Cuorgnè

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Cuorgnè
comune
Cuorgnè – Stemma Cuorgnè – Bandiera
Cuorgè vista dal santuario di Belmonte
Cuorgè vista dal santuario di Belmonte
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Sindaco Giuseppe Pezzetto (Cuorgnè in Movimento) dal 17/05/2011
Territorio
Coordinate 45°23′00″N 7°39′00″E / 45.383333°N 7.65°E45.383333; 7.65 (Cuorgnè)Coordinate: 45°23′00″N 7°39′00″E / 45.383333°N 7.65°E45.383333; 7.65 (Cuorgnè)
Altitudine 414 m s.l.m.
Superficie 19,38 km²
Abitanti 10 141[1] (31-12-2010)
Densità 523,27 ab./km²
Frazioni
Comuni confinanti Alpette, Borgiallo, Canischio, Castellamonte, Chiesanuova, Pont-Canavese, Prascorsano, San Colombano Belmonte, Valperga
Altre informazioni
Cod. postale 10082
Prefisso 0124
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001098
Cod. catastale D208
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti cuorgnatesi
Patrono San Luigi
Giorno festivo 21 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Cuorgnè
Localizzazione del Comune di Cuorgnè nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Cuorgnè nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Cuorgnè (Corgnè [kʊr'ɲɛ] o Coergnè [kwər'ɲɛ] in piemontese) è un comune di 10.151 abitanti della provincia di Torino.

Geografiamodifica | modifica sorgente

Cuorgnè si trova a una longitudine di 4° 49' 15" dal Meridiano di Roma, ed a una latitudine di 45° 23' 30". Il centro del paese è situato ad un'altitudine di 414 m s.l.m., a 41 km dal capoluogo, allo sbocco della valle dell'Orco, nel territorio compreso tra il rilievo granitico di Belmonte, il Monte Soglio e la Quinzeina. Il nucleo più importante sorge sulla riva destra del torrente, nel vasto anfiteatro morenico formatosi dai ghiacciai fra questa valle e la val Soana. Nel secondo dopoguerra l'abitato si è considerevolmente sviluppato anche sulla riva sinistra del torrente, nella zona Pedaggio e nelle località Biancetta e Cascinette. Dal terreno alluvionale morenico emergono isole di granito rosso sotto la collina di Costosa e quella di Santa Lucia. Altro affioramento di granito, però di colore più chiaro, a valle del Pedaggio e che costituisce il basamento del monticello sul quale si trova Villa Ida. Sul lato destro dell'orco si ha invece del Gneiss utilizzato fin da epoche antiche come pietra da costruzione.

Storiamodifica | modifica sorgente

L'origine di Cuorgnè è antica. Nei suoi pressi esisteva l'insediamento di "Canava" (dal celtico Knappe o Canaba, forse della tribù dei Salassi, e dal latino Cohors Canava, da cui deriva il toponimo "Canavese"), scomparsa verso il 1030 in seguito ad una piena del torrente Orco. Le subentrarono gli insediamenti di Cuorgnè, Castellamonte e Valperga.

L'origine del nome Cuorgnè non è chiara. Si è ipotizzato derivi dal latino Cornu Nictatio, o Corniatu (luogo dove si suonava il corno d'allarme), ovvero dall'antico proprietario romano Coroniacus, oppure ancora da Cornai (luogo ricco di corniolo). In un racconto popolare si parla di una corsa di porci durante la quale i proprietari delle bestie li incitavano urlando: "Cur! Cur!" ("Corri! Corri!") ai quali gli animali rispondevano grugnendo "Gnè! Gnè!".

Cuorgnè sorse in posizione strategica, allo sbocco di una valle, prima come sede invernale di pastorizia, poi come base militare ed infine come centro di scambio commerciale dei prodotti della pianura con quelli delle valli alpine retrostanti.

Durante la dominazione romana la regione di Cuorgnè apparteneva al municipium di Julia Augusta Taurinorum, l'odierna Torino.

Nel medioevo i primi signori si dissero discendenti del re Arduino d'Ivrea. Nell'alto medioevo Cuorgnè appartenne ai conti di Valperga. La peste nera uccise circa la metà della popolazione. Sono documentate lotte fra famiglie nobiliari locali per il dominio sul territorio e continue scorrerie di eserciti mercenari. Questi determinano la grande rivolta popolare denominata del Tuchinaggio (1386-1391), trasformata poi in guerra civile, e alla quale pose termine Amedeo VII di Savoia, il Conte Rosso, che assediò e conquistò Cuorgnè, imponendo la rappacificazione. Da quell'epoca il centro segue le vicende sabaude. Cuorgnè divenne un importante centro commerciale, punto di incontro tra pianura e montagna.

