Denver Nuggets
| Denver Nuggets Pallacanestro |
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| Segni distintivi | |||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali | |||
| Dati societari | |||
| Città | Denver | ||
| Paese | |||
| Campionato | NBA | ||
| Conference | Western Conference | ||
| Division | Northwest Division | ||
| Fondazione | 1967 | ||
| Denominazione | Denver Rockets 1967-1974 Denver Nuggets 1974-presente |
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| Proprietario | |||
| General manager | |||
| Allenatore | - | ||
| Palazzetto | Pepsi Center | ||
| Sito web | www.nba.com/nuggets | ||
| Palmarès | |||
| Titoli di Division | 7 | ||
| Altri titoli | 1 Titoli di Conference ABA 3 Titolo di Division ABA |
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I Denver Nuggets sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association.
Indice |
Storia della franchigiamodifica
Creazionemodifica
Nel 1967 la licenza per una franchigia ABA viene assegnata a una cordata di Kansas City, guidati dall'imprenditore del sud California James Trindle. Trindle non riuscì tuttavia a trovare un'arena adatta nella zona di Kansas City. Il commissario della lega George Mikan ha suggerito allora di spostare la squadra a Denver. Dopo aver nominato direttore generale l'ex giocatore NBA e nativo di Denver Vince Boryla, Trindle sposta la squadra a Denver come Denver Larks, dal nome dell'uccello del Colorado ("lark" infatti significa allodola). La cordata di Trindle era in grave carenza di fondi, spingendo Mikan a ordinare ai Larks di pagare una cauzione di 100.000 $ o perdere la licenza. Poche ore prima della scadenza Trindle ha quindi ceduto per 350.000 $ i 2/3 della partecipazione al magnate degli autotrasporti di Denver Bill Ringsby, che ha in seguito rinominato la squadra Denver Rockets, in onore della sua compagnia di camion.
Anni in ABAmodifica
I Rockets hanno inizialmente faticato nella postseason e non sono riusciti a giocare in una serie di campionato. Nei primi anni hanno un solido gruppo di stelle guidate da Byron Beck e Larry Jones e poi da Beck e Ralph Simpson. Durante la stagione 1969-1970 la squadra ha inoltre una matricola controversa chiamata Spencer Haywood, uno dei primi giocatori a giocare nel massimo campionato senza essersi ancora laureato, motivo per il quale la lega gli impedisce di giocare. Dopo aver segnato in media quasi 30 punti e 20 rimbalzi l'anno successivo può iniziare la sua produttiva carriera nella NBA con i Seattle Supersonics.
Nel 1972 Ringsby vende la squadra agli imprenditori di San Diego Frank Goldberg e Bud Fischer. Nel 1974 cambiano il vecchio nome, Denver Rockets, in Nuggets, un soprannome prima usato da una franchigia del 1950. Il loro nuovo logo è un minatore che scopre una palla ABA. Nel 1976 Goldberg e Fisher vendono a loro volta la squadra a una cordata locale. Con le selezioni al draft di David Thompson e Marvin Webster e le acquisizioni di Dan Issel e Bobby Jones, guidati dall'allenatore Larry Brown disputano la loro migliore stagione raggiungendo lo stesso anno le finali ABA, ma senza vincere il campionato causa lo scioglimento della lega.
Primi anni in NBAmodifica
È una delle quattro squadre che dopo aver militato nella ABA, si è trasferita nel 1976 nella NBA, insieme a New York Nets, San Antonio Spurs e Indiana Pacers. I Nuggets e i Nets avevano già chiesto di entrare in NBA nel 1975, ma erano stati costretti da un ordine del tribunale a rimanere in ABA. Nei primi anni di vita della franchigia sono caratterizzati dal crollare, nonostante la buona squadra, nei momenti decisivi della postseason non riuscendo a vincere il campionato. Entrati nella lega NBA, nei primi due anni durante la stagione regolare conquistano la prima posizione della division (perdendola il terzo anno per solo una partita), senza aver successo nei playoffs. Come le altre nuove squadre NBA i Nuggets hanno ricevuto finanziamenti per 2 milioni di $. Nel 1978 la squadra viene comprata da Red McCombs. Nel 1979 Larry Brown ha lasciato la squadra, dando vita a un breve periodo di declino della squadra. Nel 1981 il nuovo allenatore Doug Moe impone un cambio di filosofia nel gioco della squadra, rinominato Run and Gun philosophy: l'obiettivo è segnare il maggior numero di canestri e questo aiuta la squadra a diventare molto competitiva; durante la stagione i Nuggets segnano più di 115 punti di media per partita restando sotto i 100 solo una volta e stabilendo un record di 136 partite consecutive con più di 100 punti; con 126,5 punti di media a partita diventano inoltre la squadra con il punteggio medio più alto.
