Colle Sannita

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Colle Sannita
comune
Colle Sannita – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Sindaco Giorgio Carlo Nista (lista civica Progetto Colle) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 41°22′00″N 14°50′00″E / 41.366667°N 14.833333°E41.366667; 14.833333 (Colle Sannita)Coordinate: 41°22′00″N 14°50′00″E / 41.366667°N 14.833333°E41.366667; 14.833333 (Colle Sannita)
Altitudine 729 m s.l.m.
Superficie 36,99 km²
Abitanti 2 680[1] (31-12-2010)
Densità 72,45 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Baselice, Campolattaro, Castelpagano, Castelvetere in Val Fortore, Circello, Reino, Riccia (CB), San Marco dei Cavoti
Altre informazioni
Cod. postale 82024
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062025
Cod. catastale C846
Targa BN
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Nome abitanti collesi
Patrono san Giorgio martire
Giorno festivo 23 aprile
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Colle Sannita
Posizione del comune di Colle Sannita nella provincia di Benevento
Posizione del comune di Colle Sannita nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Colle Sannita (ro Còllë in campano[2]) è un comune italiano di 2.735 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Territoriomodifica | modifica sorgente

La parte antica del paese è su di un colle, la parte più moderna è a valle.

Fa parte della Comunità montana Titerno e Alto Tammaro, ed è compreso nella Regione Agraria n.2, Alto Tammaro - Alto Fortore. Ha una superficie agricola utilizzata di 2822,42 ettari[3].

Climamodifica | modifica sorgente

Freddo d'inverno, ma saluberrimo, abbastanza temperato nel periodo estivo.

Storiamodifica | modifica sorgente

Il nome del comune deriva, molto probabilmente, dal "colle" ove sorgeva la parte più antica del centro storico del paese: originariamente denominato "Colle", il paese prese il nome di "Colle Sannita" soltanto nel 1862.

Compare per la prima volta in epoca normanna, come possesso della famiglia Alemagna.

Anticamente il suo territorio era coperto da fitta boscaglia, che si estendeva fino al Fortore; vi sono però tradizioni, ruderi e nomi antichi, quali Campo Cirelli, Lupi Zoppi, e Quaro, che corrispondono ad alcune località che si nominano nella Tavola Bebiana, rinvenuta nell'agro circellese nel 1832[4].

Da questa Tavola, pare evidente che tra Colle e Circello, fino alla riva sinistra del Tammaro, siano stati i famosi campi dei Liguri Bebiani[5].

Sotto gli Angioini ebbe il nome di "Casale di Circello" e al 1289 era in possesso di Eufrasia che andò sposa al nobile Pandolfo Scillato. Il casato degli Scillato la tenne sino agli inizi del Quattrocento quando il feudo, che aveva nel frattempo preso il nome di "Colle", passò ai Della Leonessa[6].

Durante le guerre tra Angioini ed Aragonesi vi trovò la morte in battaglia il 15 novembre 1439 Giacomo Caldora, condottiero e capitano di ventura, il più potente Barone del Regno; morì di paralisi mentre stringeva d'assedio il paese, minacciandolo di sterminio. "Quella fu una paralisi intelligente ed amica dei collesi"senza fonte, i quali, in memoria di tanta grazia, eressero nella contrada Li Piani, dove il Caldora cessò di vivere, una chiesa a Santa Maria della Libera.

Nel 1461 il paese fu occupato dagli Angioini e, in seguito al tradimento di Alfonso Della Leonessa, venne affidato alla famiglia Carafa.

Fu ancora occupato dalle truppe di Carlo VIII e dalle compagnie di ventura degli Orsini e dei Vitelli nel 1496.

Nel 1533 l'imperatore Carlo V concesse il feudo a Nicola Maria di Somma, della cui famiglia rimase in possesso fino all'abolizione del feudalesimo.

Nel 1647 fu teatro di uno dei tanti episodi della famosa rivoluzione di Masaniello. Era allora in Napoli, in Rua Catalana, un cappellaio locale al nome De Blasio, il quale allo scoppio della rivoluzione, a capo di parecchie centinaia di rivoltosi, scorrazzò per le contrade del paese, saccheggiando Ariano e Buonalbergo.

