Detroit Pistons

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Detroit Pistons
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Segni distintivi
Uniformi di gara
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Casa
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Trasferta
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Terza
Colori sociali 600px Bianco e Blu (Bordato) con pallone.png Blu, rosso e bianco
Dati societari
Città Detroit, Michigan
Paese Stati Uniti Stati Uniti
Confederazione NBA
Federazione Eastern Conference
Division Central Division
Fondazione 1941
Denominazione Fort Wayne Zollner Pistons (1941-1948)
Fort Wayne Pistons (1948-1957)
Detroit Pistons (dal 1957)
Proprietario Stati Uniti Tom Gores
General manager Stati Uniti Joe Dumars
Allenatore Stati Uniti John Loyer
Palazzetto Palace of Auburn Hills
Sito web www.nba.com/pistons
Palmarès
Larry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.pngLarry O'Brien Championship Trophy.png
Titoli NBA 3
Titoli di Conference 7
Titoli di Division 11
Titoli NBL 2
Altri titoli 5 Titoli di Division NBL

I Detroit Pistons sono una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel massimo campionato professionistico statunitense, la National Basketball Association.

Storia della franchigiamodifica | modifica sorgente

Nascitamodifica | modifica sorgente

La franchigia venne fondata nel 1941 a Fort Wayne, nell'Indiana da Fred Zollner, proprietario di una compagnia che produceva pistoni per la General Motors e vinsero due campionati della National Basketball League, nel 1944 e nel 1945.

La denominazione iniziale della squadra era Fort Wayne Zollner Pistons ma nel 1948, con il trasferimento in BAA, mutò in Fort Wayne Pistons[1].

I Pistons sono la più vecchia tra le squadre dell'NBA. Guidati dall'ala George Yardley, i Fort Wayne Pistons erano una squadra popolare e debuttarono nella BAA nel 1948 raggiungendo le finali NBA nel 1955 e nel 1956, perdendo tutte e due le volte contro i Syracuse Nationals (4-3) e i Philadelphia Warriors (4-1).

Nel 1957 Zollner spostò la squadra a Detroit, una città molto più grande che non aveva più una squadra nell'NBA; i Detroit Gems erano scomparsi dopo una sola stagione di esistenza (1946-1947). I nuovi Detroit Pistons giocarono all'Olympia Stadium durante le loro prime quattro stagioni, quindi si trasferirono alla Cobo Arena. La franchigia fu una costante delusione, sia sul campo che ai botteghini. Nel 1974, Zollner vendette la squadra a Bill Davidson, l'attuale proprietario. Non soddisfatto della sede della squadra, nel centro di Detroit, Davidson la spostò nel sobborgo di Pontiac nel 1978, dove giocò nel gigantesco Silverdome, una struttura costruita per le partite di football americano.

I "Bad Boys"modifica | modifica sorgente

Gli anni '80 iniziarono male con un bilancio di 16-66 nella stagione 1979-1980 e di 21-61 nella stagione 1980-1981. La squadra del 1979-1980 perse le ultime 14 partite che, sommate con le 7 sconfitte consecutive all'inizio della stagione 1980-1981, stabilirono un allora record di 21 sconfitte consecutive (poi superato).

Le fortune della squadra iniziarono a cambiare nel 1981, quando venne presa la guardia Isiah Thomas proveniente dall'Indiana University. All'inizio del 1982, arrivò il centro Bill Laimbeer, allora militante nei Cleveland Cavaliers (e con un passato nell'italiano Brescia) e la guardia Vinnie Johnson dai Seattle SuperSonics. Questi tre, assieme alle aggiunte successive di Joe Dumars, Rick Mahorn e Dennis Rodman, formarono il nucleo di una squadra che sarebbe arrivata ai vertici dell'NBA. . La squadra ebbe un inizio difficile. Nel 1984 la squadra venne sconfitta per 3-2 dagli sfavoriti New York Knicks. Nei Playoff 1985 i Pistons vinsero la loro prima serie affrontando poi in semifinale i Boston Celtics campioni uscenti. Nonostante la vittoria dei Celtics per 4-2, la sorprendente prestazione dei Pistons pose le basi per una rivalità che si sarebbe infiammata per tutto il decennio successivo. Nel draft 1985 i Pistons selezionarono con la 18ª scelta Joe Dumars, scelta che si sarebbe rivelata ottima. Acquisirono inoltre Rick Mahorn in uno scambio con i Washington Bullets. La squadra fece tuttavia un passo indietro venendo eliminata al primo turno dei playoff dai più atletici Atlanta Hawks. Dopo la sconfitta, l'allenatore Chuck Daly e il capitano Isiah Thomas stabilirono che l'unico modo per salire ai vertici dell'Eastern Conference era adottare uno stile di gioco più aggressivo.

