Concilium plebis

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Il concilium plebis ("concilio della plebe"), o anche concilia plebis tributa, o comitia tributa[1], era un'organizzazione inizialmente rivoluzionaria della plebe (secessione del 494/493 a.C. sul Monte Sacro).

Funzionimodifica | modifica sorgente

Il Concilium Plebis (Assemblea della Plebe) era un'assemblea tribale, che escludeva tutti i patrizi, cui era vietato prendere parte ai raduni. Solo i tribuni della plebe (tribuni plebis) potevano convocare il Concilio della Plebe, che si riuniva usualmente alla sorgente Comizia (i senatori patrizi spesso osservavano dai gradini della Curia Hostilia e interrompevano i tribuni durante gli incontri).

Inizialmente le deliberazioni adottate dai Concilia plebis avevano valore di deliberazioni interne, con efficacia limitata ai soli plebei. Solo successivamente, in seguito all'approvazione della Lex Hortensia nel 287 a.C., si affermò il principio secondo cui le decisioni assunte nei concilia plebis avrebbero vincolato senz'altro tutti i cittadini.

Nell'età imperiale la maggior parte dei provvedimenti legislativi, sebbene indicati dai giuristi romani come leggi, erano in realtà plebisciti. Il concilium plebis inoltre eleggeva gli edili (solo quelli plebis) e i tribuni della plebe[2], e conduceva processi; quest'ultima funzione cadde in disuso con la creazione delle corti permanenti.

Storiamodifica | modifica sorgente

I concilia plebis furono costituiti per soddisfare le sempre più grandi rivendicazioni delle classi meno abbienti, e avevano competenze propriamente giudiziarie. In questi concili, l'assemblea deliberava i plebiscita (ossia i plebisciti), presiedute dai tribuni della plebe, che man mano assunsero sempre maggiore rilevanza nel diritto romano: infatti in origine erano valide solo per i plebei, ma in seguito divennero vere e proprie leggi da applicarsi a tutti i cittadini, sia patrizi sia plebei (lex Hortensia del 287).

Questo venne costituito al momento della secessione dei Plebei sul colle Aventino. Essi, con la secessione, iniziarono a formare e a edificare un vero e proprio centro abitato molto simile al Foro romanosenza fonte. Quindi iniziarono a costituire le assemblee e i magistrati, formando il concilium plebis, ossia l'assemblea della plebe, diretto da due magistrati, i Tribuni della plebesenza fonte.


Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • L.R. Taylor, Roman Voting Assemblies. From the Hannibalic War to the Dictatorship of Caesar, Ann Arbor 1966.
  • L. Fezzi, Il tribuno Clodio, Roma-Bari 2008 (introduzione).

Notemodifica | modifica sorgente








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