Cornigliano

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Cornigliano
Cornigliano dalla collina di Colombara
Cornigliano dalla collina di Colombara
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Provincia Genova Genova
Città Genova-Stemma.png Genova
Circoscrizione Municipio VI Medio Ponente
Quartiere Cornigliano
Altri quartieri Coronata, Campi, Erzelli
Codice postale 16152
Abitanti 15 481 ab. (2012)
Nome abitanti corniglianesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Mappa dei quartieri di Genova
Mappa dei quartieri di Genova

Coordinate: 44°24′57″N 8°52′14″E / 44.415833°N 8.870556°E44.415833; 8.870556

Cornigliano (Cornigén in ligure, pronuncia Curnigén) o Cornigliano Ligure (denominazione ufficiale di quando era comune autonomo) è un quartiere di Genova. Situato lungo la costa nel ponente cittadino, tra le delegazioni di Sampierdarena e Sestri Ponente, con quest'ultima compone il Municipio VI Medio Ponente.

A livello di unità urbanistiche sono comprese in Cornigliano le unità di "Cornigliano" e "Campi", che insieme hanno una popolazione di 15.481 abitanti (31 dicembre 2012)[1][2]. L'unità urbanistica di Cornigliano comprende anche le località di Coronata ed Erzelli.

Geografiamodifica | modifica sorgente

Cornigliano sorge nella periferia ovest di Genova, sulla fascia costiera, a 7 chilometri dal centro. È bagnata a sud dal mar Ligure e ad est dal torrente Polcevera, che la separa da Sampierdarena. I suoi confini occidentali con Sestri Ponente si possono rilevare nell'aeroporto Cristoforo Colombo e nello spartiacque della collina degli Erzelli. Infine a nord il quartiere comprende le alture di Coronata e Monte Guano, per terminare nei pressi della località Testa di Cavallo e lungo il versante che discende verso il colle di Borzoli. A protezione delle mareggiate, lungo tutto il litorale corniglianese, vi è una diga foranea posta a circa 200 metri dalla linea di costa.

Geograficamente fanno parte del territorio corniglianese anche gli abitati di Coronata, sulla collina che domina il quartiere a est, e dell'unità urbanistica di Campi, sulla sponda del Polcevera.

Il territorio è scosceso, fatta eccezione per la zona pianeggiante adiacente alla costa, ampliata verso mare tramite i riempimenti effettuati tra gli anni trenta e l'immediato dopoguerra. Cornigliano per la restante parte è quindi formata da colline e vallette. Quattro crinali principali digradano verso il mare pressoché perpendicolarmente alla costa da un'altitudine massima di circa 180 metri, raggiunta nei pressi di villa Aplanati-Morsello, punto più alto della delegazione. Da ponente a levante si individuano:

  • gli Erzelli, la grande spianata ricavata tra la fine degli anni cinquanta e i primi anni sessanta con lo sbancamento della collina di Monte Croce per il riempimento a mare dell'area su cui sorge l'aeroporto di Genova-Sestri Ponente, per molti anni utilizzata come deposito di containers, oggi destinata allo sviluppo delle aziende del distretto dell'Elettronica HI-TECH (DIXET) e prossima sede della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova.
  • la collina di Colombara, oggetto di forte espansione residenziale (via dei Sessanta) nel secondo dopoguerra.
  • la collina di Passo Speich, rimasta invece a carattere prevalentemente naturale e rurale.
  • la collina di Coronata, anch'essa fortemente urbanizzata, su cui si sviluppa l'omonimo borgo.

Oltre al Polcevera, Cornigliano è attraversata da altri rivi di minori dimensioni, come il Rio Gandolfo e il Rio San Pietro, oggi quasi totalmente interrati.

Storiamodifica | modifica sorgente

Dalle origini alla villeggiatura del XVIII secolomodifica | modifica sorgente

Antico Stemma di Cornigliano Ligure

Secondo lo storico cinquecentesco Giustiniani - che nel XVI secolo redasse gli annali della città - il nome della località potrebbe derivare dalla Gens Cornelia, la famiglia romana dei Cornelii, che avrebbe posseduto terreni nella zona pianeggiante tra il torrente Polcevera e Sestri, nel luogo chiamato ager cornelianum che significa campo dei Cornelii.

