Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare
La Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare
La Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare
Lingua orig. Italiano
Autore Paolo Villaggio
1ª app. in Il secondo tragico Fantozzi (1976)
Ultima app. in Fantozzi 2000 - La clonazione (1999)
Interpretata da Nietta Zocchi
Marina Hedman
Evelina Gori
Sesso Femmina
Parenti

Alfonsina (figlia)

La Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare è un personaggio di fantasia, inventato da Paolo Villaggio per i racconti di Fantozzi apparsi su l'Espresso e su l'Europeo, che compare nei libri Fantozzi e Il secondo tragico libro di Fantozzi e nei film Il secondo tragico Fantozzi (1976), di Luciano Salce e Fantozzi 2000 - La clonazione di Domenico Saverni.

Personaggiomodifica | modifica sorgente

Il personaggio incarna lo stereotipo dell'aristocratica che si crede superiore agli altri per il proprio titolo nobiliare e il proprio potere. Viene descritta come una delle maggiori azioniste della Megaditta Italpetrolcemetermotessilfarmometalchimica. All'interno della pellicola, la "nobildonna" è coinvolta in diverse situazioni dove umilia Fantozzi e Filini: tra queste vi sono il varo della turbonave aziendale, dove, nel ruolo di madrina, getta in acqua il ragioniere (assieme al sindaco, al ministro della marina mercantile e alla centoduenne baronessa Filiguelli de Bonchamps, "Mascotte a vita della società") colpendoli alla testa con bottiglie di Champagne lanciate, che dovevano essere rotte sulla fiancata della nave per battezzarla. Dopo però Lobbiam decide di modificare il rituale del varo, effettuato tramite il taglio di un cavetto metallico che avvia il meccanismo, la Contessa taglierà di netto un mignolo all'arcivescovo De Vetanza.

Subito dopo di questo vi è la partecipazione ad una cena di gala, dove gli invitati della Contessa rendono satiricamente la nobiltà con caratteristiche di accentuata spocchia ed arroganza a cui fa da contrappunto l'umiltà dei due impiegati. La contessa è anche padrona del feroce cane di due tonnellate di razza alano brandemburghese Ivan il Terribile XXXII, che terrorizza ripetutamente il protagonista e lo serra d'assedio per una settimana. L'ultima apparizione del personaggio avviene in Fantozzi 2000 - La clonazione. Nel film, la contessa organizza una cena dove invita il Dottor Fantocci, ma Fantozzi - credendo che l'invito sia per lui - vi si reca in compagnia della moglie Pina, vedendosi poi smascherati dalla Contessa e costretti alla fuga per non essere catturati.

Nel film Fantozzi compare la figlia della Contessa, Alfonsina: il ragioniere la incontra per la prima volta quando cerca di portarle alla stazione il libro giallo "L'Albicocco al curaro", e la ritrova quando va in vacanza a Courmayeur con i colleghi Calboni e Silvani: qui la Contessina invita i tre impiegati ad una festa, dove Fantozzi finirà per cadere in un pentolone pieno di polenta a causa di un cameriere decisamente pasticcione, incontrato anche ad un veglione di Capodanno. Il giorno dopo la Contessina fa parte degli sciatori che partecipano ad una gara con Fantozzi, gara che si conclude mestamente per il ragioniere, che arriverà a tarda sera. Proprio per la forte carica satirica e per alcune frasi diventate cult, il personaggio ha acquisito valore di antonomasia, e Serbelloni Mazzanti Viendalmare viene spesso citato come esempio di cognome nobiliare palesemente fasullo o per indicare qualcuno che si dà false arie di superiorità.

Curiositàmodifica | modifica sorgente

  • La figlia della contessa appare anche nel film Superfantozzi nel ruolo di una nobile nelle sequenze ambientate in epoca medioevale; in quell'occasione l'attrice che interpretò quel ruolo fu Eva Lena.

Ispirazione a persone realimodifica | modifica sorgente

Il personaggio cinematografico è modellato sulla contessa Marta Marzotto. La conferma viene dalla stessa interessata, che ha dichiarato: "La Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare ero io. Nel disegnarne il personaggio [...] Paolo Villaggio si era ispirato a me. In famiglia lo sapevano e ridevano."[1]

Il suo cognome multiplo viene spesso aggiunto, con intenzioni derisorie, a quello di persone dal doppio cognome.

Filmografiamodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Il Fatto Quotidiano, 11 gennaio 2012.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema







Creative Commons License