Era Alex Englishmodifica
Guidati da Alex English e Kiki Vandeweghe, i Nuggets hanno guidato la lega nel punteggio, con English e Vandeweghe che hanno segnato entrambi più di 25 punti di media a partita. Durante questo periodo la nuova strategia ha portato i Nuggets a dominare la Midwest Division e a qualificarsi per i play-off. Il 13 dicembre 1983 i Nuggets e i Detroit Pistons hanno stabilito un record di 370 punti in una partita vinta dai Pistons al terzo tempo supplementare per 186-184. A fine stagione English è stato nominato miglior marcatore, diventando l'unico giocatore dei Nuggets a vincere il titolo nonostante il gioco altamente offensivo di Moe. Nella stagione 1984-1985 i Nuggets, dopo anni di clamorose eliminazioni, arrivano finalmente alle finali di Western Conference, venendo eliminati per 4-1 dai Los Angeles Lakers. Prima della stagione 1985-1986 Vandeweghe viene ceduto ai Portland Trail Blazers in cambio della guardia Fat Lever, dell'ala grande Calvin Natt e del centro Wayne Cooper. Guidata da English e rafforzata dalle nuove acquisizioni e dagli specialisti difensivi Bill Hanzlik e T.R. Dunn ha replicato i successi della stagione precedente nonostante la perdita di Vandeweghe. Hanno inoltre chiuso la stagione 1987-1988 con un record per la franchigia di 54 vittorie. Tuttavia sono stati eliminati dai Dallas Mavericks al secondo turno dei play-off 1988. Nel 1985 McCombs ha venduto la squadra a Sidney Shlenker. Nel 1989 Shlenker ha a sua volta venduto la squadra alla COMSAT.
Declinomodifica
Nel 1990 Moe lascia la squadra, venendo rimpiazzato da Paul Westhead. Westhead decide di adottare anch'egli lo stile di gioco corri e tira, basando la squadra su giocatori come Michael Adams e Chris Jackson per segnare in pochi secondi di possesso. Westhead curava tuttavia la fase difensiva ancora meno di Moe e come risultato i Nuggets prendevano punti ancora più velocemente di quanti ne segnavano. La partenza dell'allenatore nel 1990 fa precipitare i Nuggets in cattive acque, chiudendo la stagione 1990-1991 con il peggior bilancio della lega, seppur con molti record di punti. I giornalisti sportivi affibbiarono così alla squadra i nomignolo di "Enver Nuggets" (senza "D" di difesa). I Nuggets fanno un passo avanti nella ricostruzione scegliendo il centro di 2,18 m Dikembe Mutombo dall'Università di Georgetown nel Draft del 1991. Mutombo disputa un'ottima stagione da matricola, mancando per poco il premio Rookie of the Year a favore di Larry Johnson. I Nuggets chiudono la stagione con un bilancio di 24-58. I Nuggets licenziano Westhead prima della stagione 1992-1993 e assumono al suo posto l'ex cestista All-Star Dan Issel. I Nuggets avevano due prime scelte al draft 1992, con le quali hanno selezionato l'ala LaPhonso Ellis dall'Università di Notre Dame e la guardia Bryant Stith dall'Università della Virginia. I Nuggets chiudono con un bilancio di 36-46, mancando i play-off. A partire dalla stagione 1993-1994 i Nuggets hanno cambiato i loro colori dell'arcobaleno in azzurro marino, oro metallico e color vino. Guidati da Mutombo, Mahmoud Abdul-Rauf (che aveva cambiato il suo nome da Chris Jackson prima della stagione) ed Ellis, i Nuggets chiudono la loro prima stagione con un bilancio vincente (42-40) dall'addio di Doug Moe. I Nuggets si qualificano in 8° posizione ai play-off, fronteggiando i Seattle SuperSonics, primi classificati. I Nuggets erano altamente sfavoriti, avendo solo un paio di giocatori con una reale esperienza ai play-off. Dopo aver disputato le prime due partite a Seattle, la serie si sposta a Denver. I Nuggets vincono entrambe le partite portandosi in vantaggio di 2 partite ed entrano poi nella storia quando