Ma secondo altri storici l'origine del toponimo è ancora più antica ed è da attribuire ad un'antica tribù ligure, quella dei Veturii che nell'età del ferro dominava il territorio compreso tra il torrente Polcevera ed Arenzano. Il nome deriverebbe da Corito di Giano, derivando dall'antico ligure Cor (Corito) - ni (di) - gien (Giano).

Altre e più recenti fonti riferiscono della Cornigliano intorno all'anno 1000: il paese era sparso lungo il declivio collinare, vigilato da una fortificazione posta in alto che aveva soprattutto il compito di difendere l'accesso al ponte sul Polcevera ed era composto da tre terzieri controllati dai nobili Carmandino.

Antecedente a quel periodo è tuttavia la costruzione originaria della badia di Sant'Andrea, edificata su uno scoglio (non più esistente) che prese il suo nome, posto ai piedi della collina degli Erzelli. Per ampliare la costruzione, nel XII secolo la badia fu ricostruita in una zona collinare, così come è visibile adesso.

Nella località, che anticamente e fino a non molti decenni fa era una splendida località rivierasca e che Francesco Petrarca cantò come splendido luogo di villeggiatura fuori le mura di Genova, sempre secondo Giustiniani, vennero costruite nei secoli successivi almeno trenta ville principesche, sorte in seguito al progressivo decentramento residenziale del nucleo cittadino genovese.

Tra i primi insediamenti nobiliari si trovano quelle delle famiglie genovesi dei Doria, Centurione, Imperiale, Cattaneo della Volta e Piuma a Campi; Spinola, Gentile, Pallavicino, De Mari, Grillo e Malocello a Cornigliano. Si trattava di case chiaramente non alla portata di tutti ma comunque non molto ampie e lussuose, diversamente da quelle costruite dai più celebrati architetti a partire dal 1400, dopo cui vennero costruiti i vari palazzi Spinola, il Narisano e il Gentile, tuttora esistenti.

Questo tipo di edilizia continuò fino a raggiungere la sua massima espressione nel XVIII secolo, epoca in cui la via principale era un ininterrotto susseguirsi di ville in cui soggiornarono anche personaggi come la regina Maria d'Austria, Foscolo e Mazzini. Cornigliano infatti in questo periodo è stata luogo di passaggio del cosiddetto Grand Tour ed è stata ammirata da molti visitatori, anche celebri.

Verso il 1750, inoltre, venivano eretti i due palazzi Serra e i marchesi Durazzo davano inizio alla costruzione della grandiosa villa Durazzo Bombrini, in seguito eletta a residenza estiva del principe di Savoia.

XIX secolo: un borgo di agricoltori, pescatori e villeggiantimodifica | modifica sorgente

Nel XIX secolo il paese prese la denominazione di Cornigliano Ligure e con il catasto napoleonico del 1808 l'utilizzo del terreno corniglianese fu documentato accuratamente. Sempre dai dati napoleonici, la popolazione residente risulta essere di 2652 abitanti nel 1806 e 2296 nel 1812. Ciò che però risalta da questi e da altri dati ancor più antichi, è la povertà: a fronte di quasi 500 famiglie, le abitazioni sono poco più di 200 (e molte sono grandi ville nobiliari unifamiliari), a conferma che le coltivazioni e le poche fabbrichette esistenti di abbigliamento femminile, biacca, sapone, calce e pelli non erano molto redditizie.

Nella seconda metà del secolo il paese si trasforma principalmente in un piccolo borgo di pescatori con notevoli ambizioni turistiche balneari, rilanciate quando, alla fine del secolo, il facoltoso imprenditore e politico Edilio Raggio fece costruire sullo scoglio di Sant'Andrea, a fare da sfondo alla spiaggia piena di stabilimenti balneari, l'omonimo castello in stile liberty, sul modello del triestino Miramare.