Nella regione passarono e lasciarono il segno truppe francesi, spagnole, austriache, mercenarie, come pure compagnie di briganti. La peste del 1630 fece in Cuorgnè più di 600 vittime.

Negli anni della rivoluzione francese a Cuorgnè si piantò l'albero della libertà e la città dovette fornire due compagnie all'esercito napoleonico, afflitto, per altro, dalla diserzione che ingrossava le file dell'esercito popolare e che diede vita alla "rivolta degli zoccoli".

Restaurata la monarchia sabauda, Vittorio Emanuele I stanziò a Cuorgnè un distaccamento di carabinieri reali (arma da lui fondata nel 1814), testimonianza questa dell'importanza data alla città. Nel 1878 vi fu costruita la caserma degli alpini, presenti in città fino all'ultimo dopoguerra.

Cuorgnè partecipò al Risorgimento e al movimento garibaldino, nel quale si misero in evidenza i fratelli Pinelli e il magistrato Giuseppe Ghiglieri. Nel corso del XIX secolo si sviluppò anche a Cuorgnè il movimento delle cooperative, con la Società di mutuo soccorso (1853), che diede origine a magazzini, negozi, forni, cantine, scuole e biblioteca, contribuendo alla diffusione della cultura popolare.

Fu insignita dello status di città nel 1932. La prima guerra mondiale comportò per Cuorgnè 87 caduti. Con l'arrivo del Fascismo, nell'ottobre 1922, due giorni dopo la marcia su Roma un artigiano, Giorgio Rebuffo, venne ucciso sulla porta della locale Società di mutuo soccorso. Nel 1940 molti giovani vennero arruolati quali meccanici sulle navi da guerra e molti di essi caddero in combattimento.

La partecipazione alla guerra di liberazione è massiccia e molti sono i caduti, vittime delle rappresaglie, sino alla fucilazione di cinque cittadini il 1º maggio 1945. Il gonfalone cittadino è decorato di medaglia d'argento al valor militare.

Nel dopoguerra la manifattura tessile tornò alla piena attività e raggiunse un alto livello occupazionale. Negli ultimi anni, però, la crisi tessile ha portato alla necessità di riqualificazione della mano d'opera.

Monumenti e luoghi di interessemodifica | modifica sorgente

Il centro storico presenta ancora oggi un tipico aspetto medievale. Via Arduino rappresentava il centro commerciale dell'antico borgo medioevale di Cuorgnè, il cui ingresso era un tempo difeso da una torre con fossato e ponte levatoio oggi scomparsi. I portici meglio conservati sono situati sulla sinistra della via, con caratteristici archi slargati e numerose botole che danno accesso a piccole cantine, utilizzate un tempo quali magazzini.

La torre di Carlevato e la torre dell'Orologio

Superata Piazza Boetto, si incontra un bel soffitto a cassettoni e, subito dopo, un palazzotto nobiliare forse del XIV secolo, impropriamente detto Casa di Re Arduino, sebbene successivo all'epoca in cui era vissuto il re. Il palazzotto presenta arcate di tipo gotico, abbellite con decorazioni floreali (prese anche a modello dal D'Andrade per il borgo medioevale di Torino del Valentino) e con porte e finestre decorate da fregi in cotto. Tutto il traffico proveniente dalla pianura e diretto alle alte valli entrava in Cuorgné dalla porta del Borgo posta all’imbocco di via Arduino, percorreva la via del Borgo e la via di Rivassola ed usciva da questa porta, verso Campore e Pont.

Il centro storico è sovrastato da due caratteristiche torri simbolo di Cuorgné: la torre rotonda, detta di Carlevato, risalente probabilmente al 1200 e parte di un più vasto castello, e la torre quadrata, detta dell'Orologio (di origine trecentesca), costruita in opposizione alla vicina torre tonda. Ceduta nel 1400 dai Valperga al Comune divenne torre di vedetta e poi torre campanaria, con rimaneggiamenti settecenteschi che portarono la sommità della torre alla forma attuale.

Osservando la pianta del borgo si possono riconoscere facilmente nel tessuto urbano verso oriente i bastioni di difesa, d'epoca medievale, che circondavano tutto il centro storico. Lungo la bastionata corre ancora la strada periferica interna alle mura, la cosiddetta "Cursera", dalla quale si diramano i camminamenti pedonali. Essendo stata Cuorgnè in passato sede di amministrazione della giustizia, le sentenze capitali venivano eseguite sotto i bastioni, nel largo ancora oggi denominato "Rondò della forca".