sconfiggono per 98-94 i Sonics ai tempi supplementari in gara-5, diventando la prima 8° classificata a sconfiggere una 1° classificata. I Nuggets arrivano vicini a ripetersi al secondo turno, venendo eliminati per 4-3 dagli Utah Jazz. Durante l'off-season i Nuggets acquisiscono dai Seattle SuperSonics la guardia tiratrice Dale Ellis e scelgono al draft il fenomeno Jalen Rose dall'Università del Michigan. I Nuggets non riescono a riconfermarsi, causando le dimissioni di Issel a metà stagione. Per un breve periodo la squadra è stata guidata dall'assistente allenatore Gene Littles, che è stato poi sostituito dal direttore generale Bernie Bickerstaff. I Nuggets riescono a qualificarsi ancora una volta ai play-off in 8° posizione, venendo però eliminati dai San Antonio Spurs al primo turno. A fine stagione i Nuggets acquisiscono il giorno del draft Antonio McDyess dai Los Angeles Clippers; McDyess sarebbe stato il leader della squadra nelle stagioni successive, visto che Mutombo sarebbe stato ceduto dopo la stagione 1995-1996 agli Atlanta Hawks, Ellis avrebbe perso gran parte delle stagioni successive a causa di ricorrenti infortuni alle ginocchia e alle gambe, Rose sarebbe stato ceduto agli Indiana Pacers in cambio di Mark Jackson e Abdul-Rauf sarebbe stato ceduto ai Sacramento Kings prima della stagione 1996-1997. Dopo aver terminato la stagione con il quarto peggior bilancio della lega (21-61) i Nuggets cedono McDyess ai Phoenix Suns mentre Ellis torna ai Seattle SuperSonics. Nella stagione 1997-1998 i Nuggets arrivano vicini a stabilire il record di meno partite vinte in una stagione da 82 partite (11); hanno inoltre quasi pareggiato la striscia perdente più lunga con 23 sconfitte consecutive, contro le 24 sconfitte consecutive dei Cleveland Cavaliers dei primi anni'80 (la serie sarebbe poi stata superata nel 2011 dai Cavaliers nel 2011 con 26 sconfitte consecutive). Nella stagione 2002-2003 riescono a pareggiare il peggior record di vittorie sempre con i Cavaliers.
Le difficoltà della squadra negli anni'90 sono dovute in parte alle instabilità societarie: nel 1995 COMSAT aveva infatti comprato i Quebec Nordiques trasferendoli a Denver come Colorado Avalanche. Tuttavia la diversificazione in proprietà sportive stava mandando in crisi l'azienda. In particolare i costi aggiuntivi dovuti alla costruzione Pepsi Center aveva messo gli azionisti sul piede di guerra. Finalmente, nel 1997, la COMSAT trova un accordo di massima per vendere l'Ascent Entertainment Group, la sezione che si occupava dello sport, alla Liberty Media. Al momento la Liberty Media non era tuttavia interessata a proprietà sportive (anche se poi comprerà gli Atlanta Braves) e mise quindi immediatamente come condizione dell'affare che Ascent Entertainment vendesse prima i Nuggets e gli Avalanche. Dopo quasi due anni viene trovato l'accordo per vendere i Nuggets e gli Avalanche a Bill e Nancy Laurie, proprietari della Walmart, per 400 milioni di dollari. Tuttavia un gruppo di azionisti della Ascent Entertainment ha rifiutato l'offerta, ritenendo il prezzo di vendita troppo basso. I Nuggets e gli Avalanche sono poi stati venduti al magnate bancario di Denver Donald Sturm per 461 milioni di dollari. Tuttavia sorge un nuovo problema quando la città di Denver rifiuta di concedere l'appezzamento di terreno nel quale è situato il Pepsi Center finché Sturm non garantisca di lasciare i Nuggets e gli Avalanche a Denver per almeno 25 anni. Sturm aveva comprato le squadre a nome proprio e la città voleva tutelarsi nel caso in cui Sturm fosse morto o avesse venduto le squadre prima di 25 anni. Dopo il fallimento delle trattative, la Liberty Media ha comprato Ascent Entertainment, ma