All'epoca l'allora Comune di Cornigliano era composto da quattro piccoli agglomerati (il Borgo, ai piedi del ponte sul Polcevera, formatosi attorno alla piazza crocevia delle strade per la Marina, Sampierdarena, la Val Polcevera, ed il ponente; la Marina, posta a ridosso della spiaggia; Campi, lungo la strada che risaliva il Polcevera; la Colombara, formata dalle abitazioni arroccate sulla scogliera e sulla retrostante collina poste a ponente). Tutt'attorno, in particolare lungo l'originario tracciato della via Aurelia, l'allora strada principale (attuali vie Tonale e Cervetto), vi erano ville e campi coltivati.

Nel 1861 si rilevano 3615 abitanti, nel 1881 invece 4765.

1890-1960: lo sviluppo demografico e industrialemodifica | modifica sorgente

Lo scenario muta completamente a partire dall'ultimo decennio del secolo, in cui il fenomeno di urbanismo che si andava sviluppando a Genova travolge anche Cornigliano, potenzialmente un sito molto produttivo perché vicino al porto ed agli stabilimenti industriali di Sampierdarena, che proprio in quegli anni si estesero anche alla riva destra del torrente Polcevera. L'armatura di questa trasformazione è costituita dalla nascita dell'Ansaldo, prima grande industria del posto. Già nel 1911 si contavano ben 67 opifici in tutto il territorio comunale, che davano lavoro ad oltre 3000 operai.

Tra il 1881 e il 1901 la popolazione risulta quasi raddoppiata (+91,8%), ed un incremento anche maggiore si ha nei primi vent'anni del secolo, in cui Cornigliano passa dai 9139 abitanti del 1901 ai 19163 del 1921. Sulla spinta di questi avvenimenti si inizia a parlare già a inizio secolo dell'annessione di Cornigliano alla Grande Genova, una città metropolitana mista di zone residenziali, industriali e terziarie.

Ma nel 1919 il sindaco di Sestri Carlo Canepa propone invece un progetto di città industriale altrettanto ambizioso che ha il suo fulcro in Sestri e Cornigliano, basato su una solida rete infrastrutturale, con il raddoppio a monte della ferrovia (e la linea a mare ad uso esclusivo del porto), la realizzazione di un nuovo asse stradale a monte dell'abitato, con la duplice funzione di collegamento veloce e di supporto della nuova edificazione collinare e un sistema la rete tranviaria con diramazioni verso il Polcevera e duplice collegamento con il centro. Completa il progetto la costruzione di una vasta area residenziale composta da case con giardino e ampie strade su modello del quartiere signorile della Foce, che si va a collocare nella valle e sulle colline, da spianare in parte, che dividono Sestri e Cornigliano. Questo schema utopistico venne però accantonato quando, nel 1926, i comuni di Cornigliano Ligure e Sestri Ponente, fino ad allora autonomi, furono soppressi e il loro territorio entrò a far parte della Grande Genova[3].

Parte del vecchio impianto Italsider in prossimità della stazione ferroviaria

In questi anni quella che era un'amena località in riva al mare si è trasformata in uno dei primi quartieri industriali edificati in Italia (già nel censimento del 1911 il 20% della popolazione residente risulta occupata nell'industria). Sono sorti negli anni capannoni ed opifici destinati a durare diversi decenni e a diventare, insieme al porto, la più grande forza produttiva genovese.

Nel 1938 viene progettato da Agostino Rocca e Oscar Sinigaglia un grande impianto siderurgico a ciclo integrale. Terminato nel 1942 non entrerà mai in funzione perché dopo l'armistizio verrà smontato dalle truppe tedesche presenti in città e trasferito in Germania.

