Datore luci

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In ambito teatrale il datore luci è il tecnico deputato al controllo degli apparati d'illuminazione del palcoscenico ed in molti casi pure della sala. È anche chiamato "elettricista teatrale". Talvolta le mansioni descritte in questa voce si integrano a quelle di direttore delle luci (lighting designer secondo la denominazione inglese).

Si tratta di una figura che - partendo dalla conoscenza a priori della pièce - segue il copione dalla postazione di regia e gestisce le fonti luminose durante lo spettacolo.

Il suo strumento è una tavola elettronica con cursori ed interruttori ai quali sono collegati elettricamente faretti, proiettori ed altri organi d'illuminazione puntati sul palco o sulla sala. L'apparecchiatura sopradetta non ha un nome definito in italiano. Il termine mixer luci può essere utilizzato, anche se applicandogli questo nome si puo' confonderlo facilmente con il mixer audio, spesso pure presente nei teatri o nelle sale da concerto. Altro termine è consolle o, seguendo la denominazione inglese, lighting desk.

Il controllo delle luci di sala è spesso scisso dalla consolle principale ed avviene tramite interruttori o comandi a serratura azionabili con apposite chiavi.

Il compito del tecnico non si limita alla semplice accensione o spegnimento di una fonte luminosa nel momento giusto, in accordo con la scena e con il momento della recita: la velocità con cui i proiettori luminosi si devono accendere, l'intensità con la quale devono illuminare l'area del palco desiderata, l'attore od il gruppo di attori che devono essere illuminati, la posizione, l'orientamento, il colore, la velocità di rotazione o inclinazione, il tempo per i quali devono rimanere accesi o i cosiddetti "cambi" sono tutte competenze del datore luci. Poiché uno spettacolo è raramente in perfetta aderenza ad uno schema sempre identico, al datore luci sta la risoluzione di criticità derivanti da ritardi od anticipi di battute, errori di posizionamento degli attori o altri avvenimenti che esigono un adattamento repentino delle luci all'andamento dello spettacolo.

In ambito musicale, il datore luci svolge mansioni simili. Nel merito del piano illuminotecnico cambiano le caratteristiche dell'illuminazione e quindi le abilità specifiche di programmazione richieste al datore luci.


Dettagli dei parametri di gestione dell'illuminazionemodifica | modifica sorgente

Tecnicamente possiamo definire diversi parametri con i quali si gestiscono le luci in teatro o durante un concerto:

  1. Velocità d'accensione (Fade In): si controlla manualmente con il movimento del cursore oppure si imposta, a priori od in corso d'opera, un tempo, frequentemente in secondi o minuti, durante il quale la lampadina deve accendersi. La variazione d'intensità è pertanto equamente distribuita durante questo tempo.
  2. Intensità: si controlla manualmente con la posizione del fader (cursore). Taluni sistemi mostrano su un display la percentuale di intensità luminosa (cioè la potenza utilizzata in rapporto a quella massima della lampadina) sulla quale la luce è accesa.
  3. Velocità di spegnimento (Fade Out): opposto del primo punto.

Il cosiddetto cambio è una delle operazioni più delicate che il datore è chiamato a compiere: consiste nello spegnere un faretto od un gruppo di faretti ed accenderne un altro in modo graduale, al momento esatto, con la rapidità appropriata e senza lasciare al buio (full down o blackout) o, al contrario sovrailluminati, gli attori od i musicisti. È opportuno sottolineare che spesso i fari utilizzati hanno potenze tali da abbagliare gli attori e sta al datore luci non effettuare cambi esagerati che possono causare difficoltà ottiche a chi recita. Il cambio non è fattibile automaticamente (alcuni mixer lo facilitano con particolari funzioni ad esempio l'uso di due set A e B), anche se molti sistemi dispongono di due "master", ossia di due fader con gradazione invertita: alzandoli contemporaneamente un gruppo di luci con una certa configurazione (detto anche "scena") si spegne mentre un altro si accende. Al datore resta comunque la sensibilità di impartire la velocità giusta al/ai cursore/cursori.

