Democracy index
Il Democracy Index (Indicatore di Democrazia) è un grado calcolato dal settimanale The Economist che esamina lo stato della democrazia in 167 paesi. Questo viene quantificato da l'Economist Intelligence Unit Index of Democracy che si concentra su cinque categorie generali: processo elettorale e pluralismo, libertà civili, funzione del governo, partecipazione politica e partecipazione culturale.
Le nazioni sono divise in quattro categorie: "Democrazie complete", "Democrazie imperfette", "Regimi Ibridi" (tutte considerate democrazie), e "Regimi autoritari" (considerati dittatoriali).
Secondo l'indagine del 2011, la Norvegia ottiene il risultato più alto con un punteggio di 9.80 su una scala da 0 a 10 mantenendo la posizione del 2010, mentre la Corea del Nord ottiene il più basso con 1.08. L'Italia con 7.74 ottiene il 31º risultato che la qualifica come una nazione in cui vige una democrazia imperfetta. Secondo il report del 2010[1] (p. 16) si tratta di una retrocessione motivata dal deterioramento della situazione dei media in Italia con il ritorno nel 2008 di Berlusconi al governo. Il controllo indiretto della RAI in aggiunta a quello diretto su Mediaset, lo scarso spazio dato alle notizie sfavorevoli a Berlusconi e al suo partito, la pressione per chiudere o limitare trasmissioni di orientamento progressista vengono indicate come motivazioni di dettaglio. Il Democracy Index per il 2011 sottolinea l'impatto della Primavera Araba e il grande effetto che potrebbe avere, così come anche l'impatto della crisi globale dei mercati del 2008-09 che ha attraversato buona parte dell'Europa. Il punteggio del Democracy Index nel 2011 è stato più basso rispetto al 2010 in 48 nazioni sulle 167 monitorate. È risultato più alto in 41 nazioni ed è rimasto lo stesso in 78.[2]
Indice |
Metodologia modifica
Come descritto nel report, il democracy index è una media ponderata basata sulle risposte a 60 domande, ognuna delle quali ha due o tre alternative risposte permesse. Molte delle risposte sono "valutate da esperti"; il report non indica il tipo di esperti, né il loro numero, né se gli esperti sono impiegati dal The Economist o ad esempio studiosi indipendenti, né la nazionalità degli esperti. Alcune risposte sono fornite dall'esame dell'opinione pubblica emergente da sondaggi nei rispettivi paesi. "Nel caso di paesi per i quali manchi un sondaggio, questo viene ricavato da paesi simili e la valutazione degli esperti viene usata per chiarire i punti oscuri."
Le domande sono distribuite nelle cinque categorie sopra indicate. Ogni risposta è pensata per ottenere un risultato di 0 o 1, o 0.5 nel caso le possibili risposte siano tre. Con le eccezioni riportate sotto, il risultato viene sommato per tutte le risposte in una categoria, moltiplicato per 10 e diviso per il numero delle domande della categoria. Ci sono alcuni modificatori, spiegati più precisamente del metodo principale. In alcuni casi una risposta che ottenga 0 invalida un'altra domanda; ad esempio, se le elezioni in una nazione non sono considerate "libere" (domanda 1), allora la domanda successiva, "Le elezioni... eque?" non è considerata, ma automaticamente risulta essere 0. Allo stesso modo, ci sono alcune domande considerate così importanti che un basso punteggio in queste causa una penalità al totale punteggio della loro categoria, riguardanti:
- "Che le elezioni nazionali siano libere ed eque";
- "La sicurezza degli elettori";
- "L'influenza di poteri o governi stranieri";
- "La capacità dei funzionari di implementare modifiche".
Dali indici delle cinque categorie, tutti mostrati nel report, viene poi calcolata la media che fornisce il democracy index della nazione. Infine questo, arrotondato a un decimale, decide la classificazione della nazione in questo modo:
- Democrazie complete—punteggio di 8-10.
- Democrazie imperfette—punteggio da 6 a 7.9.
- Regimi ibridi—punteggio da 4 a 5.9.
- Regimi autoritari—punteggio inferiore a 4.
Il report discute anche altri indici di democrazia, come definiti ad esempio da Freedom House, e discute alcune delle scelte compiute dal team di The Economist. Ad esempio, in questo esame è stata data una maggiore enfasi all'opinione pubblica e ai suoi atteggiamenti, misurata da pubblici sondaggi, ma gli standard economici di vita non sono stati considerati un criterio di democrazia (come altre indagini hanno fatto).senza fonte
Non risulta che questo report sia stato presentato o si preveda sia presentato in un qualsivoglia contesto accademico, o sia prevista per questo una revisione paritaria.