Nel dopoguerra l'impianto viene nuovamente ricostruito (è in questa fase che viene demolito il castello Raggio per ricavare spazi per le acciaierie verso ponente e per l'aeroporto "Cristoforo Colombo" davanti a Sestri Ponente) e nel 1953 entra in funzione (la demolizione iniziò tramite delle cariche esplosive il 14 aprile 1951) e Cornigliano divenne un sobborgo industriale destinato ad ospitare la nuova industria siderurgica pesante, proprio da Raggio impiantata per primo nella località. L'impianto entrò in funzione nel 1953 e registrò un ulteriore ampliamento alla fine degli anni cinquanta, che lo portò ancora più a ridosso delle case.

Sotto l'impulso dell'industria, che fornirà per anni migliaia di posti di lavoro, la popolazione, già in aumento, registra un secondo boom demografico, al termine del quale Cornigliano arriva a sfiorare i 30000 abitanti (28999 al censimento del 1961). Grande apporto all'incremento della classe operaia residente è stato dato dall'immigrazione, in particolare dall'Italia meridionale, di persone in cerca di occupazione[4].

Gli ultimi decenni: il degrado e la flessione demograficamodifica | modifica sorgente

Dal dopoguerra in poi Cornigliano, dopo aver perso lo sbocco al mare e la vivibilità di un'area climatica di affermate tradizioni turistiche (per far luogo alla costruzione degli stabilimenti industriali venne effettuato un riempimento a mare di oltre mezzo chilometro per tutta la lunghezza del quartiere), con la crisi siderurgica perde progressivamente anche il suo peso industriale, portando alla disoccupazione migliaia di operai.

Molte delle ville nobiliari di cui la delegazione era ricca furono demolite e la situazione sociale è andata degradandosi, con frequenti fenomeni di delinquenza.

Inoltre con il censimento del 1971 vengono ridefiniti i confini territoriali dell'ex-circoscrizione di Cornigliano, che cede così aree occidentali e settentrionali rispettivamente a Sestri Ponente e Rivarolo e vede ridotta la sua zona territoriale storica. Questi due fattori spiegano la flessione demografica che Cornigliano registra in tale censimento (gli abitanti scendono a 21862) e, con costanza, nei successivi: gli abitanti scendono a 19452 nel 1981 ed a 16668 nel 1991, con flessioni rispettivamente dell'11 e del 14,3%. Tale calo di popolazione andava in netta controtendenza alla demografia cittadina e in particolare dei quartieri del ponente, in piena ascesa negli anni settanta e vittime di uno spopolamento molto meno vistoso negli ultimi decenni[4].

Il processo di spopolamento è proseguito anche nel corso degli anni novanta, principalmente a causa della bassa natalità italiana e di Genova in particolare, ma aggravato da un movimento migratorio che, sebbene mitigato rispetto agli anni precedenti dai massicci arrivi di stranieri extra-comunitari, risulta comunque in passivo[4].

La delegazione si è trovata a fare i conti con l'ingombrante eredità di ciminiere e capannoni, molti ormai in disuso e con i gravi disagi portati dalla convivenza con gli impianti: secondo l'organizzazione ambientalista Legambiente, nel 1999 via Cornigliano (la via principale che attraversa la delegazione), era la strada con il più elevato inquinamento acustico d'Italia, con picchi di 80 decibel. Nel quartiere, sempre secondo i dati in possesso a Legambiente, il tasso di insorgenza di tumori era quattro volte superiore che nel resto della città ed erano presenti elevati tassi di inquinamento atmosferico[5].

Il recente passato: la difficile riqualificazionemodifica | modifica sorgente

La demolizione dell'altoforno (2005)