In vista della stagione 1986-1987 i Pistons acquisirono alcuni giocatori chiave: John Salley (11ª scelta assoluta), Dennis Rodman (27ª) e Adrian Dantley (acquisito in uno scambio con gli Utah Jazz). La squadra adottò uno stile di gioco più fisico e difensivo, che gli procurò il soprannome di "Bad Boys". Nel 1987 i Pistons raggiungono le finali di Eastern Conference, miglior risultato dai tempi di Fort Wayne, contro i Celtics. Dopo aver portato i campioni in carica a un pareggio sul 2-2, i Pistons erano sul punto di vincere gara 5 al Boston Garden con pochi secondi rimanenti. Dopo un canestro dei Celtics, Thomas tentò di recuperare velocemente la palla, non sentendo la richiesta di Chuck Daly di chiamare un timeout (la NBA non aveva ancora introdotto la regola che permetteva agli allenatori di chiamare da soli il timeout). Larry Bird rubò allora la palla passandola a Dennis Johnson che realizzò il tiro-vittoria. I Pistons vinceranno gara 6 a Detroit ma i Celtics vinceranno gara 7 a Boston.

Motivati dalla sconfitta contro i Celtics i Pistons, aiutati anche dall'acquisizione di James Edwards, raggiunsero un allora record per la franchigia di 54 vittorie vincendo per la prima volta nella storia la Central Division. Ai Playoffs 1988 i Pistons vendicarono le due precedenti sconfitte con i Celtics sconfiggendoli per 4-2 e avanzando alle Finali 1988 per la prima volta dal loro arrivo a Detroit. La prima finale dei Pistons li vide contrapposti ai Los Angeles Lakers guidati da Magic Johnson, Kareem Abdul-Jabbar e James Worthy. Dopo una serie di 3-2 a favore dei Lakers, i Pistons sembrarono sul punto di vincere il loro primo titolo NBA in gara 6. In quella partita Isiah Thomas, con una caviglia gravemente slogata, mise a segno un record per le Finali NBA di 25 punti nel terzo quarto. Nonostante questo i Lakers vinsero la partita per 103-102, grazie a due tiri liberi realizzati da Jabbar a seguito di un discutibile fatto chiamato su Bill Laimbeer, definito da molti tifosi di Pistons e da Laimbeer stesso un "fallo fantasma". Con Isiah Thomas non in grado di giocare al massimo, i Pistons vennero sconfitti a fatica per 108-105.

La squadra gioca nel lussuoso Palace of Auburn Hills dal 1988. Nel 1989 i Pistons completarono la costruzione della rosa cedendo Adrian Dantley in cambio di Mark Aguirre, manovra inizialmente criticata duramente dai tifosi dei Pistons, che poi però si ravvederanno. La squadra vinse 63 partite, frantumando il precedente record della franchigia, avanzando ai Playoffs fino alla rivincita contro i Lakers. Questa volta i Pistons uscirono vittoriosi distruggendo i Lakers per 4-0 e vincendo il loro primo titolo NBA. Dumars venne nominato MVP delle Finali. Gara 4 della serie ha segnato anche il ritiro di Kareem Abdul-Jabbar.

I Pistons difesero con successo il titolo nel 1990. Dopo aver vinto 59 partite e il terzo titolo di Division, i Pistons avanzarono nei Playoffs arrivando alle finali di Eastern Conference per la quarta volta consecutiva contro i Chicago Bulls di Michael Jordan. Affrontandosi per la terza stagione consecutiva, i Pistons e i Bulls si dividono equamente le prime sei partite ma i Pistons conclusero la serie con una vittoria per 93-74 in gara 7. Arrivati per la terza volta consecutiva alle Finali, i Pistons affrontano i Portland Trail Blazers. Dopo aver diviso le prime due partite al Palace, i Pistons vanno a Portland, dove non vincevano una partita dal 1974, per giocare gara 3, gara 4 e gara 5. I Pistons vinsero tutte e tre le partite a Portland, diventando la prima squadra a vincere le tre partite centrali in trasferta. Il momento decisivo arriva all'ultima partita. I Pistons, in svantaggio per 90-83 a due minuti dalla fine, vincono per 92-90 grazie a un tiro da 5 metri a 0,07 secondi dalla fine della partita di Johnson, che gli valse il soprannome di "007", insieme al suo soprannome originale "Il microonde". Thomas venne nominato MVP delle Finali.

