Democratici 66

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Democratici 66
Democraten 66 (D66)
D66.svg
Leader Alexander Pechtold
Stato Paesi Bassi Paesi Bassi
Fondazione 14 ottobre 1966
Sede Partijbureau D66,
Hoge Nieuwstraat 30,
L'Aia
Ideologia Secolarismo
Liberalismo
Liberalismo sociale
Democrazia radicale
Progressismo
Pragmatismo
Collocazione Centro
Partito europeo ALDE
Gruppo parlamentare europeo Gruppo ALDE
Affiliazione internazionale Internazionale Liberale
Seggi Camera
12 / 150
Seggi Senato
5 / 75
Seggi Europarlamento
3 / 26
Sito web http://www.d66.nl/

Democratici 66 (Democraten 66, D66) è un partito politico olandese socioliberale.

Storiamodifica | modifica sorgente

Il partito è stato fondato nell'ottobre del 1966, da qui il nome, da Hans van Mierlo, giornalista, e Hans Gruijters, insieme a politici provenienti da diverse esperienze partitiche. Alle elezioni del 1967 il partito ottenne 7 seggi, in quelle del 1971 11 seggi ed il quelle del 1972 6 seggi e nel 1973 entrò a far parte del governo. Il partito dal 1974 al 1986 ha vissuto un periodo di declino, ma dal 1994 ha preso parte a due governi "viola" (composti da liberali "blu" e socialdemocratici "rossi") guidati da Wim Kok. Nel 2002, capo del partito è stato eletto Thom de Graaf, che dopo il calo di consensi alle elezioni, nel 2003, ha ceduto il passo a Boris Dittrich, sostituito, nel 2006, da Frank Dales. Dopo il fallimento del governo tra socialisti e cristiano democratici, D66 è entrato a far parte di un governo con cristiano-democratici e i liberali di destra, dal quale, però, è uscito nel 2005.

Alle politiche anticipate del 2006, il quadro politico olandese si è particolarmente complicato. Nelle elezioni si è rafforzato, infatti, il Partito Socialista, il partito più a sinistra, che ha guadagnato ben 17 seggi, ed ha ottenuto un buon risultato il Partito per la Libertà, che ha conquistato 9 seggi. Hanno perso consensi tutti i partiti maggiori: il CDA (-3), il PvdA (-10), il VVD (-6), la Lista Pim Fortuyn (-8), che non ha più deputati. La radicalizzazione verso le estreme (SP e PVV) ha determinato un insuccesso per le liste più moderate, in particolare D66 è calato dal 4,1 al 2% ed ha dimezzato i seggi, da 6 a 3.

Alle elezioni del 2010 D66 migliora i propri risultati ottenendo il 6,9% e conquistando 10 seggi alla Camera (+7), collocandosi all'opposizione del governo di centro-destra guidato da Mark Rutte, composto dal VVD e CDA, che aveva continuato nel suo calo dimezzando i consensi dal 26,5 al 13,6%. Anche il SP calò al 9,9% ed i laburisti al 19,9%. Vero vincitore della consultazione fu il PVV, liberal-nazionalisti, che passò dal 5,9 al 15,5% dei consensi. L'appoggio esterno del PVV al Governo fu indispensabile affinché il quest'ultimo disponesse di una maggioranza assoluta.

Le elezioni del 2012 portano ad un ulteriore crescita per D66, che ottiene il 7,9% dei voti e 12 seggi alla Camera. Le elezioni vedono un rafforzamento del VVD (liberal-conservatori) e del PvdA (laburisti) a discapito del SP (socialisti di sinistra), del PVV (liberal-nazionalisti) e del CDA (democristiani).

Ideologiamodifica | modifica sorgente

D66 è un partito di orientamento liberale. Fino al 1998, viste anche le origini radicali di Van Mierlo, i membri del partito si definivano radicali democratici. Dal 1998 in poi, il partito si è ufficialmente definito un partito socioliberale. Può essere definito un partito liberale progressista, infatti i D66 nascono come "alternativa" al VVD, i liberali-conservatori di centro-destra, e per continuare la tradizione culturale del Vrijzinnig Democratische Bond (Lega democratica dei liberi pensatori), confluita nel 1948 nel Partito del Lavoro, socialdemocratici. Molti Democratici preferiscono, infatti, definirsi democratici "liberi pensatori".

D66 è membro dell'Internazionale Liberale, dell'Alleanza dei Democratici e Liberali per l'Europa e del Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori.

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