Terminata l'era delle grandi industrie a partecipazione statale, e con il passaggio ad una fase post-industriale nella quale vengono privilegiati i servizi, Cornigliano, superati i difficili giorni della crisi operaia, sta tentando di riacquistare una propria fisionomia ed un nuovo equilibrio socio-urbanistico. Negli anni che vanno dal 1991 al 2004 ci sono diversi incidenti all'altoforno, nel 1991 esplosione del crogiolo dell'Afo 2, nel 2004 perdita di ghisa liquida a 1550 °C, che sconvolge il quartiere. Già a partire dalla fine degli anni ottanta sono stati effettuati sporadici interventi per valorizzare il tessuto urbano del quartiere, fra cui la ristrutturazione delle ville Spinola-Narisano, in cui è stato realizzato un centro civico di quartiere, e Gentile-Bickley, nuova sede della biblioteca, la riqualificazione dell'area industriale ex-Dufour e la realizzazione del parco urbano "Valletta Rio San Pietro", grande area verde immediatamente alle spalle dell'abitato. Tuttavia le principali trasformazioni urbane attraverso cui si sta tuttora delineando il futuro del quartiere riguardano l'area siderurgica e la collina degli Erzelli.

Per quanto riguarda la prima la chiusura dell'altoforno nel 2005, preceduta da quella della cokeria nel 2002, ha portato ad un generale miglioramento delle condizioni ambientali del quartiere, tramite una riduzione significativa dei livelli di inquinamento atmosferico. Sempre nello stesso anno è stato poi firmato l'accordo definitivo degli enti locali con l'impresa ILVA (Gruppo Riva), che ha riconsegnato oltre 300.000 m² alla disponibilità pubblica. Rimangono tuttora all'impresa 1.094.000 m², di cui 44.000 di proprietà e 1.050.000 in diritto di superficie. Della riconversione dell'area industriale dismessa si occupa la Società per Cornigliano SpA, società pubblica incaricata di procedere alla bonifica e alla riqualificazione urbana del comprensorio. Un concorso di idee al riguardo è stato bandito dal Comune di Genova, vinto da un gruppo di architetti guidato da Marco Casamonti. Secondo il progetto, la porzione di quest'area posta a mare rispetto alla ferrovia e più periferica rispetto al quartiere è stata ripartita in 144000 m² destinati ad attività portuali, ed in una fascia di terreno parallela alla linea ferroviaria, destinati alla realizzazione della nuova viabilità di scorrimento veloce del quartiere lungo la direttrice est-ovest. L'ambito di riqualificazione posto a monte della ferrovia, in cui è stata inclusa anche l'area attualmente occupata della rimessa dei mezzi AMT, di cui è prevista la dismissione, è stata destinata alla realizzazione di una nuova stazione ferroviaria, di un nuovo polo produttivo non inquinante ed all'ampliamento dal parco di villa Durazzo Bombrini. Inoltre è stata avanzata l'ipotesi di costruirvi un moderno polo ospedaliero a parziale sostituzione delle numerose piccole strutture ospedaliere del ponente cittadino e della Valpolcevera.

Il minore dei due gasometri a terra in seguito all'abbattimento (2007)

Nel 2006 sono iniziati i lavori di bonifica e ristrutturazione urbanistica nelle aree da restituire alla città. Per riavvicinare quest'area ex-industriale alla frequentazione della cittadinanza, vi si è tenuta l'edizione di quell'anno del Goa-Boa Festival, che ha visto tra gli altri la partecipazione di Carmen Consoli, Fabri Fibra e Club Dogo. Il simbolo concreto del cambiamento è stato però, nel 21 aprile 2007, l'abbattimento del primo dei due gasometri che con la loro mole hanno connotato per decenni lo skyline di Cornigliano, avvenuto tramite l'utilizzo di alcune cariche di esplosivo, avvenimento che ha avuto ampio risalto sui media locali. L'abbattimento del secondo gasometro, di dimensioni maggiori (alto 98 metri), è invece stato effettuato smantellandolo pezzo per pezzo nel corso dell'anno successivo.

Parallelamente sono stati compiuti i lavori per rinnovare l'area industriale ancora a disposizione del Gruppo Riva per la sua riconversione a polo siderurgico con lavorazione unicamente a freddo, campo in cui il rinnovato stabilimento risulta uno dei maggiori in Europa. Sono stati abbattuti quasi tutti gli edifici preesistenti, obsoleti e non più funzionali, e sostituiti con grandi e moderni capannoni di colore azzurro. Nel 2010 è stata effettuata anche la demolizione degli elettrofiltri, l'ultima grossa porzione rimasta del vecchio stabilimento ex-Italsider.

