Checco Costa

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Checco Costa, al centro con i figli Carlo (in primo piano) e Claudio (a destra)

Francesco Costa, detto Checco (Imola, 9 aprile 1911Imola, 30 luglio 1988), è stato un dirigente sportivo italiano, protagonista del motociclismo agonistico moderno.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Laureato in agraria, coltivò fin da giovane la passione per i motori.
Nel 1936, venticinquenne, divenne segretario generale del Moto Club imolese. Nel 1946 Costa, eletto presidente, si dedicò subito a promuovere le competizioni motoristiche organizzando corse di velocità sulle strade cittadine, le uniche pavimentate all'epoca. Il primo circuito cittadino di Imola correva lungo i seguenti tratti di strada: viale De Amicis (direzione Faenza), Selice, Mentana, Andrea Costa, Marconi, Pambera e Carducci. La prima gara, denominata «GP Città di Imola», si svolse il 21 luglio 1946. Nel 1948 portò per la prima volta in Italia il motocross, organizzando nel parco delle Acque Minerali una prova valevole per il Campionato mondiale.

L'obiettivo primario di Costa rimaneva la costruzione di un motodromo. Quando seppe che un gruppo di concittadini aveva ideato un circuito[1] sulle prime colline imolesi, si buttò con entusiasmo nel progetto. Curò personalmente il disegno delle curve e del loro raggio e ottenne la consulenza dell'Istituto Sperimentale Stradale del Touring Club per i lavori di pavimentazione. Riuscì a portare a termine il progetto dell'“auto-motodromo” (così lo chiamò) in pochi anni: nel 1950 fu posata la prima pietra; il 18-19 ottobre del 1952 fu eseguito il primo collaudo tecnico. Costa organizzò la gara inaugurale del circuito, che si tenne il 25 aprile 1953. I primi vincitori furono Emilio Mendogni e Alfredo Milani.

Coppa d'Oro di motociclismo. Partenza della gara delle 500 cc. Autodromo di Imola (aprile 1957).

L'anno seguente, Costa inventò la Coppa d'oro, gara unica da disputarsi il 25 aprile di ogni anno (o nella sua imminenza) e dotata di un montepremi superiore a quello di qualsiasi altra corsa che si disputava all'epoca in Italia: 12 milioni di lire.

Dopo 18 edizioni della Coppa d'oro, all'inizio degli anni settanta ideò una nuova manifestazione. Costa si teneva costantemente informato su quello che succedeva oltreoceano. Scoprì così le superbike: motociclette derivate dalle moto di serie, ma dotate di un'enorme potenza. Grazie alle informazioni raccolte sulla famosa “200 Miglia di Daytona”, si mise subito al lavoro per crearne la versione europea. In più ebbe l'idea di organizzare un confronto tra europei ed americani. I piloti americani vivevano in uno “splendido isolamento” e non avevano alcun contatto con il mondo motoristico europeo. Costa ebbe il merito convincere i massimi piloti mondiali a confrontarsi tra loro. Non amando l'aereo, incontrò i piloti americani in una loro tappa europea e riuscì ad avviare i primi contatti. Costa fu il primo a riuscire a mettere insieme il meglio del motorismo mondiale. Nacque così la 200 Miglia di Imola.

Checco Costa ed Enzo Ferrari.

La prima edizione si tenne il 23 aprile 1972. Il primo vincitore fu Paul Smart su Ducati. Lo stesso Checco Costa volle per questa importantissima manifestazione un’assistenza medica adeguata e all'avanguardia rispetto a tutte le organizzazioni precedenti nazionali e internazionali. Affidò l'impegnativo compito al figlio Claudio Costa, laureato in medicina nel 1967, che nell'occasione esordì come medico dei piloti. Claudio fu coadiuvato dai dottori Giancarlo Caroli, rianimatore dell'Istituto Rizzoli di Bologna, e Giuseppe Russo. La competizione riscosse subito un grande successo e divenne in pochi anni un appuntamento obbligato per tutti i piloti dell'epoca. Il pubblico partecipò in massa: diverse edizioni registrarono oltre 150.000 presenze.

La passione inesauribile di Checco Costa lo portò a ideare, nel 1978, la Coppa delle Nazioni a squadre di motociclismo. Il meglio del motociclismo mondiale si batté in una sfida fra le nazioni. La competizione fu ripetuta l'anno seguente.

Checco Costa morì in un banale incidente stradale il 30 luglio 1988.

Dal 1949 al 1988, il periodo in cui Checco Costa fu alla guida del Moto Club Imola, si disputarono nel circuito romagnolo 23 Coppe d’oro, 12 edizioni della 200 Miglia, 10 Campionati del Mondo di Motocross, 9 Campionati del Mondo di Motociclismo, 5 Campionati Europei di Motocross, e quasi un centinaio di altre gare motoristiche.

I suoi due figli hanno assorbito la passione per i motori che ha sprigionato. Il primogenito, Claudio, è stato per tanti anni lo speaker ufficiale dell'autodromo; Claudio Costa è il notissimo “medico dei piloti”, ideatore e direttore della clinica mobile.

Nel 2013 l'archivio del Motoclub Santerno, insieme con la documentazione personale di Checco Costa, sono stati donati alla città di Imola.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Angelo Dal Pozzo e Claudio Ghini, Checco Costa a Imola, passione moto. Imola, Bacchilega, 2011

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Gli ideatori furono un gruppo di amici appassionati di motociclette: Graziano Golinelli, Ugo Montevecchi, Alfredo Campagnoli e Gualtiero Vighi.







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