Allora tutti i Baroni vicini, con a capo Orsino Scoppa, Barone di Castelvetere, mossero contro il De Blasio, che si era trincerato in Colle e, dopo una fiera resistenza, lo presero e lo uccisero con molti suoi compagni.

Nel decennio tra il 1806 ed il 1815, Colle Sannita fu tristemente famoso perché covo di brigantaggio.

Fino al 1809, il paese fece parte della Capitanata (Foggia), quindi passò alla provincia di Campobasso.

Nel 1861 si ebbe il definitivo passaggio alla provincia di Benevento.

È da aggiungere che nel corso dei secoli la vita sociale, economica, politica e culturale di Colle Sannita è stata gestita da un ristretto numero di famiglie del luogo insignite di privilegi araldici, le quali, attraverso una adeguata politica matrimoniale, intessendo alleanze parentali con i più potenti casati del Sannio, del Molise e della Capitanata, controllavano stabilmente vaste aree di territori di loro possesso.

Le famiglie di Colle Sannita che ricoprirono questo importante ruolo in passato furono pochissime: gli Alderisio, i Palmieri, i De Paulis, i Paolucci, i Meomartini, i Del Grosso, i Piacquadio, che già dalle prime documentazioni tardo cinquecentesche e seicentesche risultano caste chiuse fortemente intrecciate fra di esse e con altri nobili casati dei borghi limitrofi come ad esempio le famiglie Jelardi di San Marco dei Cavoti, Petruccelli baroni di Baselice, Sedati di Riccia, Iazeolla, duchi di San Giorgio La Molara, Ciaburri, baroni di Ginestra, Cilenti, conti di Foiano, Torzillo Pignatelli di Napoli, etc.

Tali forti alleanze costituivano ciò che si potrebbe definire una sorta di endogamia oligarchica volta, come precedentemente asserito, alla gestione, sfruttamento e controllo del patrimonio agrario e delle masse subalterne.

Economiamodifica | modifica sorgente

prodotti: granaglie e legumi.

Monumenti e luoghi di interessemodifica | modifica sorgente

  • Chiesa dell'Annunziata (sec. XIV)
  • Chiesa del Gesù (sec. XVI) adiacente alla palazzina Paolucci nel centro storico
  • Casa natale di Francesco Flora
  • Palazzo De Paulis (sede comunale)
  • Chiesa di San Giorgio Martire
  • Chiesa di Maria SS. della Libera
  • Chiesa del SS. Salvatore
  • Centro storico
  • Piazza Giuseppe Flora
  • La fontanella, all'ingresso del paese, con suggestiva vista panoramica
  • Resti dell'abbazia di Decorata (sec. XI)
  • Lago montano di Decorata

Geografia antropicamodifica | modifica sorgente

Frazioni e contrademodifica | modifica sorgente

  • Bannera
  • Campasuli (o Felecarelle)
  • Carlilonghi
  • Carminelli
  • Cudacchi (comprendente le località di Ciummini e Marconi)
  • Decorata (o Piano di Decorata)
  • Forna
  • Fattori
  • Gorgioni
  • Impiso (ro' Mbiso)
  • Isca
  • Lisoni
  • Masseria Marelli
  • Masseria Martucci
  • Manzali(rì manzali)
  • Montefreddo
  • Moscia
  • Monti (o Pilla)
  • Pannelli-Catarre (ri' Pannegli)
  • Paolucci
  • Pasqualone
  • Piacquadio (o Mondroni)
  • Pistocchi
  • Pizzelle
  • Reinello
  • Romiti
  • Scigliati
  • Tolli
  • Toschi
  • Vicenne
  • Viola
  • Zeolla
  • Zepponi

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica sorgente

Distanze stradalimodifica | modifica sorgente

Dista dal suo capoluogo circa 40 km.

Culturamodifica | modifica sorgente

Artemodifica | modifica sorgente

Particolarmente notevoli sono dei manufatti venuti alla luce, negli scavi praticati all'inizio del XX secolo, presso Toppo San Filippo, in quanto esemplari di quello stadio di transizione dall'età della pietra levigata alla piena età del bronzo che è ibridamente detto "eneolitico".

Si tratta di due pugnali silicei accuratamente lavorati, e di tre vasi fittili di impasto compatto e relativamente depurato, dalle pareti sottili, a superficie nera non levigata, che costituivano il corredo funebre della sepoltura comune di tre uomini e che, come altri oggetti anche di età precedente, si raggruppano con altri scoperti nel territorio avellinese, nel Molise e nell'alifano.