A livello professionale si utilizzano molte altre funzioni, impostabili precedentemente alla recita od al concerto (ciò è possibile solo con un'ottima conoscenza dello svolgimento dello spettacolo stesso o durante le prove generali) oppure durante l'esecuzione, con il rischio di distrarsi dalla scena in corso o di commettere errori visibili dal pubblico e/o fastidiosi per gli attori. Queste funzioni riguardano luci che si accendono e spengono in combinazione (ad esempio i riflettori di più colori che si combinano e si accendono in alternanza), faretti che variano d'intensità ad un momento programmato, lampeggiamenti (ad esempio in teatro per ricreare l'effetto "lampo" che per produrlo si utilizza lo strobo),...

Nei mixer di livello medio-basso queste funzioni sono limitate ed impostabili tramite combinazioni di tasti; su apparecchi professionali le possibilità d'impostazione e le funzioni attivabili si possono modificare con molteplici effetti e con grande precisione tramite tastiere e comandi complessi. Su certi sistemi è possibile visualizzare, oltre al settaggio "manuale" dell'illuminazione, anche gli effetti programmati.

In certi teatri, nelle discoteche ed in molte sale da concerto adibite all'esibizione di gruppi di musica moderna sono disponibili anche faretti orientabili. Si tratta di apparecchi molto costosi e delicati comandabili solo da mixer di un certo livello: con uno o più scroller ("rotelle" simili a quella che si trova sui moderni mouse per computer) il datore luci può regolare altezza, intensità ed angolazione dei faretti orientabili.

In teatro, le impalcature alle quali sono fissati i faretti, orientabili e non, possono essere abbassate od alzate elettricamente per la riparazione dei proiettori o l'aggiustamento dei loro fasci luminosi: queste impalcature, solitamente comandabili dalla cabina di regia, prendono il nome di "Americana".

Struttura e funzioni dei mixer lucimodifica | modifica sorgente

Solitamente dispongono due presets: gruppi di cursori, più o meno numerosi a seconda del numero di fonti luminose (canali) comandabili. Dai presets si possono controllare le fonti luminose una per una, in intensità e, ovviamente, in velocità d'accensione e spegnimento. Ciò avviene tramite cursori (detti anche fader), ai quali il tecnico impone un movimento orizzontale che corrisponde ad una variazione sulla corrente che alimenta il proiettore (fisicamente, la lampadina) associato al fader.

I presets, vengono "riassunti" da un ulteriore cursore, detto master. Settando i faretti singolarmente nei "presets", si può poi gestire l'insieme con il master. La variazione del master ha effetto su tutti i proiettori luminosi collegati al preset corrispondente.

Sui mixer di fascia alta è possibile programmare tutti i faretti prima dello spettacolo, scena per scena, con grande precisione, tramite i cursori dei presets. Una volta realizzata la configurazione desiderata, si memorizza la pagina tramite un comando apposito su un cursore che svolge la stessa funzione del master ma, se i masters sono soltanto due, i submasters possono essere qualche decina (96 su apparecchi professionali). È altresì possibile memorizzare una particolare configurazione di un preset in una memoria. A differenza del submaster la memoria non ha un cursore che la può richiamare ed inserire fisicamente. È necessario richiamarla tramite tasti a scorrimento ed inserirla con un comando apposito. Le memorie hanno gli stessi parametri dei submasters (tempo di accensione, tempo di spegnimento,...), ma sono presenti in quantità molto maggiore. In base allo spettacolo il tecnico sceglie se memorizzare i presets nei submasters oppure se memorizzarli nelle memorie: La memoria ha un valore fisso di luminosità, non modificabile in live, mentre il submasters dà più controllo. Se la successione delle scene è sicura e ben determinata è possibile utilizzare con sicurezza le memorie, eventualmente allungandone od accorciandone i tempi d'entrata, mentre se lo svolgimento della recita o del concerto è più imprevedibile si utilizzano i submasters in modo da controllare non solo i tempi di fading preimpostati ma anche il valore d'intensità luminosa che si vuole dare alla configurazione lì memorizzata. Con i submasters ovviamente non è più possibile modificare la luminosità dei singoli faretti: ci si deve rivolgere nuovamente ai cursori dei presets per eventualmente aumentare - in diretta - l'intensità di un certo proiettore.

