Cimon della Pala

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Cimon della Pala
CimonDellaPala2.JPG
Vista da Passo Rolle del Cimon Della Pala
Stato Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
Provincia Trento Trento
Altezza 3.184 m s.l.m.
Catena Alpi
Coordinate 46°17′13″N 11°49′09″E / 46.286944°N 11.819167°E46.286944; 11.819167Coordinate: 46°17′13″N 11°49′09″E / 46.286944°N 11.819167°E46.286944; 11.819167
Altri nomi e significati Cimone, Cervino delle Dolomiti
Data prima ascensione 3 giugno 1870
Autore/i prima ascensione E.R. Whitwell, S. Siorpaes, C. Lauener
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Cimon della Pala
Mappa di localizzazione: Alpi
Dati SOIUSA
Grande Parte Alpi Orientali
Grande Settore Alpi Sud-orientali
Sezione Dolomiti
Sottosezione Dolomiti di Feltre e delle Pale di San Martino
Supergruppo Gruppo Pale di San Martino-Feruc
Gruppo Gruppo delle Pale di San Martino
Sottogruppo Gruppo del Cimon della Pala
Codice II/C-31.IV-A.1.f

Il Cimon della Pala o semplicemente Cimone (talvolta soprannominato Cervino delle Dolomiti),el Zimon in dialetto primierotto, è la cima più nota delle Pale di San Martino, nelle Dolomiti di Primiero.

Pur non essendo la vetta più alta del gruppo (la Vezzana risulta più alta di pochi metri), il suo spigolo slanciato domina il panorama visibile da Passo Rolle.

Fu conquistata per la prima volta, salendo dal versante nord[1], dagli alpinisti inglesi Francis Fox Tuckett ed Edward Robson Whitwell, accompagnati dall'austriaco Santo Siorpaes (guida alpina di Cortina d'Ampezzo) e dallo svizzero Christian Lauener (guida alpina di Lauterbrunnen).

Collocazione geograficamodifica | modifica sorgente

Il Cimon della Pala si trova nel comune di Tonadico e fa da spartiacque tra la valle del Cismón e la valle del Travignolo.

È affiancato a Nord dalla Cima Vezzana, la più alta del gruppo. Tra le alte pareti verticali delle due cime, rivolto a nord, c'è il ripido ghiacciaio del Travignolo, da dove ha origine l'omonimo torrente, affluente dell'Avisio.

Alpinismomodifica | modifica sorgente

Fu conquistata per la prima volta nel 1870, salendo dal versante nord[2], dagli alpinisti inglesi Francis Fox Tuckett ed Edward Robson Whitwell, accompagnati dall'austriaco Santo Siorpaes (guida alpina di Cortina d'Ampezzo) e dallo svizzero Christian Lauener (guida alpina di Lauterbrunnen).

L'attuale via normale fu trovata da Ludwig Darmstadter accompagnato da Luigi Bernard e Johann Niederwieser nel 1889 dopo due tentativi falliti da parte sia di Paul Grohmann che di F. F. Tuckett e dè tutt'oggi una classica scensione delle Pale di San Matino.

Nel 1893 fu la volta del lungo spigolo nord-ovest del Cimòn scalato da Gilberto Melzi e Giuseppe Zecchini, nel 1893, che aggirarono i vari tratti strapiombanti sul lato nord e si ricollegarono alla via dei primi salitori mediante delle traversate su cenge. Anche questo itinerario è divenuto classico negli anni a venire.