La chiesa di San Giovanni e la chiesa parrocchialemodifica | modifica sorgente

La chiesa di San Giovanni, al centro del Borgo antico (l'attuale via Arduino), era la chiesa della Confraternita della Misericordia, dedicata a San Giovanni Decollato. La Confraternita in onore di questo santo assisteva i condannati a morte e ne accompagnava la salma in chiesa; possedeva inoltre l'importante privilegio di poter liberare ogni anno un condannato a morte. Le opere d'arte principali di questa chiesa sono i sette grandi quadri su tela, dipinti nel 1742 dal pittore Luca Rossetti da Orta. Tutte le tele rappresentano scene della vita del santo titolare della chiesa: due gruppi di tre sono a fianco dell'altare maggiore, mentre nella posizione d'onore dietro all'altare vi è la raffigurazione più importante: il martirio di San Giovanni.[2]

Secondo la tradizione la prima parrocchia cuorgnatese, già dedicata a San Dalmazzo, secondo un documento del 1154, risalirebbe all'epoca di Sant' Eusebio. La chiesa fu ristrutturata nel 1472 e diventando insufficiente di posti, nel 1575 si decise di ricostruirla cambiando l’orientamento come è visibile oggi. La nuova struttura, terminata nel 1592, fu progettata a tre navate divise da otto colonne, nel 1 settembre del 1804 crollò all’improvviso un pilastro della chiesa compromettendo la stabilità della parrocchia. Si decise così di ricostruire interamente una nuova chiesa, che fu inaugurata nel 1810. La chiesa parrocchiale di San Dalmazzo, si presenta oggi nella sua struttura ottocentesca, nel 1825 fu costruita una cappella-santuario dove, il 19 agosto, fu trasferito il miracoloso affresco bizantino della Nostra Signora di Rivassola, che secondo la tradizione fu copiata da una pergamena portata in paese nel 903 da Costantinopoli, copia di un ritratto dal vero della Madonna eseguito dall'evangelista San Luca.[3] Tramite Breve del 2 dicembre 1825, il Papa Leone XII concedette alla chiesa l'Indulgenza plenaria.[4]

Le decorazioni interne sono opera dei pittore Paolo Beroggio e gli affreschi della volta del pittore Nicola Fava nel 1904. Le tele dell'altar maggiore, con il martirio di san Dalmazzo, e dell'altare del Rosario alla navata sinistra sono opera del pittore Giovanni Comandù (1814). Da notarsi ancora il grandioso organo sopra al portale, dotato di trenta registri, opera dell'organista Carlo Vegezzi Bossi (1894) recentemente restaurato.[5]

La chiesa della SS. Trinitàmodifica | modifica sorgente

A breve distanza dalla parrocchia dedicata a san Dalmazzo, sorge la chiesa della Santissima Trinità, la quale si presume che in principio fosse un oratorio con annesso ospizio per i pellegrini, costruito a partire dal 1510 dai frati minori francescani. Questi nel 1581 lo cedettero alla Confraternita della SS. Trinità, istituita a Cuorgnè nel 1535. Grazie al livello sociale degli aderenti, quasi tutti nobili o comunque persone di prestigio, ed ai numerosissimi lasciti e donazioni anche di notevole valore, la Confraternita giunse ad avere una notevole ricchezza. Successivamente, nel 1582 Bernardino Bossetto, rettore della Confraternita firmò una convenzione con il "maestro" Giovanni Cernese da Lugano, residente a Valperga, per l'erezione della chiesa. La facciata della chiesa venne terminata nel 1637 da "mastro Bernardino Somacio" di Lugano; altri luganesi, Carlo e Antonio Scala, costruiscono nel 1663 la cappella di destra, dedicata al Santissimo Sudario. Nel 1674 compaiono pagamenti al pittore Giacomo Riva Berta per alcuni quadri all’interno dell’edificio. Fra le opere artistiche presenti all'interno della chiesa merita particolare attenzione la grandiosa ancóna in legno dell'altare maggiore: un solenne apparato decorativo, con statue di santi e di angeli, disposti a corona intorno ad un gruppo centrale raffigurante il Padre ed il Figlio che incoronano la SS. Vergine. Si tratta di un'opera eseguita da Pietro Antonio Perucca da Valperga nel 1691. Scioltasi la Confraternita, la chiesa venne chiusa al pubblico nel 1895. Considerato il notevole interesse artistico, nel 1984 il comune ne divenne proprietario ed avviò una serie di lavori di restauro per riutilizzare la chiesa a fini culturali riconvertendola in centro multimediale e sala conferenze.[6]