ha mantenuto i Nuggets e gli Avalanche sul mercato. Nel frattempo Dan Issel era tornato alla guida della squadra nel 1999, ma i problemi societari gli avevano impedito di ricostruire la squadra. Poco prima della stagione 1999-2000 dichiarò ai giornalisti che c'erano alcuni cambi di personale che non poteva fare a causa delle instabilità societarie (in quanto per tutte le decisioni era necessaria sia l'approvazione di Ascent Entertainment/Liberty Media, sia quella di Donald Sturm. Infine, nel luglio 2000, i Nuggets, gli Avalanche e il Pepsi Center sono stati comprati dall'imprenditore immobiliare Stan Kroenke per 450 milioni di dollari. Kroenke è il cognato dei Laurie, visto che sua moglie Ann è la sorella di Nancy Laurie. Liberty Media ha mantenuto una quota del 6,5% dei diritti. Come parte dell'affare, Kroenke ha assicurato che avrebbe lasciato le squadre a Denver almeno fino al 2025. Dopo l'acquisto, Kroenke ha organizzato le attività sportive sotto la Kroenke Sports Enterprises.
Era Carmelo Anthonymodifica
Le speranze della squadra sono cresciute con la scelta della matricola Carmelo Anthony al draft 2003 coincidente con un cambio dei colori sociali: si passa ad azzurro polvere, oro e blue reale, quest'ultimo sostituito da blu marino nel 2009. In solo due mesi di campionato i Nuggets sono riusciti a vincere lo stesso numero di partite con cui avevano chiuso la stagione precedente: ad aprile diventa la prima franchigia che avendo chiuso l'anno precedente con meno di 20 gare vinte, entra nei playoffs da quando è entrata in vigore la stagione a 82 partite. Gran parte del merito di questo cambiamento è di Kiki Vandeweghe, ex stella dei Nuggets che aveva assunto il ruolo di direttore generale il 9 agosto 2001. Ai play-off vengono eliminati al primo turno dai Minnesota Timberwolves. Il 28 dicembre 2004 l'allenatore Jeff Bzdelik viene licenziato e sostituito ad interim dall'ex giocatore dei Los Angeles Lakers e allenatore delle Los Angeles Sparks Michael Cooper. Viene in seguito ingaggiato George Karl come allenatore definitivo. Karl ha chiuso la seconda metà della stagione con un bilancio di 32-8, portando i Nuggets ai play-off per il secondo anno consecutivo. Ai play-off vengono però eliminati dai San Antonio Spurs per 4-1. I Nuggets ricevono la 20° scelta al draft 2005, acquisita dai Washington Wizards via Orlando Magic: viene selezionato Julius Hodge. I Nuggets hanno ricevuto anche la 22° scelta, con la quale hanno selezionato Jarrett Jack, che hanno ceduto ai Portland Trail Blazers in cambio della loro 27° scelta, Linas Kleiza. Nella stagione 2005-2006 i Nuggets vincono per la prima volta in 18 anni il titolo di Northwest Division, classificandosi inoltre terzi in Western Conference. I Nuggets si scontrano con i Los Angeles Clippers che, nonostante il loro 6° posto, avevano chiuso con un bilancio migliore e hanno ricevuto di conseguenza il vantaggio di poter giocare in casa. I Clippers hanno sconfitto i Nuggets per 4-1. Poco dopo i Nuggets hanno annunciato che il contratto del direttore generale Kiki Vandeweghe non sarebbe stato rinnovato, sostituendolo con Mark Warkentien. Nella stagione 2006-2007 arriva in trattativa il giovane talentuoso J.R. Smith, che ha precedentemente giocato due stagioni ai New Orleans/Oklahoma City Hornets parzialmente deludenti. Il 18 dicembre 2006 Anthony, Smith e il centro Nenê sono stati sospesi (rispettivamente per 15, 10 e 1 partita) per una rissa che si era verificata nella partita contro i New York Knicks due giorni prima. La rissa è stata innescata dalla matricola dei Knicks Mardy Collins che aveva fermato irregolarmente J.R. Smith mentre eseguiva un tiro sotto mano in contropiede.
