Commedia musicale

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La commedia musicale è un genere di spettacolo misto di canto e prosa, imparentato con l'operetta, dalla quale si differenzia per una maggiore semplicità di impianto e attualità di temi.

Utilizzato a livello internazionale come sinonimo generico di Musical (Musical Comedy in inglese e Comédie musicale in francese), in Italia il termine indica, nella sua accezione più ristretta, un più specifico sottogenere, sviluppatosi in Europa (Italia e Francia in particolare) parallelamente e in modo autonomo dal musical anglosassone, dalla fusione tra la tradizione dell'operetta e dell'opéra-comique con elementi della rivista e del café-concert, caratterizzato da temi leggeri e trame brillanti, accompagnate da melodie semplici e orecchiabili, vicine al gusto popolare.

Storia della commedia musicalemodifica | modifica sorgente

Le radicimodifica | modifica sorgente

Tradizionalmente si fa risalire la nascita della commedia musicale al 1728, anno in cui viene allestita a Londra L'opera del mendicante, scritta da John Gay, alla quale due secoli dopo si ispireranno Bertold Brecht e Kurt Weill per L'Opera da tre soldi.
Nell'Ottocento abbiamo William Schwenck Gilbert e Arthur Sullivan, noti con il marchio Gilbert e Sullivan, che allestirono le loro opere al Savoy Theatre, sempre in Inghilterra, con notevole successo: la loro fama si diffonde in tutta Europa, ed anche se le loro composizioni sono, a tutti gli effetti delle operette, hanno alcune caratteristiche che le differenziano dalla tradizione e le avvicinano alla cultura popolare, per cui possono essere considerati degli antenati di questo genere.
Nel Novecento sempre più spesso arie musicali tratte da operette ottengono un vero e proprio successo di massa: basti pensare a Dein ist mein ganzes Herz tratta da Il paese del sorriso di Franz Lehar, ai brani di Gilbert & Sullivan nel mondo anglosassone o, in Italia, alle canzoni de Il Paese dei Campanelli di Carlo Lombardo e Virgilio Ranzato.

La nascitamodifica | modifica sorgente

In Italia la tradizione dell'operetta si innesta su quella del teatro di rivista, del caffè concerto e del varietà, dando vita alla commedia musicale, che sviluppa caratteristiche originali che consentiranno alle creazioni degli autori italiani di ottenere il successo mondiale.
I primi autori che si dedicano a questo genere (rimanendo dei maestri tuttora insuperati) sono Pietro Garinei e Sandro Giovannini: fondatori nel 1943 del giornale satirico Cantachiaro, sviluppano dal titolo del giornale un copione dallo stesso titolo, che allestiscono lo stesso anno, con Anna Magnani, Carlo Ninchi, Olga Villi, Enrico Viarisio, Marisa Merlini, tutti attori provenienti dal varietà e, al suo debutto, Lea Padovani.
Le musiche vengono affidate a Piero Piccioni, musicista jazz, che usa lo pseudonimo Piero Morgan e scrive le partiture suonate dalla sua Orchestra 013, mentre la regia è curata da Oreste Biancoli; l'allestimento è seguito dal produttore Remigio Paone.
Lo spettacolo debutta al teatro Quattro Fontane di Roma il 1º settembre 1944 alle cinque di pomeriggio (per via del coprifuoco), ed è un successo: le caratteristiche sono ancora lontane dalla commedia musicale vera e propria, in quanto il copione mette insieme una serie di numeri vicini al varietà.
Garinei e Giovannini, però, sono spinti a continuare su questa strada, e la prima commedia musicale moderna viene scritta e preparata nel 1952: si tratta di Attanasio, cavallo vanesio, con musiche curate da Gorni Kramer, con Renato Rascel e Lauretta Masiero.

Il successomodifica | modifica sorgente

Ad Attanasio, cavallo vanesio segue, l'anno successivo, Alvaro piuttosto corsaro, con lo stesso team di lavoro: entrambe riscuotono un grande successo.
Garinei e Giovannini coinvolgono nei loro allestimenti artisti con una solida preparazione tecnica, maturata negli anni passati nelle riviste e nei varietà: showgirls come Delia Scala, Sandra Mondaini e la già citata Masiero, attori cantanti come Renato Rascel, attori veri e propri come Marcello Mastroianni, Giovanna Ralli, Paola Borboni, Giuliana Lojodice, Olga Villi, Alberto Lionello, comici come Walter Chiari, Paolo Panelli, Bice Valori, musicisti come Kramer, Armando Trovajoli, il Quartetto Cetra, Domenico Modugno, insomma quasi tutti i grandi talenti del mondo dello spettacolo italiano degli anni cinquanta e sessanta.
Ed i risultati non mancano: riscuotono un grande successo al botteghino tutti i loro lavori, da Un paio d'ali del 1957 a Un trapezio per Lisistrata del 1958.
Le canzoni inserite nelle commedie musicali di Garinei e Giovannini diventano dei veri e propri evergreen della musica italiana: ricordiamo Donna, eseguita dal Quartetto Cetra (da Un trapezio per Lisistrata), Domenica è sempre domenica (da Un paio d'ali), da Aggiungi un posto a tavola (dalla commedia omonima) fino all'immortale Roma nun fa la stupida stasera (da Rugantino) che è stata incisa da moltissimi artisti in tutto il mondo e la cui fama si è staccata dallo spettacolo in cui è nata per diventare universale.