Personaggi illustrimodifica | modifica sorgente

  • Leandro Galganetti, insigne Giureconsulto e Canonista del secolo XVI, Segretario, Cavaliere Aurato e Conte Palatino di Papa Paolo V
  • Remigio Del Grosso, (1813-1876) matematico, astronomo e poeta, insegnante nell'Ateneo Napoletano
  • Francesco Flora (1891 - 1962), docente universitario e critico letterario
  • La nobile famiglia Meomartini, illustrata dal Magnifico don Pasquale (nato nel 1726 circa), feudatario affittuario del feudo di Decorata presso Colle Sannita;
    • Magnifico don Francesco Saverio (vissuto tra il XVIII e XIX secolo), arciprete di Colle Sannita e abate di Reino;
    • Magnifico Gr. Uff. don Giuseppe Nicola (1811 – 1891), Consigliere Provinciale, Sindaco di Reino, Consigliere Comunale di Colle Sannita, Capitano della Guardia Nazionale e Conciliatore, in Reino e Colle;
    • Magnifico don Gennaro (1826 – 1891), Consigliere Provinciale di Benevento,
    • Cav. Comm. Gr.Uff. Almerico Meomartini (1850-1923), ingegnere, architetto, storico, archeologo e politico di fama;
    • cav. Alfonso (1841-1918), storico, avvocato e scrittore;
    • Francesco, magistrato e consigliere comunale a Napoli;
    • S. E. don Pasquale Meomartini senior (1859-1934), generale di Corpo d'Armata, Sottosegretario al Ministero della Guerra, Presidente del Tribunale Supremo Militare, traduttore di saggi bellici, Senatore del Regno;
    • Cav. Luigi Meomartini (1888-1955), musicista e politico, podestà, commissario prefettizio e sindaco, fondatore e direttore della Banda Municipale di Colle Sannita
    • Cav. Alfonso jr. (1898-1971), generale dell'E.I. Pluridecorato al V.M. ;
    • dott. Ferdinando Meomartini (1908-2003), giornalista, teorico ed esperto della circolazione automobilistica, redattore del Codice della Strada, pilota automobilistico, Volante d'argento, decano della Mille Miglia, direttore del RACI (Real Automobil Club Italiano) di Matera, Genova e Milano.
    • avvocato Gennaro jr. (1909-1959), Presidente della squadra di calcio Benevento, al quale è intitolato il vecchio stadio di Benevento;
    • avvocato Pasquale Meomartini (1910-1987), sindaco di Benevento, Presidente provinciale e regionale del CONI;
    • avvocato Rodolfo (1912-1981), magistrato di Cassazione ed esponente di spicco dell’Azione Cattolica;
  • La nobile famiglia Paolucci, rappresentata, solo per citarne alcuni,
    • i nobiluomini Giovannangelo e Giambattista, regi ed apostolici notai nel XVII secolo
    • il Magnifico Salvatore Maria (1698 - 1786), regio notaio dal 1722 al 1773 e più volte sindaco di Colle
    • il dottore fisico don Vincenzo (1759-1823), per molti anni sindaco di Colle
    • il Cav. della Corona don Francesco Maria Paolucci (1818 - 1897), avvocato e politico, tra i fondatori della Provincia di Benevento all'indomani dell'Unità d'Italia e membro del primo Consiglio provinciale
    • l’alto ufficiale borbonico don Vincenzo (1828-1876), attivo nella lotta al brigantaggio post-unitario in qualità di capitano della Legione Sannitica
    • il cavalier don Federico (1849-1938), più volte sindaco di Reino e Colle Sannita
    • il commendatore don Luigi (1855-1923), avvocato di fama e giudice
    • il Capo dell'Ufficio Tecnico di Benevento dal 1907 cav. don Giovanni (1869 - 1946), autore di importanti opere pubbliche nel Sannio
    • avv. cav. Giuseppe (1886 - 1935), sindaco e podestà
    • dottor professor don Francesco Paolucci (1898 - 1956), luminare e docente di Patologia Speciale Chirurgica presso l'Università Federico II di Napoli.
  • La nobile famiglia De Paulis: molteplici sono stati nel corso dei secoli i componenti di tale famiglia che hanno dato lustro al Casato, come ad esempio il sindaco di Colle in epoca murattiana don Ciriaco (Colle, 1769 - 1814), dottore fisico ed autore di un resoconto "sulla sussistenza e conservazione della popolazione del Colle" inviato al regime, oppure il commendatore Gianvincenzo (Colle Sannita, 1874 - 1938), Camicia nera della Vigilia e notaio, o infine la cantante lirica di fama internazionale Ebe De Paulis (1915 - 1971).
  • il duca Carlo I Iazeolla (1615 – 1661), che nel 1647 collaborò con il Viceré Duca d'Arcos a domare la rivolta di Masaniello
  • il colonnello Francesco Grasso (1888 - 1962) emblema della resistenza di Barletta, città che si trovò a difendere valorosamente nel periodo seguente l'armistizio
  • il giurista Alfonso Del Grosso (1910 - 1987) che ricoprì le più prestigiose cariche della Magistratura e della Pubblica Amministrazione
  • il dott. ing. Giovanni Battista Piacquadio (1900 - 1967), tenente generale d'artiglieria, fondatore nel 1949 della rivista "Scienza illustrata"
  • Raffaele Angiulli, nato a Colle Sannita nel 1865, fu consigliere comunale e poi sindaco di Napoli (1922), dove coprì altre varie cariche pubbliche, e Senatore del Regno
  • Giambattista Mascia (1908-1967), questore di Napoli
  • Joseph Finelli (Giuseppe Amelio Finelli), scultore nato a Colle Sannita nel 1915 ed affermatosi negli Stati Uniti ove è scomparso nel 2005
  • Francesca Boscarelli (1982), schermitrice, campionessa italiana ed europea