Il 19 dicembre 2006 i Nuggets mettono a segno un importantissimo colpo di mercato riuscendo ad aggiudicarsi l'MVP della stagione 2000/2001 Allen Iverson, ormai in rotta con la squadra in cui aveva militato negli ultimi 11 anni, i Philadelphia 76ers, acquisendolo insieme a Ivan McFarlin in cambio di Joe Smith, Andre Miller e due prime scelte al draft 2007 (McFarlin viene tagliato subito dopo l'ufficializzazione dello scambio). Questa mossa di mercato consente ai Nuggets di poter contare su due dei migliori marcatori della lega, visto che sia Anthony che Iverson avevano entrambi una media di oltre 30 punti al momento dello scambio. L'11 gennaio 2007 cedono Earl Boykins, Julius Hodge e una somma in denaro ai Milwaukee Bucks in cambio del playmaker Steve Blake. Con Iverson i Nuggets erano considerati una delle migliori squadre in Western Conference, ma la convivenza tra le due stelle sarebbe stata un problema, e i Nuggets si qualificano ai play-off con solo la 6° posizione, finendo contro i San Antonio Spurs. I Nuggets vincono gara-1 ma, come nei play-off 2005, gli Spurs vincono le restanti quattro partite chiudendo la serie sul 4-1; i Nuggets vengono quindi eliminati al primo turno per il quarto anno consecutivo. Il 16 marzo 2008 i Nuggets segnano 168 punti in una vittoria casalinga per 168-116 contro i Seattle SuperSonics: è stata la terza partita con più punti segnati nella storia della NBA (i Nuggets e i Detroit Pistons mantenevano ancora il record di più punti segnati con più di 360). Chiudono la stagione 2007-2008 con 50 vittorie e 32 sconfitte, il terzo miglior risultato da quando i Nuggets erano entrati in NBA nel 1976, a seguito di una vittoria per 120-111 in casa dei Memphis Grizzlies nell'ultima partita stagionale. I Nuggets chiudono all'8° posto nella Western Conference per i play-off, e le loro 50 vittorie hanno stabilito un record di vittorie per un'ottava classificata. I Nuggets hanno affrontato al primo turno i Los Angeles Lakers, primi nella Western Conference con 57-25. Le sette partite che separano i Nuggets e i Lakers sono state il margine più basso che ha separato una prima da un'ottava da quando l'NBA è passata ai play-off a 16 squadre nella stagione 1983-1984. I Lakers distruggono i Nuggets per 4-0, segnando la seconda volta nella storia dell'NBA da quando sono entrati in vigore i play-off al meglio delle 7 partite nella quale una squadra da 50 o più vittorie è stata eliminata al primo turno.