Il palazzo comunale ed il teatromodifica | modifica sorgente

L'edificio del Palazzo Comunale di Cuorgnè venne costruito agli inizi del 1600 dalle Monache benedettine che, costrette ad abbandonare Belmonte a seguito dei decreti del Concilio di Trento, vollero edificare a Cuorgnè il loro convento. Del convento la costruzione conserva ancora la struttura originaria, come il bel cortile interno porticato nel quale sono ancora agevolmente riconoscibili gli elementi del chiostro conventuale. Dal lato settentrionale si erge l'edificio della Chiesa, attuale teatro comunale, di dimensioni relativamente ridotte perché riservato alla comunità religiosa, con coro e Parlatorio; dal lato opposto si aprivano i locali destinati al refettorio e alle cucine. Un'ampia galleria coperta corre al di sopra del chiostro, permettendo l'accesso alla sala capitolare e alle stanze. Soppressi gli ordini religiosi, il Comune nel 1802 prese possesso dello stabile destinandolo a propria sede.

Nel vasto locale della chiesa si decise nel 1860 di trasferire il teatro comunale; il progetto di ristrutturazione venne redatto nel 1865 dall'architetto ing. Pier Giuseppe Zerboglio di Cuorgnè ed il teatro venne ultimato l'anno seguente. Ne disegnarono le scene ed i fondali alcuni artisti che in quell'epoca erano soliti trascorrere il periodo estivo nel vicino paese di Rivara e che proprio da questa cittadina traggono il nome di "scuola di Rivara". In particolare lo scenario con Cuorgnè visto dal vecchio ponte sull'Orco è opera del loro caposcuola: Carlo Pittara. Gli ornati sono opera di Giacomo Rossi da Lugano e del torinese Giuseppe Ceva, le decorazioni e le parti dorate del torinese Vincenzo Ruffino, le figure vennero eseguite da Luigi Crosio di Acqui. Gestito direttamente dal comune fino al 1919, in tale anno fu dato in affitto ai privati, che vi impiantarono il cinema comunale, una delle prime sale cinematografiche in Canavese; gli arredi di scena ed i fondali andarono purtroppo in gran parte distrutti. Tornati liberi i locali intorno al 1970 furono restaurati dalla Pro Loco cuorgnatese. Venne riaperto al pubblico nel 1976, per essere nuovamente chiuso nel febbraio 1983. Da allora ospita solo più mostre temporanee nella platea.[7]

L'antico ponte sull'Orcomodifica | modifica sorgente

Le arcate del Ponte vecchio

A Cuorgnè si trovano ancora quattro arcate di un antico ponte sul torrente Orco. Il borgo nel medioevo costituiva un importante centro commerciale della zona; e gran parte della sua importanza era legata alla presenza del ponte, per lungo tempo unico collegamento carraio con le valli Orco, Soana e Sacra. I mercanti che da Ivrea si recavano ad Avigliana e ai colli della Valle di Susa, quando i guadi più in basso non erano praticabili, dovevano per forza passare dal ponte. Per usufruire del passaggio, si doveva pagare un pedaggio, infatti la zona si chiama tutt’ora Il pedaggio. L'Orco non era ancora imbrigliato e povero di acqua come ai tempi attuali e la sua furia era veramente pericolosa. Cuorgnè per tutto il periodo della sua storia condusse sempre una lotta strenua con il fiume per tenere efficiente questo ponte, che era di vitale importanza per l'economia della comunità. L'insicurezza e la precarietà del ponte spinsero i cuorgnatesi nel 1464 a decidere di costruirlo in modo più duraturo, sul sito dell'attuale Ponte Vecchio: i lavori vennero affidati nel 1469 a Giovanni di Piacenza. È solo alla fine del 1600 che si prende in considerazione l'idea di una costruzione con arcate in pietra: il 7 maggio 1686 Gio Antonio Ratio riceve l'incarico di ricostruire alcuni pilastri, fatti a sei facciate idonei per appoggiarvi archi in muratura. Nel 1703 viene costruita la testata del ponte verso Cuorgné con relativo terrapieno, ad opera di Pietro Zerboglio, Gio Francesco Maglietto e Lorenzo Canale; nel 1780 una piena asportò gli archi centrali che vennero ricostruiti con semplici pilastri collegati da travature. Siccome il fiume spostava con frequenza il suo letto il ponte giunse ad avere tredici arcate in pietra e calce. Le furibonde piene del 1845 1846 asportarono tutte le arcate verso Salto: si decise allora di ricostruirlo un centinaio di metri più a valle proteggendolo con muraglioni laterali. Il nuovo ponte, che ancor oggi regge degnamente alle piene, venne iniziato nel 1850 su progetto dell'ingegner Edoardo Capello.[8]