La commedia musicale italiana nel mondo: Rinaldo in campomodifica | modifica sorgente

Nel 1961 si ha quello che è uno dei più grandi trionfi di Garinei e Giovannini, ed il primo che li porta al successo anche fuori dall'Italia: Rinaldo in campo.
Lo spettacolo è entrato nella storia del teatro italiano: nato per celebrare i cent'anni dell'Unità nazionale (per questo motivo venne scelta Torino per il debutto, che avvenne al teatro Alfieri il 12 settembre 1961), racconta le vicende del brigante siciliano Rinaldo Dragonera, una sorta di Robin Hood che ruba ai ricchi per aiutare i diseredati, di cui si innamora Angelica (interpretata da Delia Scala), una nobildonna siciliana che sostiene la causa di Garibaldi, e che alla fine lo convincerà ad unirsi ai garibaldini per liberare la Sicilia dai Borboni; il braccio destro di Rinaldo, Chiericuzzu, è interpretato da Paolo Panelli (che, pur essendo un comico, dà una grandissima prova di attore anche drammatico nel momento della morte del suo personaggio).
Le musiche dello spettacolo sono scritte da Domenico Modugno, che interpreta Rinaldo: è proprio grazie al cantautore pugliese, che è notissimo negli Stati Uniti dopo il successo di Nel blu dipinto di blu, che Garinei e Giovannini possono chiamare come coreografo per la loro commedia Herbert Ross, che ha lavorato con Fred Astaire ed ha allestito molti musical a Broadway; le scene e i costumi sono invece di Giulio Coltellacci, loro collaboratore abituale.
Rinaldo in campo diventa "il più grosso successo teatrale di tutti i tempi avvenuto in Italia[1]", registrando record d'incassi mai raggiunti in questo campo.
Ed il successo italiano porta la commedia in tutto il mondo: in Francia viene rappresentata per settimane al Théâtre des Nations di Parigi, e persino in Unione Sovietica viene rappresentata tradotta e con il titolo cambiato in Rinaldo Rinaldini[2].

La commedia musicale all'esteromodifica | modifica sorgente

Oltre che in Italia, la commedia musicale ha trovato suolo particolarmente fertile in Francia. Partendo dalla tradizione dei Cabaret e dei Café-concert particolarmente florida su suolo francese, nonché dall'Opéra Comique, la commedia musicale ha conosciuto un precoce sviluppo a partire dai primi anni del Novecento in celebri music-hall e locali quali il Moulin Rouge il Folies Bergère e ha raggiunto una grande fortuna artistica e commerciale grazie ad artisti quali Albert Willemetz, Sacha Guitry o i cantanti Maurice Chevalier e Yvonne Printemps.

Notevole è anche il legame, spesso a filo doppio, tra la commedia musicale francese la sua controparte americana, il musical leggero. Pur sviluppatisi in modo autonomo, i due generi, sin dai primi anni del secolo, cominciano ad influenzarsi reciprocamente. La diffusione su suolo americano della commedia musicale si deve soprattutto a Florenz Ziegfeld, il grande impresario di Chicago che lanciò, dal 1907, i celebri spettacoli noti come Ziegfeld Follies, in cui esportava in America, adattandoli al pubblico locale, tutti gli elementi del vaudeville francese. Il genere riscuote notevole successo in America soprattutto dopo la prima guerra mondiale, restando in auge anche durante la grande depressione, e dando vita ad una nuova tipologia di musical leggero destinata a dominare e scene di Broadway per tutta la prima metà del secolo, attirando, nel corso degli anni, compositori di primo piano quali George Gershwin, Jerome Kern, Irving Berlin e Cole Porter, sino a Richard Rodgers.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Maurizio Ternavasio, La leggenda di mister volare. Domenico Modugno, editore Giunti, 2004, pag. 94
  2. ^ Da La grande commedia musicale di Garinei e Giovannini - Rinaldo in campo, di Maurizio Porro, Fratelli Fabbri Editori, 2007

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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