Il 16 luglio, al termine della stagione 2007-2008, i Nuggets cedono Marcus Camby, Defensive Player of the Year e terzo miglior giocatore della squadra dopo Anthony e Iverson, ai Los Angeles Clippers per una seconda scelta al draft (che sarà poi ceduta ai New York Knicks in cambio di Renaldo Balkman). Questo scambio è stato necessario per ridurre il monte ingaggi della squadra. Nella stagione 2008/2009 i Nuggets concludono le trattative di scambio con i Detroit Pistons e ottengono Chauncey Billups, Antonio McDyess e Cheikh Samb proprio per Iverson (parte dei soldi ottenuti dalla cessione di Camby sono stati usati per permettere lo scambio). Lo scambio si rivelerà uno dei più azzeccati nella storia dell'NBA: mentre infatti Iverson otterrà risultati a dir poco mediocri venendo addirittura messo fuori squadra dai Pistons, Billups disputerà un'annata straordinaria portando i Nuggets a ottimi risultati. Il 10 novembre 2008 i Nuggets tagliano McDyess, che verrà reingaggiato dai Pistons poco dopo. Con Anthony che mantiene una media di 22,4 punti a partita e Billups 6,4 assist a partita, i Nuggets ottengono ottimi risultati. Il loro bilancio di 54-28 segna il miglior bilancio da quando sono entrati in NBA; la loro partenza di 27-14 è stata un record di vittorie nella prima parte di stagione. È stata anche la prima volta nella storia dei Nuggets che hanno vinto più di 50 partite per due stagioni consecutive. Dominano la Northwest Division, classificandosi secondi in Western Conference, il miglior piazzamento nella loro storia. Il loro direttore generale Mark Warkentien ha vinto il premio Executive of the Year per il miglioramento dei Nuggets. Hanno vinto gara-1 dei play-off contro i New Orleans Hornets; era la prima volta dal 1988 che avevano il vantaggio di giocare in casa; inoltre, la vittoria di 29 punti è stata la vittoria con il margine di vantaggio più alto dei play-off 2009. Billups ha siglato un record per la franchigia di più triple realizzate in una partita (8) e le sue 19 triple totali sono state un record di triple in una serie di play-off. Hanno battuto gli Hornets per 4-1, in particolare con una vittoria di 58 punti in gara-4, che corrisponde alla vittoria con più margine nella storia dei play-off. Hanno poi battuto i Dallas Mavericks per 4-1 nelle semifinali di Western Conference, avanzando per la prima volta alle finali di Conference dal 1985. È stata anche la prima volta che i Nuggets si sono portati in vantaggio per 3-0 in una serie al meglio delle sette. Hanno perso la prima partita delle finali di Western Conference contro i Los Angeles Lakers, ma hanno vinto la seconda partita. Anthony è inoltre diventato il primo giocatore dei Nuggets da quando sono entrati in NBA a segnare almeno 30 punti in 5 partite consecutive di play-off. Hanno perso la serie per 4-2, arrivando più avanti nella storia della squadra. Durante questa stagione, oltre a Anthony e Billups si è messo in luce il centro Nenê. Al draft 2009 hanno ceduto una prima scelta acquisita dagli Charlotte Bobcats ai Minnesota Timberwolves in cambio dei diritti per la matricola T.Y. Lawson, diciottesima scelta assoluta. Il 13 luglio 2009 cedono una seconda scelta al draft ai Detroit Pistons in cambio di Arron Afflalo (parte dei soldi ottenuti dalla cessione di Iverson sono stati usati per permettere lo scambio) e Walter Sharpe. Afflalo ha sostituito la guardia Dahntay Jones, che aveva firmato con gli Indiana Pacers. Il 10 agosto i Nuggets hanno tuttavia perso Linas Kleiza, che ha firmato per l'Olympiacos. Durante la stagione 2009-2010 Anthony ha mantenuto una media di 28,2 punti e Billups una media di 19,6 punti. Durante le prime due partite della stagione Anthony ha segnato 71 punti: 30 nella partita di apertura in casa e 41 nella partita successiva, nelle vittorie contro i rivali di Division Utah Jazz e Portland Trail Blazers. Anthony è stato il secondo giocatore nella storia dei Nuggets (dopo Alex English) a segnare almeno 70 punti nelle due partite inaugurali. È stata anche la prima volta dal 1987 che i Nuggets sono partiti con un bilancio di 2-0. In seguito sono andati anche 3-0, 4-0 e 5-0, sconfiggendo Memphis Grizzlies, Indiana Pacers e New Jersey Nets. Nonostante gli infortuni occorsi ai tre capitani (Anthony, Billups e Kenyon Martin) hanno fatto perdere ai Nuggets un totale di 46 partite e poi l'assenza dell'allenatore George Karl, che ha subito un'operazione per un cancro al collo e alla gola, i Nuggets hanno vinto 53 partite (terza stagione consecutiva con più di 50 partite, prima volta nella storia della franchigia), vincendo la Northwest Division e classificandosi 4° in Western Conference. Sono stati tuttavia eliminati dagli Utah Jazz per 4-2, disputando il loro settimo turno di play-off in 16 anni. Anthony ha mantenuto una media di 30,7 punti a partita durante i play-off. Il 14 luglio 2010 i Nuggets firmano Al Harrington. Durante l'off-season 2010 viene assunto Masai Ujiri al posto di Mark Warkentien come direttore generale, mentre Josh Kroenke viene nominato presidente della squadra. Nel 2010 Stan Kroenke acquista inoltre i St. Louis Rams, squadra militante in NFL. Dal momento che la NFL non consente ai proprietari di detenere il controllo di altre squadre delle leghe maggiori in città NFL, Stan Kroenke ha girato il controllo dei Nuggets e degli Avalanche a Josh Kroenke e si è impegnato a vendere la sua quota delle due squadre entro il 2014.
