Colmata persiana

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Il Moscoforo ritrovato nella colmata persiana, Acropoli di Atene, 1866

La colmata persiana (in tedesco Perserschutt) è il giacimento di reperti archeologici derivante dalla raccolta e successivo seppellimento sull'Acropoli di Atene dei resti di statue ed ex voto fatto dagli Ateniesi dopo il 480 a.C., in seguito alla distruzione e al saccheggio della città, perpetrato dai Persiani guidati da Serse. Dopo le Guerre persiane, gli Ateniesi decisero di non ristrutturare l'Acropoli ma di lasciare tutto distrutto a testimonianza della barbarie dei Persiani. Il programma architettonico, infatti, rimase fermo fino al 447 a.C.[1] Le statue, ormai inservibili, ma ugualmente oggetti sacri, vennero seppellite.

Per gli archeologi la colmata persiana ha costituito una fonte preziosissima non solo per il recupero di materiale scultoreo, seppure mutilato, ma anche per definire, con una data ben precisa, il confine tra lo stile del periodo arcaico ed il primo stile del periodo classico, lo stile severo. Ludwig Ross, codirettore degli scavi sull'Acropoli alla metà degli anni trenta dell'Ottocento, scoprì le prime korai; la statua del Moscoforo e la testa di Atena del frontone della Gigantomachia furono trovati nel 1863. Numerosi ritrovamenti seguirono e soprattutto tra il 1884 e il 1888, durante le campagne di scavo di Kavvadias con l'assistenza tecnica di Wilhelm Dörpfeld; nel 1886 avvenne la scoperta di nove korai, fra le quali la kore col peplo.[2]

Operemodifica | modifica sorgente

Dalla colmata persiana proviene molta della statuaria arcaica del Museo dell'Acropoli, tra cui il Moscoforo, il Cavaliere Rampin, la Kore di Antenor, la Kore col peplo.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Non tutti gli studiosi sono concordi nell'attestare tale simbolica decisione da parte degli Ateniesi.
  2. ^ Payne 1981, pp.15-16.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Paolo Enrico Arias, Storiografia della scultura greca del VI secolo a.C. in La scultura arcaica in marmo dell'Acropoli, Roma, L'Erma di Bretschneider, 1981, pp. 15-73. ISBN 9788870625004.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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