Concorso

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Un concorso (dal latino concursus, participio passato del verbo concurrĕre, 'concorrere')[1] è un metodo di selezione del personale alle quali assegnare la titolarità di uffici o, più in generale, di posizioni organizzative, attraverso la raccolta di candidature e l'individuazione dei più idonei mediante una valutazione oggettiva.

Caratteristichemodifica | modifica sorgente

Il meccanismo del concorso è finalizzato a garantire uguali possibilità di accesso alle posizioni per cui si svolge la selezione, attraverso una valutazione oggettiva della capacità di svolgere i relativi compiti e, dunque, su base esclusivamente meritocratica, evitando che la scelta sia influenzata da pratiche clientelari, raccomandazioni, nepotismi, logiche di appartenenza politica o favoritismi di vario genere.

Può essere basato su titoli ed esami, solo su titoli, od anche solo su esami.

Ambito di applicazionemodifica | modifica sorgente

Generalmente è previsto dalla legge per l'accesso ai ruoli della pubblica amministrazione, ed anche per l'avanzamento di carriera, in molti ordinamenti giuridici statali secondo quanto previsto dalla legge. Ad esempio, nei paesi che adottano un sistema di civil law, viene utilizzato per il reclutamenbto del personale nella magistratura: in tal caso si tratta di figure alle quali è richiesta particolare competenza, unita ad imparzialità nello svolgimento dei compiti attribuiti.

Nel reclutamento del personale pubblico, il concorso è il metodo tipico attraverso il quale si realizza il cosiddetto il merit system ('sistema del merito'), in contrapposizione allo spoil system ('sistema del bottino'), la pratica con la quale le forze politiche al governo distribuiscono le posizioni ai propri affiliati e simpatizzanti, come incentivo a lavorare per il partito o l'organizzazione politica. Il ricorso al concorso piuttosto che alla nomina discrezionale da parte di organi politici, presupposto dello spoil system, varia da un ordinamento all'altro: ad esempio, negli Stati Uniti la nomina politica è più diffusa e interessa uffici che in Italia ed altri paesi europei verrebbero assegnati con concorso. D'altra parte, anche laddove il concorso è più ampiamente utilizzato, la discrezionalità degli organi politici tende ad essere accentuata quando si tratta di nominare i funzionari burocratici di più alto livello, posti alle dirette dipendenze dei politici.

Sovente la necessità del concorso per l'accesso a tali posizioni è stabilita da norme costituzionali: si pensi alla Costituzione italiana che lo prescrive per l'accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni (art. 97, 3° comma) e la nomina dei magistrati (art. 106, 1° comma).

Procedimentomodifica | modifica sorgente

Quando il concorso è obbligatorio, le modalità di svolgimento sono disciplinate, almeno negli aspetti principali, dalla legge. Quando, invece, il ricorso ad esso è una libera scelta dell'ente, è il medesimo a fissarne le regole di svolgimento.

Pur nella variabilità delle discipline, le fasi tipiche dello svolgimento di un concorso possono essere così sintetizzate:

  1. l'ente decide di avviare il concorso, stabilendo requisiti e modalità per la presentazione delle candidature, nonché criteri e modalità per la valutazione dei candidati e la formazione della graduatoria finale;
  2. al concorso e alle regole del suo svolgimento viene data adeguata pubblicità, per dar modo a tutti coloro che possiedono i requisiti di presentare la candidatura (quelli che la presentano sono detti candidati o concorrenti);
  3. le candidature vengono sottoposte ad un primo vaglio, escludendo quelle che non possiedono i requisiti o non sono state presentate nelle forme stabilite;
  4. si procede, ove prevista, alla valutazione dei titoli presentati da ciascun candidato, che possono consistere in titoli di studio, esperienze lavorative, pubblicazioni ecc.;[2]
  5. ove siano previsti esami, i candidati sono sottoposti a prove di vario genere, che possono consistere in dissertazioni scritte su temi prestabiliti, risposte a quiz, colloqui durante i quali devono rispondere a domande poste oralmente, attività pratiche che simulano quelle da svolgere nelle posizioni a concorso ecc.;
  6. sulla base dalle valutazioni attribuite in ciascuna prova d'esame e ai titoli, viene formata, secondo i criteri prefissati, una graduatoria che elenca i candidati ritenuti idonei a ricoprire le posizioni a concorso e li ordina secondo la maggiore idoneità;[3]
  7. vengono selezionati coloro che sono meglio collocati nella graduatoria, in numero pari ai posti da assegnare; può essere stabilito che la graduatoria resti in vigore per un certo tempo, potendo così essere utilizzata per assegnare gli ulteriori posti che divenissero successivamente disponibili. I vincitori del concorso così selezionati sono, quindi, un sottoinsieme degli idonei; d'altra parte, questi ultimi, in base all'esito del concorso, potrebbero essere in numero minore dei posti da assegnare, nel qual caso resterebbero posti vacanti.