L'altra importante novità è rappresentata dal parco scientifico tecnologico che sta nascendo sulla spianata degli Erzelli, in seguito al quale la collina, utilizzata fino al 2009 principalmente come deposito container, si sta trasformando in un importante centro di ricerca, grazie all'insediamento di numerose industrie nel campo delle comunicazioni e delle tecnologie avanzate, che prevede in futuro di ospitare anche le nuove sedi dell'IIT e della facoltà di ingegneria (progetto Politecnico). Sono già stati realizzati l'adeguamento della viabilità veicolare e la costruzione dei primi edifici, presso cui sono già operativi gli uffici di alcune aziende già trasferitesi, prima fra tutte la Ericsson che ha inaugurato ufficialmente la propria sede il 24 maggio 2012. Ad essa si è aggiunta nel 2014 la Siemens. Il progetto, che opera su un'area totale di 440.000 m², è curato dalla società Genova High Tech Spa, fondata nel 2005 e partecipata da Intesa Sanpaolo, Banca Carige, Euromilano ed Aurora Costruzioni e prevede, oltre alla costruzione degli edifici destinati alle aziende, all'IIT ed all'università, la realizzazione di edifici residenziali e di un nuovo parco urbano. Per i collegamenti sono previsti accessi veicolari dal casello autostradale di Genova Aeroporto, da Via dell'Acciaio e Via Sant'Elia da Sestri Ponente e da Via Monte Guano da Coronata ed una funicolare che collega l'area con l'aeroporto ed una nuova stazione ferroviaria urbana.

Ville di Corniglianomodifica | modifica sorgente

« Cornigliano fu sempre luogo di delizie per i signori genovesi i quali vi fabbricarono più di venti sontuosi palazzi, oltre molti casini di campagna sparsi su quella ridente collina. »
(Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S.M. il re di Sardegna, Volume 5, editore G. Maspero, 1839[6])

A testimonianza del suo antico splendore Cornigliano possiede tuttora numerose (circa 50, incluse quelle di Coronata) ville appartenute a nobili che soggiornavano nel borgo.

Tra le più importanti si ricordano, da levante a ponente:

Villa Durazzo Bombrini sovrastata da uno dei due gasometri delle acciaierie (eliminati tra l'aprile 2007 e l'estate 2008)
  • Villa Cattaneo delle Piane (detta dell'Olmo), a Campi, sede della Fondazione Ansaldo
  • Villa Durazzo Bombrini, ritenuta tra i più bei palazzi genovesi e recentemente acquistata dalla Società per Cornigliano. È sede della Genova Liguria Film Commission e del centro provinciale per l'impiego; periodicamente vi si tengono inoltre concerti, feste e mostre, fra cui il Chocofantasy nel periodo di ottobre
  • Villa Domenico Serra, un tempo municipio del Comune autonomo di Cornigliano Ligure, attualmente in ristrutturazione dopo decenni di degrado
  • Villa Canepa, sede di alcune associazioni sportive e della Filarmonica di Cornigliano
  • Villa Gentile-Bickley, sede della biblioteca civica "Guerrazzi" e della Città dei Mestieri
  • Villa Carbone, di recente ristrutturazione, sede di residenze privati
  • Villa Spinola Narisano, sede del centro civico e di uffici amministrativi del municipio VI Medio Ponente
  • Il complesso di Villa Doria-Dufour, comprendente due edifici nobiliari attestati su Via San Giacomo Apostolo, oggi inglobati all'interno del Parco Urbano Valletta Rio San Pietro. Entrambe le costruzioni sono ridotte a ruderi, ma in corso di ristrutturazione per la realizzazione di residenze private
  • Villa Marchese, sede di residenze private
  • Villa Giacomo Serra, sede di residenze private
  • Il complesso di Villa Spinola Dufour, già residenza dell'architetto Maurizio Dufour, ora in parte sede dell'oratorio parrocchiale di S. Giacomo ed in parte abitazione privata
  • Villa Dufour Pavesi, limitrofa alle precedenti, ex scuola materna, attualmente sede di un centro sanitario-riabilitativo per disabili
  • Villa Dufour, oggi sede della scuola elementare "Camillo Sbarbaro" e della scuola materna "Villa Dufour"
  • Villa Freccia, sede di una casa di riposo per anziani
  • Villa Raggio degli Erzelli, dimora signorile che ha inglobato l'Abbazia cistercense di S.Andrea (XI secolo)