Tra i personaggi illustri originari di Colle Sannita sono da citare: Gwen Stefani e Licia Troisi.

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[7]

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Sportmodifica | modifica sorgente

L'A.S.D. Calcio Colle Sannita (già U.S. Colle Sannita, A.C. Colle Sannita Calcio e A.S.D. Alto Sannio), fondata nel 2006, è la principale squadra di calcio presente sul territorio di Colle Sannita. Attualmente milita nel girone D del campionato di Seconda Categoria Campania.

La Colle Sannita Volley è iscritta al campionato di Prima Divisione femminile di pallavolo.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 220.
  3. ^ Camera di Commercio di Benevento, dati e cifre, maggio 2007
  4. ^ De Agostini M., I Liguri del sannio e la Tavola alimentaria dei Liguri bebiani, Benevento, 1984
  5. ^ Meomartini A., I Comuni della prov.di Benevento, ed. Ricolo, Benevento, 1979, p. 392 e sgg.)
  6. ^ Ugone de Scigliatis (Scillato), figlio di Niccolò, lasciò due figlie, Ilaria e Magalda, la prima delle quali lo aveva portato in dote al marito, Iacopo Antonio della Marra, signore di Serino (Fonte: Ferrante della Marra, Discorsi delle famiglie estinte, forastiere, o non comprese ne' seggi di Napoli …, Napoli, 1641, p. 379 e sgg.). Per ordine del re Ladislao IV fu quindi trasferito alla sorella Magalda, maritata a Iacopo della Leonessa, signore di Airola e di Montesarchio. Fu confermato in possesso di Raimondo e Galeazzo della Leonessa nel 1448 dal re Alfonso I
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Alfonso Meomartini, I Comuni della provincia di Benevento, Tip. De Martino, Benevento 1912 (con successive molteplici ristampe, tra cui quella del 1979 con le ed. Ricolo di Benevento).
  • Andrea Jelardi, Pierfrancesco Rossi, Almerico Meomartini architetto e archeologo beneventano ed i più illustri personaggi della sua famiglia, edizioni Realtà Sannita, Benevento 2005.
  • Andrea Jelardi, Sanniti nel ventennio, edizioni Realtà Sannita, Benevento 2007.
  • Fabio Paolucci, Le famiglie campane. Tra storia, genealogie e personaggi illustri, Kairòs, Napoli 2012.
  • Fabio Paolucci, Francesco Flora. Le radici, l’uomo, la storia, Fausto Fiorentino Editrice, Napoli 2012.
  • Luigi Mascia, Colle Sannita, tra cronaca e storia, Comune di Colle Sannita, III edizione, Tipografia Nuova Print, Benevento 2012.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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