La Manifatturamodifica | modifica sorgente

Facciata della Manifattura di Cuorgnè

Importante esempio di archeologia industriale è la "Manifattura cuorgnatese", un grosso complesso industriale per la lavorazione del cotone che sorge tra il centro abitato di Cuorgnè e il torrente Orco. I lavori per la costruzione della Manifattura iniziarono nel 1872 su progetto dell'ing. Adolf Mauke di Napoli, e terminarono nel giugno 1874. Il progetto è caratteristico perché per la prima volta in edifici destinati a questo tipo di lavorazioni viene concepita una struttura verticale: all'epoca, non esistendo ancora la corrente elettrica, tutta la forza motrice delle macchine era fornita da ruote idrauliche per cui era più agevole disporre gli impianti su strutture orizzontali. Qui invece abbiamo un asse rotante principale orizzontale nelle fondamenta che rinvia il moto ai piani sovrastanti con assi verticali e pulegge. Terminato il primo impianto, si diede inizio alla costruzione di un secondo impianto con relativa filatura, completando la caratteristica struttura ad U con un corpo centrale e due ali laterali. La Manifattura di Cuorgnè divenne il maggior complesso piemontese per la lavorazione del cotone ed uno dei principali d'Italia con i suoi 1300 dipendenti ed una produzione di altissima qualità su tutte le gamme dei filati da meritarsi i più importanti riconoscimenti internazionali. All'inizio del 1900 la Manifattura è la maggiore industria dell' Alto Canavese con rilevanti investimenti anche nel campo sociale come un quartiere operaio, la mensa, lo spaccio, un convitto femminile e una casa di riposo per anziani, oltre alle ville per i dirigenti una delle quali recentemente adattata a centro anziani comunale. Nel 1939 viene inaugurato un nuovo edificio di tre piani, il terzo impianto, prolungato nel 1949-50 fino a raggiungere una lunghezza complessiva di 140 metri. La recente crisi della lavorazione del cotone viene, nel caso di Cuorgnè, aggravata da passaggi a compagnie finanziarie che conducono alla chiusura degli impianti alla fine del 1991.[9] L'impianto ottocentesco è stato oggetto di recupero da parte del Comune che nel 1997 è riuscito ad acquistarlo per avviare successivamente dei lavori di restauro e valorizzazione dell’impianto. L'ultimazione dell’attività di recupero offre oggi alcune possibilità di rifondazione e rilancio degli spazi del complesso, dove ora trovano spazio la sede del Museo archeologico del Canavese, alcune sale espositive per convegni e fiere e gli uffici del Centro per l'impiego della Provincia.

La Casa della Musica e i monumenti ai cadutimodifica | modifica sorgente

Un edificio caratteristico che merita una breve digressione è quella della Casa della Musica, a pochi passi da Piazza d'Armi. L'edificio è la sede della prestigiosa Accademia Filarmonica dei Concordi, una delle più antiche del Piemonte, attiva già nel 1773 e formalmente approvata nel 1787, che ottenne numerosi ed importanti riconoscimenti ufficiali. La casa fu costruita originariamente come cabina elettrica per la filovia Ivrea-Cuorgnè; nel 1932 concessa dal Comune all'Accademia Filarmonica venne ampliata e trasformata per adattarla alle nuove esigenze con un alloggio al piano superiore per il maestro. Sulla facciata si notano il bel decoro con la scritta originariamente fiancheggiata dai fasci littori, le sagomature delle facciate, il tetto con i caratteristici camini.[10]

Subito davanti alla Casa della Musica è presente un monumento ai caduti fuso nel 1922 dallo scultore Gaetano Orsolini collaboratore di Leonardo Bistolfi. Da ricordare anche il monumento ai caduti partigiani della II guerra mondiale realizzato da Umberto Mastroianni presente in Piazza Morgando, di fronte al Palazzo comunale.

In località Piova, nel territorio della vicina Spineto si può ammirare un altro ponte romanico sul torrente Piova, in prossimità della sua confluenza con l'Orco. Realizzato in pietra ad una sola arcata verso il 1300, il ponte costituiva l'antico collegamento tra gli abitanti delle Valli Orco e Soana con Castellamonte e l’Eporediese. Nonostante la scarsa manutenzione ed il degrado, l'antico manufatto ha resistito per secoli all'incuria del tempo. Oggi invaso da erbacce, ne viene vietato l'accesso perché privo di sponde, diventando potenzialmente pericoloso per chi vuol salirci sopra, anche solo per guardare il torrente sottostante.[11]

A Valpega, altro comune a pochi chilometri da Cuorgnè si trova il Sacro Monte di Belmonte. Nel 2003, insieme ad altri sei "sacri monti" piemontesi, il complesso monumentale è stato inserito dall'UNESCO nella lista dei patrimoni dell'umanità. La sua costruzione si deve a Michelangelo da Montiglio, frate minore osservante e si protrasse, a partire dal 1712, con interruzioni, sino al 1825.