Trasporti e vie di comunicazionemodifica | modifica sorgente

Strademodifica | modifica sorgente

Cornigliano è attraversata dalla Strada statale 1 Via Aurelia, che assume nel tratto corniglianese le denominazioni di via A. Siffredi, via Cornigliano e via G. Ansaldo. L'antico tracciato della Via Antica Romana è invece ancora ben definito nel tratto di Via Tonale, Via dei Domenicani, Via Cervetto e Via Muratori, dove si affacciano numerose Ville storiche monumentali.

Via Cornigliano

In particolare, via Cornigliano è la principale arteria del quartiere. Lunga circa 800 metri, congiunge piazza Savio, in cui è situata la stazione di Cornigliano, con piazza Massena, attraverso due file quasi ininterrotte di palazzi, in maggioranza signorili, anche se un po' svalutati, costruiti per lo più ad inizio Novecento. Affacciate su piazze e giardini adiacenti alla via sono anche la questura e villa Domenico Serra, sede municipale dello scomparso comune di Cornigliano Ligure. Organizzata con due corsie per senso di marcia più una riservata ai mezzi pubblici in direzione Genova, è una strada molto trafficata poiché, essendo l'unica arteria di collegamento fra Sampierdarena e Sestri, è attraversata sia dal traffico locale sia da quello di attraversamento. Successivamente all'ultimazione della viabilità di scorrimento esterna al quartiere, la strada dovrebbe risultare sgravata di gran parte del suo attuale traffico, il che darà avvio ad una sua risistemazione in chiave più urbana, con la riduzione del numero di corsie, l'allargamento dei marciapiedi, l'inserimento di una pista ciclabile e l'incremento del verde. La strada è attraversata in entrambi i sensi dai bus AMT tramite le linee 1, 3, N2 (che collegano Cornigliano con il centro città e con i quartieri di ponente) e 160 (di collegamento interno al quartiere, che congiunge la zona di via Dei Sessanta con la stazione ferroviaria).

La nuova strada di scorrimento già menzionata è attualmente in fase di realizzazione (la fine dei lavori è prevista per il 2014) parallelamente alla linea ferroviaria. Una volta ultimata collegherà l'area della Fiumara di Sampierdarena con l'estremità opposta di Via Cornigliano, all'altezza della stazione ferroviaria, tramite un nuovo ponte sul torrente Polcevera. Saranno presenti due svincoli intermedi in via San Giovanni d'Acri, in cui è prevista la nuova stazione ferroviaria in progetto, ed in prossimità del Polcevera per il collegamento con la viabilità di sponda. In futuro sono ipotizzati anche la prosecuzione della strada verso l'aeroporto, il casello autostradale di Genova Aeroporto ed il quartiere di Sestri Ponente.

Dall'Aurelia, lungo le due sponde del Polcevera, si diparte la viabilità veloce che permette di collegare l'insediamento costiero con i quartieri della Valpolcevera. In particolare sulla riva corniglianese scorre la carreggiata con direzione nord-sud composta da Via Benedetti e Via Greto di Cornigliano. Le due carreggiate, più a nord, si agganciano con la strada provinciale 35 dei Giovi che collega Genova con l'oltreappennino e quindi con Milano. Alternativa alla viabilità di scorrimento veloce per il collegamento con Campi e la Valpolcevera è lo storico Corso Perrone, costruito ad inizio Novecento, su cui transitano le linee AMT 63 e 663, dirette a Pontedecimo.