La corsa al titolo dei Pistons nel 1991 si concluse alle finali di Eastern Conference, dove i Pistons furono distrutti per 4-0 dai Chicago Bulls, futuri campioni NBA. La principale causa della loro eliminazione fu l'infortunio di Thomas, operato al polso appena prima dei Playoffs. Le finali di Conference furono ricordate soprattutto perché nell'ultima partita i Pistons uscirono dal campo poco prima della fine senza stringere la mano ai Bulls. Dopo la serie Michael Jordan si disse "Scioccato che Isiah non abbia giocato così duramente".senza fonte

Ultimo titolomodifica | modifica sorgente

I Pistons passarono attraverso un lungo periodo di transizione quando i suoi giocatori chiave si ritirarono (Laimbeer nel 1993 e Thomas nel 1994) o cambiarono squadra (Johnson, Rodman, Edwards e Salley tra gli altri) arrivando a chiudere la stagione 1993-1994 con un bilancio di 20-62. Dopo essere stati eliminati dai Miami Heat nei play-off 2000 Dumars (che si era ritirato nel 1999) viene assunto come presidente. Si trova subito a fronteggiare quello che sembrava un grande regresso per la squadra, visto che Grant Hill, unica stella della squadra nelle ultime stagioni, stava per essere ceduto agli Orlando Magic. Tuttavia Dumars riesce ad ottenere dai Magic Ben Wallace e Chucky Atkins in cambio di Hill. Entrambi si inseriscono velocemente negli schemi dei Pistons e Wallace diventerà un'All-Star oltre che a uno dei principali artefici del titolo 2004. Al contrario Hill avrebbe giocato solo 47 partite in quattro anni a causa di un infortunio alla caviglia.

La stagione 2000-2001 è ancora difficile per i Pistons concludendo con 32-50. A fine stagione Dumars licenzia l' allenatore George Irvine assumendo al suo posto Rick Carlisle, un assistente allenatore molto rispettato che aveva già vinto il titolo NBA da giocatore con i Boston Celtics. La franchigia torna anche ai tradizionali colori rosso, bianco e blu.

Guidati da Carlisle i Pistons chiudono la loro prima stagione con più di 50 vittorie dal 1997 e vincono la loro prima serie ai play-off dal 1991. Nella offseason 2002 Dumars arricchisce la rosa della squadra ingaggiando il free agent Chauncey Billups, acquisendo Rip Hamilton dai Washington Wizards e draftando Tayshaun Prince da Kentucky, altri tre artefici del titolo 2004. I Pistons chiudono un'altra stagione da 50 vittorie e avanzano fino alle finali di Eastern Conference dove però vengono distrutti per 4-0 dai New Jersey Nets.

