Derby Club

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Il Derby Club è stato tra i più celebri locali notturni milanesi attivi tra gli anni sessanta e settanta. È diventato noto soprattutto per i numerosi artisti esordienti che ne hanno calcato la scena, poi divenuti popolari personaggi nel mondo della musica, dello spettacolo e del cinema.[1]

Le originimodifica | modifica sorgente

Nel 1959 i coniugi Gianni e Angela Bongiovanni (zii materni dell'attore Diego Abatantuono) aprono un ristorante e lo chiamano Gi-Go. Le sale sono ricavate nel seminterrato di una palazzina liberty in via Monte Rosa 84, zona periferica milanese vicino all'Ippodromo di San Siro.

All'inizio degli anni sessanta i due decidono di trasformarlo in un locale per trovarsi ed ascoltare musica, cercando così di risollevare il modesto fatturato del precedente esercizio.

Ribattezzato nel 1962 Intra's Derby Club (nome ispirato dalla fusione tra il nome del jazzista Enrico Intra e la vicinanza geografica all'Ippodromo) e poi, definitivamente, Derby Club, il locale diviene ben presto il punto di incontro di personaggi, professionisti e sportivi della Milano più all'avanguardia, fra cui molti architetti che contribuiscono ad arredarlo in modo originale e, per i tempi, anticonvenzionale, mentre gli artisti esordienti (tutti caratterizzati dall'ineguagliabile talento, confermato dalle successive carriere soliste) si esibiscono su una pedana su cui sono piazzati un pianoforte ed una batteria.

Il successomodifica | modifica sorgente

Il locale è frequentato quasi subito da numerose personalità internazionali che arrivano al Derby per esibirsi: (Charles Aznavour, John Coltrane, Quincy Jones), o semplicemente come affezionati frequentatori, come molti politici dell'epoca (Bettino Craxi su tutti), campioni sportivi (come Gianni Rivera e Pietro Mennea), personaggi dello spettacolo (Mina, Alberto Lupo, Renato Rascel, Walter Chiari, Dario Fo, Enzo Tortora, Johnny Dorelli, Marcello Mastroianni, Giorgio Strehler, Mike Bongiorno, Ricky Gianco, Walter Valdi) e miliardari (come Charlie Krupp o Rocky Agusta).

Tra i clienti di quegli anni non mancano celebri malavitosi quali Francis Turatello e il solista del mitra Luciano Lutring, che in più di un'occasione - come raccontò in un'intervista - dovette fuggire dal locale da una finestra, a causa dell'improvviso arrivo della polizia, poco dopo essersi bevuto uno champagnino.

Il declino e la chiusuramodifica | modifica sorgente

La crisi del Derby arriva verso la metà degli anni ottanta, dopo che la morte (nel 1981) di Gianni Bongiovanni e l'avvento prepotente della comicità televisiva ne hanno ormai definitivamente avviato il lento, ma inesorabile, declino. Il locale chiude nel 1985, passando idealmente il testimone del cabaret italiano al concittadino Zelig (che esordisce il 12 maggio 1986). Dal 12 maggio 2001, l'immobile è occupato dal centro sociale "Il Cantiere". Attualmente è un luogo di riferimento per il movimento studentesco e cittadino milanese, oltre che luogo di controcultura, musica alternativa e sperimentazione artisticasenza fonte.

Gli artisti del Derbymodifica | modifica sorgente

Tra i tanti artisti lanciati dal Derby si ricordano (tra parentesi viene indicata l'attività professionale successiva al debutto):

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Approfondimento su Comedycentral.it







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