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[12]

Sanità e sicurezzamodifica | modifica sorgente

Sanitàmodifica | modifica sorgente

  • Ospedale: l'ospedale di Cuorgnè è l'unico dell'alto Canavese ad avere il pronto soccorso, dopo che è stato chiuso quello di Castellamonte, oggi utilizzato per scopi di riabilitazione.
  • Base Soccorso Avanzato: dall'ospedale di Cuorgnè ha partenza l'ambulanza tango (o di soccorso avanzato) che copre buona parte dell'alto e del basso Canavese. Infatti è una delle tre di tutto il territorio. Le altre hanno base a Ivrea e Caluso.
  • Croce Rossa Italiana: la Croce Rossa Italiana ha una sede a Cuorgnè e dispone di vari mezzi, tra cui le ambulanze, una delle quali è definita unità mobile di rianimazione. Nonostante ciò effettuano pochi interventi, anche perché la C.R.I. di Cuorgnè si basa più sull'assistenza ai bisognosi.

Sicurezzamodifica | modifica sorgente

  • Servizi 118: gli interventi che necessitano l'intervento di ambulanze base e india vengono effettuati in città principalmente dalla Croce Bianca del Canavese, che ha la sede poco distante dal centro cittadino. Come riportato sopra, gli interventi 118 con necessità di ambulanza tango o di rianimazione vengono effettuati dall'ambulanza medicalizzata (o di soccorso avanzato) che ha sede all'ospedale, nel centro cittadino.
  • Carabinieri: Cuorgnè ha una caserma dei carabinieri, che si trova in viale Matteotti.
  • Guardia di Finanza: Cuorgnè è l'unica città del Canavese oltre a Ivrea a possedere una caserma della Guardia di Finanza. Essa si trova a 60 metri da quella dei carabinieri.
  • Vigili del Fuoco: a Cuorgnè è presente una caserma dei Vigili del Fuoco che ha un camion e una campagnola. Il camion inoltre è un mezzo nuovo e adesso è in fase di progetto l'acquisto di un nuovo mezzo. Si pensa ad un furgone modello Iveco Daily o Fiat Ducato omologato per i Vigili del Fuoco o ad un'autoscala.
    La caserma di Cuorgnè è un distaccamento del distretto centrale di Ivrea, quindi i pompieri sono tutti volontari.

Culturamodifica | modifica sorgente

Persone legate a Cuorgnèmodifica | modifica sorgente

Festivitàmodifica | modifica sorgente

  • "Madonna di Rivassola", solenne celebrazione della patrona di Cuorgnè.
  • "San Giacomo", patrono di Salto
  • "San Faustino", patrono di Priacco
  • "San Luigi", festa patronale di Cuorgnè.
  • Rievocazione medievale del "Torneo di Maggio alla Corte di Re Arduino", con musica d'epoca, sfilate in costume, torneo equestre e festa protratta sino a tarda notte, organizzato dalla Associazione Turistica Pro Loco. Negli anni di maggior successo ha visto la partecipazione di più di 5000 persone. La ventunesima edizione della manifestazione, prevista per il 2007, si è tenuta nel 2009 dopo due anni di interruzione.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torneo di Maggio alla Corte di Re Arduino.

Geografia antropicamodifica | modifica sorgente

Frazionimodifica | modifica sorgente

Priaccomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Priacco.