Era post Anthonymodifica
Il 22 febbraio 2011, dopo mesi di indiscrezioni secondo le quali Anthony voleva lasciare la squadra, nel "mega-trade" che coinvolge 4 squadre NBA i Nuggets cedono Anthony, Billups, Anthony Carter, Shelden Williams e Renaldo Balkman ai New York Knicks e ricevono in cambio Danilo Gallinari, Wilson Chandler, Raymond Felton, Timofej Mozgov e Kosta Koufos (quest'ultimo tramite i Minnesota Timberwolves), più tre scelte ai Draft NBA. Si chiude così l'era di Carmelo Anthony ai Nuggets. Il giorno dello scambio la rosa dei Nuggets si riduce ad appena 9 elementi, nella partita contro i Memphis Grizzlies. I Nuggets riescono comunque a vincere 120-107, andando in vantaggio anche di 27 punti; nei minuti finali della partita i tifosi intonavano il coro "Chi ha bisogno di Melo?"; a fine partita Karl ha dichiarato "I nostri ragazzi, quando le loro spalle sono poste davanti a una situazione difficile, giocano solitamente ad alto livello. Abbiamo sempre reagito a situazioni difficili in modo positivo". Molti credevano che i Nuggets sarebbero diventati i Cleveland Cavaliers della Western Conference e che avrebbero faticato in classifica perdendo i play-off a causa della perdita del loro leader, Anthony. Lo scambio sembra tuttavia migliorare la squadra; i Nuggets arrivano a una media di 24,1 assist a partita, mostrando il loro ritrovato gioco di squadra. Anche la difesa è migliorata, passando dal concedere 105,2 punti a partia a 97,1 punti. Nonostante la netta rivoluzione della squadra, che ha visto 18 titolari diversi, i Nuggets hanno chiuso con 50 vittorie (quarta stagione consecutiva in cui i Nuggets vincono almeno 50 partite), classificandosi 5° in Western Conference. Hanno incontrato al primo turno gli Oklahoma City Thunder, venendo sconfitti per 4-1.
La prima stagione intera del post Anthony ha visto la crescita di Gallinari, che gioca con una media di 17 punti, 5,2 rimbalzi e 2,6 assist nelle prime 25 partite della stagione, portando a un ottimo avvio i Nuggets. Gallinari ha perso tuttavia buona parte della stagione a causa di vari infortuni a caviglia, pollice e polso. Il 15 marzo 2012 i Nuggets decidono di ringiovanire la squadra cedendo Nenê, ultimo dei protagonisti dell'era Anthony e nelle precedenti 9 stagioni sempre ai Nuggets, ai Washington Wizards in cambio di JaVale McGee. Prima di arrivare ai Nuggets McGee era considerato un giocatore anonimo, noto per aver commesso errori clamorosi che hanno caratterizzato i suoi anni ai Wizards. McGee sarebbe rinato ai Nuggets, passando da essere un giocatore con problemi comportamentali a essere un giocatore chiave per i Nuggets. Nella sua prima partita con la maglia dei Nuggets mette a segno una schiacciata su una palla persa di Arron Afflalo, che si sarebbe rivelata il punto partita nella vittoria per 116-115 contro i Detroit Pistons. McGee attira poi l'attenzione nazionale grazie a due partite nel finale di stagione nelle quali mette a segno rispettivamente 16 punti e 15 rimbalzi e 21 punti e 16 rimbalzi in due partite della serie di play-off contro i Los Angeles Lakers. Queste prestazioni aiutano i Nuggets a ribaltare uno svantaggio di 2-0 con un vantaggio di 3-1; i Nuggets perdono però la serie in gara-7, perdendo per 87-96.
