Chinè

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Chinè e un tessuto di seta, ad armatura tela, di colore screziato, caratterizzato da disegni dai contorni sfumati ottenuti con la colorazione dell'ordito prima della tessitura[1] con la tecnica della tintura a riserva anziché con la stampa sul tessuto già fatto.

Etimologiamodifica | modifica sorgente

Deriva dal francese, significa alla cinese, pronuncia scinè.

Tecnicamodifica | modifica sorgente

Due erano i metodi usati[2]:

  • Chiné à la branche: Si ottiene con la tintura di piccoli mazzi di fili d'ordito opportunamente legati, la legatura impedisce al bagno di colore di raggiungere i fili coperti, colorando solo la parte non legata. L'ordito viene poi montato sul telaio e si procede alla tessitura con un filo di trama di un solo colore. Per i piccoli spostamenti che subiscono i fili nell'arrotolamento e legatura dell'ordito ne risultano disegni con un effetto fiammato, striato, sfumato in senso verticale, con contorni imprecisi[3].
  • Chiné à la chaine: Si tesse un ordito di fili non tinti con una trama fittizia molto rada, si stampano con rulli i colori sul tessuto, si sfila la prima trama per procedere alla tessitura effettiva. Questo sistema, decisamente complesso, produce una maggiore precisione nel disegno.

La tecnica è simile a quella dell'ikat asiatico.

Molto in voga negli anni '30 e '40.

Oggi con questo nome si indicano tessuti di peso vario in seta, cotone o altre fibre anche sintetiche anche in mischia, che ne riproducono l'effetto con l'uso di filati chinè stampati in matassa con due o più colori.

Utilizzato in arredamento per cuscini, tapezzerie e tendaggi, e in abbigliamento soprattutto femminile per abiti, gonne e camicette.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Abiti Antichi - Glossario
  2. ^ Chinè (tessuto)
  3. ^ http://sacrumluce.sns.it/mv/html/MON/MON_990027000000000/frameset_cap4.html

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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