
  6. ^ Con Spadolini e Visentini confermato il vertice del PRI, La Repubblica, 18 maggio 1984.
  7. ^ Antonio Papisca, Altiero Spinelli e l'Università di Padova, 4 ottobre 2007.
  8. ^ Il Gruppo dei 10, Istituto Luigi Sturzo.
  9. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  10. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Predecessore Commissario europeo
per la Politica Industriale
e Tecnologica (tranne l'acciaio) e la Fiscalità
Successore Flag of Europe.svg
Altiero Spinelli (Politica industriale e tecnologica)
Henri François Simonet (Fiscalità)
 13 luglio 1976 - 7 gennaio 1977 Étienne Davignon (Affari industriali)
Richard Burke (Fiscalità)
Predecessore Commissario europeo dell'Italia Successore Flag of Italy.svg
Carlo Scarascia-Mugnozza
Altiero Spinelli
13 luglio 1976 - 7 gennaio 1977
con Carlo Scarascia-Mugnozza
Lorenzo Natali
Antonio Giolitti
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