A monte dell'abitato, per un ampio tratto in galleria, scorre l'Autostrada A10, Genova - Ventimiglia. Cornigliano è servita dallo svincolo di Genova Aeroporto situato al confine con Sestri Ponente, raggiungibile tramite una rampa (via E. Melen) che si diparte direttamente da via Cornigliano. Tramite la stessa rampa è possibile raggiungere anche il polo scientifico tecnologico Erzelli sull'omonima collina, servito dalla linea AMT 5, che lo collega con la stazione ferroviaria del quartiere.

Cornigliano è anche collegata direttamente con l'aeroporto Cristoforo Colombo di Genova attraverso via Pionieri e Aviatori d'Italia. Il collegamento tramite trasporto pubblico con l'aeroporto è assicurato attraverso la linea AMT Volabus.

Linee ferroviariemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi stazione di Genova Cornigliano.

Cornigliano è attraversata dalla linea ferroviaria Genova - Savona - Ventimiglia ed è servita da una stazione il cui edificio, sebbene ristrutturato nel 2007, presenta ancora notevoli segni di degrado. I piani per il rifacimento del nodo ferroviario di Genova prevedono il mantenimento dell'attuale stazione e la creazione di una nuova fermata nei pressi di Via San Giovanni d'Acri.

Di fronte alla stazione è posizionata una fermata del Volabus, l'autobus destinato da AMT al collegamento veloce tra il centro città e l'aeroporto Cristoforo Colombo, rispetto a cui quella di Cornigliano risulta la stazione ferroviaria più vicina. Nelle immediate vicinanze è presente anche la fermata degli autobus urbani.

Persone legate a Corniglianomodifica | modifica sorgente

Sportmodifica | modifica sorgente

Un tempo a Cornigliano era presente il secondo stadio cittadino, lo Stadio del Littorio (successivamente ribattezzato Stadio Valerio Bacigalupo), costruito nel 1927, che fu il terreno di gioco delle società sportive Ginnastica Sampierdarenese, La Dominante, Liguria e Corniglianese. Concepito esclusivamente per il gioco del calcio, era un ottimo impianto all'inglese, con una grande tribuna, tetto in legno, vetrate e gradinate con una capienza massima di 15.000 spettatori. Nei mesi estivi vi si tenevano spettacoli operistici. Demolito nel dopoguerra, al suo posto è stata edificata una rimessa per gli autobus (di cui è prevista peraltro a sua volta la demolizione).

La storica squadra di calcio locale è la "A.S.D. Corniglianese 1919" che milita nel campionato di Eccellenza. Vanta un glorioso passato, partecipò a diversi campionati professionistici (II divisione, serie B dell'epoca, nel 1926), oltre ad alcuni campionati di serie C (ultima apparizione nella stagione 1947-48). Fu protagonista di alcune fusioni tra più società, antenate dell'attuale U.C. Sampdoria. La prima fusione nel 1927 con Andrea Doria, Sampierdarenese e Corniglianese diede vita all'effimera "La Dominante", che si rivelò un fallimento. La seconda fusione fu nel 1930 con Sampierdarenese, Rivarolese e Corniglianese e diede vita al "Liguria" che retrocesse in I divisione già nel 1931.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Notiziario statistico della città di Genova 4/2012
  2. ^ Notiziario statistico della città di Genova 1/2011.
  3. ^ Regio Decreto Legge 14 gennaio 1926, n. 74
  4. ^ a b c Annuario demografico della città di Genova, Comune di Genova, 2007
  5. ^ Mal'Aria, Le dieci strade dello smog, Legambiente online, 1999
  6. ^ Vittorio Angius, a cura di Goffredo Casalis, Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S.M. il re di Sardegna, Volume 5, editore G. Maspero, 1839, pag 435
  7. ^ Vittorio Angius, a cura di Goffredo Casalis, Dizionario geografico, storico, statistico, commerciale degli stati di S.M. il re di Sardegna, Volume 5, editore G. Maspero, 1839, pag 437

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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