Situata a nord-est del comune lungo la strada che porta a Borgiallo e Chiesanuova. Priacco è di antica origine celtica: il suo nome significa prima delle acque, ovvero del torrente Orco. Fino al 1928 Priacco era un comune autonomo, poi fu incorporato a Cuorgnè, con il comune autonomo di Salto.
La frazione Priacco è suddivisa in varie borgate, la principale è quella del capoluogo, a nord verso Chiesanuova in zona decisamente collinare c'è la borgata denominata "Case Morgando", a sud della frazione, troviamo in ordine località "Parrocchia" e "Ciocchetti" a breve distanza, canton "Turina", sul confine con il comune di Castellamonte c'è la località "Piova" sulla collina ad est del paese è ubicato Canton "Vasetto".
Il nucleo storico di Priacco è il capoluogo in cui è situata la scuola elementare, un negozio e l'uffico postale. A Priacco si trovano anche due antichi mulini ad acqua (ora abbandonati), una chiesa, nel capoluogo, dedicata a San Rocco risalente al Settecento, la chiesa parrocchiale(XIV secolo) dedicata a San Faustino, si trova fuori dal paese nella piccola borgata detta appunto località "Parrocchia".
Il territorio della frazione è in buona parte pianeggiante, in maggioranza coltivato a prato e qualche campo di mais, nelle colline e sui pendii la coltivazione prevalente è la vite, notevoli sono anche i boschi, nella zona detta "Valassa".
Priacco nella zona è riconosciuta come il polmone verde del comune di Cuorgnè, infatti è il borgo che vanta le maggiori estensioni di terreno coltivate a prato stabile, che danno al paese la caratteristica di verde Canavesano.

Ronchi Maddalenamodifica | modifica sorgente

Si trova sulle colline che sormontano il comune a ovest, ma di fianco ai Ronchi san Bernardo (con cui confina); è di dimensioni più contenute rispetto alla frazione precedentemente nominata, e il principale punto di incontro è l'area sportiva Brunasso C.Lorenzo, in cui si tengono la sagre di luglio (in occasione della Patronale Maria Maddalena), la Castagnata a ottobre ed una gara di mountain-bike in primavera. Per il resto dell'anno, si può giocare tranquillamente.

Ronchi San Bernardomodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ronchi San Bernardo.

Si trova sulle colline che sormontano il capoluogo comunale, sulle strade che portano al comune di Alpette e al Sacro Monte di Belmonte. È articolata in diverse località (Ceretto, Barba), con vista panoramica sull'alto Canavese e gode di un clima più mite, sia d'inverno che d'estate, rispetto alla sottostante pianura, con differenze termiche anche di 5 °C. Vi si tengono le due sagre rurali della Pesca e della Cipolla Ripiena, a inizio e fine estate.

Sant'Anna di Camporemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sant'Anna di Campore.

La frazione, di un centinaio di anime, è situata a nord del comune sulla strada che prosegue oltre il cimitero. Vi si tiene una festa paesana in onore di Sant'Anna l'ultima domenica di luglio.

Saltomodifica | modifica sorgente

Situata all'imbocco delle valli dell'Orco, è la frazione più grossa e popolosa del comune; da sola copre un quarto della superficie comunale, ed i suoi confini si spingono fino alla sommità del monte "Belice" a 900 m s.l.m. Salto deve probabilmente il suo nome ad un salto (più probabilmente una rapida imponente) che il torrente Orco compiva in località Roncasso. Nel centro della frazione si trovano i ruderi del castello, che fu degli Aira signori di Salto (vassalli dei conti di Valperga). Come la vicina frazione di Priacco, anche Salto fino al 1928 era comune autonomo, poi incorporato a Cuorgnè.

Santa Luciamodifica | modifica sorgente

Piccola, immersa nel verde dei boschi verso Belmonte, circondata da vigneti, da boschi di faggi e castagni; vi sono una piccola chiesetta dedicata alla santa da cui prende il nome la borgata, e una storica trattoria.

Localitàmodifica | modifica sorgente

  • Nava e Navetta sono due piccole frazioni di montagna situate sui fianchi del monte Belice, si svolge nella frazione la festa di "Canava"
  • Vena è una piccola borgata già in zona montana sulla strada che conduce ad Alpette
  • Bandone una piccola borgata sulle rive dell'orco, caratterizzata da un'intensa attività agricola e zootecnica, con notevoli appezzamenti in piano ed irrigui coltivati a prato stabile.
  • Taboletto piccola localita sulla strada che porta alla frazione Campore.

Situata in stessa Localita' una stazione meteorologica, entrata in rete con l’identificativo PMC33 la Lacrosse 2355 wireless con schermo solare Davis 8 piatti. L’ubicazione su prato erboso sulla sponda destra del fiume Orco in zona notoriamente ventosa, dista pochissimo infatti dal campo volo VLSE destinato all’atterraggio di parapendii e deltaplani. Facente parte del Progetto Meteo Canavese link: http://www.progettometeocanavese.org/index.php Link Stazione meteo: http://meteocuorgne.altervista.org/

Economiamodifica | modifica sorgente

A causa del terreno alluvionale ed il clima, l'agricoltura non ebbe mai modo di svilupparsi in maniera considerevole, anche se nelle frazioni di Priacco, Salto (che vantava un vitigno autoctono detto "La nera di Salto") e Ronchi si contano molti vigneti e frutteti. Esistevano invece molti piccoli allevamenti di bovini; ancor oggi ci sono realtà zootecniche nella zona delle frazioni di Salto, Priacco e in località Bandone. I campi di grano incominciano solo dalla regione Camporotondo, verso Valperga.

