Cinque pezzi per pianoforte (Rachmaninov)

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Cinque pezzi per pianoforte
Compositore Sergej Rachmaninov
Numero d'opera op. 3
Epoca di composizione 1892
Prima esecuzione 26 settembre 1892, Mosca
Organico

pianoforte

I Cinque pezzi per pianoforte op. 3 di Sergej Rachmaninov è una raccolta scritta quasi subito dopo il diploma al conservatorio di Mosca, quando era quasi poverissimo, depresso e in pessima salute. Dopo aver mostrato la raccolta a Cajkovskij, che rivelò ad Alexander Siloti di essere rimasto particolarmente impressionato dal preludio, il compositore eseguì per la prima volta il pezzo alla Moscow Electrical Exposition il 26 settembre 1892. L’intera raccolta fu poi premiata il 27 dicembre dello stesso anno a Kharkov.

Preludio in do diesis minoremodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Preludio in do diesis minore.

Il secondo dei 5 pezzi è un preludio per pianoforte scritto nel 1892.

È articolato in tre sezioni principali, in forma ABA, seguite da una coda. Tre accordi in apertura in fortissimo introducono al grave la tonalità di do diesis minore che domina il pezzo. Il motivo cadenziale si ripete per tutta la sua durata. Nella terza battuta il volume cambia in un pianissimissimo per l'esposizione del tema. La seconda parte è propulsiva e segnata da un andamento agitato, ed è introdotta da terzine fortemente cromatiche. Alcuni accordi in questa sezione sono segnati da un quadruplo sforzando (sffff). Il brano termina con una coda di sette battute che si conclude con una serie di accordi.

Il preludio rappresenta una delle più famose composizioni di Rachmaninov. Negli Stati Uniti la prima edizione portava il nome de “La campana di Mosca”, forse per attrarre i compratori e per dargli un nome altisonante. Mentre Rachmaninov la scrisse probabilmente come apertura della raccolta, finì con l'isolare il pezzo perché la sua fama aveva superato anche altri lavori di qualità migliore. Era così famoso che ci si riferiva ad esso come al “preludio” e le platee lo chiedevano come bis ai suoi concerti gridando “do diesis”. Anche oggi la raccolta completa è eseguita raramente.

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