Credo (liturgia)
Il Credo è, nella liturgia e devozione cattoliche, la professione di fede che la comunità credente fa nei momenti liturgici, principalmente nelle celebrazioni eucaristiche delle domeniche e delle solennità liturgiche.
La liturgia propone due formule per il credo:
- Il Simbolo apostolico: è un testo del II secolo, nato nella liturgia del battesimo.
- Il Simbolo niceno-costantinopolitano: è uno sviluppo del precedente, arricchito con le affermazioni cristologiche definite nel Concilio di Nicea e con le affermazioni di fede pneumatologiche definite nel Primo Concilio di Costantinopoli.
Nel rito del battesimo si preferisce la modalità in forma di domande e risposte: alle domande del presbitero o del vescovo sui tre articoli di fede del Simbolo apostolico i battezzandi rispondono tutti insieme "Sì, credo". Dopo di ciò sono battezzati. Tale modalità può essere usata anche nella celebrazione eucaristica, ed è obbligatoria nella liturgia della Veglia pasquale.
Nonostante il credo venga recitato come fosse una preghiera, non lo è in modo proprio, ma appunto una dichiarazione solenne dei principali articoli della fede ossia un riassunto dei principali dogmi.
Il Simbolo niceno-costantinopolitano è stato fonte di controversie tra la Chiesa cattolica e la chiesa ortodossa per la questione del filioque.
Credo di Paolo VI modifica
Papa Paolo VI il 30 giugno 1968 a conclusione dell' "anno della fede" da lui stesso indetto in onore degli Apostoli Pietro e Paolo, da lettura in Piazza San Pietro di una "Solenne professione di fede", il Credo del Popolo di Dio da lui stesso redatto per l'occasione e formalmente emesso come moto proprio; un lungo testo che riassume i punti fondamentali della fede cattolica, estendendo ed esplicitando i contenuti del Simbolo niceno-costantinopolitano[1].
Note modifica
- ^ Testo integrale del Credo del Popolo di Dio