L'11 agosto 2012 i Nuggets vengono coinvolti in un'altra "mega-trade", quella che porta Dwight Howard ai Los Angeles Lakers, dalla quale ottengono a gli altri l'All-Star Andre Iguodala. Subito dopo il traferimento Andre Iguodala ha twittato: "Sono entusiasta di unirmi ai Denver Nuggets e so che la mia migliore pallacanestro è davanti a me". Con l'acquisizione Iguodala i Nuggets possono di nuovo contare su un giocatore All-Star (seppur non al livello di Anthony), che era sempre mancato dopo la cessione di Anthony, nonostante buoni talenti come Gallinari e McGee. La stagione si rivela decisamente positiva, infatti i Nuggets chiudono al 3º posto la Western Conference con un record di 57 vittorie e 25 sconfitte, il migliore della storia della franchigia; a testimonianza dell'ottima stagione l'allenatore Karl vince il Coach of the Year Award. Tuttavia, poche settimane dalla fine della regular season, Gallinari si rompe il crociato ed è quindi costretto a saltare i playoff. Nonostante questo i Nuggets si presentano come super favoriti nella serie contro i Golden State Warriors, ma dopo aver vinto di 2 punti gara 1 vengono sconfitti a Denver, dove durante l'anno avevano perso solo 3 partite, e non riuscendo più a riacquistare il fattore campo vengono eliminati in 6 gare. A fine stagione l'allenatore Karl viene clamorosamente licenziato.
Arene di giocomodifica
- Denver Auditorium Arena e Denver Coliseum (1967–75)
- McNichols Sports Arena (1975–99)
- Pepsi Center (1999–presente)
Squadra attualemodifica
| Per approfondire, vedi Denver Nuggets 2012-2013. |
Rostermodifica
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Staff tecnicomodifica
- Allenatore:
George Karl - Assistente allenatore:
Stacey Augmon - Assistente allenatore:
Melvin Hunt - Assistente allenatore:
John Welch - Assistente allenatore:
Chad Iske - Preparatore atletico:
Jim Gillen
Stagioni passatemodifica
Giocatori importantimodifica
| Per approfondire, vedi Categoria:Cestisti dei Denver Rockets e Categoria:Cestisti dei Denver Nuggets. |
Membri della Basketball Hall of Famemodifica
Numeri ritiratimodifica
- 2 Alex English
- 33 David Thompson
- 40 Byron Beck
- 44 Dan Issel
Allenatori importantimodifica
| Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dei Denver Rockets e Categoria:Allenatori dei Denver Nuggets. |
Palmarèsmodifica
| Titoli | Anni | |
|---|---|---|
| Titoli di Division | 7 | 1976-1977, 1977-1978, 1984-1985, 1987-1988[1], 2005-2006, 2008-2009, 2009-2010 |
Premi individualimodifica
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NBA All-Star Game Most Valuable Player Award
NBA Defensive Player of the Year Award
NBA Most Improved Player Award
NBA Executive of the Year Award
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Recordmodifica
Il 13 dicembre 1983, nella partita in trasferta contro i Detroit Pistons si toccò il record del maggior numero di punti segnati in una partita di NBA: 370, 186 per Detroit e 184 per Denver[2]. I Denver hanno anche partecipato ad altre due partite da record. Il 2 novembre 1990 persero 162-158 contro i Golden State Warriors: si tratta della partita con il maggior numero di punti conclusasi ai tempi regolamentari. Nove giorni dopo subirono 107 punti dai Phoenix Suns solo nel primo tempo[3]. I Nuggets sono la prima squadra che nel 1994, dopo essersi classificata all'ottavo posto alla fine della stagione regolare, è riuscita a sconfiggere nei playoff al primo turno la squadra prima classificata nella propria Conference, che in quell'occasione erano i Seattle Supersonics.senza fonte
Notemodifica
- ^ I titoli 1976-1977, 1977-1978, 1984-1985 e 1987-1988 sono stati vinti quando si chiamava Midwest Division
- ^ Guinness World Records 2002. Milano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-49721-1.
- ^ Il Guinness dei Primati 1997. Milano, Mondadori, 1996. ISBN 88-04-41739-0
Altri progettimodifica
Commons contiene immagini o altri file su Denver Nuggets
Collegamenti esternimodifica
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