Nonostante i notevoli miglioramenti della squadra Carlisle viene licenziato nella offseason 2003. Si pensa ci siano state cinque ragioni alla base del suo licenziamento: primo, Carlisle era sembrato riluttante a dare spazio ad alcuni dei giovani della squadra, come Prince e Mehmet Okur, durante la stagione regolare, cosa che aveva fatto infuriare Dumars, in secondo luogo alcuni giocatori (in particolare Wallace) non andavano d' accordo con Carlisle, in terzo luogo Carlisle usava un sistema di gioco offensivo troppo prudente, quarto che l'Hall of Fame Larry Brown aveva dato la sua disponibilità ad allenare i Pistons, e quinto che Carlisle si era detto interessato alla panchina degli Indiana Pacers durante la corsa dei Pistons ai play-off 2003. Brown accetta l' incarico in estate e Carlisle viene ingaggiato dai Pacers come previsto. Al Draft del 2003 i Pistons hanno la 2ª scelta assoluta ma la spendono male selezionando il serbo Darko Miličić quando erano ancora disponibili Dwyane Wade, Carmelo Anthony e Chris Bosh. La trasformazione dei Pistons in una squadra da titolo viene completata nel 2004 con l' ingaggio di Rasheed Wallace. I Pistons avevano quindi un giocatore di alto livello in tutti i ruoli. Allenati da Brown, i Pistons sono tornati ai vertici, concludendo con un bilancio di 54-28, il migliore dal 1997. Ai play-off 2004, dopo aver sconfitto per 4-1 i Milwaukee Bucks, riescono a sconfiggere i New Jersey Nets campioni uscenti della Eastern Conference per 4-3 dopo essere stati in svantaggio di 2-3. I Pistons sconfiggono poi a fatica per 4-2 gli Indiana Pacers allenati da Carlisle arrivando alle finali NBA per la prima volta dal 1990. I Pistons vinsero il campionato NBA 2004 battendo i favoritissimi Los Angeles Lakers per 4-1 in una serie che resta tutt'oggi ancora celebre come uno dei più grandi upset della storia dell'NBA; i Lakers, vincitori di tre campionati NBA nei precedenti quattro anni potevano contare su una asquadra stellare con giocatori del calibro di Shaquille O'Neal, Kobe Bryant, Gary Payton e Karl Malone. I Pistons riescono a vincere tre partite su quattro con un margine di vantaggio in doppia cifra e in gara 3 fanno segnare ai Lakers appena 68 punti, record negativo per loro. Billups venne eletto MVP delle finali. Con questa vittoria il proprietario dei Pistons, William Davidson, diventa il primo (e finora anche l' unico) proprietario le cui squadre vincono nello stesso anno il titolo NBA e il titolo NHL, avendo vinto anche la Stanley Cup come proprietario dei Tampa Bay Lightning.

L'anno successivo nonostante la perdita di alcuni elementi chiave della panchina (tra i quali Okur, Mike James e Corliss Williamson) i Pistons sono ancora considerati una delle squadre favorite per il titolo NBA. Durante la stagione regolare mettono a segno 54 vittorie, chiudendo la quarta stagione consecutiva con 50 o più vittorie. Ai play-off 2005 sconfiggono prima i Philadelphia 76ers 4-1 e poi gli Indiana Pacers 4-2 (nonostante fossero stati in svantaggio per 2-1). Alle finali di Eastern Conference incontrano i Miami Heat; nonostante finiscano ancora una volta in svantaggio i Pistons riescono a vincere la serie 4-3. I Pistons arrivano quindi nuovamente in finale ma vengono battuti per 4-3 dai San Antonio Spurs. Nella prima gara-7 delle finali NBA dal 1994 i Pistons perdono una partita combattutissima contro gli Spurs, che vincono il terzo titolo NBA dal 1999. La stagione 2004-2005 è stata caratterizzata da una grande polemica, come delle questioni di distrazione che riguardano Brown. Durante il primo mese della stagione scoppia una mega rissa durante una partita tra i Pistons e gli Indiana Pacers; la rissa, che ha coinvolto sia giocatori che tifosi, è stata una delle più grandi nella storia dello sport americano. Il risultato sono state numerose multe e sospensioni per alcuni giocatori e un grande controllo di NBA e giornalisti. Brown lascia due volte la squadra a causa di alcuni problemi di salute scatenando delle voci che lo volevano in trattativa con altre squadre. Preoccupati per il suo stato di salute e irritati per la ricerca di altri posti di lavoro durante la stagione i Pistons rescindono il contratto di Brown subito dopo finali NBA 2005. Brown è stato subito nominato allenatore dei New York Knicks mentre i Pistons al suo posto assumono Flip Saunders, già allenatore dei Minnesota Timberwolves.

Nella stagione 2005-2006 i Pistons partono come favoriti per la vittoria del titolo e infatti la franchigia chiude la Regular Season al primo posto nella Central Division con il record di vittorie per la squadra di 64-18. La loro partenza con 37-5 è la migliore per qualsiasi franchigia di Detroit nella storia e il secondo miglior inizio nelle prime 42 partite nella storia NBA. Quattro dei cinque titolari dei Pistons (Billups, Hamilton, R.Wallace e B.Wallace) furono selezionati per l'All-Star Game e Saunders venne selezionato per allenarli. I Pistons chiudono la stagione con un bilancio di 64-18, stabilendo un record di vittorie per la franchigia sia totale che parziale (27). Inoltre la squadra stabilisce un altro record schierando lo stesso quintetto iniziale per 73 partite consecutive dall' inizio della stagione. Nei playoff dopo le vittorie contro i Milwaukee Bucks (4-1) e i Cleveland Cavaliers (4-3, dopo essere stati in svantaggio 3-2), Detroit arriva alle finali della Eastern Conference dove però si deve arrendere per 4-2 ai Miami Heat, i quali poi vinceranno il titolo contro i Dallas Mavericks.