Il 1905 fu teatro di uno straordinario exploit, ancora oggi poco conosciuto: Georg Leuchs superò la grande parete sud-ovest del Cimòn da solo trovando tutti i punti deboli della muraglia con grande intuito e con difficoltà continue di IV e IV+.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, nel 1934, la parete sud-ovest fu salita dal forte alpinista bellunese Alvise Andrich accompagnato da Mary Varale e Furio Bianchet. Essi aprirono una via assai impegnativa di VI grado per delle fessure a sinistra della via Leuchs e Alvise Andrich fu proposto per la medaglia d'oro al valore atletico che però gli fu negata. A questo fatto Mary Varale rispose al presidente del CONI con un'aspra lettera in cui criticò il criterio di assegnazione delle medaglie. L'anno successivo Joseph Bertl e Ludwig Kleisl aprirono una nuova difficile via di VI grado al centro della parete.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale il Cimòn della Pala è teatro di alcune altre nuove aperture tra cui una diretta di Gabriele Franceschini a destra della via Leuchs (1950) e poi due vie direttissime ad opera di elementi della guardia di fininanza (Renato Reali, Danilo Busìn, Silvano Vinco e altri tra il 1963 e il 1968) ed una variante diretta allo spigolo nord-ovest che supera direttamente il "becco del Cimone" (Zeni, Rizzi e Gross nel 1957) ma è nel 1995 che viene compiuta la più difficile ed importante realizzazione sulle pareti dei Cimòn: Maurizio Zanolla "Manolo" apre la via El Marubio sul settore sinistro della parete trovando difficoltà continue di IX+ (7c).


Sentieri e vie d'accessomodifica | modifica sorgente

La cima è raggiungibile tramite un facile percorso di arrampicata, che richiede comunque una buona esperienza, chiamato "variante per la vetta". Questo parte dal bivacco Fiamme Gialle (3005 m s.l.m.), che è raggiungibile tramite la via ferrata Bolver-Lugli, tecnicamente non impegnativa, ma piuttosto faticosa, oppure da un facile sentiero dal Rifguio Rosetta attraverso il Passo Bettega. La via attrezzata Bolver-Lugli venne realizzata dal gruppo di Guide alpine di San Martino di Castrozza (note nel mondo alpinistico come le Aquile di San Martino) per celebrare il centenario della conquista della vetta (1870-1970)

Nonostante la fama della montagna le vie del Cimòn della Pala non sono mai divenute molto famose ed oltre alla via normale le più frequentate sono:

  • Spigolo nord-ovest: un tempo classica ascensione sovente ripetuta, ha recentemente perso interesse e viene percorsa solo saltuariamente, supera la grande cresta che scende verso la Baita Segantini al Passo Rolle. Lo zoccolo iniziale dello spigolo viene normalmente evitato per cengia sul versante sud (450 m, III e IV). E' possibile, giunti sotto l'ultimo appicco, effettuare la variante diretta per il "becco del Cimone" aumentando le difficoltà della via (130 m fino al VI e A1).
  • Via dei bellunesi: sale a sinistra della via Leuchs con la quale ha in comune le prime lunghezze. Si tratta di una notevole realizzazione di Alvise Andrich negli anni '30 che ha incontrato il favore di alcuni ripetitori; presenta un'arrampicata di 550 metri con difficoltà fino al VI nel tratto chiave.
  • Direttissima delle Fiamme Gialle: si svolge completamente a sinistra delle vie precedenti e conta qualche ripetizione. Aperta con largo impiego di mezzi artificiali viene ripetuta adesso anche il libera. Si sviluppa per 580 metri con difficoltà di VI e A2 (fino al VII in libera).

Curiositàmodifica | modifica sorgente

Questa montagna è anche la causa dell'avvento dei primi turisti nella valle del Primiero. I viaggiatori ed escursionisti inglesi Josiah Gilbert e George Cheetham Churchill videro infatti nel 1862 un quadro raffigurante il Cimon della Pala in una locanda e, restandone affascinati, vollero vederlo di persona.[3] Nei successivi anni vi fu un afflusso di numerosi turisti, inizialmente per lo più stranieri, che si interessarono a tutta la catena delle Pale. Inoltre è rappresentata nello stemma araldico della Guardia di Finanza, della quale è simbolo.

Foto della vetta

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Fontimodifica | modifica sorgente

Pale di San Martino ovest, di Lucio de Franceschi, Cai-Tci.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ I manuali del Club Alpino Italiano, Alpinismo: 250 anni di storia e cronache - 1° volume "Dalla conquista del monte bianco all'epoca del sesto grado"
  2. ^ I manuali del Club Alpino Italiano, Alpinismo: 250 anni di storia e cronache - 1° volume "Dalla conquista del monte bianco all'epoca del sesto grado"
  3. ^ Gilbert, Josiah, & Churchill, George Cheetham, The Dolomite Mountains: Excursions Through Tyrol, Carinthia, Carniola & Friuli (Londra, 1864)







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