La popolazione si orientò quindi verso un maggiore sviluppo del commercio, l'artigianato e sfruttando l'abbondanza di canali d'acqua, anche verso l'industria: i cotonifici e le officine metallurgiche nelle aree di Campore e Pedaggio, stabilite originariamente dalle famiglie lombarde dei Signorelli (dal 1689) e dei Podio, sfruttavano l'energia idrica del torrente Orco, e resero Cuorgnè il maggior centro industriale dell'Alto Canavese. La grande manifattura tessile nacque qui nel 1872. In tempi più recenti sono sorte officine meccaniche dipendenti dall'industria automobilistica di Torino: nei primi anni del XX secolo la città era diventata la capitale delle bronzine, per la presenza dello stabilimento Botto e per l'invenzione, presso la ditta Trione, di una lega antiusura.

Tradizionale a Cuorgnè, come per tutto il Canavese, è l'artigianato del rame. Gli antichi calderai, detti in piemontese i magnin, erano in origine montanari che, spinti da ristrettezze economiche, scendevano dai monti per riparare e fabbricare con colpi pazienti paioli di rame (le ramine) ed altri utensili per la cucina. Quest'arte, diffusa anche nei comuni di Valperga, Alpette e Pont), diede origine alla prima industrializzazione. A Cuorgnè da secoli si tiene il mercato settimanale il giovedì, il mercato di Cuorgnè fu per molto tempo il mercato più importante dell'Alto Canavese, riferimento per le valli Orco e Soana, e tutte le altre valli minori vicine, si teneva anche un mercato zootecnico, fino alla metà del XIX secolo avevano un posto da ambulante nel mercato dei commercianti di Cogne e della Val d'Isere.

Infrastrutture e trasportimodifica | modifica sorgente

Stazione ferroviaria di Cuorgnè

Trenimodifica | modifica sorgente

Cuorgnè ha due stazioni ferroviarie sulla linea 1 Pont-Chieri (già Ferrovia Canavesana) del Servizio Ferroviario Metropolitano di Torino, la Stazione di Cuorgnè "Centro" e la Stazione di Campore che sono gestite da GTT, come l'intera tratta.

Autobusmodifica | modifica sorgente

Cuorgnè è una città che comprende il passaggio di molte linee di autobus:

Autolinee con capolinea a Cuorgnè
Autolinee che passano da Cuorgnè

Tutte le linee sono gestite da GTT e Kubaba insieme a Vi.Mu. (Viaggi Munaro) e Seren.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Palazzo comunale
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2006 2011 Giancarlo Vacca Cavalot Moderati Sindaco
2011 in carica Giuseppe "Beppe" Pezzetto lista civica Cuorgnè in Movimento Sindaco

Altre informazioni amministrativemodifica | modifica sorgente

Cuorgnè fa parte della comunità montana Alto Canavese.

Galleria fotograficamodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Giovanni Bertotti, La chiesa di San Giovanni in Comune di Cuorgnè. Sito Ufficiale.
  3. ^ Cristian Marcantognini, Santuario Madonna della Rivassola di Cuorgné in viaggispirituali.it, 29 settembre 2009.
  4. ^ Modesto Vittorio Paroletti, Descrizione dei santuarii del Piemonte, Torino, F. Reycend e Compagnia, 1825.
  5. ^ Giovanni Bertotti, La Chiesa parrocchiale di Cuorgné in Comune di Cuorgnè. Sito Ufficiale.
  6. ^ Giovanni Bertotti, La Chiesa della SS. Trinità in Comune di Cuorgnè. Sito Ufficiale.
  7. ^ Giovanni Bertotti, Il palazzo comunale ed il teatro in Comune di Cuorgnè. Sito Ufficiale.
  8. ^ Giovanni Bertotti, L'antico ponte sull'Orco in Comune di Cuorgnè. Sito Ufficiale.
  9. ^ Giovanni Bertotti, La Manifattura in Comune di Cuorgnè. Sito Ufficiale.
  10. ^ Giovanni Bertotti, Guida turistica in Comune di Cuorgnè. Sito Ufficiale.
  11. ^ Dario Ruffatto, Divieto d’accesso al ponte romanico di Piova in La Sentinella del Canavese, 17 agosto 2013.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Mario Bertotti, Appunti per una storia di Cuorgnè, Ivrea, R. Enrico Editore, 1983.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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