Durante l'estate la squadra perde uno dei suoi elementi cardine, Ben Wallace, il quale passa ai Chicago Bulls; nonostante un'offerta dei Pistons di un contratto di 4 anni a 48 milioni di $ (che lo avrebbero reso il Piston più pagato di sempre), Wallace accetta quella dei Bulls di 4 anni a 60 milioni. Per rimpiazzarlo i Pistons acquistano dai San Antonio Spurs il centro Nazr Mohammed. Nonostante questo ingaggio i Pistons continuano a cercare ulteriori rinforzi e il 17 gennaio ingaggiano il free agent Chris Webber. La nuova stagione 2006/2007 parte con qualche affanno iniziale (partenza con un bilancio di 21-15) ma alla fine Detroit riuscirà, dopo l' ingaggio di Webber (32-14 il bilancio dopo il suo arrivo) a vincere la Central Division e l'11 aprile anche l'Eastern Conference, che garantiva il vantaggio di giocare in casa ai primi turni dei playoff. Nei playoff i Pistons prima incontrano gli Orlando Magic, i quali vengono liquidati con un secco 4-0 (prima vittoria in quattro partite dal 1990 per i Pistons), poi i Chicago Bulls (prima volta che due squadre della Central Division si incontravano nella postseason dal 1991), che vengono sconfitti per 4-2 permettendo l'accesso alle finali della Eastern Conference; dopo aver vinto le prime due partite di 26 e 21 punti, i Pistons vincono gara 3 81-74 andando però in vantaggio anche di 19 punti, i Bulls evitano l' eliminazione vincendo gara 4 e gara 5 ma i Pistons chiudono la serie vincendo gara 6 95-85. Nelle finali (quinta volta consecutiva come dal 1987 al 1991) Detroit incontra i Cleveland Cavaliers, alla vigilia nettamente sfavoriti; infatti i Pistons si aggiudicano facilmente le prime 2 partite della serie, da lì in poi però Detroit non riuscirà più a vincere una partita e verranno eliminati clamorosamente per 4-2.

Al draft 2007 i Pistons selezionano Rodney Stuckey con la 15ª scelta e Arron Afflalo con la 27ª. Rifirmano poi Billups facendogli firmare un contratto a lungo termine, rifirmano inoltre il talento Amir Johnson e la riserva chiave Antonio McDyess. La stagione è segnata dal 50º anniversario dell' arrivo della franchigia a Detroit. Prima dell'inizio della stagione Wallace viene spostato in posizione di centro. Al suo terzo anno sulla panchina dei Pistons, Saunders diventa l' allenatore più longevo da Chuck Daly, che aveva allenato la squadra per 9 anni (1983-1992). La regular season 2007/2008 dei Pistons si rivela ancora inconcludente; Detroit riesce a vincere nuovamente la Central Division con un bilancio di 59-23 (il secondo migliore della lega, solo i Boston Celtics erano riusciti a fare meglio ed erano considerati i loro principali avversari al titolo NBA in Eastern Conference), centrando così la qualificazione ai Playoff, nei quali incontra i Philadelphia 76ers (battuti per 4-2) e gli Orlando Magic (eliminati per 4-1), approdando per il 6º anno consecutivo alle Eastern Conference Finals; la finale li vede contrapposti ai Boston Celtics, i quali battono i Pistons per 4-2.

Declinomodifica | modifica sorgente

Nel novembre del 2008 Detroit cede uno degli elementi cardine delle passate stagioni, Chauncey Billups, che passa ai Denver Nuggets assieme ad Antonio McDyess (che però verrà subito tagliato venendo reingaggiato dai Pistons il 9 dicembre 2008) in cambio di Allen Iverson. La trade si rivelerà una delle peggiori nella storia dei Pistons e darà inizio ad un periodo di crisi: infatti, mentre Iverson ha un rendimento disastroso per tutta la stagione, venendo addirittura messo fuori squadra per le pessime prestazioni, Billups porta i Nuggets fino in finale di Western Conference ai play-off. La stagione è contrassegnata da molte polemiche e infortuni. A causa di questo e della scarsa qualità del gioco i Pistons si qualificano a malapena per i play-off il 10 aprile 2009 con l' 8ª posizione. I Pistons incontrano al primo turno i Cleveland Cavaliers e vengono distrutti per 4-0. Era la prima volta dal 2000 che i Pistons venivano eliminati al primo turno nei play-off. A fine stagione Iverson diventa free agent e lascia la squadra.