Democracy index per tipo di regime modifica
La seguente tabella elenca il numero di nazioni in ogni categoria secondo il report del 2011.
| Tipo di regime | n° nazioni | % di nazioni | % di popolazione mondiale |
|---|---|---|---|
| Democrazie complete | 25 | 15.0 | 11.3 |
| Democrazie imperfette | 53 | 31.7 | 37.1 |
| Regimi ibridi | 37 | 22.2 | 14.0 |
| Regimi autoritari | 52 | 31.1 | 37.6 |
La popolazione mondiale si riferisce alla popolazione totale delle 167 nazioni prese in esame. Dal momento che l'indagine esclude solo alcune micronazioni, questa è pressoché equivalente all'intera popolazione mondiale stimata per il 2010.
Democracy index medio per continente modifica
La seguente tabella elenca la media dell'indice per ogni continente.[3][4][5]
| Pos. | Continente | 2006 | 2008 | 2010 | 2011 |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Nord America | 8.64 | 8.64 | 8.63 | 8.59 |
| 2 | Europa Occidentale | 8.60 | 8.61 | 8.45 | 8.40 |
| 3 | America Latina & Caraibi | 6.37 | 6.43 | 6.37 | 6.35 |
| 4 | Asia & Australasia | 5.44 | 5.58 | 5.53 | 5.51 |
| 5 | Europa centro-orientale | 5.76 | 5.67 | 5.55 | 5.50 |
| 6 | Africa subsahariana | 4.24 | 4.28 | 4.23 | 4.32 |
| 7 | Medio Oriente & Nord Africa | 3.53 | 3.54 | 3.43 | 3.62 |
| Total | 5.52 | 5.55 | 5.46 | 5.49 |
Classifica 2011 modifica
Nazioni e territori non inclusi nella lista modifica
Abcasia
Akrotiri e Dhekelia
Samoa Americane
Andorra
Anguilla
Antigua e Barbuda
Antartide argentina
Aruba
Isole Ashmore e Cartier
Territorio antartico australiano
Bahamas
Bajo Nuevo Bank
Isola Baker
Barbados
Belize
Bermuda
Bonaire
Isola Bouvet
Antartide brasiliana
Territorio antartico britannico
Territorio britannico dell'oceano Indiano
Isole Vergini britanniche
Brunei
Isole Cayman
Territorio antartico cileno
Isola di Natale
Clipperton
Isole Cocos e Keeling
Isole Cook
Isole del Mar dei Coralli
Curaçao
Dominica
Isole Falkland
Isole Fær Øer
Guyana francese
Polinesia francese
Terre australi e antartiche francesi
Gibilterra
Groenlandia
Grenada
Guadalupa
Guam
Guernsey
Isole Heard e McDonald
Isola Howland
Isola di Man
Isola Jarvis
Jersey
Atollo Johnston
Kingman Reef
Kiribati
Kosovo
Liechtenstein
Macao
Maldive- Terra di Marie Byrd
Isole Marshall
Martinica
Mayotte
Micronesia
Isole Midway
Monaco
Montserrat
Nagorno Karabakh
Nauru
Isola Navassa
Nuova Caledonia
Niue
Isola Norfolk
Cipro Nord
Isole Marianne Settentrionali
Palau
Isola Pietro I
Isole Pitcairn
Porto Rico
Queen Maud Land
Riunione
Ross Dependency
Saba
Sahara Occidentale
Saint-Barthélemy
Sant'Elena
Saint Kitts e Nevis
Santa Lucia
Saint-Martin
Saint-Pierre e Miquelon
Saint Vincent e Grenadine
Samoa
San Marino
São Tomé e Príncipe
Serranilla Bank
Seychelles
Sint Eustatius
Sint Maarten
Isole Salomone
Somalia
Somaliland
Georgia del Sud e isole Sandwich meridionali
Ossezia del Sud
Sudan del Sud- Isole Spratly
Tokelau
Tonga
Transnistria
Turks e Caicos
Tuvalu
Isole Vergini americane
Vanuatu
Città del Vaticano
Isola Wake
Sahara Occidentale
Voci correlate modifica
- Freedom House
- Coefficiente di Gini
- Misura dell'empowerment di genere
- Felicità interna lorda
- Indice di sviluppo umano
Note modifica
- ^ The Economist Intelligence Unit's Index of Democracy 2010
- ^ Democracy Index 2011 in Economist Intelligence Unit. URL consultato in data 20 dicembre 2011.
- ^ Democracy Index 2010 in Economist Intelligence Unit. URL consultato in data 26 maggio 2011.
- ^ Democracy Index 2008 in Economist Intelligence Unit. URL consultato in data 26 maggio 2011.
- ^ http://www.eiu.com/Handlers/WhitepaperHandler.ashx?fi=Democracy_Index_Final_Dec_2011.pdf&mode=wp
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