In questo modo, su impianti particolarmente potenti, è possibile una tripla regolazione: manuale sui presets e con i masters, semi-automatica con i submasters e completamente automatica con le memorie. Le funzioni di memorizzazione e conseguente richiamo delle configurazioni dei presets sui submasters e nelle memorie, nonché lo shifting permettono di ridurre il numero di cursori presenti sulla tavola. Dove sono presenti più masters (cioè dove sono presenti almeno due presets) viene anche utilizzato il grand master: l'ultimo livello di regolazione che, se posto a zero, crea un buio totale e che si può sostanzialmente ricondurre al master dei mixer audio.

Le funzioni dei mixer moderni sono moltissime e spesso piuttosto sorprendenti e potenti: includono controlli per macchine generatrici di fumo, sistemi di programmazione con grande spazio di memoria, masterizzatori CD per memorizzare le configurazioni, lettori floppy ed hard-disk e display più o meno ampi, uscite USB e molto altro.

L'aspetto umano del compito di DL/RLmodifica | modifica sorgente

Il datore luci è colui che mette in pratica il piano elaborato dal direttore delle luci o dal regista teatrale.

La finalità di questo piano è quella di accompagnare lo spettacolo e renderne più efficaci alcuni aspetti tramite la tecnologia, senza invadere lo spazio riservato alla recitazione in sé.

Il lato psicologico della professione si può ricondurre a quello degli altri responsabili tecnici nel campo dello spettacolo: è necessaria attenzione dall'entrata del pubblico fino alla chiusura della sala dopo lo spettacolo, calma, precisione e coordinazione.

Il tecnico "entra" nello spettacolo o nel concerto durante la prestazione degli artisti e ne sovrintende ogni momento: è necessario seguire tutto in modo da operare nel modo giusto e nel momento giusto. In caso di avarie o criticità alle apparecchiature è compito del datore luci ripristinare un'illuminazione adeguata sul palco in modo da permettere la continuazione dello spettacolo.

I registi luci (altro termine meno usato rispetto a "datore luci") in teatro spesso lavorano in cabine di regia discretamente insonorizzate: le più moderne dispongono di aria condizionata, illuminazione indipendente, WC appositi e vengono realizzate secondo criteri di ergonomia in modo da garantire una razionale disposizione delle apparecchiature e un'ottima visuale sul palco.

Diversa è la situazione nei concerti, dove spesso non ci sono cabine di regia vere e proprie, bensì palchetti o tavoli rialzati. In questi casi è opportuno per i tecnici fare meno rumore possibile e comunicare solo a gesti, il che può rilevarsi difficoltoso, specialmente in situazioni impreviste.

Curiositàmodifica | modifica sorgente

I registi luci rispetto al pubblico rimangono spesso nell'ombra.

Non compaiono, logicamente, mai in pubblico e non godono di fama, anche se il loro lavoro, nei casi in cui il datore luci e il direttore della fotografia (direttore delle luci) sono la stessa persona, si può ricondurre ad un'opera di creazione artistica e non è certo improvvisabile o fattibile da chiunque. Specialmente nel teatro moderno l'apparato illuminotecnico assume importanza non indifferente. Così come i fonici, lavorano in spazi appositi, spesso seminascosti o posti in fondo alla sala ed il pubblico non si accorge della loro presenza.

Tuttavia, in diversi casi, specialmente quando chi si occupa della regia tecnica sia legato alla compagnia teatrale o ai musicisti e non sia qualcuno messo a disposizione dal teatro o da una società di terzi, al termine dell'esibizione chi è sul palco si premura di ringraziare la regia, con un gesto o verbalmente.

In base al gradimento del pubblico (sarà maggiore se gli effetti luminosi non disturbano ma risultano comunque curati, elaborati e correttamente temporizzati) si possono osservare scrosci di applausi anche verso i tecnici. Per ringraziare del riconoscimento, il datore luci utilizza, se presente, la funzione flash dei canali in modo da creare un leggero lampeggiamento delle luci sul palco. Sta ovviamente a lui non esagerare nel numero e nell'intensità dei lampeggiamenti: spesso in regia si concorda precedentemente, specie se in cabina di regia è presente anche un fonico o un secondo datore luci, il comportamento da tenere in queste situazioni. Un aspetto che può apparire frivolo e secondario, può però determinare le sensazioni, positive o negative, che il pubblico porterà con sé dopo lo spettacolo.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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