Durante l' offseason 2009-2010, Dumars per sostituire Iverson si accorda con la guardia Ben Gordon (Sixth Man of the Year nel 2005) facendogli firmare un contratto di 5 anni a 55 milioni di $, ingaggia inoltre l'ala Charlie Villanueva con un contratto di 5 anni a 35 milioni di $. I Pistons perdono però Wallace e McDyess. L'8 luglio 2009 viene assunto l' ex assistente allenatore dei Cleveland Cavaliers John Kuester come nuovo allenatore. John Kuester era, come il suo predecessore Michael Curry, debuttante come capoallenatore in NBA. Prima dell' inizio della stagione 2009-2010 viene ingaggiato il centro Ben Wallace (4 volte Defensive Player of the Year e 4 volte All-Star nonché già ai Pistons tra il 2000 e il 2006) per sostituire Rasheed Wallace. Nonostante questi cambiamenti la squadra, a causa degli infortuni dei giocatoti chiave, disputa un'annata addirittura peggiore della precedente. Il 23 marzo 2010 i Pistons, a causa di una sconfitta contro gli Indiana Pacers, vengono eliminati dalla corsa ai play-off partecipando così alla prima draft lottery nella loro storia e chiudendo la prima stagione con più di 50 sconfitte dal 2001. Al primo giro del draft i Pistons scelgono il centro Greg Monroe da Georgetown con la 7ª scelta. Arriva poi l' ingaggio del veterano 7 volte All-Star Tracy McGrady (anche Most Improved Player nel 2001 e miglior marcatore nel 2003 e nel 2004).

Nell'aprile 2011 viene finalmente raggiunto l' accordo della cessione dei Pistons al miliardario Tom Gores. L' accordo è stato approvato dalla NBA a giugno e comprendeva anche il The Palace of Auburn Hills e il DTE Energy Music Theatre. Nel draft i Pistons selezionano la guardia Brandon Knight da Kentucky con l' 8° scelta e Vernon Macklin da Florida con la 52ª scelta. Prima della stagione 2011-2012 la squadra assume un nuovo allenatore: Lawrence Frank, ex capoallenatore dei New Jersey Nets e assistente allenatore dei Boston Celtics; tagliano inoltre un altro dei protagonisti della vittoria del titolo NBA nel 2004: Hamilton. Nella stagione 2011-2012 avviene un miglioramento rispetto alle precedenti per i Pistons, nonostante chiudano ancora con un record perdente. Nonostante una partenza con un record di 4-20 i Pistons riescono a vincere metà delle loro partite chiudendo con un record di 25-41. La squadra continua a basarsi su un organico giovane capeggiato da Rodney Stuckey circondato da giovani promettenti come Jonas Jerebko, la matricola Brandon Knight e il talentuoso Greg Monroe. La squadra drafta anche Andre Drummond al draft 2012 per aggiungere più talento.

In vista della stagione 2012-2013 i Pistons si sbarazzano di Gordon, deludente durante tutta la sua permanenza a Detroit, cedendolo insieme a una scelta protetta al draft 2013 agli Charlotte Bobcats in cambio di Corey Maggette. Al draft viene selezionato il centro Andre Drummond. L'ormai chiaro intento della squadra è quello di basarsi su giovani giocatori, con ben 5 matricole in rosa per la stagione 2012-2013. Il 31 gennaio 2013 cedono Tayshaun Prince, l'ultimo dei protagonisti dell'ultimo titolo, e Austin Daye ai Memphis Grizzlies in uno scambio che coinvolge anche i Toronto Raptors, ottenendo il playmaker José Calderón (migliore di sempre in NBA per percentuale di tiri liberi). I Pistons chiudono la stagione con un bilancio di 29-53, arrivando ancora una volta fuori dai play-off. Il 18 aprile 2012 viene licenziato dopo 2 stagioni l'allenatore Lawrence Frank.