L'assegnazione dei posti ai vincitori del concorso può essere formalizzata con la stipulazione di un contratto o con un atto di nomina. A volte l'esito del concorso non vincola del tutto la nomina: ciò accade quando è previsto che, anziché una graduatoria, sia formato solo un elenco di idonei, tra i quali possono essere discrezionalmente scelti quelli da nominare.

Può essere previsto che i vincitori del concorso siano sottoposti ad un periodo di prova, al termine del quale sono valutati, con possibilità di conferma o perdita del posto. Altre volte, sono prelevati dalla graduatoria candidati in numero maggiore dei posti da coprire; costoro trascorrono un periodo di formazione che termina con prove d'esame e la formazione di una nuova graduatoria, sulla base della quale avviene l'assegnazione dei posti (è la struttura del corso-concorso italiano ).

Nel mondomodifica | modifica sorgente

Italiamodifica | modifica sorgente

La dottrina e la giurisprudenza distinguono:senza fonte

  • il concorso privato, dal punto di vista giuridico null'altro che una particolare configurazione della fase preparatoria nella formazione del contratto di lavoro dipendente, volta ad effettuare la selezione del personale come tale disciplinata dall'ente assumente, nel rispetto del codice civile italiano e di tutte le norme in materia.

Fondamento costituzionalemodifica | modifica sorgente

Nell'ordinamento italiano, come già accennato, è la stessa Costituzione a prescrivere il concorso per:

  • l'accesso "agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni, salvo i casi stabiliti dalla legge" (art. 97, comma 3°);
  • "le nomina dei magistrati" (art. 106, comma 1°).

Delle due disposizioni, la seconda non ammette eccezioni, fuorché quelle indicate nei due commi successivi dello stesso art. 106; la prima, invece, consente alla legge di stabilire eccezioni e di tale possibilità il legislatore statale e regionale si è avvalso con una certa larghezza, tanto che è più volte dovuta intervenire la Corte costituzionale per ristabilire i limiti entro i quali le eccezioni sono compatibili con il dettato costituzionale. La Corte ha avuto modo di affermare che: "In un ordinamento democratico - che affida all'azione dell'amministrazione, separata nettamente da quella di governo (politica per definizione), il perseguimento delle finalità pubbliche obiettivate dall'ordinamento - il concorso pubblico, quale meccanismo di selezione tecnica e neutrale dei più capaci, resta il metodo migliore per la provvista di organi chiamati ad esercitare le proprie funzioni in condizioni d'imparzialità ed al servizio esclusivo della Nazione.

Valore, quest'ultimo, in relazione al quale il principio posto dall'art. 97 Cost. impone che l'esame del merito sia indipendente da ogni considerazione connessa alle condizioni personali dei vari concorrenti.

Deroghe alla regola del concorso, da parte del legislatore, sono ammissibili soltanto nei limiti segnati dall'esigenza di garantire il buon andamento dell'amministrazione o di attuare altri principi di rilievo costituzionale, che possano assumere importanza per la peculiarità degli uffici di volta in volta considerati: ad esempio, quando si tratti di uffici destinati in modo diretto alla collaborazione con gli organi politici o al supporto dei medesimi.[4]

Disciplina normativamodifica | modifica sorgente

Le modalità di svolgimento dei concorsi e dell'accesso agli impieghi sono rispettivamente disciplinati dal D.P.R. 3 maggio 1957 n. 686 e dal D.P.R. 9 maggio 1994 n. 487.

L'art. 3 comma 6, della legge 15 maggio 1997 n. 127 (la prima delle cosiddette Leggi Bassanini) ha stabilito che

« la partecipazione a concorsi indetti dalla P.A. non è soggetta a limiti di età, fa salve solo le deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità. »

Il Tribunale Amministrativo Regionale può disporre con urgenza l'ammissione con riserva del ricorrente escluso ad un concorso pubblico, qualora ravvisi che il limite di età inserito nel bando non risponde alle oggettive necessità o alla natura del servizio, previste per legge.senza fonte Il trattato di Nizza, all'art. 20, e la Direttiva 2000/43/Ce vietano la discriminazione fra l'altro per età nei luoghi di lavoro.