In vista della stagione successiva viene ingaggiato come nuovo allenatore Maurice Cheeks, ex assistente allenatore degli Oklahoma City Thunder. Il 6 luglio 2013 ufficializzano l'ingaggio di uno dei free agent più ambiti: Josh Smith, dopo la sua ultima stagione agli Atlanta Hawks. Il 14 luglio 2013 viene poi firmato Luigi Datome, primo giocatore italiano di sempre per la franchigia e MVP del campionato italiano 2012-2013, dalla Virtus Roma. In seguito viene ingaggiato Chauncey Billups, uno dei simboli dei Pistons dell'ultimo titolo, con la cessione del quale era iniziato il declino della squadra. Il 31 luglio viene infine acquisito il playmaker Brandon Jennings dai Milwaukee Bucks in cambio di Knight, Khris Middleton e V'jačeslav Kravcov. La squadra, guidata dal duo Smith-Jennings, parte per la prima volta dopo gli anni dell'ultimo titolo attrezzata per qualificarsi per i play-off con un roster ricco di giocatori di talento. Nel corso della stagione il progetto si dimostra però fallimentare: nonostante un buon avvio, il quintetto con tre lunghi (Smith, Greg Monroe e Drummond) si dimostra ben presto disfunzionale e la squadra esce ben presto dalla corsa play-off. Il 9 febbraio 2014 Cheeks viene licenziato e al suo posto subentra il suo vice John Loyer.

Arene di giocomodifica | modifica sorgente

A Fort Wayne, Indiana:

A Detroit:

Squadra attualemodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Detroit Pistons 2012-2013.

Rostermodifica | modifica sorgente

N. Naz.   Ruolo Sportivo Anno Alt. Peso 600px Bianco e Blu (Bordato) con pallone.png
0 Stati Uniti   C Andre Drummond 1993 208 127
1 Stati Uniti   P Chauncey Billups 1976 191 95
3 Stati Uniti   G Rodney Stuckey 1986 198 93
5 Stati Uniti   G Kentavious Caldwell-Pope 1993 196 93
6 Stati Uniti   AG Josh Smith 1985 206 102
7 Stati Uniti   P Brandon Jennings 1989 185 77
9 Stati Uniti   P Tony Mitchell 1992 206 107
10 Stati Uniti   AG Greg Monroe 1990 211 113
12 Stati Uniti   G Will Bynum 1983 183 84
13 Italia   AP Luigi Datome 1987 202 95
25 Stati Uniti   AP Kyle Singler 1988 203 104
31 Rep. Dominicana   AG Charlie Villanueva 1984 211 105
33 Svezia   AP Jonas Jerebko 1987 208 105
34 Stati Uniti   P Peyton Siva 1990 183 82
55 Stati Uniti   AG Josh Harrellson 1989 209 125

Staff tecnicomodifica | modifica sorgente

Stagioni passatemodifica | modifica sorgente

Giocatorimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Cestisti dei Fort Wayne Pistons e Categoria:Cestisti dei Detroit Pistons.
Il quintetto titolare dei Pistons campioni NBA 2004

Membri della Basketball Hall of Famemodifica | modifica sorgente

Numeri ritiratimodifica | modifica sorgente

Allenatorimodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Allenatori dei Fort Wayne Pistons e Categoria:Allenatori dei Detroit Pistons.

Membri della Basketball Hall of Famemodifica | modifica sorgente

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

NBAmodifica | modifica sorgente

Titoli Anni
NBA Larry O'brien Trophy.jpg Titoli NBA 3 1989, 1990, 2004
Titoli di Conference 7 1955, 1956, 1988, 1989, 1990, 2004, 2005
Titoli di Division 11 1954-1955, 1955-1956, 1987-1988, 1988-1989, 1989-1990, 2001-2002, 2002-2003, 2004-2005, 2005-2006, 2006-2007, 2007-2008

NBLmodifica | modifica sorgente

1944, 1945
1943, 1944, 1945, 1946

Premi e riconoscimenti individualimodifica | modifica sorgente

All-NBA First Team

All-NBA Second Team

All-NBA Third Team

NBA All-Defensive First Team

NBA All-Defensive Second Team

NBA All-Rookie First Team

NBA All-Rookie Second Team

Recordmodifica | modifica sorgente

Il 13 dicembre 1983, nella partita in casa contro i Denver Nuggets si toccò il record del maggior numero di punti segnati in una partita di NBA: 370, 186 per Detroit e 184 per Denver[2].

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Frank P. Jozsa, The National Basketball Association: Business, Organization and Strategy, World Scientific, 2011, p. 72. ISBN 9789814313902.
  2. ^ Guinness World Records 2002. Milano, Mondadori, 2001. ISBN 88-04-49721-1.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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