In alcuni casi, le riorganizzazioni interne alla cosiddetta pianta organica di un'amministrazione pubblica, avvengono mediante un procedura ad accesso ristretto, detta concorso interno. Va però detto che, a seguito della riforma operata dal d.lgs 27 ottobre 2009 n. 150 (c.d. riforma Brunetta), le progressioni di carriera (c.d. progressioni verticali) devono comunque avvenire mediante concorso pubblico: l'amministrazione per tale tipologia di progressione deve riservare una quota non superiore al 50% a favore del personale interno.[5] Le progressioni economiche (c.d. progressioni orizzontali) sono disciplinate sulla base di quanto previsto dai contratti collettivi nazionali e integrativi di lavoro e nei limiti delle risorse disponibili.[6]

Nei concorsi pubblici è stabilita una preferenza di legge per alcune specifiche categorie: questo comporta che, a parità di merito dei normali criteri selettivi del concorso, alcune categorie usufruiscono, per legge, di criteri preferenziali di accesso ai posti messi a concorso.

Inoltre, il bando può stabilire che vengano riconosciuti e valutati alcuni titoli (di studio o di servizio). Per esempio, quanto ai titoli di servizio i concorrenti che abbiano già prestato servizio (di regola per almeno sei mesi o un anno, e frazioni superiori) per l'Amministrazione che indice il concorso o per altre Amministrazioni, si vedono riconosciuti punteggi aggiuntivi (entro un certo limite comunque stabilito dal bando). Così accade, di regola, anche per i concorrenti in possesso di titoli di studio superiori rispetto a quelli minimi richiesti per partecipare alla procedura selettiva.

ONUmodifica | modifica sorgente

L'accesso ad alcuni impieghi delle Nazioni Unite avviene, normalmente, attraverso il la National Competitive Recruitment Examination (NCRE), una procedura formalmente istituita dall'Assemblea generale dell'ONU nel 1980, con la risoluzione 35/210, nella quale si è deliberato: “at the P-l and P-2 levels, recruitment shall be made as a rule through competitive examinations”[7]per i livelli P-1 e P-2, il reclutamento deve avvenire di norma attraverso concorso»)

Il percorso di selezione che si svolge in tre passaggi:

  • esame scritto;
  • colloquio;
  • superamento di un periodo di prova della durata di 2 anni.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ concórso, Vocabolario Treccani on line
  2. ^ Titoli di studio, esperienze lavorative ecc. possono essete tanto requisti di ammissione al concorso, quanto titoli valutabili; è ovvio che se, ad esempio, viene richiesto un certo titolo di studio per l'ammissione, lo stesso non sarà anche valutato come titolo, mentre potrà essere valutato un titolo di studio superiore o aggiuntivo
  3. ^ Ad esempio, può essere stabilito che venga attribuito un punteggio numerico a ciascun candidato, per ciascuna prova e per i titoli, e che la graduatoria sia formata sulla base della somma (o della media ponderata) dei punteggi così ricevuti dai candidati, eventualmente ponendo come condizione per l'accesso nella graduatoria e, quindi, per l'idoneità, che i singoli punteggi parziali superino una certa soglia
  4. ^ Sentenza della Corte Costituzionale della Repubblica Italiana 4 gennaio 1999, n. 1)
  5. ^ Art. 24 comma 1 d.lgs 27 ottobre 2009 n. 150
  6. ^ Art. 23 comma 1 d.lgs 27 ottobre 2009 n. 150
  7. ^ Istvan Posta, Cihan Terzi, Review of the National Competitive Recruitment Examination as a Recruitment Tool (Joint Inspection Unit/REP/2007/9), United Nations, Geneva, 2007 (p. iii)

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

  • Decreto del presidente della Repubblica 9 maggio 1994, n. 487, in materia di ""Regolamento recante norme sull’accesso agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni e le modalità di svolgimento dei concorsi, dei concorsi unici e delle altre assunzioni nei pubblici impieghi"."
  • Legge 15 maggio 1997, n. 127, in materia di "Misure urgenti per lo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo."







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